
L’amalgama dentale è un materiale da otturazione che in passato è stato largamente utilizzato come riempimento per trattare le cavità dentali e per risolvere i problemi di carie, soprattutto nei pazienti adulti che hanno avuto problemi dentali da giovani. Tuttavia, negli ultimi anni, l’impiego dell’amalgama ha suscitato preoccupazione a causa della potenziale intossicazione da mercurio che potrebbe causare. Affaticamento e debolezza: una sensazione costante di stanchezza può insorgere a causa dell’intossicazione da mercurio. Sebbene alcuni segnali possano essere simili, i sintomi appena osservati sono comuni e riconducibili a moltissime cause, non solo all’intossicazione dentale da amalgama. Sarà necessario rivolgersi ad un dentista esperto nella rimozione dell’amalgama, azione essenziale per evitare ulteriori esposizioni al mercurio. Dopo la rimozione dell’amalgama, monitorare attentamente la salute dentale ed affrontare eventuali problemi in modo tempestivo. Nei casi più gravi, potrebbe essere utile consultare uno specialista in medicina ambientale o tossicologia che sia esperto nell’affrontare l’intossicazione da metalli pesanti. Considerare opzioni alternative per i riempimenti, come compositi dentali privi di mercurio e realizzati in ceramica, oro, porcellana, vetroionomero, amalgama d’argento e materiali compositi. Per questo consigliamo di rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità in materia d’igiene dentale. Consultare un professionista della salute competente può aiutare a comprendere meglio il problema e trovare soluzioni adeguate per migliorare il benessere dentale e generale.
Lo Studio Dentistico Acilia è un centro odontoiatrico specializzato e riconosciuto nella gestione di problematiche relative alla sicurezza dell’amalgama dentale. Le otturazioni in amalgama dentale, realizzate con una miscela di mercurio, argento, rame, stagno e talvolta zinco, sono ancora utilizzate negli Stati Uniti e in numerosi altri paesi. Spesso chiamate “otturazioni in argento”, tutte le amalgame dentali contengono il 45-55% di mercurio elementare. Il mercurio è tossico e questo veleno è riconosciuto come una sostanza chimica di grande preoccupazione perché rappresenta una pericolosa minaccia per la salute pubblica. L'uso del mercurio nelle otturazioni in amalgama dentale pone gravi rischi per la salute umanae mercurio dentale rilasciato nell'ambiente può causare danni a lungo termine alla fauna selvatica.
QUESTO SITO WEB UTILIZZA I COOKIE. Per informazioni su come utilizziamo i cookie, consulta il nostro Informativa privacyAcconsenti all'uso dei cookie se continui a utilizzare il nostro sito web. Un tempo il mercurio aveva numerosi utilizzi ma al giorno d’oggi viene utilizzato sempre di meno a causa della sua tossicità. Attualmente, a parte le amalgame dentali, il mercurio viene utilizzato nell’industria chimica ed elettronica. La comunità scientifica concorda sul fatto che il mercurio è tossico ed è, per gli esseri viventi, il materiale più pericoloso presente in natura, dopo il plutonio. L’immissione del mercurio nell’organismo può avvenire per ingestione, per inalazione dei vapori o per semplice contatto in quanto è in grado di attraversare la barriera della pelle. Per quanto riguarda il mercurio liquido (forma elementare), il principale rischio di intossicazione acuta è dato dai vapori, perché l’assorbimento cutaneo e quello intestinale sono irrilevanti.
La tossicità del mercurio è conosciuta sin dall’antichità, infatti già nell’antica Roma ne erano conosciuti gli effetti nocivi. Anticamente il mercurio era utilizzato per realizzare veleni con i quali l’avvelenato moriva lentamente di morte apparentemente naturale. Anche se in Cina, ad esempio, anticamente si riteneva che il mercurio fosse una sorta di elisir di giovinezza e alcuni imperatori pare siano morti proprio per avvelenamento da mercurio, in quanto lo ingerivano credendo nelle sue proprietà taumaturgiche. Anche la semplice rottura in casa di un termometro, sfigmomanometro o barometro rappresenta un grave fattore di rischio. Il mercurio può infatti rimanere per anni tra le pareti domestiche agendo come un veleno silenzioso.
I bambini sono particolarmente vulnerabili all’avvelenamento da mercurio, poichè il loro cervello è ancora in fase di formazione. Quando la minaccia viene dal dentista!
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L’amalgama dentario, chiamata anche piombatura, è ricavata dalla miscela tra una componente liquida, il mercurio, e una componente solida, argento e altri metalli. Il mercurio presente nell’amalgama può arrivare anche fino al 50%. Per molto tempo si è pensato che, una volta diventato duro completamente, il mercurio fosse un materiale stabile. Che cos’è l’amalgama dentale?
L’amalgama è un materiale sicuro? L’amalgama è un materiale comunemente utilizzato per le otturazioni dentali. Tuttavia, il suo utilizzo ha suscitato alcune preoccupazioni a causa della presenza di mercurio nella sua composizione, che è un metallo tossico. Nonostante ciò, le principali organizzazioni sanitarie, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno dichiarato che l’amalgama dentale è sicuro per l’uso nei pazienti. Negli ultimi anni, l’uso dell’amalgama è diminuito a favore di materiali alternativi, come le resine composite, che offrono un’estetica migliore e non contengono metalli.
Che cos’è l’amalgama dentale? In passato è stato il materiale più utilizzato in odontoiatria. L’amalgama è un materiale sicuro? Fino ad allora, l’uso del mercurio in forma libera da parte dei dentisti è vietato. La tossicità ambientale del mercurio non implica che le otturazioni in amalgama siano pericolose per i pazienti. In media una persona che ha nella propria bocca 10 otturazioni in amalgama va incontro a un assorbimento giornaliero di mercurio 50 volte inferiore ai limiti di sicurezza stabiliti dall’OMS. Per ciò che riguarda vecchie otturazioni dentarie, non si ritiene quindi necessaria la rimozione, a meno che non si sia verificata una reazione allergica, o il medico non lo ritenga necessario.
Quando togliere le otturazioni in amalgama? L’amalgama dentale può provocare reazioni allergiche legate ai metalli che la compongono. Queste reazioni si manifestano con alterazioni dell’aspetto dei tessuti gengivali, in particolare con lesioni lichenoidi in vicinanza dell’otturazione, e possono essere diagnosticate attraverso prove allergiche specifiche. Come si rimuovono le otturazioni in amalgama? isolare il dente dal quale rimuovere l’amalgama utilizzando una diga di gomma. Si tratta di un piccolo telo di gomma che viene fissato su un telaio metallico.
Cosa succede se si ingerisce l’amalgama? L’ingestione di un frammento di amalgama, nella maggior parte dei casi, non causa danni significativi alla salute. La maggior parte dell’amalgama ingerita, infatti, non viene assorbita dall’organismo. Il mercurio presente nell’amalgama è in una forma stabile (legato ad altri metalli). Durante la rimozione in sicurezza, infine, non vengono generalmente ingerite parti di otturazione, grazie alla presenza della diga di gomma e dell’aspirazione. Non da ultimo alcune persone possono essere ipersensibili o addirittura allergiche all’amalgama. Per fortuna molte delle problematiche sono reversibili. A tal proposito è importante scegliere uno studio dentistico con vasta esperienza e che attui tutte le precauzioni del caso, quali l’uso della diga, aspiratori chirurgici in quanto l’irrigazione durante l’eliminazione del metallo deve essere abbondante al fine di garantire un raffreddamento. Questo protocollo è stato creato dal naturopata che collabora con lo studio.
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L’amalgama è una miscela di metalli (argento, mercurio, stagno e rame) tenuti insieme da mercurio, che compone circa il 50%, ed usata per le otturazioni dentali. È stato dimostrato che le otturazioni dentali in amalgama rilasciano costantemente ioni di metalli e mercurio nella saliva e che tali otturazioni rilasciano anche vapori di mercurio che finiscono nell’ipofisi. presenza di più otturazioni in amalgama o di altri metalli (per esempio ponti in oro o palladio) che hanno potenziali diversi e la loro vicinanza produce un aumento del rilascio di ioni nella saliva;suscettibilità individuale all’amalgama;genotipo APO E che produce ipersensibilità agli effetti tossici dell’amalgama;esposizione all’amalgama in utero o nei primi mesi di vita (quando la madre ha già delle otturazioni, il carico tossico passa al nascituro e, ancora peggio, quando mette o toglie delle otturazioni in amalgama in gravidanza o durante l’allattamento, passa il carico tossico al figlio).
L’intossicazione cronica da amalgama è prodotta dal rilascio continuo di ioni metallici nella saliva e da vapori di mercurio nel cavo orale. Mentre l’intossicazione acuta da mercurio si diagnostica con il dosaggio nel sangue e nelle urine, per diagnosticare l’intossicazione cronica da amalgama bisogna fare delle indagini diverse (vedi sotto). Il Prof. Max Daunderer, professore di Tossicologia Clinica all’Università Tecnica di Monaco, sin dagli anni Novanta ha documentato dei casi di avvelenamento cronico da mercurio e metalli derivanti dall’amalgama e ha scritto tre manuali universitari di tossicologia clinica sull’argomento.
Sin da allora ha curato insieme al Dott. inizialmente si manifestano alterazioni dell’umore fino a veri e propri disturbi psichici, come ansia immotivata, depressione, rabbia immotivata; subito dopo si presentano alterazioni funzionali a carico del sistema nervoso centrale; infine si manifestano malattie autoimmunitarie, Sensibilità Chimica Multipla ed Elettrosensibilità. La tipizzazione della sottopopolazione linfocitaria (LTT-MELISA) si fa in qualsiasi ospedale o laboratorio; non è specifico della diagnosi da intossicazione da metalli ma documenta i danni che solitamente i danni causano sul sistema immunitario. Il test LTT-MELISA fa la diagnosi dell’allergia di tipo IV ai metalli (i campioni vanno inviati con corriere entro 24 ore dal lunedì al giovedi’ e di solito molti si rivolgono al sevizio di TNT global express che costa una cinquantina di euro); si fa al laboratorio di Tossicologia di Brema.
Soprattutto se il test LTT-MELISA è risultato positivo è consigliabile fare un’accurata analisi delle analisi autoimmunitarie. Concordate con il vostro medico di base o un reumatologo gli esami più indicati al vostro caso. Si segnala che il Primario di Reumatologia dell’Ospedale Santo Spirito Fatebenefratelli sulla Cassia, Prof. La rimozione dell’amalgama è il momento in cui il paziente rischia di più esposto ai vapori del mercurio perché il materiale viene riscaldato e frammentato. Per questo è assolutamente fondamentale rimuovere le otturazioni in amalgama con il seguente protocollo di sicurezza che è stato descritto dal Prof. Max Daunderer sulla base della sua esperienza su oltre 2500 pazienti intossicati.
Purtroppo in Italia ci sono decine e decine di dentisti che dicono di essere esperti nella rimozione dell’amalgama, ma non lo sono. I malati infatti ci contattano per dirci che hanno avuto delle gravi reazioni subito dopo la rimozione. Il Prof. I trattamenti senza senso sono secondo il prof. Secondo il prof. I medici difficilmente conoscono la tossicità dell’amalgama dentale perché all’università non viene insegnata la tossicità cronica a basse dosi. Il libro del Prof. Max Daunderer dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera, intitolato “Amalgama”; il libro del Dott.
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Per questo motivo è essenziale affidarsi a specialisti con protocolli consolidati, a un laboratorio affidabile per analisi autoimmunitarie e a una gestione multidisciplinare della salute del paziente. Le alternative all’amalgama includono resine composite, ceramica, oro, porcellana, vetroionomero e materiali compositi avanzati, che offrono estetica migliore e assenza di mercurio.
| Materiali alternativi | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Resine composite | Estetica, meno rischio di tossicità | Possibile minor longevità rispetto ad amalgama in alcuni casi |
| Ceramica | Stabilità bio-meccanica, estetica | Costi elevati, preparazione conservativa necessaria |
| Oro | Durata elevata, biocompatibilità | Costi molto elevati |
La comunità scientifica converge sull’importanza di monitorare la salute dopo la rimozione e di considerare alternative non mercurio-based. L’OMS e altre organizzazioni internazionali hanno studiato il tema e individuato percorsi di gestione che bilanciano efficacia clinica e sicurezza ambientale.
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