Perché alcuni rum sanno di collutorio

Il rum è un distillato complesso, frutto di fermentazione e distillazione della canna da zucchero o della sua melassa, il cui profilo aromatico varia enormemente in funzione della materia prima, della fermentazione, della distillazione e dell'invecchiamento. A partire da questi elementi è possibile spiegare perché alcuni rum possono ricordare, al naso o in bocca, profumi che evocano un collutorio o sensazioni medicinali.

La materia prima e i composti aromatici di base

La materia prima del rum è la canna da zucchero, utilizzata in due forme principali. La più diffusa è la melassa, sottoprodotto della lavorazione dello zucchero, ricca di zuccheri residui e composti aromatici. In alternativa si utilizza il succo fresco di canna da zucchero, base del rum agricolo, che conserva una maggiore espressione vegetale e territoriale. In entrambi i casi la materia prima viene sottoposta a fermentazione alcolica, durante la quale i lieviti trasformano gli zuccheri in alcool etilico e sviluppano una vasta gamma di composti aromatici.

Fermentazione: origine degli esteri e degli acidi

La fermentazione del rum è molto semplice: aggiungere il lievito al succo di canna o alla melassa. Il lievito si ciba della parte zuccherina e crea l’alcol etilico, gli acidi e gli altri elementi che verranno estratti con la distillazione. La fermentazione avviene con dei tempi molto diversi: alcuni si limitano a 24 ore, altri a 15 giorni a seconda del rum che si vuole ottenere. Più sarà lunga la fermentazione più il rum avrà alte dosi di alcol, acido e residuo per avere un prodotto molto più corposo.

Durante fermentazioni lunghe e nelle fermentazioni spontanee (dipendenti da microrganismi ambientali) si formano numerosi esteri e acidi volatili (acido etanoico, acido propionico, acidi più pesanti) che, se presenti in concentrazioni elevate o distillati in modo da conservarli, possono dare note pungenti, aggressive o “medicinali” riconducibili a sensazioni che alcuni associano al collutorio.

Distillazione: come il metodo influenza il profilo

Il liquido fermentato viene quindi sottoposto a distillazione, che può avvenire in alambicco discontinuo oppure in colonna di distillazione continua. L’alambicco produce distillati più ricchi e strutturati, mentre la colonna consente di ottenere un alcool più leggero e neutro. La distillazione separa l’alcol dall’acqua per selezionare gli aromi che si desidera ottenere. Per i prodotti commerciali di medio e basso prezzo il prodotto fermentato viene inserito in alambicchi continui e distillato una sola volta per ottenere un liquido trasparente con una gradazione tra i 70 e i 90 gradi.

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Se la distillazione è “leggera” e finalizzata a un distillato neutro, molte delle molecole aromatiche pesanti vengono eliminate. Al contrario, la distillazione in alambicco di tipo tradizionale (batch, a ripasso) tende a conservare una quota maggiore di composti volatili caratteristici: esteri, aldeidi e fenoli che, in alcuni casi, possono ricordare note mentolate o di “collutorio”.

Composti responsabili delle note mentolate o medicinali

Ci sono alcuni composti chimici che, se presenti, contribuiscono alla sensazione di “collutorio”:

  • Alcoli superiori e alcoli fenolici: a concentrazioni elevate possono avere profumi pungenti o solventi.
  • Esteri particolari: alcuni esteri prodotti durante fermentazioni lunghe (o da ceppi di lievito particolari) possono donare sentori incisivi e talvolta “freschi”.
  • Aldehidi e chetoni: responsabili di note verdi, fruttate ma anche pungenti se marcate.
  • Composti mentolati o eucaliptolici: presenti in tracce, possono derivare da aggiunte aromatizzanti (spezie, erbe) o, meno frequentemente, da contaminazioni o utilizzo di botti precedentemente usate per liquori contenenti tali aromi.
  • Sostanze volatili di reazione legate all'invecchiamento e alla caramellizzazione: alcuni prodotti di ossidazione o di reazioni con il legno possono creare sensazioni balsamiche.

Stili produttivi e paesi: dove è più probabile incontrare queste note

I rum agricoli mostrano spesso note più vegetali, erbacee e floreali, mentre i rum da melassa possono sviluppare aromi più dolci e profondi. Nei paesi di influenza britannica si producono rum generalmente più strutturati e ricchi, spesso ottenuti con fermentazioni lunghe e distillazione discontinua. Questi rum, specie quelli “heavy” della Giamaica o i Grand Arôme, possono contenere grandi quantità di esteri e composti potenti che, in soggetti sensibili, vengono percepiti come medicinali o simili al collutorio.

Al contrario, i rum di stile spagnolo (ron) distillati in colonna e più leggeri tendono a profili dolci e neutri, meno inclini a note pungenti. Anche il rum francese agricolo (rhum agricole) può mostrare sentori verdi, erbacei e talvolta mentolati, ma con una gamma più floreale e fruttata.

Invecchiamento, legno e contaminazioni aromatiche

Dopo la distillazione, il rum può essere imbottigliato giovane oppure sottoposto a invecchiamento in botti di legno, generalmente di rovere, spesso precedentemente utilizzate per bourbon o altri distillati. Le botti possono trasferire al distillato tannini, vanillina, lactoni e note tostate. Tuttavia, se una botte è stata utilizzata per liquori molto aromatici o per infusi a base di eucalipto, menta o derivati, residui possono influenzare il profilo finale. Anche l'uso di caramello o zucchero abbrustolito per la colorazione può mascherare o accentuare alcuni aspetti aromatici; in alcuni casi si ricorre ad aggiunte per uniformare il prodotto, che possono modificare la percezione generale.

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Altre cause: aggiunte e pratiche produttive

Per alcuni tipi di rum possono essere aggiunti altri aromatizzanti come spezie, uvetta, ananas, vaniglia. I rum speziati (o spiced) vengono preparati con un distillato base arricchito con spezie che possono generare sensazioni balsamiche o di mentolo se sono presenti determinati ingredienti. Inoltre, processi come la miscelazione di lotti differenti o l'uso intensivo di dunder (residui di fermentazioni precedenti) nella produzione di alcuni rum scuri possono aumentare la complessità e la presenza di note pungenti.

Percezione sensoriale: soggettività e contesto

La descrizione “sa di collutorio” è in parte soggettiva: la stessa molecola può essere piacevole o sgradevole a seconda della concentrazione e del contesto sensoriale. Un aroma mentolato in piccole tracce può risultare fresco e gradevole; se dominante, può evocare prodotti medicinali. Allo stesso modo, i rum molto ricchi di esteri possono risultare fruttati e complessi per alcuni degustatori, mentre per altri avranno connotazioni “aspre” o “chimiche”.

Come distinguere un rum “medicinale” da uno alto di qualità

Una tecnica molto semplice per smascherare i rum “imbroglioni”, consiglia un esperto bartender, è quella di prendere un po’ di rum tra le mani e sfregare le dita finché non si perde il liquido. Se la mano resta asciutta allora il rum è secco ed è di buona qualità; al contrario, se resta appiccicaticcia vuol dire che quel rum contiene più zuccheri aggiunti che alcol.

In generale, rum prodotti con fermentazioni lunghe, alambicchi discontinuo e invecchiamenti in botti selezionate tendono a offrire complessità senza risultare “medicinali”, mentre rum con profili eccessivamente pungenti potrebbero essere il frutto di scelte produttive estreme, difetti di fermentazione o contaminazioni aromatiche.

Consigli per chi percepisce note di collutorio

  1. Provare rum di stili diversi (bianco, amber, scuro, agricolo) per identificare quali caratteristiche vi danno fastidio.
  2. Assaggiare piccole dosi a diverse temperature: la temperatura ideale per degustare il rum è tra i 18 e i 20 gradi; aromi volatili e pungenti possono attenuarsi cambiando temperatura.
  3. Scegliere rum distillati in alambicco discontinuo se si cercano aromi più caldi e meno “chimici”.
  4. Leggere la descrizione produttiva: fermentazione lunga, uso di dunder, presenze di spezie o invecchiamento in certe botti possono spiegare note particolari.
  5. Se la sensazione è sgradevole, preferire rum più leggeri, di stile cubano/portoricano o rum bianchi filtrati e neutri per cocktail.
schema processo produzione rum: coltivazione, fermentazione, distillazione, invecchiamento

Tabella riepilogativa: fattori che possono generare note “da collutorio”

Fattore Meccanismo Effetto sensoriale
Fermentazione lunga/spontanea Maggiore produzione di esteri e acidi Note pungenti, fruttate/“aspre”
Distillazione in alambicco (se conservati certi heads/tails) Conservazione di composti volatili pesanti Aromi intensi, talvolta medicinali
Residui in botti Trasferimento di aromi preesistenti Note eucaliptoliche/mentolate
Aggiunte aromatiche (spezie, botanici) Infusione di ingredienti Possibili sentori balsamici
Difetti di produzione/contaminazioni Processo mal controllato Odori sgradevoli o chimici
video spiegazione profili aromatici del rum e prova olfattiva

Osservazioni finali sul gusto e sulla scelta

Il rum è una bevanda dalla storia e dalla varietà sensoriale straordinarie: può andare dal profilo floreale e fruttato del rhum agricole francese, al carattere potente e aromatico dei rum giamaicani, fino alla leggerezza dei ron ispanici. Le note che talvolta vengono percepite come “di collutorio” sono il risultato di una combinazione di fermentazione, distillazione, invecchiamento e possibili aggiunte aromatiche o contaminazioni, nonché della soggettività percettiva del degustatore. Conoscere il processo produttivo e lo stile del rum aiuta a prevedere e scegliere il profilo sensoriale più adatto ai propri gusti.

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