San Paolo, l’alberone della Famiglia Paolina: la vita di Giacomo Alberione

Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, fu uno dei più creativi apostoli del XX secolo. Nato a San Lorenzo di Fossano (Cuneo) il 4 aprile 1884, ricevette il Battesimo il giorno successivo. Il piccolo Giacomo, quartogenito, avverte presto la chiamata di Dio: in prima elementare, interrogato dalla maestra su cosa farà da grande, egli risponde: “Mi farò prete!”. Trasferita la famiglia nel comune di Cherasco, parrocchia San Martino, diocesi di Alba, il parroco don Montersino aiuta l'adolescente a prendere coscienza e a rispondere alla chiamata.

Nella notte del 31 dicembre 1900, che divide i due secoli, prega per quattro ore davanti al Santissimo Sacramento. L'itinerario del giovane Alberione prosegue intensamente negli anni dello studio della filosofia e teologia. Il 29 giugno 1907 viene ordinato sacerdote. Segue una breve ma decisiva esperienza pastorale in Narzole (Cuneo), in qualità di vice parroco. Là incontra il giovinetto Giuseppe Giaccardo, che per lui sarà ciò che fu Timoteo per l'Apostolo Paolo. Nel Seminario di Alba svolge il compito di Padre Spirituale dei seminaristi maggiori e minori, e di insegnante in varie materie. Si presta per predicazione, catechesi, conferenze nelle parrocchie della diocesi.

Comprende che il Signore lo guida ad una missione nuova: predicare il Vangelo a tutti i popoli, nello spirito dell'Apostolo Paolo, utilizzando i mezzi moderni di comunicazione. Tale missione, per avere efficacia e continuità, deve essere assunta da persone consacrate, poiché “le opere di Dio si fanno con gli uomini di Dio”. Così il 20 agosto 1914, mentre a Roma muore il Santo Pontefice Pio X, ad Alba Don Alberione dà inizio alla “Famiglia Paolina” con la fondazione della Pia Società San Paolo. La famiglia umana - alla quale don Alberione si ispira - è composta di fratelli e sorelle. La prima donna che segue don Alberione è Teresa Merlo, una ragazza ventenne di Castagnito (Cuneo): con il suo contributo, Alberione dà inizio alla Congregazione delle Figlie di San Paolo (1915).

Infografica: linee temporali della nascita e fondazione della Famiglia Paolina

Nel dicembre 1918 avviene una prima partenza di “Figlie” verso Susa: inizia una coraggiosa storia di fede e di intraprendenza, che genera anche uno stile caratteristico, denominato “alla paolina”. Questo cammino sembra interrompersi nel 1923, quando Don Alberione si ammala gravemente e il responso dei medici non lascia speranze. Ma il Fondatore riprende miracolosamente il cammino: “San Paolo mi ha guarito” commenterà in seguito. L'anno successivo prende vita la seconda congregazione femminile: le Pie Discepole del Divin Maestro, per l'apostolato eucaristico, sacerdotale, liturgico. A guidarle nella nuova vocazione Don Alberione chiama la giovane Suor M.

Sul piano apostolico, Don Alberione promuove la stampa di edizioni popolari dei Libri Sacri e punta sulle forme più rapide per far giungere il messaggio di Cristo ai lontani: i periodici. Nel 1912 era già nata la rivista Vita Pastorale destinata ai parroci; nel 1921 nasce il foglio liturgico-catechetico La Domenica; nel 1931 nasce Famiglia Cristiana, rivista settimanale con lo scopo di alimentare la vita cristiana delle famiglie. Seguiranno La Madre di Dio (1933), “per svelare alle anime le bellezze e le grandezze di Maria”; Pastor bonus (1937), rivista mensile in lingua latina; Via, Verità e Vita (1952), rivista mensile per la conoscenza e l'insegnamento della dottrina cristiana; La Vita in Cristo e nella Chiesa (1952), con lo scopo di far “conoscere i tesori della Liturgia, diffondere tutto quello che serve alla Liturgia, vivere la Liturgia secondo la Chiesa”.

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Si pone pure mano alla costruzione del grande tempio a San Paolo in Alba. Seguiranno i due templi a Gesù Maestro (Alba e Roma) e il santuario alla Regina degli Apostoli (Roma). Soprattutto si mira ad uscire dai confini locali e nazionali. Intanto cresce l'edificio spirituale: il Fondatore inculca lo spirito di dedizione mediante “devozioni” di forte carica apostolica: a Gesù Maestro e Pastore “Via e Verità e Vita”, a Maria Madre, Maestra e Regina degli Apostoli; a San Paolo Apostolo. È proprio il riferimento all'Apostolo che qualifica nella Chiesa le nuove istituzioni come “Famiglia Paolina”.

Schema delle istituzioni paoline e loro fasi evolutive

La meta che il Fondatore vuole sia assunta come il primo impegno, è la conformazione piena a Cristo: accogliere tutto il Cristo Via, Verità e Vita in tutta la persona, mente, volontà, cuore, forze fisiche. Durante la sosta forzata della seconda guerra mondiale (1940-1945), il Fondatore non si arresta nel suo itinerario spirituale. Egli va accogliendo in misura crescente la luce di Dio in un clima di adorazione e contemplazione. Ne sono testimonianza i Taccuini spirituali, nei quali Don Alberione annota le ispirazioni, i mezzi da adottare per rispondere al progetto di Dio. E in questa atmosfera nasccono le meditazioni che ogni giorno detta ai figli e alle figlie, le direttive per l'apostolato, la predicazione di innumerevoli ritiri e corsi di esercizi (raccolti in altrettanti volumetti).

La premura del Fondatore è sempre la stessa: far comprendere a tutti che “la prima cura nella Famiglia Paolina sarà la santità della vita, la seconda la santità della dottrina”. Nel 1954, ricordando il 40° di fondazione, Don Alberione accettò per la prima volta che si scrivesse di lui nel volume Mi protendo in avanti, ed esaudì la richiesta di avere alcuni suoi appunti sulle origini della fondazione. Nacque così il volumetto Abundantes divitiæ gratiæ suæ, che viene considerato come la “storia carismatica della Famiglia Paolina”.

Famiglia che andò completandosi fra il 1957 e il 1960, con la fondazione della quarta congregazione femminile, l'Istituto Regina Apostolorum per le vocazioni (Suore Apostoline), e degli Istituti di vita secolare consacrata: San Gabriele Arcangelo, Maria Santissima Annunziata, Gesù Sacerdote e Santa Famiglia. Negli anni 1962-1965 don Alberione è protagonista silenzioso ma attento del Concilio Vaticano II, alle cui sessioni partecipa quotidianamente. Egli visse 87 anni. Compiuta l'opera che Dio gli aveva affidata, il 26 novembre 1971 lasciò la terra per prendere il suo posto nella Casa del Padre. Le sue ultime ore furono confortate dalla visita e dalla benedizione del Papa Paolo VI, che mai nascose la sua ammirazione e venerazione per Don Alberione.

Video storia della Famiglia Paolina

“Eccolo: umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile, sempre raccolto nei suoi pensieri, che corrono dalla preghiera all'opera, sempre intento a scrutare i “segni dei tempi”, cioè le più geniali forme di arrivare alle anime, il nostro Don Alberione ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi, nuovi mezzi per dare vigore e ampiezza al suo apostolato, nuova capacità e nuova coscienza della validità e della possibilità della sua missione nel mondo moderno e con i mezzi moderni.”

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1. "Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia" (Sal 117,1). Così canta la Chiesa oggi, in questa seconda domenica di Pasqua, Domenica della Divina Misericordia. Per una provvidenziale coincidenza, ho la gioia di elevare agli onori degli altari sei nuovi Beati proprio in questa Domenica in cui celebriamo la "Divina misericordia". 2. "Questi (segni) sono stati scritti... perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome" (Gv 20,31). La Buona Novella è un messaggio universale destinato agli uomini di tutti i tempi. Esso è diretto personalmente a ciascuno e chiede di essere tradotto in vita vissuta. Quando i cristiani diventano "vangeli viventi", si trasformano in "segni" eloquenti della misericordia del Signore e la loro testimonianza raggiunge più facilmente il cuore delle persone. Quali docili strumenti nelle mani della Provvidenza divina, incidono profondamente nella storia.

3. Il beato Giacomo Alberione intuì la necessità di far conoscere Gesù Cristo, Via Verità e Vita, "agli uomini del nostro tempo con i mezzi del nostro tempo" - come amava dire - , e si ispirò all'apostolo Paolo, che definiva "teologo e architetto della Chiesa", rimanendo sempre docile e fedele al Magistero del Successore di Pietro, "faro" di verità in un mondo spesso privo di saldi riferimenti ideali. Quale formidabile eredità egli lascia alla sua Famiglia religiosa!

4. In un'epoca e in un contesto diversi rifulse per santità il beato Marco d'Aviano, nel cui animo ardeva il desiderio di preghiera, di silenzio e di adorazione del mistero di Dio. Questo contemplativo itinerante per le strade dell'Europa fu al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi. Profeta disarmato della misericordia divina, fu spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l'unità dell'Europa cristiana.

5. Sorprendente è quanto Iddio ha compiuto attraverso Maria Cristina Brando. La sua è una spiritualità eucaristica ed espiatrice, che si articola in due linee come "due rami che partono dallo stesso tronco": l'amore di Dio e quello del prossimo. 6. Protesa interamente a diffondere l'amore ai Cuori di Cristo e di Maria fu la beata Eugenia Ravasco. Contemplando questi due Cuori, Ella si appassionò al servizio del prossimo e consumò la vita con letizia per i giovani e i poveri. 7. Sulla medesima scia si colloca la beata Maria Domenica Mantovani. Questa degna figlia della terra veronese, discepola del beato Giuseppe Nascimbeni, si ispirò alla santa Famiglia di Nazaret per farsi "tutta a tutti", sempre attenta alle necessità del "povero popolo". Straordinario fu il suo modo di essere fedele in ogni circostanza sino all'ultimo respiro alla volontà di Dio, dal quale si sentiva amata e chiamata. 8. Che dire, poi, della beata Giulia Salzano? Questa nuova Beata ci incoraggia a perseverare nella fede e a non perdere mai la fiducia in Dio, che tutto opera. 9. "Eterna è la misericordia di Dio!", che risplende in ciascuno dei nuovi Beati. Davvero eterna, o Signore, è la tua misericordia! Tu non abbandoni chi a Te ricorre. Aiutaci, Maria, Madre della Misericordia, a proclamare con la nostra esistenza che "eterna è la misericordia di Dio". Ora e sempre. Amen!

ITA - ESP - ENG «Eccolo umile, silenzioso, instancabile, raccolto nei suoi pensieri che corrono dalla preghiera all'opera, sempre intento a scrutare i segni dei tempi. Il nostro Don Alberione ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi, nuovi mezzi per dare vigore e ampiezza al suo apostolato... Lasci che il Papa, a nome di tutta la Chiesa, esprima la sua gratitudine.» Così si esprime Paolo VI il 28 giugno 1969. Don Alberione è in udienza dal Papa accompagnato dai partecipanti al secondo Capitolo generale e da una folta rappresentanza di Paolini e Paoline. In questa occasione il Papa conferisce al fondatore della Famiglia Paolina la croce "Pro Ecclesia et Pontifice".Due anni più tardi, il 26 novembre del 1971, nel tardo pomeriggio, Paolo VI visita in forma privata Don Alberione morente. Alle 18,26 dello stesso giorno Don Alberione chiude la sua esistenza terrena. Le ultime parole lasciate come testamento spirituale ai suoi figli e alle sue figlie sono un invito alla speranza: "Muoio... prego per tutti, Paradiso!".

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Queste sono le tappe essenziali della sua vita: 1884, 4 aprile - Giacomo Alberione nasce a San Lorenzo di Fossano (Cuneo), Piemonte, nord d’Italia. 1890-1891 - Inizia la scuola primaria a Cherasco (Cuneo) e un anno dopo dice alla maestra: “Da grande mi farò prete!”. 1896, 25 ottobre - Entra nel Seminario di Bra (Cuneo). Ne esce nell'aprile 1900. 1900, ottobre - Entra nel seminario di Alba (Cuneo). È diretto dal Can. Chiesa. 1900, 31 dicembre - Durante l’adorazione notturna nel duomo di Alba “si sentì obbligato a fare qualche cosa per il Signore e gli uomini del nuovo secolo”. 1907, 29 giugno - È ordinato sacerdote ad Alba. Si laurea in teologia, e dopo un breve ministero a Narzole, è nominato Direttore spirituale dei Seminaristi. 1912 - Comincia a pubblicare la rivista “Vita pastorale”. 1913, 12 settembre - Assume la direzione del settimanale “Gazzetta d'Alba”. 1914, 20 agosto - Apre la Scuola tipografica “Piccolo Operaio”, la futura Società San Paolo (SSP), con due ragazzi: Desiderio Costa e Torquato Armani. 1915, 15 giugno - Fonda le Pia Società delle Figlie di San Paolo (FSP). 1917, 30 giugno - Fonda l’Unione Cooperatori Buona Stampa (oggi “Associazione Cooperatori Paolini”).

Linea del tempo riassuntiva delle tappe principali

1921 - Nasce “La Domenica”, periodico che lui chiama il “viceparroco di carta”. 1924, 10 febbraio - Fonda le Pie Discepole del Divin Maestro (PDDM). 1924, 1° ottobre - Comincia a pubblicare la rivista “Il Giornalino”. 1926, 13 gennaio - Invia Don Giaccardo a fondare una comunità a Roma. 1927, 12-13 marzo - Erezione canonica della Società San Paolo e Voti religiosi di Don Alberione dinanzi al Vescovo di Alba, Mons. Francesco Re. 1931 - Prime fondazioni paoline all’estero: Brasile, Argentina e Stati Uniti. 1931, 25 dicembre - Nasce il settimanale “Famiglia Cristiana”. 1932, 15 agosto - Inizia la rivista “La Madre di Dio”. 1936, luglio - Don Alberione si trasferisce stabilmente da Alba a Roma. 1938, 7 ottobre - Fonda le Suore di Gesù Buon Pastore, le “Pastorelle” (SGPB). 1940-1945 - Guerra mondiale: fa voto di erigere un santuario a Maria per la salvezza di tutti i membri della Famiglia Paolina. 1941, 10 maggio - Approvazione pontificia della SSP e delle sue Costituzioni. 1954, 30 novembre - Consacrazione del Santuario Regina Apostolorum a Roma. 1957, aprile-maggio - Primi Capitoli generali degli istituti SSP, FSP, PDDM. 1959, 29 giugno - Fonda le Suore di Maria Regina Apostolorum per le vocazioni, le Apostoline. 1960, aprile - Corso mensile di Esercizi ad Ariccia (Roma) per l'aggiornamento e approvazione pontificia degli Istituti paolini di vita secolare consacrata. 1962-1965 - Don Alberione partecipa al Concilio Vaticano II. 1963, 3 dicembre - Decreto conciliare Inter Mirifica. 1969, 28 giugno - Onorificenza Pro Ecclesia et Pontifice. 1969, 5 agosto - Il II Capitolo generale SSP proclama Don Alberione Superiore generale emerito ed elegge a succedergli don Luigi Damaso Zanoni. 1971, 26 novembre - Alle 18,30 Don Alberione spira nella sua camera di Casa generalizia. 1981, 4 maggio - Nulla osta per la sua Causa di Beatificazione. 1996, 25 giugno - È dichiarato Venerabile. 2003, 27 aprile - Don Alberione è dichiarato Beato.

Questa sua grande opera era già stata prefigurata nel lontano 1918 quando Don Alberione, parlando ad un piccolo gruppo dei suoi primi giovani, ispirato dallo Spirito diceva loro: "Alzate gli occhi, mirate in alto un grande albero di cui non si vede la cima: questa è la nostra Casa, che è davvero un "alberone"; voi non siete che alle radici. La Casa attuale, infatti, è soltanto la radice di questo grandissimo albero. Voi siete ai piedi di una grande montagna, salite su, mirate l'orizzonte, è tutto il mondo". Don Alberione è rimasto affascinato da Paolo così da vedere la persona e la missione del grande apostolo quasi come un riferimento ideale per la propria missione. E vedendo la sua opera crescere e consolidarsi, ha potuto dire e scrivere che «non lui, ha fondato la Famiglia Paolina, ma S. Paolo stesso ne è il fondatore, il modello, il protettore, il padre; è lui che ha cercato noi, non noi che abbiamo cercato lui» (AD, 2).

Ma «prima di mettere l’Istituto sotto la protezione di S. Paolo Apostolo si è pregato molto. Si voleva un santo che eccellesse in santità e nello stesso tempo fosse esempio di apostolato. Sembra però che egli avesse qualche timore a indicare subito l’apostolo Paolo non solo come un Protettore, ma come la figura quasi emblematica e di riferimento della sua opera, o istituzione. Come sappiamo, all’inizio l’aveva chiamata “Scuola tipografica” per i ragazzi, e per le ragazze “Laboratorio femminile”...

Questi nomi generici, che per sé non dicono niente di significativo, avevano però dietro di sé il nome di Don Alberione che diceva qualcosa, in tutta la diocesi albese. Il fondatore della Famiglia Paolina non ha avuto paura di mirare in alto, impegnando i suoi figli e figlie a confrontarsi con un modello che non dà tregua: Paolo infatti appare sempre in una continua tensione di tutto se stesso nel compimento della missione affidatagli - «Guai a me se non annuncio il vangelo» (1Cor 9,16) - e sempre attento a valorizzare tutto ciò che poteva renderla sempre più efficace. Questo impegno senza sosta dovette essere uno degli elementi che, nonostante la grandezza del personaggio, lo fecero sentire a Don Alberione congeniale a se stesso e all’opera cui stava dando vita nella Chiesa: contribuire in modo originale ad evangelizzare il mondo nel sec.

Giacomo Alberione nasce a San Lorenzo di Fossano (Cuneo, Piemonte) il 4 aprile 1884, quinto figlio di Michele e Teresa Allocco. Nell'ottobre 1900 entra nel seminario diocesano di Alba e il 29 giugno 1907 viene ordinato sacerdote. Il 20 agosto 1914 dà inizio, in Alba, alla Società San Paolo per l’evangelizzazione con gli strumenti della comunicazione sociale, seguita dalle altre fondazioni che costituiscono la Famiglia Paolina: Figlie di San Paolo, Pie Discepole del Divin Maestro, Suore di Gesù Buon Pastore, Istituto Regina Apostolorum per le vocazioni (Suore Apostoline); gli Istituti aggregati: San Gabriele Arcangelo, Maria SS.ma Annuziata, Santa Famiglia e Gesù Sacerdote; i Cooperatori Paolini. Fa più volte i giro del mondo per incontrarsi con i suoi figli e figlie sparsi in tutti i continenti della terra e spronarli ad una vita sempre più contemplativa e apostolica. Il segreto della sua vasta attività apostolica va ricercato nella sua vita interiore protesa in un crescendo continuo a realizzare le parole dell’apostolo Paolo: “Non son più io che vivo, è Cristo che vive in me” (Gal 2,20).

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