Procedura di sostituzione della corona su impianto dentale

Se non hai ben chiaro quale sia la differenza tra impianto e corona, sei nel posto giusto. L’impianto e la corona sono due cose diverse. L’impianto è una vite (di solito in titanio), che viene inserita nell’osso. Questa vite sostituisce la radice del dente che è andato perso e sorregge una corona artificiale, cioè la parte visibile in bocca. La corona dentale è un cappuccio protesico in ceramica o zirconia che ricopre un dente naturale danneggiato o si applica sopra un impianto per ricostruire la parte visibile. La corona artificiale, realizzata in diversi materiali (come resina o ceramica) è la replica di questa parte anatomica del dente.

Se è così la sostituzione può avvenire solo se si riesce a rimuovere la parte di vite rimasta in bocca all'interno dell'impianto, ma non si tratta di una procedura semplicissima... L’impianto è posizionato nell’osso attraverso un intervento chirurgico. Si tratta della parte visibile del dente, che spunta dalla gengiva. Dato che la corona è solo una parte dell’impianto, il suo costo è più basso.

Quando è necessaria la sostituzione della corona su impianto

Quando una vecchia corona dentale è danneggiata o particolarmente rovinata, è necessario sostituirla con una nuova, in modo da ottenere miglioramenti in termini di precisione, forma e colore. Spesso i pazienti ci chiedono di cambiare le vecchie capsule, anche soltanto per motivi estetici, causati dal tempo e dall’usura del manufatto preesistente, o semplicemente dalla retrazione gengivale. Infatti, se le gengive tendono a recedere, diventa visibile a poco a poco il bordino metallico della struttura sottostante.

La presentazione di una vite passante può portare a delle implicazioni estetiche. Le corone dentali in ceramica o porcellana assicurano risultati estremamente naturali e sono, per questo, ampiamente utilizzate nel campo dell’estetica dentale.

schema impianto e corona

Valutazione iniziale e diagnostica

Per rimuovere la capsula dentale da sostituire, è necessario per prima cosa fare una radiografia del dente interessato, che ci permetta di capire se lo stesso è stato precedentemente devitalizzato, oppure se è ancora vitale. Al sondaggio può essere utile abbinare l'indagine radiografica, che trova già impiego qualora ci si voglia accertare del corretto accoppiamento fra corona e abutment.

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È necessario esaminare attentamente il moncone e accertarsi della sua integrità. È necessario curare le eventuali piccole carie presenti e valutare la salute e la quantità del tessuto dentale rimasto. Se, dopo la rimozione del tessuto cariato e la cura canalare, resta poca superficie a cui ancorarsi, è consigliabile utilizzare un perno moncone, ovvero una struttura protesica di supporto cementata nella radice, che funge da dente limato.

Rimozione della corona: tecniche e precauzioni

Quando viene incapsulato un dente, in generale si procede prima con il trattamento del dente stesso. Per rimuovere la capsula dentale da sostituire, nel primo caso, possiamo provare a togliere la vecchia corona senza l’utilizzo di anestetico, oppure con una dose molto bassa di anestesia, che servirà soprattutto a non far avvertire al paziente alcun dolore a livello gengivale. Se invece non è stato tolto il nervo, potrebbe essere necessario eseguire sul momento una terapia canalare, perciò si impiega anestetico locale, ove richiesto in abbinamento al nostro sistema di sedazione cosciente Reinhold.

A questo punto, si procede alla rimozione del manufatto protesico, aiutandoci nell’operazione con uno strumento di rimozione chiamato estrattore, in grado di togliere il manufatto protesico senza romperlo. La corona rimossa, se integra, può essere riutilizzata in corso di lavoro come elemento provvisorio. A volte però è necessario tagliarla, tramite apposite frese odontoiatriche, ovvero degli strumenti rotanti in grado di dividere la capsula fino alla struttura in metallo. Di solito si procede con degli strumenti appositi, chiamati frese, che hanno il compito di tagliare la vecchia capsula, permettendone la rimozione che effettua il dentista. Una volta tagliata, la capsula verrà rimossa e il dentista potrà controllare le condizioni del moncone sottostante.

In molti casi la sostituzione può avvenire solo se si riesce a rimuovere la parte di vite rimasta in bocca all'interno dell'impianto, ma non si tratta di una procedura semplicissima. A seguito di una gengivectomia ... il mio dentista mi ha parlato di una capsula cementata su impianto non più congrua alla mutata situazione gengivale e da sostituire. Il collega mi ha parlato della difficoltà di sostituire la capsula cementata su impianto e del rischio di compromettere l'impianto a causa della rimozione della capsula.

Sostituzione su impianto: corona cementata vs corona avvitata

L'opzione più immediata è quella che deriva direttamente dalla protesi tradizionale, corona cementata su moncone: quello naturale sarà sostituito dall'abutment implantare. L'alternativa è una semplice conseguenza della struttura della stessa fixture implantare, ed è costituita dalla corona avvitata su impianto. In alternativa, come anticipato, la corona viene avvitata all'abutment, a sua volta fissato all'impianto (o, in alcuni casi, in soluzione unica con esso). Ciò comporta evidentemente il mancato utilizzo di un cemento e pare particolarmente indicato nei casi in cui sia necessario rimuovere frequentemente la corona, ovvero durante la provvisorizzazione.

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Bisogna inoltre prestare attenzione alle quantità di cemento utilizzato, effettuando in ogni caso una revisione clinica della mucosa perimplantare: un accumulo di cemento sottogengiva costituisce uno dei fattori di rischio per la perimplantite. La scelta della tipologia di cementazione può influenzare in una certa misura questo aspetto. Le manovre di igiene orale quotidiana giocano, inoltre, un ruolo fondamentale in presenza di corone dentali.

confronto corona avvitata e cementata

Controlli, igiene e prevenzione delle complicanze

Il mantenimento del restauro inizia con la finalizzazione protesica ma viene demandato quasi del tutto agli sforzi del paziente nel mantenere la corretta igiene orale. Richiami e visite di controllo costituiscono momenti in cui il clinico e le figure professionali di cui questi si avvale (in primis, l'igienista) rafforzeranno tale mandato, apportando eventualmente delle correzioni. La prima e fondamentale forma di prevenzione delle complicanze a lungo termine è costituita da tutte quelle misure volte a facilitare la detersione dei tessuti perimplantari.

Se avverti fastidio gengivale nell’area del dente impiantato, prova a fare uso dell’idropulsore con tenacia dopo il pasto e mai saltare la notte. Aumenti gradualmente la potenza (acqua tiepida) fino al massimo e non si scoraggi se sanguina qualcosa. Se lo fa bene prima o poi cessa. Dubito che un’igiene dal dentista possa risolvere…glielo avrebbe quantomeno consigliato il collega. Provi a fare uso dell’idropulsore con tenacia dopo il pasto e mai saltare la notte.

In caso di rischio di perdita dell’impianto

A me è successo un paio di volte in tutta la mia carriera di perdere un impianto sostituendo una corona. Detto ciò, se l’impianto è in salute, faccio fatica a capire una possibilità così demolitiva e tenderei a pensare che il collega vuole solo mettere le mani avanti. Solo all’idea di dovere fare tutta questa sequela di interventi, mi terrei il mio dentino ben stretto!

Se la cosa fosse inevitabile, esiste una soluzione estetica (protesi provvisoria) cui ricorrere per evitare il disagio conseguente alla rimozione dell'impianto ed eventualmente alla tempistica dell'innesto? Per il provvisorio non mi preoccuperei più di tanto. Di soluzioni ne esistono di tutti i generi. Lei mi sta chiedendo in sostanza una soluzione provvisoria di tipo “fisso”. A tale scopo si possono costruire dei ponti tipo Maryland. Ma va detto che a seconda di come e dove devono essere posizionati potrebbero richiedere interventi sui denti vicini che ne modificano l’integrità seppure in modo lieve. Qualora si optasse per dei denti rimovibili, non si lasci tentare dall’idea di tenerli cronicamente in bocca ( tipicamente la notte) come se fossero fissi.

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procedura rimozione corona su impianto

Iter per applicare la nuova corona dopo rimozione

Una volta tolta la vecchia capsula attraverso l’uso delle frese e controllato lo stato di salute del dente sottostante, il dentista provvederà a eseguire nuovamente l’iter previsto per l’applicazione di una capsula dentale. Verrà dunque registrata una nuova impronta e preparata una nuova capsula provvisoria per proteggere il dente in attesa di quella definitiva.

Una volta fatto ciò, vengono prese le impronte di precisione, servendosi del sistema di impronta digitale , in grado di eliminare il disagio causato dalle tradizionali paste da impronta. Le impronte vengono inviate in laboratorio, per permettere all’odontotecnico di fabbricare su misura la nuova corona protesica, che verrà realizzata prestando la massima attenzione a colore, forma dei denti e ai gusti estetici del paziente. Dopo una serie di prove, non appena ottenuto il risultato desiderato, la capsula dentale viene fissata al dente limato, tramite appositi cementi definitivi ad alta tenuta.

Il paziente dovrà prestare attenzione per qualche ora, giusto il tempo necessario al cemento per asciugare del tutto, dopodiché potrà utilizzare il nuovo dente in porcellana, proprio come se fosse un dente naturale. Il provvisorio pre-limatura, detto anche “sgusciato”, infatti, viene preparato dall’odontotecnico sulla base di un’impronta e viene poi adattato o “ribasato” dall’odontoiatra con della resina in bocca.

Materiali e durata delle corone

Tra i materiali per la realizzazione delle capsule dentali ricordiamo: il metallo-ceramica e il metallo-composito. In alternativa si potrà ricorrere alle corone prive di metallo. Questo problema può essere risolto per mezzo dell’utilizzo delle moderne corone in ceramica integrale, prive di metallo e assolutamente trasparenti. La ceramica o lo zirconio, ad esempio, permettono di realizzare restauri molto più naturali e discreti a livello estetico, ma per alcuni pazienti potrebbero rappresentare la scelta meno preferibile.

Di solito, la capsula dentale ha una durata che si aggira intorno ai 10 anni circa. Ma è un periodo di tempo puramente indicativo; questo dipende da vari fattori come il materiale usato, le abitudini alimentari del paziente e la sua igiene orale. La durata di una corona o un ponte in bocca può essere molto variabile. La sopravvivenza a 5 anni dei ponti in metallo ceramica a supporto dentale è del 94.4%. Per le corone singole la sopravvivenza a 5 anni è molto vicina al 94.7%.

Consigli pratici al paziente

  • Rivolgiti con fiducia al tuo studio dentistico di fiducia: troverai dentisti esperti in odontoiatria protesica, che si occuperanno del tuo sorriso con competenza e professionalità.
  • Mantieni una corretta igiene orale quotidiana e non saltare le visite periodiche: sono essenziali per mantenere in salute una capsula dentale.
  • In caso di fastidio gengivale usa idropulsore con tenacia e acqua tiepida; aumenta la potenza gradualmente fino al massimo.
  • Se l’impianto è in salute, la rimozione della corona non dovrebbe compromettere l’impianto; tuttavia esistono casi, rari, in cui si può verificare una complicanza.
Fase Procedura
Valutazione Radiografia, controllo moncone o abutment, verifica vitalità
Rimozione Estrattore o taglio con frese; verificare possibile riutilizzo come provvisorio
Riparazione/ricostruzione Devitalizzazione, perno moncone se necessario, ritocchi preparazione
Impronta e laboratorio Impronta digitale, lavoro odontotecnico su misura
Fissaggio definitivo Cementazione o avvitamento a seconda del progetto protesico

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