
Lo streptococco è un batterio responsabile di diverse infezioni che possono colpire adulti e bambini. Le infezioni da streptococco possono manifestarsi con sintomi differenti e, se non trattate, possono dare luogo a complicanze. Sebbene spesso associato al mal di gola, può colpire anche la pelle, i reni e, in rari casi, il sangue. Molti si chiedono come si prende lo streptococco, quali sono i sintomi dello streptococco e quanto dura l’infezione: vediamolo insieme.
Lo streptococco si trasmette facilmente attraverso: goccioline di saliva e muco disperse nell’aria tramite tosse e starnuti; contatto diretto con superfici contaminate o persone infette; scambio di oggetti personali, come bicchieri o posate. Tra i diversi tipi, il più diffuso è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, associato alla faringite streptococcica e alla scarlattina. In altri casi, possono comparire forme come lo Streptococcus mitis, lo Streptococco viridans o lo Streptococco gamma emolitico, che possono dare sintomi più lievi o atipici.
I sintomi dell’infezione da streptococco possono variare. Il più comune è il mal di gola da streptococco, che rientra tra i classici sintomi: mal di gola intenso e persistente; difficoltà a deglutire; febbre alta (>38°C); placche bianche sulle tonsille; linfonodi del collo ingrossati; malessere generale. In alcuni casi compaiono sintomi iniziali come bruciore, debolezza e affaticamento. Talvolta l’infezione può essere una faringite streptococcica senza febbre, soprattutto negli adulti.
Nei bambini i sintomi possono includere nausea, vomito o diarrea da streptococco; dolori addominali; irritabilità; eruzione cutanea tipica della scarlattina. Alcuni bambini possono presentare streptococco senza febbre, con sintomi lievi ma riconoscibili. Il tampone faringeo è una parte chiave della diagnosi: la diagnosi e il trattamento tempestivi riducono le complicanze.
Negli adulti i sintomi possono essere mal di testa, dolori articolari, affaticamento e gola arrossata anche senza febbre. In alcune persone possono presentarsi tosse persistente, sintomi cutanei o complicanze renali.
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In caso di sospetta infezione, la diagnosi richiede un tampone faringeo. Il test rapido fornisce risultati in pochi minuti ed è molto usato negli ambulatori pediatrici per decidere se iniziare la terapia antibiotica. Il tampone colturale richiede 24-48 ore per confermare la presenza dello streptococco del gruppo A e guidare la terapia.
Quanto dura l’infezione? Con l’antibiotico i sintomi migliorano entro 24-48 ore. Senza trattamento, l’infezione può durare di più e aumentare il rischio di complicanze come febbre reumatica e glomerulonefrite. L’età del paziente influisce sulla presentazione dei sintomi e sulla rapidità di guarigione.
Se non trattate, le infezioni da streptococco possono portare a complicanze quali febbre reumatica, glomerulonefrite e infezioni gravi come la sepsi. Nei bambini, la scarlattina è una manifestazione associata a un’alta carica batterica e a tossine rilasciate dallo streptococco. Esistono anche sindromi post-infettive non infiammatorie, come alcune condizioni autoimmuni, che richiedono attenzione clinica.
La diagnosi precisa richiede tampone faringeo, sia rapido sia colturale, per distinguere correttamente da cause virali. In presenza di mal di gola severo, febbre alta, placche tonsillari e linfonodi ingrossati senza tosse, è consigliabile eseguire il tampone. Se il tampone è positivo, inizia l’antibiotico come prescritto e non interromperlo prima del termine. Per prevenire la diffusione tra familiari, lavarsi spesso le mani, evitare la condivisione di utensili e coprirsi bocca e naso durante tosse o starnuti. Dopo 24-48 ore di antibiotico, il contagio diminuisce significativamente.
Nel caso di bambini che tornano a scuola, è fondamentale seguire le indicazioni del pediatra per la riadesione alle attività e rispettare la durata della terapia antibiotica (di solito 10 giorni) per evitare ricadute. Se sorgono dubbi o sintomi persistono, consultare tempestivamente un medico.
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Disclaimer: le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del pediatra o del medico di base. Per ulteriori approfondimenti, rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Esistono numerose specie di streptococchi. Alcune risiedono normalmente nel corpo umano senza causare sintomi, altre possono provocare infezioni in gola, pelle, reni e cuore. La classificazione si basa su gruppi (A, B, D, Viridans) e sui profili di beta-emolisi. Lo Streptococcus pyogenes (gruppo A) è tra i più frequentemente associati a faringite streptococcica e scarlattina, soprattutto nei bambini tra i 5 e i 15 anni.
La diffusione avviene principalmente per via aerea e contatto indiretto. Dopo 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica, i soggetti trattati non sono più contagiosi. Le complicanze renali e cardiache possono presentarsi in rari casi, ma l’intervento precoce riduce notevolmente i rischi.
Non esiste al momento un vaccino contro lo streptococco responsabile di faringite streptococcica e scarlattina. La gestione si basa su diagnosi accurata, trattamento antibiotico tempestivo e misure di prevenzione per ridurre la diffusione.
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