
Cos’è e a cosa serve il test microbiologico parodontale? Questo strumento di diagnosi, messo a punto dai laboratori Biomolecular Diagnostic, è essenzialmente finalizzato a individuare la presenza dei principali agenti patogeni responsabili sia della parodontite che delle complicanze dell’implantologia dentale.
Attraverso il nostro test, gli agenti patogeni vengono individuati sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Attraverso il test microbiologico parodontale i batteri che provocano l’infezione che porta a parodontite o perimplantite vengono identificati sia nella qualità che nella quantità.
Per comprendere appieno l’efficacia del test microbiologico parodontale è innanzitutto necessario chiarire che la malattia parodontale, conosciuta anche con il nome di piorrea, è estremamente diffusa e che può presentarsi in modo trasversale e a diversi livelli di gravità. Secondo le stime, almeno il 60% della popolazione italiana adulta sia colpita da forme di parodontite di vario grado.
Partendo da questo quadro generale risulta evidente l’importanza rappresentata dal test microbiologico parodontale che, di fatto, ci permette di individuare il “potenziale offensivo” della patologia prima che il protocollo di cura sia stato messo in pratica, la bontà del protocollo di cura durante la terapia, l’involuzione della patologia al termine del trattamento parodontale.
Il test microbiologico, con referto di laboratorio, fornisce un quadro chiaro su quanti e quali specie batteriche siano presenti nel cavo orale del paziente. Tracciare il profilo microbiologico di ogni paziente in cura è un atto dovuto nel tentativo di evidenziare le potenzialità patogene di un gruppo di 16 microrganismi imputati nella eziopatogenesi della malattia parodontale o piorrea.
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Il test microbiologico parodontale messo a punto presso i laboratori Biomolecular Diagnostic è condotto con la tecnica RealTime-PCR: la Polimerase Chain Reaction è una metodologia di amplificazione in vitro che permette la sintesi esponenziale di un frammento di DNA a partire da uno stampo di DNA o RNA.
Proprio questa peculiarità rende il nostro test microbiologico parodontale estremamente specifico, oltre che rapido e molto sensibile e preciso in termini di risultati. La tecnologia usata in questi test è quella della PCR Real Time che è rapida, specifica ad elevata sensibilità e che permette di identificare i batteri nella loro qualità e quantità totale.
Il test del DNA dei germi patogeni permette di caratterizzare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, la popolazione batterica presente nelle tasche parodontali durante le diverse fasi della terapia e si realizza eseguendo una coltura e ricercando il DNA dei germi specifici responsabili della malattia.
Il prelievo è rapido e indolore. Il test microbiologico, con referto di laboratorio, fornisce un quadro chiaro su quanti e quali specie batteriche siano presenti nel cavo orale del paziente.
I ricercatori hanno classificato le famiglie dei batteri strettamente associati con la malattia in fasce di colore diverso in base alla pericolosità (rossi, arancioni, verdi ecc.). Queste famiglie sono chiamate “Complessi di Socransky” dal nome del ricercatore principale.
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La loro correlazione con la presenza di tasche parodontali, sanguinamento e pus ne fanno degli indiziati speciali se presenti in percentuali elevate. La sola individuazione, invece, di questi batteri ci permette di agire precocemente e profilatticamente con l’obiettivo di eradicarne la presenza ed evitare l’insorgenza della malattia parodontale.
Sono infatti numerosi gli studi che hanno evidenziato la presenza di questi virus nei pazienti con parodontite cronica rispetto a pazienti sani. La stessa analisi microbiologica e virale è in grado di evidenziare anche la presenza di un fungo, la Candida Albicans.
Questo micete, che normalmente è un fungo opportunistico e che a volte può diffondersi nella bocca prendendo il nome di mughetto, può essere rilevato nelle tasche parodontali profonde aggravando la patologia parodontale.
Il test genetico dà informazioni sulla risposta immunitaria del paziente segnalando una predisposizione ereditaria. I fattori ereditari interessati sono difetti minori della risposta immunitaria che solitamente si esprimono con una sintesi eccessiva - o non controllata - di citochine pro-infiammatorie.
Circostanza che conduce ad una più rapida - o più massiva - distruzione di tessuto parodontale quando il solco gengivale è esposto a infezione di batteri parodonto-patogeni. Il paziente “geneticamente suscettibile” svilupperà una patologia parodontale più facilmente e più avanzata.
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L’analisi del DNA consente di conoscere la presenza di polimorfismi (variazioni genetiche) associati alla gravità della patologia parodontale che comportano iperproduzione di citochine “bianche” (interleuchine gruppo 1alfa o 1beta) o un deficit dell’antagonista del recettore dell’interleuchina.
L’identificazione dei geni che controllano o modificano aspetti della risposta immunitaria può fornire un metodo di individuazione dei pazienti con rischio elevato di peri-implantite. Gli elevati livelli di citochine del gruppo IL-1 presenti nel fluido crevicolare attorno a impianti con infezione sembrano giocare un ruolo importante nella patogenesi e nella severità della peri-implantite.
L’utilità del nostro protocollo validato e standardizzato su migliaia di analisi è particolarmente evidente nel caso in cui il clinico desideri essere guidato in modo puntuale e preciso sia nella fase di diagnosi della malattia parodontale, che nella redazione di un piano di cura realmente personalizzato sulle esigenze uniche nel paziente, che nel controllo oggettivo dell’efficacia dell’intervento terapeutico e di eventuali protocolli di mantenimento.
È evidente che un piano terapeutico parodontale biologicamente guidato e basato sull’individuazione precisa di quantità e qualità dei batteri presenti nella bocca del paziente permette di aumentare in modo sensibile le possibilità di guarigione.
Infatti in relazione ai risultati di questi esami emerge una diagnosi parodontale più precisa e conseguentemente possono essere elaborati protocolli terapeutici specifici di grosso impatto terapeutico, migliorando o perfezionando la terapia, sia clinica che farmacologica.
Da qualche tempo l’odontoiatria ha un’arma in più per prevenire la parodontite e le malattie parodontali. Il test microbiologico serve ad identificare la presenza dei batteri responsabili della parodontite ed è utile nella fase diagnostica della malattia parodontale e della perimplantite.
Il test microbiologico è quindi nello stesso tempo predittivo di malattia parodontale ma anche indicativo di una possibile evoluzione da patologia borderline a patologia parodontale conclamata. In definitiva viene incoraggiato l’uso estensivo di questi test per le numerose e specifiche informazioni che vengono fornite allo specialista, indirizzandolo verso la terapia più appropriata da effettuare.
Il collegamento tra la salute della bocca ed altre malattie sistemiche non è ormai una novità in odontoiatria. Nel caso della parodontite, la cospicua presenza di batteri patogeni determina la messa in circolo di tossine che possono influenzare e far progredire importanti patologie sistemiche legate al sistema cardiovascolare.
Da recenti ricerche scientifiche, la malattia parodontale (parodontite) costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza di gravi malattie sistemiche: malattie respiratorie, cardiovascolari, contaminazione valvolare e delle placche ateromatose.
Il tempo non è solo denaro, a volte il tempo è salute, nel senso che occorre intervenire il prima possibile per risolvere i problemi. Raramente possono anche non esserci sintomi, pertanto le visite di controllo dal dentista sono sempre fondamentali.
Grazie ai test microbiologici PerioPOC, da oggi disponibili nello studio dentistico del Dott. Polato di Campolongo Maggiore e di Dolo, avrai la possibilità di sapere se sei a rischio o meno di sviluppare queste patologie del cavo orale.
Il test serve a conoscere se il paziente ha ereditato, fra l’altro, anche la suscettibilità alla malattia. Come? Il test microbiologico serve ad identificare la presenza dei batteri responsabili della parodontite ed è utile nella fase diagnostica della malattia parodontale e della perimplantite.
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