
La funzione dello smalto è proteggere il dente dall'attacco di agenti esterni e dall'usura. Con il processo di erosione i denti perdono una certa quantità di smalto. Le cause possono essere diverse, ma in linea generale l'erosione dello smalto può essere determinata dalla presenza di sostanze acide che attaccano la parte esterna del dente provocando lesioni. Spesso riscontrano una problematica di questo tipo persone che soffrono di vomito frequente come i pazienti bulimici o affetti da reflusso gastro-esofageo. Sono diversi i segni che indicano la presenza dell'erosione dentale, primi fra tutti il colore e la forma dei denti che appaiono ingialliti e più corti. Oltre alle ripercussioni di natura estetica, i pazienti che soffrono di erosione dello smalto avvertono un aumento della sensibilità dentale.
Denti bianchi e perfetti, che si chiudono in modo regolare permettendo una corretta masticazione sono il desiderio di molti. Le faccette di ceramica sono un trattamento odontoiatrico estetico nato proprio sui set di Hollywood, per sistemare e correggere in modo rapido e indolore sorrisi difettosi delle grandi star. Con il tempo però e la scoperta della mordenzatura ha permesso l’applicazione delle faccette in modo più duraturo. La mordenzatura consiste nel trattare piccole parti della superficie dello smalto di un dente con acido ortofosforico al 37%.
Sono particolarmente indicate anche per chiudere spazi irregolari, allungare denti corti, rimodellare dentature imperfette, in casi di discolorazione dei denti, spazi interdentali eccessivi, macchie permanenti, denti rotti o malformati. Il procedimento consiste in una prima preparazione del dente, di seguito viene presa un’impronta con materiali di precisione e fabbricata la faccetta che verrà infine cementata al dente. Successivamente le faccette vengono incollate. Le faccette in ceramica sono un modo senz’altro efficace per rimediare all'erosione dello smalto e, se il dente non è stato danneggiato in modo irrimediabile, si possono utilizzare le faccette dentali in ceramica per la superficie esterna dei denti e le ricostruzioni in disilicato di litio per la superficie occlusale dei denti.
Dr. Dr. Una paziente di sesso femminile di 33 anni di età richiedeva un miglioramento estetico e funzionale del gruppo anteriore mascellare precedentemente restaurato con faccette in composito. La valutazione dei parametri occlusali risulta di fondamentale importanza per il successo a lungo termine delle faccette in ceramica. La relazione centrica e la funzione di protrusiva, in particolare, vanno attentamente valutate per stabilire se e fin dove estendere la preparazione palatale degli elementi dentari.
E’ stata rilevata una impronta in alginato per la realizzazione di un modello di studio sulla base del quale l’odontotecnico ha realizzato un mock-up. Questi ricordiamo sono determinati dalle informazioni ricevute dal clinico. Il professionista infatti avrà cura di trasmetterci i modelli corredati di cere di centrica, lateralità e protusiva, indispensabili per la realizzazione delle guide anteriori, e le foto del caso con delle informazioni dettagliate sulla anatomia e sulla dinamica delle espressioni facciali e labiali e del sorriso. Una volta inserito il mock-up intraoralmente mediante semplice apposizione sugli elementi da restaurare e senza alcun mezzo di fissaggio, viene individuata la lunghezza ottimale dei margini incisali, contrassegnandola con inchiostro nero per avere un netto contrasto visivo e verificare la corretta morfologia dei futuri restauri. Il provvisorio quindi verrà confezionato dopo la prova del mock-up che potrà fornire ulteriori informazioni per la costruzione dello stesso.
Leggi anche: La Turbina del Dentista: Una Panoramica
Prima di procedere alle preparazioni dentarie, al fine di proteggere i tessuti parodontali, è stato inserito intrasulcuralmente un filo di retrazione poliintrecciato per ciascun elemento dentario. Successivamente, sono state eseguite le preparazioni per mezzo di una fresa diamantata cilindrica a punta arrotondata a grana grossa con diametro 0.14 montata su moltiplicatore di giri. Le preparazioni sono state eseguite con una profondità vestibolare pari a circa 0.7 mm, controllata affondando per metà la fresa durante la preparazione. I pregressi restauri in composito presenti sugli elementi da restaurare sono stati integralmente asportati nelle zone interprossimali per garantire un corretto sigillo protesico. Viceversa, sulle superfici vestibolari aree di composito non infiltrate sono state lasciate in situ laddove la loro rimozione avrebbe potuto provocare un indebolimento strutturale degli elementi dentari.
Terminate le preparazioni dentarie, è stata rilevata una impronta bifase in polietere con materiale a bassa viscosità iniettato intraoralmente a livello delle preparazioni e materiale a media viscosità inserito nel portaimpronte. Successivamente è stato ribasato intraoralmente con resina acrilica autopolimerizzante il provvisorio precedentemente realizzato. Tale provvisorio è stato progettato solidarizzando tutti gli elementi frontali al fine di migliorare la ritenzione del manufatto, essendo le faccette in ceramica restauri privi di ritenzione primaria.
La ceramica feldspatica ha ottime caratteristiche estetiche, ma basse qualità meccaniche, necessita di una efficace adesione per essere utilizzata come mono materiale per faccette di aspetto estetico ottimale; viene utilizzata meno di frequente per onlay o top veneer, e comunemente come materiale di rivestimento su core di zirconia o di disilicato di litio, oltre che per le tradizionali metallo ceramiche. Il disilicato di litio è una vetroceramica rinforzata con cristalli di disilicato di litio. Ha una resistenza meccanica alla flessione molto superiore alla feldspatica (circa 400 MPa contro 90) e il suo aspetto di superficie, qualora necessario, può essere caratterizzato mediante pittura superficiale con supercolori o con apposizione di uno strato di superficie di feldspatica secondo la tecnica “cut back”. La zirconia ha fatto molti progressi dalla sua apparizione nel mercato dentale; presenta ottime caratteristiche meccaniche 1100 MPa di resistenza al carico in flessione ed è largamente utilizzata come core anche in ponti estesi con rivestimento in ceramica feldspatica.
In tempi recenti l’evoluzione tecnologica ha portato sul mercato nuove zirconia cubiche con le quali possiamo creare manufatti monolitici, che non necessitano di rivestimento, in quanto la zirconia cubica non è opaca come quella tetragonale, ma ha buone caratteristiche di traslucenza, oltre che di resistenza. Le zirconia cubiche hanno una resistenza al carico in flessione compresa fra 550 e 750 MPa contro i 1100 della zirconia tetragonale, ma ben superiore alle ceramiche vetrose; questo le rende adatte a eseguire corone di spessori molto sottili di circa 1 mm nei settori posteriori e di 0,8 mm negli anteriori, rendendole inoltre molto idonee nelle preparazioni verticali, in virtù delle caratteristiche meccaniche a livello del margine cervicale sottile.
La ceramizzazione dentale consiste nel processo di rivestimento di una protesi con un leggero strato di ceramica. Questo processo viene effettuato nel caso in cui sia necessario realizzare protesi dentali in ceramica o ceramica-zirconio. Si tratta quindi di una fase di lavorazione che interessa il laboratorio odontotecnico e dalla quale dipende fortemente la resa estetica finale del manufatto. Le masse ceramiche utilizzate prendono il nome di: dentina opaca, dentina, smalto e trasparente. Un primo strato va applicato all’altezza del colletto del dente. Successivamente si procede con la dentina per poi passare a uno strato di smalto all’altezza delle cuspidi. Infine il processo va completato con l’applicazione di uno strato di massa trasparente che va a coprire il tutto. Al termine della ceramizzazione il manufatto dovrà avere un aspetto molto simile a quello di un dente naturale e sarà pronto per essere applicato nella bocca del paziente.
Leggi anche: Prepararsi per la prima visita dal dentista
Lo smalto per macchie dentali è una pasta vetrosa specifica destinata esclusivamente all’uso in laboratorio odontotecnico. È composto da pigmenti ceramici fini e componenti vetrosi. Inoltre, smalto dentale a bassa temperatura per la finitura in laboratorio presenta proprietà di cottura stabili. Aderisce saldamente alle superfici in ceramica integrale e in metallo-ceramica. Inoltre, è particolarmente indicato per le faccette in disilicato di litio, i restauri dell’arcata completa e le protesi provvisorie in acrilico. Lo smalto colorato conferisce una naturale trasparenza incisale, profondità cervicale e sottili segni dello smalto. Infine, migliora la levigatezza e la lucentezza della superficie. Forma uno strato protettivo vetroso di lunga durata e sigilla i micropori presenti sulle superfici ceramiche.
Per un risultato efficace e duraturo, il condizionamento della superficie della ceramica da incollare allo smalto è importantissimo ed è diverso da un tipo di ceramica all'altro. Le ceramiche considerate adesive sono quelle vetrose in quanto possono essere rese porose con l'applicazione di acido fluoridrico e successivamente silanizzate per ottenere anche una adesione chimica. Le ceramiche sinterizzate come la zirconia non possono essere adesivizzate in quanto non mordenzabili con l'acido fluoridrico né silanizzate in quanto non contengono silice.
L'adesione alla ceramica può essere ottenuta in due modi che possono essere sinergici: micromeccanica, rendendo porosa la superficie con sabbiatura e acidi; chimica, mediante l'applicazione di promotori di adesione silani e primer. La superficie delle vetroceramiche (feldspatica e disilicato di litio) può essere resa porosa e micromeccanicamente ritentiva in modo molto efficace mediante l'azione dell'acido fluoridrico e successivamente resa chimicamente attiva mediante l'applicazione dei silani, che sono dei promotori di adesione che creano un legame fra la silice e la matrice organica del cemento resinoso.
Creare un legame efficace e durevole con la zirconia non è facile, in quanto la sua superficie non è attaccabile da parte dell'acido fluoridrico, se non lasciato agire per 1 ora a 80°C oppure a una concentrazione del 48% per 30 minuti. La zirconia, inoltre, non contiene silice a cui si lega il silano: di conseguenza l'adesione è piuttosto debole e non paragonabile a quella delle vetroceramiche.
Si è discusso molto se la superficie di zirconia debba essere sabbiata o meno, il rischio è che l’alta pressione e la temperatura che si crea possano indebolire la struttura del materiale; l’orientamento attuale per pulire la zirconia consiglia di sabbiare con particelle di ossido di alluminio da 50 micron a bassa pressione di circa 30 psi. La letteratura scientifica è univoca nel ritenere che l’applicazione di un primer e/o cementi adesivi a base di 10-metacriloilossidecil diidrogeno fosfato (10-MDP) sia l’unico metodo per migliorare l’adesione della zirconia in modo efficace.
Leggi anche: Meridol: Composizione e Uso
Viene presentato uno studio in vitro che ha valutato mediante test di trazione l'adesione allo smalto bovino di disilicato di litio, zirconia e composito polimerizzato in laboratorio, con l'obiettivo di dare un'indicazione pratica su quali siano i protocolli più efficaci per ottenere un'adesione valida. Scopo della ricerca è valutare la forza di adesione allo smalto bovino di campioni di: ceramica vetrosa rinforzata con disilicato di litio, 2 tipi di zirconia con trattamento di superficie differente e un composito polimerizzato in laboratorio preso a paragone.
I materiali da testare sono stati condizionati secondo i dettami della letteratura e incollati mediante cemento composito duale. Disilicato di litio: sabbiatura, HF 20 sec, silanizzazione; zirconia Lava: sabbiatura; zirconia cubica Noritake: sabbiatura e primer con MDP; composito: sabbiatura e silanizzazione. I campioni sono stati incollati allo smalto bovino previa applicazione di una resina adesiva (Optibond Kerr), sia sul campione sia sullo smalto, quindi fatti aderire allo smalto con un cemento composito autofotopolimerizzabile (Panavia V5 Kuraray Noritake) polimerizzato con lampada LED per 20 secondi per ogni lato alla potenza di 1000 mW/cm2 e poi lasciati autopolimerizzare per 5 minuti.
Dopo l'incollaggio i campioni sono stati mantenuti in acqua distillata a temperatura ambiente per 48 ore e successivamente testati per la forza di adesione con test di resistenza adesiva microtensile al taglio mediante una macchina a test universale. Il massimo carico necessario per staccare un campione è stato riportato in N/mm2 ovvero in Megapascal. L’esame è stato eseguito sia mediante lo shear bond strenght che esaminando le superfici per valutare le modalità di frattura. Le superfici fratturate sono state classificate secondo tipologie: frattura adesiva tra campione e cemento composito; frattura coesiva nel campione; frattura coesiva nel cemento.
I risultati dello shear bond strenght mostrano che il disilicato ottiene il più alto valore di adesione seguito da vicino dalla zirconia trattata con MDP, che risulta avere valori molto maggiori di quella non trattata con MDP; il composito polimerizzato in laboratorio presenta un valore sorprendentemente basso. L'analisi dei campioni al microscopio ha evidenziato come le modalità di distacco rispecchino i valori dello shear bond strenght e in particolare più risulta alto il valore adesivo e più il distacco è coesivo nel cemento composito.
Il primer contenente MDP è determinante per l'adesione della zirconia e la zirconia cubica per manufatti monolitici, trattata in questo modo, potrebbe estendere il suo utilizzo a restauri adesivi dopo appropriati test clinici e ulteriore ricerca. Queste evidenze supportano l'uso di protocolli differenti a seconda del materiale: HF e silano per le vetroceramiche; sabbiatura a bassa pressione e primer a base di MDP per la zirconia.
L'odontoiatria restaurativa moderna, anche nelle tecniche indirette, utilizza sempre di più le procedure adesive; la possibilità di incollare le ceramiche è di grandissimo aiuto, in quanto permette di utilizzare il miglior materiale per estetica e longevità pur essendo molto conservativi nella preparazione dentale come nel caso di: faccette, corone parziali, onlay, top veneer, Maryland bridges e corone sottili. Le ceramiche rispettano molto bene il concetto biomimetico dei restauri, in quanto hanno un modulo elastico molto simile allo smalto e, una volta incollate in modo efficace, ripristinano ad integrum la resistenza meccanica di un elemento preparato, risultando nel contempo esteticamente indistinguibili dallo smalto.
Un incollaggio efficace serve da rinforzo sia per l'elemento dentale da restaurare sia per la ceramica creando un tutt'uno molto compatto e resistente. È quindi chiaro che un'ottima ceramizzazione dentale rappresenta la chiave del successo di un laboratorio odontotecnico. Le protesi infatti, oltre ad essere precise e funzionalmente impeccabili, devono anche avere un elevato effetto estetico. È quindi molto importante utilizzare i materiali più innovativi e delle migliori marche, abbinati anche a macchinari di ultima generazione.
Per prima cosa, pulire e asciugare accuratamente la superficie da restaurare. Successivamente, mescolare lo smalto colorante dentale in modo omogeneo secondo le proporzioni indicate dal produttore. Successivamente, eseguire una cottura controllata a bassa temperatura o una fotopolimerizzazione. Infine, controlla la tonalità e l'effetto lucido. Innanzitutto, lo smalto per macchie dentali è destinato esclusivamente alla realizzazione di protesi in laboratorio odontotecnico. In secondo luogo, attenersi rigorosamente ai parametri standard relativi alla temperatura di cottura. In terzo luogo, conservare la vernice in un ambiente fresco e ben sigillato.
| Materiale | Trattamento superficiale | Adesione relativa |
|---|---|---|
| Disilicato di litio | Sabbiatura + HF 20s + silanizzazione | Massima |
| Zirconia (con MDP) | Sabbiatura + primer MDP | Alta |
| Zirconia (senza MDP) | Sabbiatura | Moderata |
| Composito laboratorio | Sabbiatura + silanizzazione | Bassa |
Avviso legale: il presente articolo è destinato esclusivamente all'uso professionale da parte degli odontotecnici.
tags: #funzione #massa #smalto #trasparente #ceramica #odontoiatrica
