
Tutti vorremmo avere una dentatura bianca e impeccabile degna dello spot di un dentifricio. Ma non è così facile. Spesso infatti il colore dei nostri denti, e anche la loro salute, dipende dall’assunzione di cibi o bevande. Alcuni come il caffè o il vino rosso possono essere invasivi e annerire lo smalto dentale. Ci sono però anche tanti altri alimenti che possono ledere alla salute dello smalto. Ad esempio le bevande zuccherate, le caramelle, le bibite come la birra, il succo di arancia. Tutto dipende dalla quantità del PH acido che queste sostanze contengono. Si tratta del limone e in particolare del suo succo. Il limone è un ottimo alleato per la nostra salute, ma l’alto contenuto di acido citrico che possiede è responsabile della cosiddetta erosione acida o dentale. Il limone rimane sulla superficie del dente anche pochi secondi e subito corrode lo smalto. Questo porta a scoprire la dentina che deve invece rimanere coperta sia dagli sbalzi termici che chimici. Le fibre restano quindi indifese rendendo il dente particolarmente sensibile.
Per erosione, infatti, si intende una perdita progressiva dei tessuti duri del dente, quindi delle sue matrici minerali, a causa dell’azione di sostanze chimiche. Purtroppo questa situazione una volta aggravata è senza ritorno. Lo smalto una volta rovinato e consumato non si rigenera. Il dente perde luminosità e si annerisce. Se proprio non possiamo fare a meno di assumere il succo di limone la mattina diluito in acqua calda, dobbiamo tenere a mente un paio di dritte. Si sa che il succo di questo agrume favorisce il processo della digestione, ripulisce l’intestino e stimola il metabolismo.
L’azione esogena del succo di limone è capace di abbassare il PH del nostro cavo orale rendendolo acido. Il limone ha un PH di 2,4 ed è molto in alto tra i valori significativi per l’erosione dentale. Attenzione all’assunzione di questo famoso agrume che potrebbe essere aggressivo per i nostri denti. A ogni modo, senza rinunciare al succo di limone, possiamo tenere a mente di assumerlo, e di non mantenerlo troppo a contatto con i denti. Bisogna fare piccoli sorsi oppure ancora meglio utilizzare una cannuccia. In questo modo il quantitativo di acido passa direttamente alla gola. Sciacquare subito la bocca con l’acqua, dopo averlo bevuto, e aspettare qualche minuto prima di lavare i denti. Magari facciamolo con uno spazzolino dalle setole morbide e senza essere troppo aggressivi.
Assumere il succo di limone concentrato alza di tantissimo il rischio di corrodere lo smalto dentale. Il limone può essere un alleato della nostra salute ma occorre fare molta attenzione. L’alto contenuto di acido citrico fa sì che il limone rimanendo sulla superficie del dente anche per brevi periodi, corroda lo smalto lasciando le fibre pericolosamente indifese! Assumete il succo cercando di tenerlo il meno possibile a contatto con la superficie dei denti: un sorso e via!
Lo smalto rappresenta il tessuto minerale più importante del dente, poiché garantisce protezione alla dentina sottostante sia dall’abrasione meccanica che si verifica durante gli atti masticatori, che da quella chimica. Isola la dentina dagli stimoli termici e chimici che si verificano durante l’assunzione di cibi e bevande. Se questo si assottiglia, il dente presenterà un colore più giallognolo che non può essere sbiancato. Il dente diventerà più sensibile al freddo, al caldo e al dolce e molto più aggredibile dalla carie. Lo smalto dentale va quindi preservato con attenzione evitando tutti quei comportamenti legati allo stile di vita che possono inficiare la sua integrità.
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Sai già che lo zucchero fa male ai denti. Ma sapevi che alcuni cibi considerati sani ( succhi di frutta, agrumi, aceto balsamico ) possono essere tra le cause principali dell’erosione dello smalto? Lo smalto dentale è il tessuto più duro del nostro corpo, ma ha un punto debole: gli acidi. Succhi di frutta: contengono acidi naturali e spesso zuccheri aggiunti. Anche quelli “senza zucchero” sono spesso molto acidi. Agrumi (limone, pompelmo, arancia): l’acido citrico è uno dei più aggressivi per lo smalto. Aceto (anche balsamico): molto acido, spesso sottovalutato.
Uno degli aspetti meno noti è che non è solo la quantità di acido o zucchero a fare la differenza, è la frequenza dell’esposizione. Mangiare un dolce a fine pasto espone i denti a un singolo “attacco” acido, mentre sorseggiare un succo nell’arco di un’ora mantiene il pH basso per tutto quel tempo. Un’altra regola importante: non spazzolare i denti subito dopo aver mangiato cibi acidi. Lo smalto è temporaneamente ammorbidito dall’acido, spazzolarlo subito significa abraderlo ancora di più. Latticini (latte, formaggio, yogurt): ricchi di calcio e fosforo, aiutano a remineralizzare lo smalto. Una dieta varia ed equilibrata è buona anche per i denti.
Quali sono le principali cause di erosione dello smalto dentale oggi? L'alimentazione ha un ruolo importante?L’erosione dello smalto è una perdita progressiva e irreversibile dello smalto dentale causata da un processo chimico, non batterico, innescato ovviamente dagli acidi. Nella mia esperienza quotidiana, la causa più frequente e insospettabile è proprio l’alimentazione odierna.Le bevande e i cibi acidi sono i grandi protagonisti: bibite gassate, energy drink, sport drink, succhi di frutta, vino, agrumi, salse a base di aceto o limone. Questi prodotti contengono acido citrico, fosforico e carbonico che abbassano rapidamente il pH orale sotto il valore critico di 5,5, demineralizzando lo smalto. Non è tanto la quantità quanto la frequenza di consumo che fa la differenza: sorseggiare più volte al giorno una bibita acida prolunga l’esposizione acida e riduce la capacità di recupero della saliva.
I dati epidemiologici parlano chiaro. La prevalenza globale di erosione nei bambini e adolescenti si aggira intorno al 34-40%, mentre negli adulti può arrivare fino all’80% in alcuni studi. In molti Paesi industrializzati, inclusa l’Italia, si osserva un aumento costante, soprattutto tra i giovani, legato proprio al boom di consumo di bevande acide, cibi pronti e fast food. Dietro al gusto anche degli alimenti considerati più salutari, spesso si nascondono zuccheri e acidi per una maggiore appetibilità. Mangiare quattro o più porzioni di alimenti acidi al giorno è associato a un rischio significativamente più alto di lesioni erosive. Anche gli sport drink, consumati regolarmente da atleti e persone attive, contribuiscono in modo importante: il loro pH basso (spesso tra 3 e 4) e l’acido citrico rendono lo smalto più vulnerabile.
Ovviamente ci sono anche dei fattori aggravanti della situazione. Come una alimentazione ricca di zuccheri che comporta una demineralizzazione anche batterica come quella della carie, l’abrasione, la scarsa igiene e una saliva scarsa o poco stimolata. Oltre alle cause estrinseche sopra descritte c’è anche una percentuale di erosione che può derivare da cause intrinseche, come il rigurgito acido da malattia da reflusso gastro-esofageo (GERD) e i disturbi alimentari. Una revisione sistematica del 2023 ha evidenziato che il 42,1% dei pazienti con disturbi alimentari presenta lesioni erosive; chi soffre di bulimia ha un rischio oltre 10 volte superiore rispetto alle persone sane, soprattutto per via del vomito autoindotto ripetuto.
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La saliva è la nostra alleata numero uno. La portata salivare a riposo è bassa (0,3-0,4 mL/min), ma quando mastichiamo aumenta fino a 10-12 volte. Questo flusso extra neutralizza gli acidi grazie a bicarbonati e fosfati, diluisce e rimuove i residui acidi dalla bocca, fornisce ioni di calcio e fosfato per ricostruire la superficie dello smalto, forma una pellicola protettiva sulla dentatura. Senza una buona stimolazione salivare, la rimineralizzazione è lenta e spesso insufficiente, soprattutto nei pazienti con dieta acida frequente, che hanno poca idratazione o xerostomia. Stimolare la saliva significa dare al dente il tempo e i “mattoni” necessari per difendersi.
Il chewing gum sugar-free con xilitolo è davvero utile per rimineralizzare lo smalto? Quali evidenze e protocolli clinici? Sì, e lo consiglio spesso nella mia pratica clinica quotidiana. I chewing gum sugar-free dolcificati con xilitolo stimolano fortemente la secrezione salivare e, grazie alle proprietà del xilitolo stesso, aiutano a creare un ambiente più favorevole alla rimineralizzazione. Studi in situ hanno dimostrato che masticare chewing gum senza zucchero con xilitolo aumenta la durezza superficiale dello smalto demineralizzato e favorisce il recupero minerale delle lesioni iniziali. Lo xilitolo, inoltre, non è fermentato dai batteri e contribuisce a mantenere un pH salivare più stabile, riducendo anche il rischio di progressione delle lesioni erosive. Alcuni trial hanno mostrato una remineralizzazione superiore rispetto al non masticare nulla o a gomme da masticare senza xilitolo. Inoltre è di uso semplice e piacevole. Un piccolo gesto che il paziente fa volentieri e che ha sempre una buona percentuale di compliance senza controindicazioni.
Protocollo semplice da dare al paziente (lo uso così in studio): masticare fino a 4 confetti di chewing gum sugar-free con xilitolo dopo ogni pasto o dopo aver consumato bevande/cibi acidi per un tempo limitato all'esaurimento del suo sapore. Meglio associarlo a un risciquo con acqua semplice prima di masticare. Indicazioni ideali: pazienti con dieta ricca di acidi, GERD, xerostomia o chi pratica sport con consumo frequente di bevande energetiche.
L’erosione dentale è una forma di usura chimica dei denti causata dall’azione di acidi non batterici. Questa condizione comporta la perdita progressiva dello smalto, la struttura protettiva che riveste i denti, lasciandoli vulnerabili alla sensibilità e alle carie. A differenza della carie, l’erosione dentale non coinvolge batteri: è il contatto diretto con acidi di origine alimentare o gastrica a indebolire lo smalto.
Le bevande acide rappresentano una delle principali cause di erosione dentale nella popolazione moderna. Soft drink, succhi di frutta, tè freddi, energy drink e vini contengono acidi come l’acido citrico, l’acido fosforico e l’acido carbonico, in grado di abbassare il pH della bocca al di sotto della soglia critica di 5,5. Quando il pH orale scende sotto questo valore, lo smalto inizia a demineralizzarsi. Più il contatto tra i denti e queste bevande è prolungato, maggiore è il danno: sorseggiare lentamente, tenere la bevanda in bocca prima di deglutire, o consumarle frequentemente durante la giornata espone lo smalto a un’azione erosiva continua.
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Sintomi dell’erosione dentale: denti sensibilizzati, soprattutto a caldo, freddo o dolce; smalto che appare opaco o più sottile; colorimento dei denti; maggiore predisposizione a carie e fratture dentali.
Il ruolo del dentista nella prevenzione dell’erosione dentale è identificare precocemente i segni dell’erosione e consigliare strategie personalizzate di prevenzione. L’acido citrico è un valido alleato ecologico per la pulizia della casa, ma in odontoiatria va considerato con cautela, soprattutto se assunto sotto forma di succo concentrato o spruzzato nei denti. L’acido citrico è presente anche in molte altre fonti alimentari oltre al limone e viene usato come additivo alimentare acidificante e conservante sotto la sigla E330. Lo si estrae e poi lo si cristallizza per farne una formula multiuso, ma per l’igiene orale la cautela resta fondamentale.
In commercio ne troviamo di tre tipi: acido citrico anidro, monoidratato e tetraidrato. Queste tre tipologie servono per conoscere quale sia meglio acquistare in base alla diluizione ed uso che ne dobbiamo fare. Per uso domestico è consigliabile seguire istruzioni sicure e non utilizzare mai puro. Controindicazioni: irritante per occhi e pelle, quindi usare guanti durante la maneggiatura, soprattutto durante la fase di diluizione. Le applicazioni utili includono soluzioni per pulizie della casa, disincrostanti e detergenti, ma non vanno direttamente associate all’igiene orale quotidiana senza indicazioni professionali.
Per promuovere la salute dello smalto, va soprattutto enfatizzata la frequenza: esposizioni ripetute di materiali acidi hanno effetto maggiore rispetto a una singola esposizione. L’educazione alimentare e l’uso di pratiche quotidiane mirate, come l’attività di stimolo salivare, sono strumenti fondamentali nella pratica clinica moderna.
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