
Nell’odontoiatria moderna i collaboratori nello studio rappresentano una componente strutturale dell’organizzazione clinica e gestionale. Conservativa, endodonzia, implantologia, ortodonzia, igiene, medicina estetica, radiologia e gestione clinico-organizzativa richiedono competenze verticali che difficilmente possono essere accentrate in un solo professionista. Per questo motivo, sempre più studi odontoiatrici - sia in forma individuale sia in forma di s.t.p., spesso s.r.l. s.t.p. - costruiscono il proprio modello operativo attraverso una rete stabile di collaboratori.
La risposta è positiva, ma subordinata a una condizione fondamentale: i rapporti devono essere impostati in modo giuridicamente, fiscale e organizzativo corretto. Nel settore odontoiatrico la collaborazione non è occasionale, ma strutturale. La gestione dei collaboratori non dovrebbe limitarsi a un elenco di nominativi, ma essere trattata come una vera e propria matrice di rischio e marginalità. Nel contesto odontoiatrico la collaborazione è spesso orizzontale: integra competenze diverse per ampliare l’offerta clinica dello studio.
Chi riceve l’incarico o il rapporto con il paziente? Nel caso di studio individuale il professionista; nel caso di s.t.p. l’ordinamento consente la collaborazione, ma non consente la confusione. Uno degli errori più diffusi è ritenere che la s.t.p. non possa lavorare con collaboratori. La collaborazione è ammessa anche nelle s.t.p., ma deve rispettare regole specifiche di informativa e organizzazione.
Il DM 8 febbraio 2013, n. ... In pratica, per una s.t.p. odontoiatrica può lavorare con collaboratori a partita IVA? Sì, ma con contratti e procedure coerenti e con corretta informativa, nel rispetto delle regole applicabili alla s.t.p. Il paziente deve sapere chi esegue la prestazione? In un modello organizzato a team la trasparenza è parte della compliance: l’impianto informativo deve essere coerente con incarico e ruoli. Il collaboratore diventa “parte” del contratto col paziente? In linea di principio, no: la giurisprudenza ha chiarito che l’attività del collaboratore resta assorbita dal rapporto principale, fermo restando che la gestione concreta deve essere coerente e tracciabile.
Se uno studio dentistico intende crescere o trasformarsi in s.t.p., contratti, informativa, flussi economici e controllo di gestione devono far parte di un unico disegno coerente. Tribunale di Vicenza, 25/10/2016, nr. ... la decisione ha evidenziato che la collaborazione coordinata e continuativa può essere riconosciuta anche in presenza di una riorganizzazione economica interna, con indicatori come l’accordo tacito e la continuità della prestazione. Il sanitario ricorrente può aver subito una modifica economica grazie al consenso implicito espresso dal suo comportamento prolungato nel tempo.
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Premesso tutto questo, anche in fase iniziale, si propone l’apertura della partita IVA fin da subito, beneficiando delle agevolazioni previste dal regime forfetario. In questa Guida all’apertura della partita IVA vedremo gli aspetti che più interessano chi deve aprire l’attività. Se vuoi approfondire i requisiti di accesso, tassazione e le agevolazioni del Regime forfetario, troverai tutte le informazioni nell’articolo dedicato.
Procedura pratica di apertura: compilare e presentare il modello all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate più vicino a te, previo appuntamento; oppure affidarsi a un intermediario abilitato. Il commercialista sarà comunque necessario ai fini della gestione della partita IVA e della Dichiarazione dei Redditi; il costo di apertura della partita IVA può essere incluso nel pacchetto di gestione.
In tema di fatturazione: le fatture dei collaboratori devono riportare la natura, qualità e quantità delle prestazioni, secondo l’art. 21 del DPR 633/1972, con attenzione a non generare deduzioni errate. L’Agenzia delle Entrate ha previsto un regime premiale con una riduzione dei termini di assoggettamento ai controlli per chi adotta la fatturazione elettronica, ma nel 2022 il divieto temporaneo di fatturazione elettronica verso privati è stato esteso per motivi legali. L’odontoiatra svolge una prestazione di servizi e la fattura va emessa al momento dell’incasso, salvo eventuali anticipazioni o documenti preliminari per procedere al pagamento.
Il Regime forfetario è la soluzione più comune, ma non adatta a tutti: tassazione bassa ma nessuna possibilità di detrarre costi; il regime semplificato è un’alternativa. L’apertura della partita IVA deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, e l’iscrizione all’Enpam entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo. Per esercitare la professione di odontoiatra, l’apertura della partita IVA è necessaria una volta iscritti all’Albo, e spesso conviene aderire al Regime forfetario.
La gestione dei preventivi e delle prestazioni è cruciale: i preventivi in forma scritta, anche di massa, vanno forniti al committente prima dell’esecuzione, indicando costi e polizza assicurativa. La mancanza di invio del preventivo scritto può comportare sanzioni nel contesto contenzioso. Il preventivo può essere formulato anche come compenso orario o a giornata, con rimborsi spese e costi accessori.
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Le fatture di collaborazione in ambito sanitario restano delicate: legate all’ordine professionale e al codice deontologico, con l’obbligo di non contenere dati identificativi dei pazienti per ragioni di privacy e di fatturazione elettronica verso privati. Le clausole contrattuali non devono imporre violazioni deontologiche o condizioni vessatorie, e la forma scritta del preventivo è obbligatoria per l’invio al committente.
Se vuoi crescere o trasformarti in s.t.p. o ampliare l’attività con collaboratori, occorre: contratti chiari, informativa coerente, flussi economici controllati e gestione di rischio integrata. L’esito di casi come il Tribunale di Vicenza dimostra che le modifiche economiche possono essere contemplate anche senza scrittura formale quando esistono comportamenti concludenti e continuità di collaborazione.
In Spagna e in altri contesti europei si osservano modelli simili di collaborazione tra odontoiatri e igienisti dentali: l’adozione di forme contrattuali adeguate è cruciale per la sostenibilità economica e la qualità delle cure. Le decisioni giuridiche italiane sottolineano la necessità di allineare deontologia, contabilità e informativa dei pazienti per una gestione legittima e trasparente della collaborazione nello studio odontoiatrico.
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