
Durante il periodo della gravidanza, la donna va incontro a cambiamenti fisiologici e ormonali che possono incidere negativamente sulla sua salute orale. La gravidanza è un momento delicato per la vita di ciascuna donna, dove la salute delle gengive può subire un peggioramento e si possono verificare sintomi frequenti, come sanguinamento gengivale o gengive gonfie.
Le patologie orali più comuni includono afte, carie, erosione dello smalto e gengivite gravidica. Afte: Piccole ulcere dolorose che possono formarsi nella bocca. Carie: Infezioni dentali causate da una maggiore esposizione agli zuccheri e un’igiene orale non ottimale. Erosione dello smalto: Dovuta all’aumento di acidità in bocca, spesso legata alla nausea. Epulide e gengivite gravidica: Infiammazioni gengivali che possono portare alla formazione di lesioni cistiche.
Questo dato non deve particolarmente stupire poiché si creano, in questa fase della vita della donna, numerosi cambiamenti fisiologici e biologici squilibri ormonali. I cambiamenti ormonali in gravidanza: lo sapevi che durante la gravidanza si verificano fluttuazioni ormonali costanti per 40 settimane fino al momento del parto? Verso la fine della gravidanza, i livelli di estrogeni e progesterone aumentano di circa 10 e 30 volte rispetto a quelli di un normale ciclo mestruale. L’aumento dei livelli di progesterone ed estrogeni durante la gravidanza è la principale causa del gonfiore alle gengive. Tali ormoni hanno un effetto su vasi sanguigni, capillari e vene di tutto il corpo, dilatandoli e facendo aumentare il loro volume. Le gengive risultano essere estremamente ricche di capillari, di conseguenza si assiste ad un aumento di volume che si manifesta tramite un gonfiore gengivale.
Anche la bocca, come il resto del corpo, risente di questo fenomeno: aumenta la salivazione e cambia il pH orale con conseguente aumento della placca e una sua più facile adesione a denti e gengive. I cambiamenti ormonali influenzano anche la composizione della saliva, riducendone l’efficacia nel neutralizzare gli acidi che irritano le gengive. La saliva, infatti, normalmente difende i denti dall’acidità dei batteri presenti nel cavo orale. Ma, in questo caso, essendo essa stessa acida, non oppone resistenza all’azione dei batteri. La gravidanza comporta cambiamenti in tutto l’organismo delle future mamme. Spesso si verifica un aumento della placca batterica ed una demineralizzazione dello smalto dentale, un’associazione che mette in pericolo la salute degli elementi dentali, esposti ad un maggior rischio d’insorgenza carie.
GENGIVITE GRAVIDICA: l’infiammazione delle gengive è una problematica molto comune che colpisce il 60-75% delle donne in gravidanza. Col termine gengivite gravidica viene designata questa particolare condizione, cioè un’infiammazione che colpisce i tessuti molli orali e che causa gonfiore, arrossamento e sanguinamento gengivale. La gengivite gravidica è caratterizzata da una fase iniziale in cui si nota un arrossamento (in particolare nella zona incisale e dei molari) e successivamente si assiste ad un rigonfiamento dei tessuti molli. Molto spesso oltre a tali fattori si aggiunge un sanguinamento gengivale, sia spontaneo sia a seguito dello spazzolamento durante le manovre d’igiene orale quotidiana. I sintomi e i segni di infiammazione gengivale e patologia parodontale possono comparire inizialmente nel secondo mese di gestazione, raggiungendo il picco circa un mese prima del parto. Durante tutti i trimestri di gravidanza si assiste ad una maggiore quantità di sanguinamento gengivale rispetto al momento immediatamente successivo al parto.
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EPULIDE GRAVIDICA: si tratta di una formazione tumorale benigna che non risulta dannosa per il feto e interessa solo una piccolissima percentuale di donne in stato di gravidanza. L’origine dell’epulide gravidica può essere di natura infiammatoria, traumatica o spontanea. Nelle donne anche le variazioni ormonali possono avere come conseguenze lievi gengiviti. In gravidanza, le irritazioni gengivali possono facilmente provocare una neoformazione morbida, rossastra e grumosa del tessuto gengivale, definita epulide gravidica (granuloma piogenico), che se non passa va rimossa chirurgicamente.
AFTE: dolorose ulcere all’interno della cavità orale. Si presentano come piccole piaghe all’interno della bocca, delle guance e talvolta anche sulla lingua. Le afte sono ulcere dolorose che possono comparire sulla lingua, sul palato, sulle gengive e all’interno delle guance. Durante la gravidanza, le afte possono diventare più frequenti a causa delle variazioni ormonali e dello stress. Cause principali delle afte in gravidanza: Stress e affaticamento: La gravidanza può comportare un maggiore livello di stress, favorendo la comparsa delle afte. Cambiamenti ormonali: Alterano la risposta del sistema immunitario, rendendo la bocca più vulnerabile. Carenze nutrizionali: Una dieta povera di vitamine e minerali essenziali può contribuire alla loro formazione. Trattamenti sicuri: Utilizzare gel orali sicuri durante la gravidanza. Evitare cibi acidi e piccanti che possono irritare le ulcere. Può aiutare anche fare frequenti sciacqui con acqua e sale o acqua e bicarbonato per alleviare il fastidio.
CARIE: durante i mesi della gravidanza, una donna può notare un’intensificazione della comparsa di carie. Ciò dipende dall’aumento della salivazione, dalla diminuzione del PH orale, dalla saliva che diventa più viscosa e densa ma anche dai pasti più frequenti e ricchi di zuccheri. Anche nausea, vomito e il maggior consumo di zuccheri intaccano continuamente i denti. L’erosione dello smalto è una condizione in cui lo strato protettivo dei denti si consuma, esponendo la dentina sottostante. Questo problema è particolarmente frequente nelle donne in gravidanza a causa della nausea e del vomito che aumentano l’acidità in bocca. Come si manifesta: Sensibilità dentale: I denti possono diventare più sensibili al caldo e al freddo. Denti opachi: L’erosione dello smalto può far apparire i denti più gialli o opachi. Come prevenirla: Sciacquare la bocca con acqua dopo episodi di vomito. Utilizzare dentifrici specifici per denti sensibili.
PARODONTITE: è l'infiammazione del parodonto ed è la conseguenza di una gengivite non trattata. Con il termine parodontite (o gengivite espulsiva) ci si riferisce a una malattia infettiva di origine batterica che interessa i tessuti della bocca che hanno il compito di mantenere i denti nella loro sede naturale. Una volta che la placca inizia a irritare le gengive, queste assumono un colore rossastro, si gonfiano e ci danno la sensazione di essere mobili e che i denti non siano più ben fissati alla propria sede. La presenza di infezioni gengivali in gravidanza può aumentare il rischio di parto pretermine, mentre la presenza di dolore intenso e lo stress associato a interventi odontoiatrici di una certa importanza possono disturbare lo sviluppo del bambino. Prendersi cura della propria salute orale anche in gravidanza è fondamentale per evitare che le gengive infiammate possano evolvere in parodontite, patologia più severa che può comportare la perdita dei denti.
La gengivite è un disturbo molto comune e il più delle volte è provocata da un utilizzo scorretto dello spazzolino e del filo interdentale che rende i tessuti più suscettibili a ferite e quindi all’azione dei batteri. Gengivite dovuta a placca. È la forma più comune e inizialmente lieve. La placca dentale è la pellicola di batteri, saliva, residui di cibo e cellule morte che si deposita sui nostri denti mangiando o respirando. Quando la placca è indurita da oltre 72 ore dal suo deposito diventa tartaro. Il motivo per cui viene il tartaro ai denti è un’igiene orale non corretta. Usando male lo spazzolino o il filo interdentale la placca rimane lungo la linea gengivale e si accumula tra gengive e denti oppure fra denti e otturazioni difettose, intorno ai ponti o agli apparecchi ortodontici. La placca crea delle sacche tra dente e gengiva, irritando queste ultime e permettendo ai batteri di proliferare, causando gengivite e carie nelle radici dei denti.
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La gengivite non dovuta a placca può essere originata da farmaci, da alterazioni ormonali, da infezioni virali o fungine, da carenza vitaminica o lesioni. Gengivite da infezioni. Fra le infezioni virali spicca la gengivostomatite erpetica acuta, dolorosa provocata dal virus dell’herpes, che provoca piccole ulcere bianche o gialle all’interno della bocca. Fortunatamente nella maggior parte dei casi la gengivostomatite erpetica acuta passa da sola in un paio di settimane senza fare nulla. Oltre ai virus, la gengivite può essere causata anche da funghi come il mughetto (candidosi) dovuto a Candida albicans, che forma una macchia bianca o rossa. Gengivite da pericoronite. La pericoronite è la gengivite dovuta a un dente incluso, cioè non completamente fuoriuscito dalla gengiva, ma rimasto al suo interno. Gengivite da carenza vitaminica. Le carenze vitaminiche, in rari casi, possono causare gengivite, anche se al giorno d’oggi nei paesi ricchi queste condizioni sono poco presenti. La carenza di vitamina C può determinare infiammazione e sanguinamento delle gengive. Anche la carenza di niacina può causare infiammazione e sanguinamento delle gengive e renderci suscettibili ad alcune infezioni della bocca, come la candidosi. Gengivite da farmaci. Alcuni farmaci possono portare a iperplasia, cioè a una crescita incontrollata del tessuto gengivale. Fra questi: la fenitoina, la ciclosporina e i calcio-antagonisti come la nifedipina.
Il primo rimedio contro la gengivite da placca è l’igiene orale, prima dal dentista e poi a casa usando anche un collutorio antibatterico. L'igiene dentale in gravidanza è di fondamentale importanza perché permette di attuare una prevenzione per quanto riguarda problemi di gengivite, afte e carie. Per quanto riguarda possibili gengiviti, è possibile fare prevenzione attraverso una quotidiana pulizia degli spazi interdentali. Prima di tutto è possibile usare uno scovolino che aiuterà a rimuovere facilmente residui alimentari o placca batterica presente negli spazi interdentali. Gli scovolini sono degli strumenti per la cura orale formati da un manico e una testina sottile. Inoltre, per completare il lavaggio dei denti, è possibile usare uno spazzolino a batteria, ad esempio il GUM® SONIC DAILY, che utilizza vibrazioni soniche e setole bi-livello con punte sottili per una pulizia profonda sotto il bordo gengivale e tra i denti, superando uno spazzolino manuale. Curare meticolosamente l’igiene orale quotidiana: dopo aver spazzolato i denti con i giusti movimenti, passare filo interdentale e scovolino per eliminare qualsiasi residuo di cibo e deposito batterico. Prestare attenzione all’alimentazione, evitando cibi acidi, cariogeni e che favoriscano la proliferazione batterica. Evitare eccesso di zuccheri e di carboidrati. Bere molta acqua per mantenere l’idratazione e stimolare la produzione di saliva.
Anzitutto è consigliato effettuare almeno una visita dal dentista durante la gravidanza per un controllo di routine. La presenza di problemi orali non trattati può anche aumentare il rischio di parto prematuro e basso peso alla nascita. Appena si scopre di essere in dolce attesa è buona prassi fissare una visita di controllo e, successivamente, è opportuno rispettare le indicazioni del proprio dentista, che solitamente consiglia di sottoporsi ad una seduta di igiene professionale trimestrale in gravidanza. La prima soluzione per alcuni problemi acuti è usare acqua salata e antisettici per disinfettare da residui e batteri. Se la gengivite è dovuta ad altri fattori, come la presenza di un dente occluso, sarà necessario procedere rimuovendo i detriti da sotto il lembo gengivale, e in caso di dolore assumere antinfiammatori non steroidei (FANS) sotto stretto controllo medico, ed eventualmente antibiotici, sempre solo se suggeriti dal medico, qualora l’infiammazione non mostrasse segni di contenimento, e per la durata indicata dallo stesso. Gli antibiotici non vanno mai assunti di propria iniziativa o per una durata maggiore o minore di quella indicata.
Come sempre quando si parla di salute orale, la prevenzione è la chiave della cura. Appena si riscontrano i primi sintomi di problemi gengivali è bene intervenire tempestivamente, in maniera da non peggiorare i danni e sfociare in malattie più serie, come la parodontite. Le patologie dentarie possono essere curate in sicurezza sia in gravidanza che durante l’allattamento. Prendersi cura della propria salute orale anche in gravidanza è fondamentale per evitare che le gengive infiammate possano evolvere in parodontite, patologia più severa che può comportare la perdita dei denti.
| Problema | Cause principali | Rimedi |
|---|---|---|
| Gengivite gravidica | Variazioni ormonali, placca batterica, aumento del flusso ematico | Igiene orale meticolosa, pulizie professionali, collutori consigliati |
| Afte | Stress, cambiamenti ormonali, carenze nutrizionali | Gel orali sicuri, sciacqui con acqua salata, evitare cibi acidi |
| Carie | Maggiore acidità, consumo di zuccheri, igiene scarsa | Spazzolamento, filo, visite odontoiatriche, otturazioni se necessario |
| Erosione smalto | Vomito, acidità | Sciacquare con acqua, dentifrici per denti sensibili |
Non trascurare le tue gengive infiammate in gravidanza e richiedi uno screening di salute. La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti, sia fisici sia emotivi. Tra le varie trasformazioni, molte donne sperimentano sintomi di gravidanza come gengive gonfie, infiammate e doloranti. Seguendo questi consigli, è possibile gestire e prevenire i sintomi della gengivite gravidica, mantenendo gengive sane durante tutta la gestazione.
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