
Le afte, singole o multiple, appaiono come delle aree disepitelizzate di dimensioni variabili da pochimillimetri (afte minor) fino a pochi centimetri in caso di lesioni importanti. La mucosa appareulcerata, con bordi biancastri, irregolari, a volte sanguinante, estremamente dolente perché vengonoesposte all’ambiente del cavo orale le terminazioni nervose che sono presenti nella sottomucosa. Le lesioni possono essere più o meno dolorose a seconda dell’estensione e della profondità di interessamento tissutale.
Le afte hanno un decorso spontaneo: si formano nel giro di poche ore e permangono nella sede interessata per un periodo variabile da pochi giorni fino anche ad un paio di settimane in caso di lesioni più estese e profonde. Non esiste una vera e propria terapia che permetta di accelerare il decorso delle afte ma si tratta di trattamenti sintomatici che possono ridurne in parte gli effetti spiacevoli: collutori e gel lenitivi ed antalgici che creano un sottile strato protettivo sulla superficie della lesione, o gel a base di amminoacidi, acido ialuronico, acido retinoico che stimolano la riparazione e la rigenerazione tissutale, anche se l’applicazione di queste sostanze è limitata dalla saliva e dal movimento delle mucose.
Dal punto di vista alimentare, quando sono presenti le afte è opportuno evitare alimenti eccessivamente duri e “traumatici” per le mucose, così come cibi acidi e piccanti che aumenterebbero il dolore e porterebbero ad un’ulteriore disepitelizzazione della mucosa orale.
Le afte sono piccole lesioni della mucosa orale che si formano sui tessuti molli della mucosa orale (palato, guance, lingua) o alla base delle gengive. Alla vista sono simili a piccole abrasioni di pochi millimetri, rotondeggianti o ovali di colore bancastro e circondate da un alone rosso. Si manifestano singolarmente o a gruppi e possono essere molto dolorose, impedendo di mangiare o parlare, ma spesso guariscono nel giro di una o due settimane.
In alcuni soggetti tendono a ricomparire con una certa frequenza, creando notevole disagio. Le afte sono un tipo di ulcerazione molto comune, la più frequente tra le affezioni della mucosa orale e colpiscono circa il 10% della popolazione, con maggiore prevalenza nelle donne e in età pediatrica.
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Possono colpire altre zone del corpo oltre il cavo orale, come mucose e semimucose genitali. L’origine e il meccanismo non sono del tutto noti; potrebbero esserci più fattori alla base dell’affezione. La diagnosi è spesso semplice e basata sulla visita medica.
Le afte sono di diverso tipo e hanno diverse cause. Le afta possono essere provocate da infezioni virali (in particolare herpes simplex e herpes zoster), infezioni batteriche o fungine, irritazioni da alimenti o sostanze chimiche, uso di tabacco, farmaci e radioterapia, e patologie sistemiche. Inoltre, condizioni che riducono la produzione di saliva aumentano la probabilità di insorgenza delle afte.
Tra le cause più comuni:
Le infezioni virali e batteriche sono cause comuni: virus come herpes simplex, varicella-zoster, e altre infezioni possono provocare afte all’interno della bocca. La candida Albicans può causare cappelli bianchi tipici del mughetto quando si sfregano le aree interessate. Il virus può rimanere latente nell’organismo e riattivarsi periodicamente.
Le lesioni possono insorgere in seguito a traumi locali come morsi accidentali, protesi o apparecchi con spigoli, o a causa di cibi irritanti e di una scarsa igiene orale. Anche la saliva ridotta o desidratazione delle mucose può facilitare la comparsa di afte.
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La diagnosi diagnostica è spesso clinica: una visita medica può identificare l’afta dall’aspetto, dalla sede e dall’evoluzione tipica. In caso di afte persistenti o recidivanti, possono essere richiesti esami del sangue, test per celiachia, valutazioni nutrizionali o altre indagini per escludere patologie autoimmuni o sistemiche. Un’afta che non guarisce entro due settimane o che è particolarmente dolorosa o diffusa può richiedere consulto medico o dentistico.
Segnali d’allarme includono febbre, vesciche cutanee, infiammazione oculare, o ulcere persistenti in persone con sistema immunitario indebolito (es. HIV). In presenza di tali segnali è necessaria una valutazione rapida da parte di un medico.
Trattamento della causa: eliminazione di alimenti e sostanze irritanti. Trattamenti topici includono gel e collutori contenenti sostanze lenitive, anestetici locali come lidocaina, rivestimenti protettivi a base di sucralfato o antiacidi, e talvolta formulazioni con difenidramina. Tuttavia, al di là dell’alleviare il dolore, tali misure non curano la causa.
In caso di afte di origine infettiva, possono essere prescritti antimicotici, antivirali o antibiotici dopo identificazione della causa. Nei casi di carenze nutrizionali, l’integrazione con vitamina B12, ferro o acido folico può favorire la guarigione e ridurre le recidive.
Rimedi e approcci comuni includono igiene orale accurata, spazzolino morbido, collutori delicati e una dieta ricca di ferro, zinco, acido folico e vitamine B12. L’uso di tè all’alcol o collutori alcolici va evitato poiché possono irritare le afte. Alcuni rimedi naturali come Tea Tree Oil o miele sono citati come sollievo minimo o coadiuvanti non sostitutivi della terapia.
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Per alleviare il dolore immediato si propone di applicare ghiaccio sull’afta, utilizzare gel lenitivi specifici per il cavo orale, e mantenere una dieta ricca di fibre e nutrienti per supportare la guarigione. Evitare cibi piccanti, acidi o molto caldi riduce l’irritazione e aiuta la cicatrizzazione. L’uso corretto dello spazzolino e dei prodotti per l’igiene orale è fondamentale per prevenire traumi futuri.
Se l’afta è frequente o particolarmente grave, consultare un medico o dentista per valutare eventuali condizioni sistemiche o specifiche terapie mirate. In caso di febbre alta, gonfiore diffuso o recidive frequenti, l’approccio diagnostico deve essere approfondito per escludere condizioni più complesse.
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