
Quando si parla di Disturbo Bipolare, o meglio ancora di Spettro Bipolare, è fondamentale considerare l’intera gamma di modi in cui il disturbo può manifestarsi. Oscillazioni fisiologiche del tono dell’umore, dalla tristezza alla gioia, sono esperienze comuni e quotidiane, in genere scatenate da agenti esterni. Nei disturbi dell’umore questi meccanismi fisiologici sono alterati e i cambiamenti dell’umore diventano patologici: sono non prevedibili, incontrollabili, prolungati, estremi, eccessivi. Il disturbo bipolare, detto anche bipolarismo o depressione bipolare, è una patologia psichiatrica complessa.
Il Disturbo Bipolare, o Malattia Maniaco-depressiva, è una seria condizione caratterizzata da periodi di depressione e periodi di mania o ipomania, intervallati solitamente da una fase di umore normale. Le due fasi si alternano spesso in modo più o meno regolare (prima la depressione e poi la mania o viceversa). L’alternanza tra periodi di umore molto elevato (o irritabile) e periodi di depressione profonda è il segnale più caratteristico.
Secondo l'American Psychiatric Association, nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, i disturbi bipolari sono classificati, in base alle caratteristiche dei sintomi, in I, II e disturbo ciclotimico. Nel disturbo bipolare di tipo I si verifica un unico episodio maniacale, in anamnesi non si evidenzia nessun episodio depressivo maggiore, l'episodio maniacale non dipende da un disturbo schizoaffettivo, l'episodio maniacale non è sovrapposto a schizofrenia, disturbo schizofreniforme, disturbo delirante o disturbo psicotico. Nel disturbo bipolare tipo II dall'anamnesi risulta uno o più episodi depressivi maggiori e almeno un episodio ipomaniacale, escludendo un episodio maniacale o misto. Nel disturbo ciclotimico in un periodo di due anni sono stati presenti numerosi periodi senza sintomi ipomaniacali e numerosi periodi di sintomi depressivi che non soddisfano tuttavia i criteri per l'episodio depressivo maggiore.
L’ipomania è un periodo caratterizzato da eccitamento, ridotto bisogno di sonno, sensazione di avere maggiore energia fisica e psichica, maggiore efficienza mentale, maggiore loquacità. Ci si sente particolarmente euforici, ma anche irritabili, con la sensazione di avere maggiori potenzialità personali, con un’improvvisa cresciuta autostima: tutto appare possibile e fattibile, senza conseguenze, tanto che spesso si mettono in atto azioni impulsive, talvolta avventate, anche pericolose per sé o per gli altri. In questo stato si è sempre a rischio di prendere decisioni sbagliate e potenzialmente pericolose. Quando ci si trova in fase ipomaniacale ci si può sentire più sicuri nelle relazioni, fino ad assumere comportamenti eccessivamente disinibiti e socialmente inappropriati.
La mania è caratterizzata da sentimenti eccessivi di euforia e autostima oppure da un’attività fisica eccessiva, notevolmente sproporzionate rispetto alla situazione, e chi ne soffre può intraprendere comportamenti a rischio. Nella mania il soggetto si sente esuberante ed esaltato, troppo sicuro di sé e crede di essere nel suo migliore stato mentale possibile. L’umore è irritabile, molto labile, per cui si può passare dal riso alla rabbia molto rapidamente. I pensieri vanno così veloci che è difficile stargli dietro, così come le parole; i discorsi diventano sconclusionati, non si riesce a tenere l’attenzione, c’è grande distraibilità. I maggiori livelli di energia portano a non sentire il bisogno di dormire o di mangiare. Spesso i sensi sembrano affinarsi e la percezione diventa più vivida. Anche il desiderio sessuale può aumentare, diventando quasi impellente, con comportamenti impulsivi. La sensazione di avere enormi potenzialità personali può aggravarsi fino a divenire delirio di onnipotenza, di grandezza. Le manie gravi possono presentare sintomi psicotici. Deliri ed allucinazioni sono altri sintomi che si osservano spesso.
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Nella fase depressiva del bipolarismo l’umore è molto basso, con tristezza profonda e continua per la maggior parte del giorno. Si ha la sensazione che nulla di quello che prima interessava e piaceva interessi ancora, né possa dare più piacere. La vita perde significato e appare profondamente dolorosa. Il sonno tende a essere disturbato, soprattutto al mattino, l’appetito può aumentare o diminuire. Ci si sente senza energie fisiche, ci si stanca facilmente, si ha grande difficoltà nel concentrarsi o nel memorizzare nuove informazioni. I pensieri sono lenti e girano intorno a temi di inadeguatezza, colpa, morte, rovina, fallimento, miseria, malattia. La depressione può essere talmente grave da portare al suicidio o ad atti autolesionistici.
L’episodio misto si configura come uno stato in cui sono presenti, in concomitanza, sintomi della fase depressiva e sintomi della fase maniacale. Si parla di episodio con caratteristiche miste quando sono presenti almeno tre sintomi sottosoglia della polarità d’umore opposta. Quindi quando abbiamo una fase depressiva e alcuni sintomi maniacali o ipomaniacali oppure una fase maniacale con alcuni sintomi depressivi. In generale sono stati in cui prevale un umore definito “disforico” caratterizzato da agitazione psicomotoria, estrema irritabilità e ansia.
Gli episodi sintomatici si alternano a periodi di remissioni. Gli episodi possono avere una durata variabile che va da qualche settimana a 6 mesi. I cicli, dall’esordio di un episodio all’esordio di quello successivo, hanno una durata variabile. Alcuni soggetti presentano episodi poco frequenti, magari solo un paio nell’arco della vita, mentre altri manifestano quattro o più episodi ogni anno (chiamati cicli rapidi). È definito disturbo bipolare a cicli rapidi quando gli episodi sono frequenti (oltre quattro in un anno). Il disturbo bipolare è ad alto tasso di ricaduta, come tutti i disturbi dell’umore.
La causa esatta del disturbo bipolare non è nota. Il disturbo bipolare è il risultato di una combinazione di fattori neurobiologici, genetici e immunologici. Alla luce di numerosi studi condotti nel corso degli anni, si è visto come la componente biologica rappresenti la causa principale affinché il disturbo si manifesti. La predisposizione genetica gioca un ruolo importante nello sviluppo del disturbo bipolare. È ormai stato ampiamente dimostrato che l’ereditarietà genetica ha un ruolo nello sviluppo del disturbo bipolare; infatti avere un parente stretto come la madre o il padre che soffre di bipolarismo aumenta di oltre 10 volte il rischio di ammalarsi di questo disturbo. Studi condotti sui gemelli hanno mostrato che, in fratelli omozigoti, se uno dei due fratelli è affetto da bipolarismo, il gemello ha la probabilità del 40% di sviluppare il disturbo.
Associate ai fattori genetici potrebbero essere presenti determinate alterazioni nei circuiti cerebrali che modulano e regolano il tono dell’umore, l’affettività, gli impulsi e alcune tra le più importanti funzioni biologiche come l’appetito, il sonno, ecc. Gli studi di neuroimaging hanno mostrato che il cervello delle persone con disturbo bipolare presenta anomalie in aree chiave per la regolazione delle emozioni, come la corteccia prefrontale e il sistema limbico. Nel disturbo bipolare sono presenti alterazioni di diversi sistemi neurotrasmettitoriali (serotonina, dopamina, noradrenalina, glutammato, GABA), recettoriali e neurotrofici. Studi recenti hanno identificato varianti genetiche collegate alla regolazione dei neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina.
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Negli ultimi anni, la ricerca ha suggerito un possibile coinvolgimento del sistema immunitario nella malattia. Alcuni studi hanno evidenziato che le persone con disturbo bipolare possono avere una risposta infiammatoria alterata, che potrebbe contribuire alla comparsa e alla persistenza dei sintomi. Si ritiene anche che le patologie del sistema limbico, dei gangli della base e dell'ipotalamo possano contribuire allo sviluppo di disturbi dell'umore. Inoltre, alcuni tipi di temperamento sono associati a un maggior rischio di sviluppare il disturbo bipolare.
Eventi stressanti o l’uso di sostanze possono scatenare un episodio in persone predisposte. Gli episodi maniacali possono essere causati o scatenati anche da farmaci (come gli steroidi) o da sostanze illegali (come la cocaina e le amfetamine). Si è rilevato che elevati livelli di ormoni tiroidei (ipertiroidismo) possono favorire i sintomi maniacali.
I disturbi dello spettro bipolare coinvolgono l’1% della popolazione mondiale. Secondo le statistiche del NIMH, il disturbo bipolare ha un’incidenza sulla popolazione tra l’1 e il 2%. A livello mondiale il disturbo bipolare colpisce uomini e donne in misura quasi uguale. Il disturbo bipolare rappresenta la sesta causa di invalidità nelle persone tra i 15 e i 44 anni. Anche se molte persone affette da disturbo bipolare vivono a lungo e in maniera più o meno gratificante e produttiva è innegabile che esse possano mettere in atto tentativi di suicidio. I soggetti che ne soffrono hanno un rischio 15 volte maggiore di tentare o commettere suicidio nel corso della vita rispetto alla popolazione generale. Nel corso della vita, hanno una probabilità almeno 20-60 volte maggiore di portare a compimento il suicidio rispetto alla popolazione generale; fino al 20% dei soggetti con disturbo bipolare muore infatti per suicidio. La valutazione completa del rischio di suicidio dovrebbe avvenire ad ogni valutazione clinica.
La diagnosi si basa su un esame psicofisico completo e su strumenti di valutazione con scale specifiche, la Scala di Valutazione della Mania e il Mini Mental Status Examination. La diagnosi di disturbo bipolare si basa su un elenco specifico di sintomi (criteri). Il soggetto affetto da mania può non riferire correttamente i propri sintomi perché ritiene di non avere problemi; per tale motivo, il medico spesso deve ottenere informazioni dai famigliari. Il medico chiede al soggetto se ha pensieri suicidi, esamina i farmaci assunti e può anche controllare se vi sono segni di altre patologie mediche generali che potrebbero contribuire alla sintomatologia. Ad esempio, può richiedere esami del sangue per controllare la presenza di ipertiroidismo ed esami del sangue o delle urine per verificare l’uso di sostanze illecite.
La terapia del disturbo bipolare non può prescindere da un trattamento farmacologico. A questo può essere associata una psicoterapia. La cura del disturbo bipolare si concentra principalmente nel cercare di stabilizzare il tono dell’umore del paziente. Gli stabilizzatori del tono dell’umore sono considerati in letteratura la classe di farmaci principali per la cura del disturbo bipolare. Di prima scelta sono i sali di litio e l’acido valproico, ma possono essere utilizzati anche altri stabilizzatori a seconda dei casi, come la carbamazepina e la lamotrigina. Gli antipsicotici atipici hanno dimostrato una buona efficacia nel trattamento delle fasi maniacali e nella prevenzione delle ricadute.
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I farmaci antidepressivi possono essere efficaci nella depressione, ma il loro uso deve essere valutato attentamente dallo psichiatra a causa del rischio di induzione di ipomania o mania. Per la mania o la depressione grave, spesso è necessario il ricovero. Quando gli stabilizzatori dell'umore non alleviano la depressione può essere indicata talvolta la terapia elettroconvulsivante, così come la fototerapia può essere utile nel disturbo bipolare stagionale. Alcuni interventi non farmacologici studiati includono la stimolazione magnetica transcranica e la stimolazione del nervo vago.
La psicoterapia viene spesso consigliata ai soggetti in terapia con farmaci stabilizzatori dell’umore, principalmente per aiutarli a seguire il trattamento come indicato. La terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia interpersonale sono trattamenti efficaci per il disturbo bipolare, a cui è opportuno associare interventi di psicoeducazione. La psicoeducazione può essere svolta durante un colloquio individuale oppure in forma di gruppo. La terapia di gruppo spesso aiuta i soggetti e i loro partner o i famigliari a comprendere il disturbo bipolare e i suoi effetti. I gruppi di sostegno possono aiutare a fornire uno spazio di dibattito in cui condividere le proprie esperienze e i propri sentimenti.
Conoscere gli effetti dei farmaci usati per trattare il disturbo può aiutare il paziente ad assumerli come prescritto. È importante che il soggetto tenga un diario delle emozioni e delle attività affinché non si abbandoni a comportamenti eccessivi. Tenere comportamenti regolari rispetto all’alimentazione, al sonno e, più in generale, rispetto alle proprie attività, può risultare utile nell’evitare gli eccessivi squilibri dell’umore. Evitare alcol e droghe. Dormire con regolarità: dormire poco può scatenare la mania.
Le 3 fasi del trattamento prevedono la stabilizzazione dei sintomi iniziali del disturbo bipolare, il raggiungimento della remissione e il mantenimento. La terapia iniziale richiede controlli più frequenti fino al raggiungimento dei livelli terapeutici e un monitoraggio periodico successivo, in particolare per farmaci come il litio, che richiedono controlli ematici per evitare la tossicità. Segnalare immediatamente eventuali dubbi sugli effetti collaterali ed evitare di interrompere un farmaco senza prima parlare con un medico.
Per vivere bene con il disturbo bipolare è utile sviluppare risorse personali: speranza, tenacia, responsabilità personale, informazione e supporto. Devi essere un partecipante pieno e attivo del tuo trattamento imparando tutto ciò che puoi sul tuo disturbo. Studia e osserva i tuoi sintomi così che tu li possa riconoscere da solo. Tenere uno schema giornaliero del tono dell’umore è un modo per monitorare i sintomi e l’umore. Se individui qualsiasi pericolo di mania o depressione, è bene agire in fretta. È importante riconoscere i segni premonitori di un incipiente episodio maniacale o depressivo e avere una “cassetta degli attrezzi del benessere” a disposizione.
| Intervento | Scopo |
|---|---|
| Sali di litio | Stabilizzazione dell'umore, prevenzione ricadute |
| Anticonvulsivanti (valproato, carbamazepina, lamotrigina) | Trattamento mania e stabilizzazione a lungo termine |
| Antipsicotici atipici | Trattamento fasi maniacali e prevenzione ricadute |
| Psicoterapia (CBT, interpersonale) | Aumentare aderenza, gestione sintomi, psicoeducazione |
| TEC e fototerapia | Depressione resistente e disturbo bipolare stagionale |
In caso di sintomi di depressione o mania la cosa migliore da fare è consultare il medico o un professionista della salute mentale. Il disturbo bipolare non migliora da solo. Farsi curare da un professionista della salute mentale con esperienza può aiutarti a tenere sotto controllo i sintomi. Il medico determina se il soggetto presenta episodi maniacali o depressivi in modo tale da somministrare il trattamento corretto e valuta la presenza di altri disturbi di salute mentale.
Informati sulla tua malattia e coinvolgi i familiari nel percorso di cura: le persone intorno possono riconoscere i segni di una ricaduta anche quando tu non te ne rendi conto. È importante per i famigliari comprendere il disturbo bipolare, essere coinvolti nel trattamento e fornire supporto.
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