Cause della formazione di bolle nell'alginato per impronta dentale e come prevenirle

La padronanza dei materiali da impronta è uno degli aspetti da curare per garantire efficacia e ripetibilità dei risultati nello sviluppo dei modelli e, di conseguenza, nel corso di tutte le fasi protesiche che ne susseguono. Il materiale che verrà considerato all'interno di questa breve trattazione è volutamente il più “semplice”, non nel senso di quello con la maggiore facilità di utilizzo, ma del materiale di più largo impiego, quello su cui i clinici hanno modo di fare più pratica, a partire dal tirocinio professionale. Si parlerà dunque dell'alginato.

Cos'è l'alginato e sue caratteristiche rilevanti

Il composto comunemente in uso, derivato dall'acido alginico (presente nelle alghe marine) contiene alginato di sodio, di calcio e sostanze ritardanti. È un materiale tipicamente idrofilo, tanto da essere spesso catalogato come idrocolloide irreversibile. L'alginato, anche in virtù del rapporto costo/efficacia, trova un campo di applicazione ampio, che comprende la realizzazione di impronte per modelli studio (non solo a scopo protesico, evidentemente), di provvisori, e le impronte dell'arcata antagonista in protesi fissa. Per la preparazione dell'alginato, che si presenta in polvere, si richiede la miscelatura con acqua e la lavorazione con una spatola. In questa fase è importante attraverso un movimento uniforme ed energico impedire la formazione di bolle d'aria e grumi nell'impasto che impedirebbero una corretta lettura di alcune zone dell'impronta.

Fasi critiche in cui nascono bolle nell'impronta in alginato

Una volta aggiunta acqua fredda (calda andrebbe ad accelerare eccessivamente il processo di indurimento), l'operatore andrà a spatolare rapidamente, per circa 1 minuto, il prodotto lungo le pareti della ciotola, facendo attenzione ad includere tutta la polvere senza formare bolle d'aria. Impronta in alginato: solitamente questa impronta viene realizzata con un portaimpronta metallico forato, al fine di realizzare una buona ritenzione meccanica. Raggiunta la corretta densità il materiale viene disteso sul tray e viene posizionato in bocca. Nel rilevamento tradizionale è possibile che servano fino a 3, 4 minuti ad arcata. Nei minuti durante i quali il supporto si trova su una delle due arcate del paziente, l'alginato si solidifica.

Miscelazione e formazione di bolle

In questa fase è importante attraverso un movimento uniforme ed energico impedire la formazione di bolle d'aria e grumi nell'impasto che impedirebbero una corretta lettura di alcune zone dell'impronta. Sono disponibili sul mercato anche dei miscelatori automatici e semiautomatici, come mostrato nel video in allegato. Quando si inserisce la cuvetta carica, farlo lentamente e parallelamente agli assi lunghi dei denti preparati. Il modo migliore è inserire lentamente la fiala carica nella bocca del paziente parallelamente agli assi lunghi dei denti su cui è stata eseguita la preparazione, quindi mantenere la fiala in posizione applicando una pressione passiva sull'area premolare per garantire la stabilità.

Miscelatori automatici per materiali da impronta

Contaminazione e bolle ai margini della preparazione

Contaminazione intorno alla preparazione: sangue e saliva possono giocare brutti scherzi generando bolle ai margini della preparazione. La soluzione consiste nell'utilizzare emostatici liquidi e paste a base di cloruro di alluminio, solfato di alluminio e solfato ferroso. La tecnica di iniezione inadeguata: evitare questo problema è molto semplice, basta tenere il puntale di miscelazione immerso nella pasta per evitare la formazione di bolle. Inoltre, l'inibizione della polimerizzazione causata da residui di altri materiali dentali che sono venuti a contatto con la preparazione è un fattore importante, per cui bisogna fare attenzione a rimuovere completamente gli acidi o gli agenti emostatici come i sali di alluminio o ferrosi e gli acrilati che vengono utilizzati nella ricostruzione di monconi o materiali provvisori.

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Cause pratiche e operative della formazione di bolle

  • Una bolla indesiderata proprio al margine della preparazione può derivare da un inserimento della fiala o del portaimpronte eseguito in modo improprio.
  • La pressione eccessiva durante l'inserimento della fiala può far sì che denti o tessuti molli entrino in contatto con il fondo della fiala, favorendo difetti come bolle.
  • Tenere il puntale di miscelazione non immerso nella pasta favorisce l'inglobamento di aria; tenere il puntale immerso evita la formazione di bolle.
  • Alterare il rapporto polvere/liquido “a occhio” è una delle principali fonti di errore con gli alginati.
  • Rispettare la temperatura dell’acqua: l’acqua fredda allunga i tempi, quella calda li accorcia; l'uso di acqua calda può accelerare eccessivamente il processo di indurimento e condurre a difetti.

Gestione del portaimpronta e adesione

Se si utilizzano portaimpronta in plastica, l'uso di adesivi specifici (comunque sempre utili) è particolarmente indicato. Non è stato utilizzato alcun adesivo per il portaimpronte: sul mercato esistono diversi adesivi che garantiscono un'adeguata adesione tra il portaimpronte e i materiali da impronta. L'adesivo deve essere applicato sul fondo e sulle pareti interne della cuvetta, compresa la garza delle cuvette a doppio arco.

Portaimpronta con adesivo applicato

Altri errori che favoriscono la necessità di ripetere l'impronta

Riduzione della fluidità dovuta all'aumento del tempo di lavorazione: se siete abituati a utilizzare materiali da impronta a polimerizzazione rapida e avete superato il tempo di lavorazione più di una volta, potreste pensare di scegliere un materiale a polimerizzazione regolare. Riduzione della fluidità e rispetto dei tempi: è fondamentale non rimuovere l'impronta dalla bocca prima che la presa sia completamente ultimata per evitare distorsioni permanenti.

Una volta rimossa l'impronta, la stampa finale è stata conservata in modo non corretto: potrebbe essere stata esposta a temperature elevate o alla luce del sole. Idealmente, la stampa dovrebbe essere conservata a temperatura ambiente. Anche un'impronta perfetta può essere rovinata da una colatura scorretta. Per una colatura a regola d'arte, versa una piccola quantità di gesso su un'estremità dell'impronta e lascia che fluisca lentamente su tutta la superficie con l'aiuto di leggere vibrazioni.

Gestione post-operatoria per preservare l'impronta

  • Gli alginati sono idrocolloidi e soffrono di sineresi (perdita d’acqua) e imbibizione (assorbimento d’acqua); lasciare un’impronta in alginato all’aria o immersa in acqua per troppo tempo causa deformazioni dimensionali.
  • Disinfettare l'impronta secondo le istruzioni del produttore. Sciacquare le stampe con acqua prima e dopo la disinfezione.
  • Per evitare bolle nei modelli in gesso quando si usano materiali VPS, rispettare tempi di attesa minimi prima della colata dell'impronta per evitare il rilascio di idrogeno gassoso che provoca la formazione di bolle sulla superficie dei modelli in gesso.

Pratiche consigliate per ridurre l'insorgenza di bolle

  1. Mescolare i materiali in modo uniforme ed energico per impedire la formazione di bolle d'aria e grumi.
  2. Inserire la cuvetta carica lentamente e parallelamente agli assi lunghi dei denti preparati mantenendo una pressione passiva sulla zona premolare per stabilità.
  3. Utilizzare guanti privi di lattice per evitare che i solfuri ostacolino la polimerizzazione dei materiali VPS; i guanti di nitrile sono un'alternativa.
  4. Scegliere un materiale da impronta con una viscosità adeguata in base alla tecnica da utilizzare e seguire le raccomandazioni del produttore per quanto riguarda la miscela di materiali.
  5. Applicare adesivi al portaimpronta su fondo e pareti interne per migliorare la ritenzione meccanica.
  6. Stabilizzare il portaimpronte fino alla polimerizzazione del materiale da impronta, evitando qualsiasi movimento; la stampa deve essere sempre rimossa lungo l'asse del dente preparato.
  7. Informare il laboratorio odontotecnico dei materiali usati e della data di produzione per prevenire discrepanze nei modelli.
Diagramma flusso: corretta tecnica di miscelazione e inserimento dell'alginato

Quando ripetere l'impronta e quando cambiare strategia

Se c'è una bolla nel punto sbagliato, un margine illeggibile o una distorsione inspiegabile, la cosa migliore da fare in questo caso è ripetere l'impressione. Il materiale da impronta utilizzato ha una bassa resistenza alla lacerazione: il materiale da impronta deve essere lasciato polimerizzare completamente prima di rimuovere il portaimpronte e si devono scegliere materiali da impronta di qualità ottimale per evitare questi problemi. L'impronta deve essere sempre rimossa lungo l'asse del dente preparato.

Alternative e tecnologie che riducono i problemi

Per fortuna, la tecnologia offre soluzioni alternative. L'impronta dentale digitale rappresenta un'alternativa all'impronta tradizionale: la presa dell'impronta si ottiene attraverso uno scanner intraorale e software dedicati. Questo permette di ottenere un modello digitale 3D delle arcate del paziente in tempo reale. L'impronta dentale digitale evita i conati di vomito e in molti casi riduce gli errori legati alla gestione dei materiali. L’utilità dell’impronta dentale digitale non è solo per il paziente, ma anche per l’odontoiatra, perché gli scanner intraorali di nuovissima generazione hanno raggiunto livelli di precisione impensabili fino a poco tempo fa, superando considerevolmente i risultati che si possono ottenere con le tecniche tradizionali.

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Impronta dentale digitale con scanner intraorale

Ruolo dell'operatore e del personale assistenziale

La pratica rende perfetti e la presa d'impronta dentale non fa eccezione. Rilevare un’impronta senza difetti è molto difficile; per questo motivo l’esperienza dell’operatore è fondamentale. Tale tematica può interessare anche il personale assistenziale, che ricopre un ruolo chiave nella rilevazione dell'impronta. La procedura con cui si realizza una precisa impronta dentale è sempre piuttosto delicata. Oltre a perfezionare la tecnica, è importante sapere come identificare i problemi più comuni che portano a scartare e ripetere un'impronta.

Checklist rapida per prevenire bolle

  • Seguire alla lettera le istruzioni del produttore relative al tempo di polimerizzazione intraorale.
  • Non utilizzare materiale scaduto.
  • Mescolare con movimenti uniformi ed energici per circa 1 minuto evitando bolle d'aria.
  • Usare acqua alla temperatura consigliata dal produttore (solitamente fredda piuttosto che calda per evitare accelerazioni eccessive).
  • Applicare adesivi se si impiegano portaimpronta in plastica.
  • Disinfettare e conservare l'impronta correttamente e colare il modello con tecnica adeguata e vibrazioni leggere.
Checklist prevenzione difetti impronte

Nota sulla scelta del materiale e gestione delle ipersensibilità

Per quanto non venga sostanzialmente utilizzato mai per la presa dell'impronta definitiva, l'alginato garantisce una certa precisione; soffre invece per quanto riguarda la stabilità dimensionale nel tempo. Alcuni arrivano a suggerire di colare l'impronta direttamente in studio. Le reazioni allergiche e di ipersensibilità ai materiali da impronta che si possono verificare durante i trattamenti dentali non sono poi così rari; gli odontoiatri devono sapere riconoscere e identificare le allergie ai materiali da impronta, oltre a individuare a priori i pazienti a rischio, e in questi casi prediligere dei materiali d'impronta alternativi ai polieteri come ad esempio quelli in polivinilsilossano.

Ci auguriamo di continuare a condividere con voi informazioni utili per migliorare ogni giorno il vostro studio dentistico.

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