Apicectomia incisivo: procedura, spiegazione e indicazioni

Non sei solo: il tuo dentista ti ha consigliato un'apicectomia e tra mille paroloni non hai ben chiaro di cosa si tratti. Come suggerisce la parola stessa, composta da “apice” e “ectomia”, descrive la procedura di rimozione chirurgica della parte terminale della radice dentale. L’osso che circonda l’apice della radice può andare incontro a un’infezione. Ti sarà capitato di sentir parlare di granuloma, cisti o ascessi. Ecco, questi termini descrivono proprio la presenza di tessuto infiammato vicino alla “punta” della radice (cioè l’apice).

L’apicectomia denti è una procedura chirurgica che può essere eseguita in diversi quadri clinici per trattare problemi radicolari persistenti. L’apicectomia è un intervento dentistico invasivo che prevede la rimozione dell'apice infetto di una radice dentale. In caso d'impossibilità di trattare l'infezione mediante semplice devitalizzazione, l'apicectomia si rivela l'operazione chirurgica di prima linea per risanare granulomi, cisti ed ascessi dentali.

Quando è indicata l’apicectomia sull’incisivo

Si ricorre a un intervento di apicectomia quando si registra la presenza di un ascesso, una cisti o un granuloma, non curabili con la devitalizzazione del dente. Innanzitutto, è sempre importante valutare se la cura dell’infezione in questione, per esempio il granuloma, può limitarsi alla devitalizzazione del dente interessato. La devitalizzazione, infatti, ha un buon tasso di successo, tra il 70 e il 90%, e solo in caso di insuccesso è richiesta la ripetizione della terapia radicolare o appunto il ricorso all’apicectomia.

L’apicectomia del dente devitalizzato è un intervento chirurgico che viene eseguito quando un dente precedentemente devitalizzato presenta un’infezione o un’infiammazione alla radice che non può essere risolta con il trattamento canalare. Se questa procedura è già stata effettuata una volta sul dente e non ha riscosso il successo sperato, diventa necessario eseguire un’apicectomia sul dente devitalizzato, poiché nella maggior parte dei casi la devitalizzazione stessa non può essere effettuare una seconda volta.

Obiettivi e vantaggi

L’obiettivo principale dell’apicectomia del dente devitalizzato è eliminare completamente l’infezione o l’infiammazione radicolare e preservare il dente. L’apicectomia dentale consente ai pazienti di preservare il dente naturale e ripristinare la funzionalità masticatoria senza dover ricorrere all’estrazione. Questa procedura offre diversi vantaggi rispetto all’estrazione del dente devitalizzato. Innanzitutto, permette di mantenere la funzionalità del dente, evitando la necessità di una protesi o di altre opzioni di riabilitazione.

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Controindicazioni e valutazione preventiva

È importante sottolineare che l’apicectomia del dente devitalizzato non è sempre la soluzione appropriata per tutti i casi. La decisione di sottoporsi a questa procedura dipenderà dalla gravità dell’infezione o dell’infiammazione radicolare, dalla presenza di altre condizioni dentali o sistemiche e dall’opinione del dentista. Una volta che è stata fatta la diagnosi di insuccesso endodontico, è necessario capire quali sono state le cause che hanno portato all’insuccesso stesso per valutare successivamente se esiste la possibilità di correggere il fallimento con un ritrattamento ortogrado. Solo nel caso in cui questa possibilità non esista o, meglio, solo dopo che i tentativi di risolvere la terapia per via non chirurgica siano falliti, solo allora siamo autorizzati ad intervenire per via chirurgica.

Fasi principali della procedura sull’incisivo

Per capire a fondo l’intervento di apicectomia, è importante partire dalle basi. Prima di tutto, il dente da trattare viene anestetizzato. L’intervento si svolge in più fasi:

  1. Dopo aver addormentato il dente mediante anestesia locale, il medico pratica un'incisione direttamente nella gengiva: così facendo, la radice sottostante viene completamente esposta.
  2. Il tessuto infetto viene rimosso mediante appositi strumenti chirurgici. La lesione viene rimossa in toto per garantire un miglior controllo del sanguinamento e, in seguito, una più rapida guarigione.
  3. Gli ultimi millimetri della radice vengono rimossi (la radice è lasciata "scoperta"). La resezione apicale viene eseguita quasi perpendicolarmente all’asse lungo della radice e deve essere completa sia in direzione vestibolo-linguale che in senso mesio-distale.
  4. L’apicectomia procede con la meticolosa disinfezione della zona trattata per ridurre la carica batterica: così facendo, è possibile prevenire ulteriori, possibili, infezioni.
  5. Lo step successivo è l'otturazione dell'apice radicale: l'estremità della radice - la cui punta è stata rimossa - va sigillata con un materiale biocompatibile per negarne l'accesso ai batteri. Dopo aver rimosso l’apice, per impedire l’accesso ai batteri si sigilla il canale radicolare con un’otturazione, definita retrograda in quanto viene fatta dalla parte della radice e non dalla parte della corona come invece avviene usualmente.
  6. L’intervento si conclude con il riposizionamento dei lembi gengivali e l’applicazione di punti di sutura che vengono rimossi dal dentista generalmente dopo 7 giorni dall’intervento.
schema incisione e resezione apicale

Strumentazione moderna: microscopio e ultrasuoni

L’introduzione della preparazione della cavità retrograda con gli ultrasuoni ha reso possibile l’ottenimento di quella che viene definita come la cavità retrograda ideale: una cavità di prima classe, profonda almeno 3 mm all’interno della dentina, con pareti parallele e coincidente con il profilo anatomico dello spazio endodontico. Allo scopo di ottenere ciò, sono state sviluppate delle speciali punte da ultrasuoni che consentono al clinico di raggiungere qualsiasi radice in qualsiasi situazione clinica.

L’introduzione del microscopio operatorio rappresenta l’altro importante progresso avvenuto nel campo dell’endodonzia chirurgica. Il microscopio operatorio consente ingrandimenti da un minimo di 2,5x fino ad un massimo di circa 25x e l’illuminazione è perfettamente coassiale con la linea dello sguardo. Sotto il microscopio, infatti, l’incisione fatta con le microlame è più accurata, con minor trauma per i tessuti molli, con un sollevamento più passivo del lembo e, più tardi, con un più facile riposizionamento dei tessuti.

microscopio operatorio e punte ad ultrasuoni

Durata dell’intervento

La durata dell'intervento varia, generalmente, da un minimo di mezz'ora ad un massimo di 90 minuti, in base al dente da trattare, alla gravità della lesione ed alla complessità della struttura radicale del dente. L’intervento dura solitamente dai 30 ai 60 minuti, in base alla complessità del dente coinvolto.

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Anestesia ed emostasi

In endodonzia chirurgica lo scopo dell’anestesia consiste nel fornire un’anestesia profonda non solo per la durata dell’intervento, ma anche per lunghi periodi di tempo dopo l’intervento e serve inoltre a garantire una buona emostasi. Per questo scopo, l’anestesia di elezione è rappresentata dalla lidocaina al 2% con epinefrina 1:50.000. Le altre soluzioni anestetiche con minor concentrazione di epinefrina sono controindicate, in quanto l’eccessivo sanguinamento della zona chirurgica compromette la visibilità durante l’intervento.

Risultati, successo e possibili fallimenti

Il successo della terapia dipende principalmente dalla capacità di sigillare accuratamente l’apice della radice con l’otturazione retrograda dopo aver accuratamente rimosso il tessuto infetto. Il successo dell'intervento nel lungo termine è dato essenzialmente dalla capacità dello specialista di sigillare perfettamente l'apice della radice, in modo da garantire una certa protezione da eventuali, possibili, attacchi batterici. Una volta confermata la guarigione del dente, le probabilità di recidiva sono estremamente basse: in particolare, l’utilizzo del microscopio operatorio si è rivelato nel tempo assolutamente fondamentale, portando la percentuale di buona riuscita dell’apicectomia dentale a oltre il 95% a 5 anni dall’intervento.

Dopo un’apicectomia, le ricadute sono eventi rari ma possibili. Sebbene l’apicectomia miri a rimuovere l’infezione e a sigillare l’apice del dente per prevenire future complicanze, in alcuni casi potrebbe verificarsi una recidiva dell’infezione o dell’infiammazione. In alcuni casi, potrebbe essere necessario eseguire un’ulteriore apicectomia, con l’obiettivo di rimuovere completamente l’apice infetto e sigillare la radice del dente per prevenire ulteriori complicanze. Tuttavia, in alcuni casi, se la recidiva è particolarmente complessa o il dente è gravemente compromesso, il dentista potrebbe consigliare l’estrazione del dente come soluzione definitiva.

Rischi, complicanze e dolore

Trattandosi di un'operazione chirurgica, l'apicectomia può creare fastidio o dolore nei giorni successivi all'intervento. I sintomi più comuni riportati dai pazienti sottoposti all'apicectomia sono: dolore e gonfiore (più accentuati il giorno successivo all'apicectomia), intorpidimento della gengiva nella semiarcata dentale in cui è stata eseguita l'operazione, difficoltà masticatorie, sanguinamento gengivale e sensibilità dentale. Tra le possibili complicazioni, seppur rare, possiamo annoverare infezioni secondarie, sanguinamento persistente e/o difficoltà nella cicatrizzazione.

Apicectomia dentale: è dolorosa? Una delle domande più frequenti tra chi deve sottoporsi a un’apicectomia riguarda il dolore. In realtà, durante l’intervento non si avverte dolore, poiché viene eseguita un’anestesia locale che desensibilizza completamente la zona. I pazienti riferiscono spesso di aver percepito solo una leggera pressione, una vibrazione, ma nulla di particolarmente fastidioso. Nel periodo post-operatorio, può comparire un fastidio moderato, facilmente controllabile con i farmaci prescritti: quando presente, esso tenderà a diminuire in modo significativo dopo le prime 48 ore.

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Indicazioni post-operatorie e tempi di guarigione

Per velocizzare la guarigione della ferita e minimizzare il dolore post-apicectomia, il medico dovrà educare il paziente sul corretto comportamento da tenere: l'osservanza di alcuni semplici accorgimenti può, senza dubbio, favorire un recupero più veloce, riducendo al minimo la comparsa di complicanze.

  • Per placare il dolore quando l'effetto dell'anestesia svanisce, si raccomanda di appoggiare una borsa del ghiaccio (avvolta su un panno morbido di cotone) all'esterno della mascella, in linea con il sito d'intervento.
  • Assumere regolarmente farmaci antinfiammatori (es. ibuprofene) nei 5-6 giorni dopo l’apicectomia; non assumere oltre 2,4 grammi al dì.
  • Se necessario, assumere un antibiotico a titolo precauzionale per abbattere il rischio d'infezione: seguire le indicazioni dettate dal medico.
  • Sciacquare delicatamente la bocca con colluttori disinfettanti (es. clorexidina 0,2%) solo 12-24 ore dopo l’apicectomia e continuare gli sciacqui per almeno due settimane successive all'intervento.
  • Seguire una dieta morbida e osservare il riposo assoluto nei 2-3 giorni successivi all'intervento.
  • Non spazzolare energicamente la gengiva sottoposta all'intervento e non sollevare il labbro corrispondente al dente sottoposto all'apicectomia per evitare di allentare i punti di sutura.
  • Dopo 6 mesi/un anno dall'apicectomia, il paziente dovrebbe sottoporsi ad un controllo radiografico per verificare la buona riuscita dell'operazione dentale nel lungo termine.

I tempi di guarigione dopo un’apicectomia possono variare da individuo a individuo. Durante le prime 24-48 ore è comune sperimentare gonfiore e lievi sanguinamenti. Questi sintomi tendono a diminuire gradualmente nel corso dei giorni successivi. In genere la guarigione completa dall’infezione può richiedere fino a 3 mesi.

indicazioni post operatorie e ghiaccio

Esperienze dei pazienti e percezione

“Dopo aver subito un’apicectomia dentaria, posso dire che sono estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Inizialmente ero preoccupato per il dolore e l’eventuale disagio durante l’intervento, ma devo dire che il processo è stato molto meno doloroso di quanto mi aspettassi. Il mio dentista è stato molto professionale e mi ha fatto sentire a mio agio durante l’intero procedimento. Dopo l’intervento, ho avvertito un leggero fastidio e gonfiore, ma grazie ai farmaci prescritti e alle indicazioni post-operatorie, ho potuto gestirli facilmente.

Le opinioni sulla procedura possono variare a seconda della gravità del problema radicolare e dell’esperienza individuale del paziente. Tuttavia, molte persone che hanno subito un’apicectomia dentale riportano risultati positivi. Alcuni pazienti apprezzano il fatto di poter evitare l’estrazione completa del dente e la successiva necessità di una protesi o di un impianto dentale.

video spiegazione apicectomia passo passo

Note finali e scelta del professionista

Per prendersi cura della salute della propria bocca, è opportuno scegliere con attenzione a chi rivolgersi. Se l’apicectomia dentale può rivelarsi l’unica opzione possibile, si giunge a tale conclusione solo dopo una rigorosa analisi della storia personale e clinica, l’accertamento della diagnosi con i test diagnostici più precisi e la conseguente valutazione dell’infezione e della problematica nella sua interezza. Da qui si comprende come sia importante affidarsi a medici esperti ed altamente qualificati.

Per chi desidera comprendere nel dettaglio in cosa consiste un’apicectomia dentale, la visione di un video esplicativo può essere estremamente utile. Su siti affidabili, canali YouTube di studi dentistici e piattaforme specializzate in salute orale è possibile trovare diversi contenuti che illustrano il procedimento passo dopo passo. Visionare un intervento registrato è un espediente che può aiutare i pazienti a superare l’ansia pre-operatoria, poiché rende tangibili i passaggi dell’intervento e chiarisce quanto la procedura sia circoscritta e controllata.

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