Tecnica di rialzo del seno mascellare e applicazioni Omnia Maxill

Il rialzo del seno mascellare è un intervento chirurgico inteso per preparare il supporto osseo per il posizionamento di impianti dentali. I seni mascellari sono due cavità riempite di aria situate nella parte posteriore delle guance, nell’osso mascellare. Quando la parete ossea tra il seno e la bocca è molto sottile, l’inserimento di un impianto diventa impossibile. Alla clinica Omnia Dental aggiungiamo anche membrane ottenute dal sangue del paziente attraverso la tecnica A-PRF.

Esistono due tipi di interventi chirurgici per il rialzo del seno: mini rialzo del seno mascellare e grande rialzo del seno mascellare. La differenza tra loro è l’area in cui avviene l’intervento chirurgico sul seno. La quantità di osso aggiunta per ciascun paziente è diversa. Nel caso del mini rialzo del seno, la membrana del seno viene sollevata nella stessa seduta dell’inserzione dell’impianto. Questo metodo viene scelto quando è richiesta una piccola aggiunta ossea, circa 1-2 mm. Viene fatto utilizzando uno strumento che preme delicatamente la membrana del seno fino a quando viene sollevato. Il materiale da innesto viene quindi inserito nello spazio creato. Il grande rialzo del seno è raccomandato soprattutto in caso di riassorbimento osseo molto grande. Il materiale da innesto viene inserito attraverso una “finestra” laterale ricavata nella parete esterna del seno ed è protetto con una membrana riassorbibile in collagene. Questi materiali biocompatibili si attaccano all’osso esistente e si trasformano in osso dopo un periodo di 6-9 mesi. Dopo questo periodo di tempo, gli impianti vengono inseriti nell’osso appena creato.

Dopo un intervento chirurgico come questo, c’è la possibilità di gonfiore nella zona. Il picco del gonfiore arriva a 48-72 ore dall’intervento. Il dolore è sopportabile e controllabile con la medicina antinfiammatoria. Il paziente può anche notare un livido sulla guancia che scompare in circa una settimana.

La tecnica prevede il rialzo del pavimento del seno mascellare mediante un materiale da innesto osseo con la condizione essenziale di preservare l’integrità della membrana schneideriana per salvaguardare la normale fisiologia del seno mascellare. La chirurgia di rialzo seno mascellare con approccio laterale prevede l’esecuzione di una osteotomia per aprire una finestra ossea sulla parete del seno mascellare che espone la membrana schneideriana. La chirurgia del seno mascellare con approccio trans-crestale prevede l’esecuzione nella cresta residua di una perforazione sino ad incontrare il pavimento osseo del seno mascellare che viene consumato senza perforare la membrana del seno. E’ una tecnica specialistica che richiede una grande competenza professionale per poter evitare i rischi derivanti dalle più disparate situazioni anatomiche di tipo sfavorevole.

Storia e sicurezza: evoluzione della tecnica

Nel 1998 è stato eseguito il primo intervento al mondo di rialzo di seno mascellare per via laterale con tecnica esclusivamente piezoelettrica ideato e sviluppato dal prof. La tecnica di erosione piezoelettrica della parete laterale del seno mascellare per l’apertura della finestra ossea risulta essere in letteratura scientifica internazionale la più sicura per la preservazione dell’integrità della membrana schneideriana e fu presentata per la prima volta dal prof.

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Il rialzo del seno mascellare (sinus lift) è una procedura chirurgica che aumenta il volume osseo nella zona dei molari superiori, dove la vicinanza con il pavimento del seno mascellare rende spesso impossibile posizionare impianti di lunghezza adeguata. Il seno mascellare è una cavità aerea che occupa buona parte del mascellare superiore, situata lateralmente al naso e al di sopra dei molari e premolari superiori. Il problema si presenta quando questo spessore si riduce al di sotto della soglia minima, che in genere è considerata intorno ai 5-7 mm. La causa principale di questa riduzione è il riassorbimento osseo che segue la perdita dei denti.

Quando i molari superiori vengono persi o estratti, l'osso alveolare sottostante perde la stimolazione meccanica necessaria per mantenersi. Il riassorbimento avanza sia verso il basso che verso l’alto: la cresta ossea si abbassa, mentre il pavimento del seno tende a scendere per pneumatizzazione - un processo in cui la cavità sinusale si allarga occupando lo spazio lasciato dall'osso riassorbito. Indicata quando l’altezza ossea residua è tra 5 e 7-8 mm. L'accesso avviene dall'alto, attraverso lo stesso alveolo dove verrà posizionato l'impianto. Con strumenti progressivamente più larghi (osteotomi), il chirurgo frattura in modo controllato il pavimento del seno, lo eleva delicatamente e deposita il materiale da innesto attraverso questa via. I vantaggi sono la minore invasività e la possibilità di combinare innesto e impianto in un unico intervento.

Approcci principali

  • Approccio Crestale (Mini Rialzo del Seno Mascellare): utilizzato quando l’altezza ossea residua è superiore a 5 mm. L’accesso al seno avviene attraverso la cresta alveolare, utilizzando strumenti specifici per sollevare la membrana sinusale e inserire il materiale da innesto. Il decorso post-operatorio è generalmente più rapido.
  • Approccio Laterale (Grande Rialzo del Seno Mascellare): indicato quando l’altezza ossea residua è inferiore a 4-5 mm. Si accede al seno mascellare attraverso una finestra creata nella parete laterale, si solleva la membrana di Schneider e si riempie lo spazio con innesto osseo, protetto da una membrana riassorbibile. Il decorso post-operatorio può essere più lungo e preventivo di una maturazione ossea prima del posizionamento degli impianti.

La valutazione preoperatoria è fondamentale per determinare l’indicazione al rialzo del seno mascellare. Include anamnesi, esame clinico e indagini radiografiche, come la tomografia computerizzata (TC) cone beam, per fornire informazioni precise sulla quantità di osso disponibile e sull’anatomia del seno mascellare.

Materiali e tecniche usate in Omnia Maxill

Alla Omnia Dental utilizziamo membrane ottenute dal sangue del paziente (A-PRF) e biomateriali compatibili come l’ossosso autologo o materiali sintetici per innesto. Le procedura Crestale con SinCrest (kit dedicato) permette un rialzo graduale, monitorando le resistenze residue con una sonda integrata e consentendo una spinta delicata della membrana di Schneider.

Infografica: Differenze tra mini rialzo e grande rialzo del seno mascellare

La tecnica Crestale con uso di frese a punta piatta e stop di profondità consente di lavorare con minore rischio di sovrafresaggio e di preservare l’asse di posizionamento implantare. La sequenza di frese è studiata per mantenere l’angolo corretto e permettere un alloggiamento preciso dell’osteotomo ad avvitamento, evitando la compressione e le forze eccessive sulla membrana.

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Grafico di progressione del sollevamento della membrana durante SinCrest

Casi clinici e risultati descritti

Due casi clinici descritti utilizzano la tecnica SinCrest® (Meta, Reggio Emilia, Italia) con contestuale inserimento di impianti osteointegrati. Il primo caso riguarda un paziente di 54 anni con edentulia posteriore del mascellare superiore, trattato con rialzo di seno crestale mediante SinCrest e inserimento di due impianti. Il secondo caso descrive un paziente di 45 anni con riassorbimento importante, trattato con la stessa tecnica e posizionamento di due impianti.

Nei casi presentati, l’approccio crestale permette un avvicinamento graduale al pavimento del seno, monitoraggio delle resistenze residue e sollevamento delicato della membrana di Schneider. Dopo l’intervento, l’uso di biomateriale da innesto (GeistlichBio-OSS Granules o GeistlichBioOss) e l’inserimento di impianti (Blue Sky, Bluesky®) hanno mostrato osteointegrazione soddisfacente e incremento del volume osseo, con follow-up a 6 mesi e a 1-2 anni.

Radiografie e sequenze intraoperatorie dei casi SinCrest

Vantaggi e complicanze

  • Vantaggi principali: minore invasività rispetto alle tecniche tradizionali, possibilità di combinare innesto e impianto in una singola seduta, controllo preciso dell’asse implantare e ridotto discomfort postoperatorio.
  • Complicanze principali: perforazione della membrana di Schneider (più frequente, incidenza variabile fino a livelli descritti in letteratura), infezioni, sanguinamento ed ematomi. Le perforazioni piccole possono essere riparate, quelle grandi potrebbero richiedere riprogrammazione della procedura.

Follow-up e prognosi

Il decorso post-operatorio tipico prevede un gonfiore nelle prime 48-72 ore, dolore controllabile con antinfiammatori, e possibile livido che si risolve entro una settimana. Il rialzo del seno mascellare è un intervento ambulatoriale eseguito in anestesia locale, eventualmente associato a sedazione cosciente. Il tempo di guarigione e maturazione ossea varia in base all’estensione del rialzo; per grandi rialzi il recupero è di norma più lungo rispetto al mini rialzo.

La valutazione radiografica e TAC postoperatorie è fondamentale per confermare la mineralizzazione dell’innesto e la corretta osteointegrazione degli impianti. Dopo l’innesto e il posizionamento, la solidità degli impianti viene monitorata nel tempo per assicurare la stabilità protesica.

Video dimostrativo SinCrest: rialzo crestale del pavimento del seno mascellare

Approfondimenti e riferimenti pratici

  • Per insegnamenti su tecniche di incremento osseo, consultare articoli di rigenerazione ossea dentale e comparazioni tra materiali di innesto autologhi, eterologhi e sintetici.
  • Lo Studio del prof. Testori e l’I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi hanno contribuito allo sviluppo di tecniche di elevazione crestale affidabili e predicibili.
  • La procedura SinCrest è stata descritta come alternativa minimamente invasiva tra le tecniche di rialzo di seno mascellare con approccio crestale, dimostrando indipendenza dall’operatore e facilità di esecuzione.

Considerazioni cliniche finali

Non tutti i pazienti con osso insufficiente nel mascellare posteriore sono candidati al sinus lift. È essenziale una valutazione preoperatoria accurata, che includa anamnesi, esame clinico e TC Cone Beam, per definire l’idoneità al rialzo del seno mascellare. Il tempo ottimale per intervenire è ora, soprattutto quando l’altezza ossea residua è ridotta e il volume osseo tende a diminuire ulteriormente.

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