
Il Test riflesso-vegetativo, meglio conosciuto come Metodo VRT-Vegatest, è stato messo a punto negli anni ’60 dal Dr. Helmut W. Il concetto di malattia, secondo questa visione, presuppone che la salute dipenda dai meccanismi energetici omeostatici presenti sia nelle persone sane sia in quelle con deficit. La malattia non dipende solo ed esclusivamente da un organo sofferente o da più cellule malate, ma può derivare da una carenza o da un eccesso di energia in una zona del corpo. Con il peggiorare della qualità della vita e dell’ambiente, emergono sempre più frequentemente intossicazioni croniche, intolleranze nascoste, deficit del sistema immunitario, intolleranze alimentari, allergie, geopatie e stress cronici, fattori che indeboliscono la carica energetica dell’organismo e spesso causano disturbi funzionali che precedono un processo patologico.
Nella pratica, lo studio omeopatico svolto a Cagliari dal Dr. Siegbert Laule comprende diverse fasi: prima l’anamnesi, poi l’esame con il VegaTest, che consente, tramite analisi semplice, veloce e poco invasiva, di indagare le condizioni del terreno biologico misurando le frequenze presenti nell’organismo. Il test si effettua appoggiando un puntale sferico su un dito di un paziente, mentre l’altra mano sorregge un manipolo metallico; questa configurazione crea un lieve flusso di corrente che veicola informazioni bioelettroniche analizzando organi, stato psicofisico ed eventuali danni pregressi. Il Vega Test è un sistema diagnostico di naturopatia non riconosciuto dalla medicina tradizionale, utilizzato principalmente per individuare malfunzionamenti degli organi (ghiandole endocrine, esocrine, reni e fegato) e per rivelare frequenti incompatibilità alimentari. Dopodiché, il Dr. Laule procede con l’esame fisico della persona.
Il Vega Test si basa sul principio della biorisonanza: l’apparecchio, interagendo attivamente e passivamente con l’organismo, dovrebbe fornire dati su disturbi degli organi o su forme di intolleranza alimentare. La misurazione avviene tramite un cavo elettrico con due elettrodi, uno inserito nello strumento e l’altro applicato sulla cute. All’interno dell’alloggio, vengono caricate fiale contenenti liquido in soluzione; inserendo una fiala specifica per un organo (ad esempio il fegato) e applicando l’elettrodo in un punto del corpo, il test verrebbe a misurare la bioenergia dell’organo e a evidenziare eventuali compromissioni.
La credenza di chi pratica questo metodo è che sia non invasivo: la misurazione non richiede punture né prelievi, e una seduta completa dura circa 30 minuti. Tuttavia, numerosi studi hanno messo in discussione l’utilità pratica e l’affidabilità diagnostica del Vega Test. Studi coinvestigati hanno dimostrato che le prove elettrodermiche non differiscono dai test cutanei e non sono in grado di distinguere soggetti atopici da non atopici, rendendo l’utilità diagnostica del Vega Test discutibile dal punto di vista scientifico. Nonostante ciò, esistono descrizioni di utilizzi in laboratori privati e studi di medicina alternativa che lo impiegano come check-up energetico non invasivo.
Il Vega Test è presentato come strumento complementare rispetto alla diagnostica tradizionale, offrendo una prospettiva diversa e potenzialmente utile per rilevare squilibri funzionali non evidenti dagli esami ematici convenzionali. Alcuni riferimenti indicano che lo strumento possa fornire una panoramica della vitalità e dello stress del paziente, contribuendo a definire un profilo energetico generale. Nonostante questa narrazione, è importante ricordare che la comunità scientifica non riconosce il Vega Test come metodo diagnostico affidabile per organi o intolleranze alimentari.
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Il Vega Test è considerato il progenitore degli strumenti moderni per la diagnosi di intolleranze alimentari. Fu associato a contributi di Reinhold Voll, che studiò la carica elettromagnetica delle zone di agopuntura e lo sviluppo di dosaggi attraverso i meridiani energetici. Nel 1976 è stato introdotto come metodo diagnostico specifico noto come Vega Test. Le evidenze critiche provenienti da studi indipendenti hanno mostrato che i test elettrodermici non hanno una correlazione affidabile con i test cutanei e non distinguono tra soggetti atopici e non atopici, alimentando discussioni sull’efficacia clinica.
Nella pratica, si descrive spesso l’impiego del Vega Test come check-up non invasivo per individuare malfunzionamenti di organi o intolleranze alimentari, con riferimenti a studi e studi di casi in laboratori privati. Alcuni studi presentano l’uso del Vega Test in contesti omeopatici e naturopatici in cui si cerca di offrire una visione energetica generale dell’organismo, sempre senza sostenerne l’universalità diagnostica. Per chi desidera contattare uno studio, sono menzionati contatti come prenotazioni telefoniche o tramite posta elettronica per appuntamenti presso studi specifici.
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