
L’ascesso dentale è un’infezione acuta che si sviluppa intorno al dente o nella gengiva ed è caratterizzato dalla formazione di pus. Si tratta di un problema piuttosto comune, che tuttavia deve essere trattato tempestivamente per evitare conseguenze o complicazioni anche gravi. Ad esserne colpiti sono sia i bambini che gli adulti con sintomi più o meno gravi a seconda dello specifico caso clinico.
Quando si parla di ascessi dentali, non ci si riferisce a un’unica condizione, ma a diverse forme di infezione che possono interessare zone differenti del dente e dei tessuti circostanti. Esistono due grandi categorie: ascesso parodontale (detto anche ascesso gengivale o parodontale) e ascesso endodontico (o periapicale).
L’ascesso dentale è provocato dalla presenza di un’infezione batterica nei tessuti dentali: la cavità orale ospita molti batteri, principalmente anaerobi gram-negativi e facoltativi. La produzione e l’accumulo di pus rappresenta infatti una risposta di difesa dell’organismo per arginare l’infezione.
L’ascesso dentale è un’infezione multifattoriale che ha alla sua base diversi fattori predisponenti. Ci sono anche altre condizioni che possono favorire l’insorgenza dell’ascesso dentale, ad esempio interventi malriusciti ai denti (devitalizzazioni, impianti e otturazioni) che possono fungere da porta d’ingresso per i batteri. Tra i fattori di rischio più rilevanti:
Un sistema immunitario indebolito è incapace di contrastare le infezioni, comprese quelle che interessano i tessuti del cavo orale. È importante notare che una combinazione di questi fattori può aumentare ulteriormente il rischio di sviluppare un ascesso dentale. I pazienti immunocompromessi, in particolare, sono a rischio di progressione locale verso quadri di infezione disseminata e di sepsi.
Leggi anche: Scopri come riconoscere e curare la sindrome degli ascessi freddi
I sintomi dell’ascesso dentale possono essere molteplici e più o meno intensi, ma quello più diffuso è il mal di denti, forte al punto tale da rendere difficile e dolorosa la masticazione. Altri segni e sintomi comuni includono:
È possibile che un ascesso dentale non faccia dolore; se il dolore è sparito non significa che il problema si sia risolto. Molti pazienti confondono i sintomi nei bambini con quelli della dentizione; le manifestazioni cliniche sono comunque simili in bambini e adulti.
Mediante una visita odontoiatrica lo specialista può diagnosticare correttamente l’ascesso dentale, sulla base dell’attenta anamnesi del paziente, della valutazione dei sintomi, dell’esecuzione di radiografie specifiche e dell’osservazione diretta del cavo orale. Un esame clinico visivo è solitamente sufficiente per diagnosticare l’ascesso dentale; la radiografia aiuta a valutare la situazione del dente e la presenza di granuloma periapicale. L’utilizzo della tomografia computerizzata, della risonanza magnetica e degli ultrasuoni possono essere di supporto nell’identificare la via di disseminazione dell’infezione nei casi complessi.
La gestione da parte dello specialista dell’ascesso dentale localizzato deve sempre prevedere il trattamento odontoiatrico, più immediato possibile, dell’elemento infetto, sia esso di tipo estrattivo o di tipo endodontico, oltre al drenaggio della raccolta purulenta. Il drenaggio del pus deve sempre essere effettuato senza ritardo.
Se la diffusione batterica progredisce a livello loco-regionale o attraverso il circolo ematico, il clinico potrebbe trovarsi di fronte a infezioni dentali gravi, potenzialmente fatali, soprattutto nei pazienti immunocompromessi. La raccolta ascessuale può espandersi in base alla relazione dell’apice del dente con le inserzioni muscolari e i piani fasciali, coinvolgendo la zona cervicale, l’area periorbitale, i seni o il mediastino. Le infezioni dentali gravi devono essere clinicamente valutate per accertare il livello di coinvolgimento locale e sistemico e richiedono gestione ospedaliera senza ritardo.
Leggi anche: Rischi e benefici dell'applicazione di iodio su un ascesso
Gli antibiotici possono aiutare a tenere sotto controllo l’infezione, ma non a eliminarla del tutto se non si rimuove la causa scatenante. L’antibiotico attenua i sintomi, ma l’ascesso tende a tornare se il dente non viene curato. Per attenuare il dolore sono prescritti antidolorifici come ibuprofene o naprossene (FANS) e antipiretici come il paracetamolo in caso di febbre. In caso di febbre elevata o segnali di disseminazione sistemica è necessario un immediato approfondimento ospedaliero.
Il consiglio migliore che possiamo dare per prevenire un ascesso dentale è di farsi visitare regolarmente dal dentista. Eseguendo una pulizia professionale (detartrasi) nei tempi stabiliti dall’igienista dentale si avranno maggiori probabilità di intercettare e curare carie, parodontite o cure canalari incongrue che potrebbero causare un futuro ascesso. Curare in modo preciso l’igiene orale ogni giorno dopo ogni pasto, usare filo interdentale o scovolino, e mantenere una dieta equilibrata riduce il rischio di carie e ascessi.
I denti del giudizio sono più facilmente interessati dagli ascessi dentali perché sono difficili da pulire e spesso non erompono correttamente. Traumi dentali anche apparentemente lievi possono predisporre a infezioni e ascessi per microfratture non visibili a occhio nudo. Alcune evidenze suggeriscono una correlazione tra condizioni atmosferiche (bassa pressione barometrica) e incremento degli ascessi dentali, ma il rapporto diretto resta oggetto di studi.
La gestione delle infezioni dentali gravi richiede un approccio multidisciplinare con facile accesso a tomografia computerizzata, risonanza magnetica e immagini a ultrasuoni per un corretto inquadramento del paziente. A livello ematologico si riscontreranno livelli elevati di proteina C reattiva e alterazione della conta leucocitaria nelle infezioni disseminate. Il paziente deve essere monitorato nel tempo dopo il trattamento iniziale per valutare la risoluzione dell’infezione e prevenire recidive.
| Intervento | Indicazione | Obiettivo |
|---|---|---|
| Incisione e drenaggio | Ascesso con raccolta liquida e forte pressione | Ridurre pressione e dolore, evacuare pus |
| Trattamento endodontico | Ascesso periapicale da dente non estratto | Eliminare infezione canalare e salvare il dente |
| Estrazione dentale | Dente non recuperabile o fonte d’infezione persistente | Eliminare fonte d’infezione |
| Terapia antibiotica (orale/parenterale) | Infezione locale o sistemica, pazienti immunocompromessi | Controllare diffusione batterica |
| Monitoraggio ospedaliero | Infezione disseminata, compromissione vie aeree | Supporto multidisciplinare e imaging avanzato |
Con un trattamento odontoiatrico mirato e la prescrizione di una terapia antibiotica il recupero dovrebbe avvenire nell’arco di pochi giorni, ma la risoluzione definitiva richiede l’eliminazione della causa (devitalizzazione o estrazione) e il follow-up clinico radiografico, soprattutto nei pazienti a rischio.
Leggi anche: sintomi di ascessi cutanei nei conigli
tags: #ascessi #dentali #pazienti #immunosoppressi #rischi #e
