
Il bruxismo è una condizione caratterizzata dal serramento o digrignamento involontario dei denti, che avviene soprattutto durante il sonno, ma può verificarsi anche durante il giorno. Questa condizione può provocare problemi a livello dentale, muscolare e articolare, influenzando la qualità della vita delle persone che ne soffrono. Chi è affetto da bruxismo, infatti, spesso lamenta dolori cronici al collo, alle spalle o alla testa associati a cefalea. Il mancato trattamento di questa patologia può portare a problemi dentali, muscolari e osteo-articolari seri: per questo, riconoscere e trattare tempestivamente il bruxismo è essenziale, al fine di prevenire complicazioni a lungo termine.
Cos’è il bruxismo? Bruxismo è il termine medico usato per descrivere l’abitudine involontaria di digrignare o serrare i denti, spesso inconsciamente. Può verificarsi durante il sonno (bruxismo notturno) o mentre si è svegli (bruxismo diurno), solitamente in momenti di concentrazione o stress. Sebbene in molte situazioni il bruxismo notturno sia più comune, entrambe le varianti possono comportare serie conseguenze per la salute orale e generale. Quando una persona digrigna o serra i denti viene generata una pressione eccessiva sulle arcate dentali che può danneggiare i denti, i muscoli della mandibola e l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), influenzando negativamente la capacità di masticare e parlare correttamente.
Questo stress continuo sulla bocca può condurre all’insorgenza di diversi problemi, tra cui l’usura precoce dello smalto dentale, la frattura dei denti e l’infiammazione dell’ATM, con conseguente dolore e rigidità facciale. Il bruxismo, quindi, non solo compromette la salute orale, ma può anche influire sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono.
Le cause esatte del bruxismo non sono ancora completamente comprese, ma si ritiene che diversi fattori possano contribuire allo sviluppo di questa condizione. Il bruxismo, infatti, è una problematica complessa e multifattoriale, in cui elementi psicologici, fisici e neurologici giocano un ruolo determinante.
Il bruxismo spesso è strettamente collegato a stati di stress emotivo e tensione. Le persone che vivono periodi di forte pressione psicologica, ansia o frustrazione possono serrare o digrignare i denti inconsciamente come una risposta automatica a queste emozioni. Infatti, quando l’occlusione non è corretta, la mascella deve serrarsi maggiormente per consentire una masticazione efficace.
Leggi anche: trattamento multidisciplinare del bruxismo
Il bruxismo notturno è spesso associato a disturbi del sonno come le apnee notturne, che alterano il normale ciclo del sonno. Le persone che soffrono di questo disturbo hanno maggiori probabilità di soffrire anche di bruxismo, poiché l’interruzione del sonno aumenta l’attività muscolare e nervosa durante la notte.
Esistono tre tipi principali di apnee notturne: apnea ostruttiva del sonno (OSA), apnea centrale del sonno (CSA) e apnea mista o complessa. I pazienti con apnee notturne spesso non si rendono conto del problema, poiché le interruzioni della respirazione avvengono durante il sonno. È però possibile identificare dei campanelli d’allarme, che possono indicare la presenza di apnee notturne: russamento forte, risvegli frequenti, affaticamento diurno, mal di testa al risveglio. L’OSA incrementa notevolmente in presenza di diabete, ictus, ipertensione e attacchi di cuore; altri aspetti legati all’OSA sono certamente il bruxismo, i disturbi dell’articolazione temporomandibolare e i dolori orofacciali.
Il bruxismo può anche essere collegato a patologie neurologiche, come il morbo di Parkinson, la demenza e altre malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, causando tremori, rigidità muscolare e difficoltà nel movimento. Le persone affette da Parkinson sono maggiormente a rischio di sviluppare bruxismo a causa delle alterazioni nei segnali nervosi che controllano i movimenti della mandibola e dei muscoli facciali. La gestione del bruxismo in questi casi può includere l’uso di bite dentali per proteggere i denti e la mascella.
L’eccessivo consumo di caffè, alcol e fumo può stimolare il sistema nervoso centrale, aumentando l’attività muscolare e nervosa. Il caffè contiene caffeina, una sostanza stimolante che agisce sul sistema nervoso centrale, aumentando l’attività cerebrale e muscolare. Questa stimolazione può avere effetti negativi sul controllo involontario dei muscoli, inclusi quelli della mascella. Ecco perché il consumo eccessivo di caffè può favorire il bruxismo: aumento dell’attività muscolare, effetti sul sonno, maggiore eccitazione nervosa. Per questi motivi, limitare il consumo di caffè e di caffeina, specialmente nelle ore serali, può aiutare a ridurre i sintomi del bruxismo, migliorando la qualità del sonno e il rilassamento muscolare. Evitare bevande alcoliche e fumo è consigliato per lo stesso scopo.
Il bruxismo può colpire anche i bambini, generalmente tra i 3 e i 6 anni. In molti casi si tratta di un fenomeno transitorio che tende a scomparire con la crescita, ma è comunque importante monitorare la situazione, prestando attenzione a segnali come rumore di sfregamento dei denti durante il sonno, dolori facciali o mal di testa al risveglio, denti usurati o scheggiati.
Leggi anche: Guida integrata al trattamento di bruxismo e cervicalgia
Il bruxismo può manifestarsi in modi diversi a seconda della gravità e del momento della giornata. Molte persone non si rendono conto di digrignare i denti, soprattutto di notte. Sintomi comuni includono:
Bite dentale: il bite è un dispositivo protettivo che si indossa tra le arcate dentali per prevenire il digrignamento notturno. Realizzato in materiali plastici, come la resina acrilica, è personalizzato dal dentista per garantire un adattamento perfetto. Permette di assorbire o scaricare la pressione sulla mascella e funge da barriera fisica tra le arcate dentarie, contrastando il serramento e lo sfregamento.
Tecniche di rilassamento e CBT: per contrastare problemi emotivi alla base del disturbo, sono utili tecniche di rilassamento, terapie cognitivo-comportamentali (CBT) e pratiche di gestione dello stress come yoga, meditazione e respirazione profonda.
Attività fisica regolare: l’esercizio fisico riduce lo stress e migliora il benessere psicofisico, contribuendo a una migliore qualità del sonno e riducendo il rischio di bruxismo notturno.
Allineamento e cure dentali: possono essere indicate cure dentali per correggere la malocclusione, riallineare le mandibole e ridurre i punti di contatto anomali tra i denti.
Leggi anche: cause e rimedi per il bruxismo
Chi soffre d’asma trova ulteriori difficoltà nella respirazione notturna, con interferenze significative sulla qualità del sonno. Durante il sonno il consumo di ossigeno si riduce, con lieve calo di ossigeno nel sangue e lieve aumento dell’anidride carbonica. Studi controllati confermano che oltre il 40% degli asmatici si sveglia ogni notte. I pazienti che hanno sospeso la terapia da almeno sei ore presentano ostruzioni bronchiali durante la notte, mentre una adeguata terapia prima di addormentarsi può contrastare il broncospasmo. La tosse in un giovane, anche senza mancanza di fiato, deve potenzialmente essere considerata asma fino a prova contraria.
Il bruxismo non è esclusivo dello stress; i fattori che intervengono possono essere molteplici, tra cui aspetti neurologici e ambientali. La diagnosi può avvenire mediante visita odontoiatrica, ortopanoramica e polisonnografia. Per proteggere la salute dei denti e alleviare il dolore viene consigliato l’uso del bite; se il disturbo è di natura nervosa o ansiogena, è bene dedicarsi ad attività rilassanti, ma anche praticare yoga o respirazione profonda.
tags: #relazione #tra #asma #bronchiale #e #bruxismo
