
Gaten Matarazzo è sicuramente uno di quei volti che ti resta impresso, non solo per il talento ma per la sincerità con cui vive la sua storia. Dietro il sorriso contagioso e la voce riconoscibile c'è un ragazzo che, prima di diventare una star conosciuta in tutto il mondo con Stranger Things, ha calcato i palchi di Broadway e imparato presto cosa significa trasformare una fragilità in un punto di forza. La sua carriera racconta di un giovane che non teme di mostrarsi per ciò che è, comprendendo come la vulnerabilità può diventare una forma di potere.
Gaetano John Matarazzo III nasce l'8 settembre 2002 a New London, nel Connecticut, ma cresce a Little Egg Harbor, in New Jersey, insieme alla sorella maggiore e al fratello minore. Come avrai intuito dal cognome, Gaten Matarazzo ha origini italiane: la sua famiglia proviene da Avellino, e lui stesso ha raccontato di sentirsi legato alle radici mediterranee, soprattutto attraverso il cibo e la cultura familiare.
Fin da bambino, Gaten si distingue per una grande energia e una naturale attitudine al palcoscenico. Tuttavia, la sua crescita è segnata da una condizione genetica rara: la disostosi cleidocranica, o displasia cleidocranica, è la malattia di Gaten Matarazzo che colpisce lo sviluppo di ossa e denti. Per questo motivo Gaten ha dovuto affrontare diversi interventi e l'uso di protesi dentarie. La stessa condizione è diventata parte del suo personaggio in Stranger Things, un dettaglio che ha reso Dustin Henderson ancora più autentico. Parlare apertamente della sua condizione è stata una scelta consapevole: l'attore usa la visibilità per sensibilizzare il pubblico, sostenendo associazioni che aiutano chi convive con la stessa patologia.
Gli inizi nel mondo dello spettacolo si intrecciano con la sua storia familiare: il debutto arriva prestissimo. A soli nove anni calca il Palace Theatre di Broadway nel musical Priscilla, la regina del deserto. L'esperienza teatrale si rivela formativa e lo porta, nel 2014, a interpretare Gavroche in I miserabili. È in quel periodo che capisce di voler fare dell'arte la sua strada, senza compromessi. La voce potente e la presenza scenica lo rendono subito un giovane talento da tenere d'occhio. Dopo piccole apparizioni televisive, come in The Blacklist, arriva la chiamata che cambierà tutto: un provino per una nuova serie Netflix ambientata negli anni Ottanta, con misteri, biciclette… torce e amicizie indimenticabili.
Il successo con Stranger Things arriva nel 2016, quando la serie esplode come fenomeno globale e Gaten Matarazzo diventa uno dei volti simbolo della produzione. Il suo personaggio, Dustin Henderson, è l'anima ironica del gruppo: curioso, intelligente, capace di leggerezza anche nei momenti più oscuri del Sottosopra. Mentre il mondo lo riconosceva come una star, Gaten continuava a frequentare la scuola pubblica, a suonare con gli amici nella sua band e a vivere con discrezione la sua adolescenza. I fan non smettono di spulciare sul web dettagli sul suo conto, ma Gaten Matarazzo preferisce che a parlare siano i suoi personaggi. Stranger Things gli ha regalato la possibilità di mostrare quanto la diversità possa diventare rappresentazione, e di farlo senza retorica.
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Attore ancor prima di Stranger Things, Gaten ha continuato a lavorare tra cinema, doppiaggio e televisione. Nel 2019 è diventato il volto e produttore del reality Prank Encounters (Scherzi da brivido), un esperimento a metà tra horror e commedia. Sul grande schermo è apparso in Honor Society e ha prestato la voce in film d'animazione come Angry Birds 2 e Il drago di mio padre. Parallelamente è tornato più volte a teatro, confermando la sua passione per le origini artistiche: da Into the Woods a Dear Evan Hansen, ha stupito per maturità interpretativa. La sua carriera è un percorso che unisce ironia e sensibilità, due tratti che lo rendono unico nel panorama dei giovani attori internazionali.
Il momento tanto atteso è ormai vicino: Stranger Things 5 sta per arrivare. La quinta e ultima stagione, in uscita su Netflix il 27 novembre 2025, chiuderà una delle serie più amate degli ultimi anni. Dopo tre anni di pausa e un lungo periodo di lavorazione, i fratelli Duffer hanno confermato che l'intensità emotiva sarà altissima. Nel frattempo, Gaten continua a coltivare nuovi progetti, tra musica, doppiaggio e teatro. Non ha mai nascosto il desiderio di dirigere, un giorno, qualcosa di suo. Nel frattempo, il suo pubblico cresce e matura con lui. C'è chi lo ha conosciuto bambino, e oggi lo ritrova giovane adulto, consapevole e appassionato.
La sua storia racconta che essere diversi non è un limite, ma una forma di libertà. E forse è proprio questo il segreto del suo successo: un sorriso imperfetto, autentico, che ha saputo trasformare la fragilità in arte. Gaten Matarazzo, uno dei giovani protagonisti della serie più attesa dell’anno, Stranger Things, è stato al centro dell’attenzione mediatica non solo per il personaggio da lui interpretato, ma anche perché ha dichiarato di essere affetto da una rara malattia. La terza stagione di Stranger Things è arrivata su Netflix, nella serata di ieri 4 luglio, in occasione dell'Indipendenza americana. Il gruppo di ragazzini curiosi e coraggiosi è tornato per portare tutti i fan a scontrarsi con l'inquietante mondo del Sottosopra.
Tra i protagonisti affianco a Eleven nei panni di Milly Bobbie Brown, troviamo di nuovo anche Dustin, interpretato da Gaten Matarazzo, noto al pubblico anche per un'anomalia che riguarda il suo aspetto fisico. La malattia di Gaten Matarazzo è la disostosi cleidocranica, una malformazione genetica che colpisce una bassissima percentuale di bambini che nascono senza le clavicole. Ovviamente ci sono ripercussioni fisiche piuttosto evidenti, che influiscono sulla crescita, soprattutto quella facciale. L'aiuto tramite i social: la forma di displasia che ha colpito il giovane attore è abbastanza lieve, questo gli consente anche di lavorare, ma comunque si è dovuto sottoporre a diverse operazioni chirurgiche. La sua notorietà gli ha permesso di sensibilizzare il pubblico sulla sua malattia e, grazie alla viralità dei social, aiuta le associazioni che si occupano principalmente di questa malformazione.
La displasia cleidocranica è una malattia genetica autosomica dominante che può causare assenza parziale o totale delle clavicole e anomalie delle ossa del cranio e dei denti. È spiegata dall’attore come una condizione con prognosi variabile, che però non lo ha fermato dal perseguire i propri obiettivi artistici, anche grazie al supporto della famiglia e al lavoro di sensibilizzazione che svolge sui social.
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Nell’Italia e nel mondo, molti fan si chiedono dove viva Gaten Matarazzo oggi: quando non è sul set si divide tra il New Jersey e New York. Ama stare a casa con la sua famiglia e con la fidanzata Lizzy Yu, attrice e performer come lui. I due si conoscono da anni e condividono una passione comune per il teatro e la musica, raccontando con naturalezza la loro relazione sui social, senza costruire un'immagine patinata ma reale.
| Anno | Evento | Dettaglio |
|---|---|---|
| 2002 | Nascita | New London, Connecticut |
| 2014 | Priscilla, la regina del deserto | Debutto a Broadway |
| 2016 | Stranger Things | Debutto di Dustin Henderson |
| 2019 | Prank Encounters | Volto e produttore |
| 2025 | Stranger Things 5 | Uscita prevista Netflix |
La malattia di Gaten Matarazzo ha ricevuto ampia attenzione pubblica. Si tratta di una malformazione genetica che colpisce una bassissima percentuale di bambini alla nascita, spesso associata all’assenza delle clavicole e a anomalie delle ossa del cranio. L’attore ha descritto pubblicamente la sua esperienza, spiegando che la malattia ha richiesto interventi chirurgici e che porta protesi dentarie in pubblico. La sua diafana apertura ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della diagnostica precoce e delle cure necessarie per chi è affetto da disostosi cleidocranica. Inoltre, sostiene attivamente raccolte fondi per aiutare chiunque necessiti di interventi chirurgici.
Le protesi dentarie di Gaten non hanno impedito alla sua carriera: hanno anzi rafforzato la sua immagine di Dustin come personaggio autoironico e autentico, capace di trasformare una difficoltà in una risorsa narrativa e umana. L’attore continua a utilizzare la sua visibilità per promuovere l’inclusione, la diversità e il rispetto delle differenze, valori che traspare dal suo modo di affrontare i progetti futuri e la vita privata.
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