
L’ustione alla lingua, al palato o alle mucose della bocca può essere davvero dolorosa. Infatti, le scottature in bocca non sono solo molto fastidiose quando avvengono, ma rendono difficili anche i gesti quotidiani più normali come mangiare, bere e parlare.
Le gengive che bruciano possono dipendere da cause locali - prodotti irritanti, protesi mal adattata, trauma da spazzolino - oppure da condizioni sistemiche come la Burning Mouth Syndrome, il lichen planus orale o carenze di vitamine del gruppo B. Il bruciore alle gengive è un sintomo che molte persone sottovalutano, attribuendolo allo spazzolino o al dentifricio usato. In certi casi questa intuizione è corretta. In altri, però, lo stesso sintomo segnala patologie del cavo orale che necessitano di attenzione clinica.
La sindrome della bocca bruciante è una condizione cronica caratterizzata da bruciore, pizzicore o dolore urente del cavo orale - incluse le gengive - in assenza di lesioni visibili all'esame clinico. Dal punto di vista patofisiologico, la BMS è oggi considerata una neuropatia: studi sulla microcircolazione gengivale hanno mostrato alterazioni vascolari periferiche nei pazienti affetti, suggerendo una componente di disfunzione neurovascolare locale.
La bocca non è fatta soltanto di denti e di gengive, ma è un insieme di mucose che possono infiammarsi e dare luogo a varie tipologie di problemi. La stomatite è un’infiammazione della mucosa interna della bocca che può risultare molto fastidiosa e che si manifesta con arrossamenti, piccole lesioni ulcerate e dolorose afte (stomatite aftosa). Queste manifestazioni possono intaccare le gengive, l’interno delle guance, il palato, la faccia interna delle labbra e la lingua.
La sindrome della bocca urente si presenta come un bruciore diffuso del cavo orale in assenza di lesioni a carico della mucosa o di altre patologie sistemiche solitamente associabili a secchezza della bocca, come il diabete. Secondo recenti studi la sindrome della bocca urente è associabile a disordini di tipo neuropatologico come la degenerazione delle fibre trigeminali periferiche orali, l’alterazione dei meccanismi percettivi del gusto e la perdita dei meccanismi inibitori sul controllo del dolore.
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Il lichen planus orale è una malattia infiammatoria cronica a mediazione immunologica che può coinvolgere le gengive, la mucosa buccale, la lingua e il palato. Il lichen planus orale non va ignorato: alcune varianti erosive sono associate a un modesto ma documentato rischio di trasformazione maligna, e richiedono follow-up periodico con biopsia se le lesioni cambiano aspetto.
La carenza di vitamina B12 e di ferro - sia isolata sia nel contesto di un'anemia sideropenica - può causare glossite atrofica, bruciore diffuso al cavo orale e afte ricorrenti. La riduzione della produzione salivare - causata da farmaci (antidepressivi, antistaminici, diuretici), radioterapia del distretto testa-collo o sindrome di Sjögren - priva le gengive del film protettivo naturale della saliva. Il risultato è una mucosa secca, irritata e facilmente bruciante.
Il criterio fondamentale è la durata: qualsiasi lesione bianca, rossa o mista che persiste oltre le due settimane senza causa apparente va biopsata per escludere displasia epiteliale o carcinoma orale in stadio iniziale. Dovresti prenotare una visita senza attendere se il bruciore dura più di due settimane senza una causa identificabile, se è accompagnato da lesioni bianche, rosse o erosive sulla mucosa, se compaiono afte ricorrenti o ulcere che non guariscono, o se si associa a difficoltà nella deglutizione o sensazione di bocca secca persistente.
La valutazione clinica di un episodio di bruciore gengivale richiede pochi minuti, non è invasiva e consente di categorizzare il sintomo con precisione. Le gengive infiammate devono essere sempre sottoposte all’attenzione del dentista, soprattutto quando il problema tende a persistere nel tempo, dal momento che potrebbero essere il sintomo di una patologia, anche severa, a carico del cavo orale.
Per alleviare rapidamente il disagio causato da gengive infiammate, è possibile adottare una serie di misure efficaci. Uno sciacquo casalingo con acqua salata può lenire le gengive infiammate, alleviare il dolore e ridurre i batteri. Un impacco fatto con bustine di tè o tisane può aiutare a lenire il dolore alle gengive: il tè nero ha proprietà antibatteriche, mentre menta piperita, camomilla e tè verde hanno un effetto antinfiammatorio.
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Ricordati che nessuno dei rimedi casalinghi per la gengivite qui elencati può sostituire una visita dal dentista. È da sottolineare, tuttavia, che i rimedi naturali hanno effetti molto blandi e che non sostituiscono in nessun modo un trattamento medico. Affidarsi esclusivamente a soluzioni naturali può ritardare la diagnosi e il trattamento corretto.
Per ridurre l’infiammazione gengivale e prevenire complicazioni, è importante adottare una corretta igiene orale. Nei casi più gravi, il dentista potrebbe prescrivere farmaci per ridurre il dolore e l’infiammazione delle gengive. Tra le opzioni più utilizzate:
Anche se in parte conta la predisposizione genetica, dare la giusta importanza a una corretta cura orale è lo strumento migliore per prevenire le infezioni gengivali e proteggere i nostri denti dalla placca batterica, che se non eliminata in tempo può accumularsi e proliferare, creando gengiviti, parodontiti e altre infezioni. È noto, per esempio, che le donne in gravidanza e i pazienti con diabete e problemi alla bocca sono in genere più soggetti alle infezioni gengivali e alle malattie parodontali.
Le gengive infiammate sono spesso causate dall’accumulo di placca batterica e tartaro, che irritano i tessuti gengivali. Ignorarli può peggiorare la situazione, quindi è fondamentale intervenire il prima possibile. Le misure preventive includono:
Per favorire la guarigione delle gengive infiammate, è consigliato consumare alimenti ricchi di omega-3, come pesce e frutta secca, per le loro proprietà antinfiammatorie; frutta e verdura ricca di vitamine C ed E, che rafforzano il sistema immunitario e contrastano l’infiammazione; latticini e yogurt con fermenti lattici attivi, utili per riequilibrare la flora batterica orale.
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Al contrario, è bene evitare fritture e cibi grassi, cibi croccanti o troppo duri, alimenti ricchi di zuccheri e bevande alcoliche e gassate, che possono aumentare l’irritazione gengivale.
Quando l'infiammazione gengivale raggiunge lo stadio avanzato di gengivite, la situazione del nostro cavo orale può aggravarsi con la recessione gengivale. Per evitare lo spostamento e la perdita dei denti, in molti casi l'unica soluzione è un intervento di chirurgia parodontale.
La bocca è la parte iniziale dell’apparato digerente e, in quanto tale, le sue infiammazioni possono essere legate anche a difficoltà di digestione o a piccoli incidenti come ustioni da cibi troppo caldi. Se l’ustione è molto estesa, profonda o dolorosa, rivolgiti subito a un medico o al dentista. In caso di ustioni leggere, in genere guariscono da sole nel giro di una settimana. Tuttavia, per favorire la guarigione e ridurre il dolore, puoi usare dei rimedi casalinghi oppure dei prodotti specifici.
Se hai le gengive infiammate o senti dolore alla bocca contatta la clinica Ireos Dental. Se presenti i sintomi di una gengivite consulta il tuo dentista: la prevenzione è la soluzione migliore.
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