Storia della lanterna magica: primo apparecchio di proiezione luminosa

La lanterna magica è la diretta antenata del moderno proiettore cinematografico.

Si tratta di un apparecchio dotato di un sistema ottico e di una fonte di luce grazie ai quali ingrandisce e proietta su uno schermo bianco o su una parete immagini raffigurate su vetro.

Il sistema ottico è cosituito da un riflettore, un condensatore e un obiettivo.

Il riflettore è collocato dietro la fonte di luce per direzionare i raggi luminosi verso il condensatore.

Il condensatore, costituito da due lenti biconvesse, converge la luce sull'immagine dipinta su vetro e quindi verso l'obiettivo che, a sua volta, ha la funzione di proiettare l'immagine sullo schermo.

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Inventata nel XVII secolo dall'astronomo e matematico olandese Christiaan Huygens, da subito la lanterna magica divenne protagonista di una nuova forma di spettacolo, costituita dalla proiezione di immagini luminose.

Nel settecento era facile incontrare artisti di strada come quelli raffigurati in queste antiche stampe.

Nel tempo furono introdotti continui miglioramenti tecnici, sia per ciò che riguarda l'illuminazione (dalla candela a lampade via via più efficienti), sia per ciò che riguarda la qualità del sistema ottico.

Nel corso del XIX secolo la lanterna magica non è più utilizzata solo negli spettacoli pubblici, ma entra invece in molte case private diventando fonte di spettacoli familiari per il divertimento di grandi e piccini.

Infatti, soprattutto a partire dall'ultimo quarto del XIX secolo la lanterna magica diventa un giocattolo molto popolare.

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Le lanterne magiche giocattolo erano prodotte in migliaia di esemplari e nelle forme più svariate.

I produttori erano soprattutto francesi e tedeschi.

La lanterna magica si diffuse rapidamente in tutta Europa come strumento per spettacoli popolari e da strada e, grazie alla presenza di un narratore, venivano raccontate storie fantastiche o di eventi realmente accaduti.

La diffusione della lanterna ebbe infatti due principali applicazioni: una didattica e una fantastica, di intrattenimento, spesso anche entrambe allo stesso tempo.

Dal punto di vista tecnico con la lanterna magica era possibile proiettare una sola immagine fissa per volta, ma a poco a poco, grazie a varie invenzioni accessorie, si arrivò a moltiplicare le immagini e a farle muovere, magari facendo scorrere due o più lastre l'una sull'altra, ottenendo per esempio l'effetto di due persone che si allontanavano o di un cavaliere che galoppava verso un castello.

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Prima dell’invenzione del cinema e della celebre proiezione dei fratelli Lumière del 1895, numerosi furono i tentativi di creare illusioni di movimento attraverso la proiezione di immagini.

Il primo dispositivo ideato a tal fine fu la lanterna magica, descritta dal gesuita Athanasius Kircher nel suo trattato Ars Magna Lucis et Umbrae (1646) e successivamente dal fisico e matematico Christiaan Huygens nel 1656.

La lanterna magica ebbe inizialmente due principali ambiti di utilizzo: didattico e ludico.

In origine proiettava soltanto immagini fisse, dipinte a mano su lastre di vetro, mostrate una alla volta.

Con il tempo, grazie a dispositivi accessori, si riuscì a creare un effetto di movimento facendo scorrere due o più lastre sovrapposte.

Fino all’inizio del XIX secolo le lastre venivano dipinte a mano, ma successivamente la produzione divenne industriale, grazie all’uso di litografie e cromolitografie.

formidabile accelerazione a partire dalla seconda metà del XIX secolo.

Come dichiarò lo stesso Louis Lumière: "Le cose erano nell'aria... "altra".

Su questo genere di attrazioni si si basano il Panorama, il Diorama, il Mondo Niovo, molto in voga nel Settecento.

Ritraeva paesaggi, città straniere, grandi battaglie e gli spettatori pagavano un scellino per ammirarli.

Altri Panorama vennero poi allestiti a Berlino, Parigi e Mosca.

Il Diorama fu lanciato a Parigi nel 1822 da Louis-Jacques-Mandé Daguerre lo stesso che più tardi inventò il dagherrotipo.

Camera oscura.

La lanterna proiettava immagini dipinte su una lastra di vetro, ma anche immagini opache e tridimensionali utilizzando la tecnica della camera oscura.

Lo schermo era situato tra la macchina e il pubblico.

Lo spettacolo durò molto a lungo: un vasto pubblico e il pubblico non era costituito da una persona sola come nel Mondo Niovo, ma da un gruppo come nel teatro d'ombre.

La diffusione della lanterna ebbe due principali applicazioni: una didattica e una fantastica, di intrattenimento, spesso anche entrambe allo stesso tempo.

infografica: componenti della lanterna magica (riflettore, condensatore, obiettivo) e flusso di luce

La lanterna magica fu descritta in modo fondamentale da Athanasius Kircher e successivamente da Huygens, ponendo le basi della proiezione luminosa.

La fotografia e la pellicola apriranno nuove strade, ma la lanterna magica rimane un fulcro storico dell’arte di raccontare per immagini.

video: breve excursus storico sulla lanterna magica

Legami con il cinema e con le innovative tecniche di proiezione

La lanterna magica è l’evoluzione iniziale delle tecniche di proiezione che hanno aperto la strada al cinema.

Breve excursus sulle innovazioni: la lampada diventa sempre più efficiente, i dispositivi consentono movimenti delle immagini e dissolvenze tra lastre.

La lanterna magica fu utilizzata sia per scopi didattici che ludici, permettendo l'immaginazione di ampliare i confini della realtà.

Panorama, Diorama, Mondo Nuovo e altri spettacoli ottici

Panorama, Diorama, Mondo Niovo, molto in voga nel Settecento, offrivano vedute spaziate e atmosfere diverse per il pubblico.

Il Panorama ritraeva vedute ampie; il Diorama offriva effetti di profondità e trasformazioni di luce; il Mondo Niovo proponeva viste in scatole noiose e illuminate.

Meccanismi e sviluppi tecnici

Etienne Robertson migliorò la lanterna magica montando su un carrello e retroproiettando su schermo immagini che si ingrandivano e rimpicciolivano, come uno zoom.

Con lanterne dotate di più obiettivi si introdussero dissolvenze tra una lastra e l'altra.

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