Camici piombati e protezione dalle radiazioni nelle radiografie endorali: miti, realtà e buone pratiche

Il camice di piombo è una protezione fondamentale durante la radiografia l’ortopanoramica perché riduce l’esposizione del corpo a radiazioni ionizzanti, proteggendo tessuti e organi sensibili non interessati dall’indagine. Il camice di piombo è progettato per coprire le aree non in esame; durante l’ortopanoramica il sensore è focalizzato sulla bocca e la mandibola, quindi proteggere il collo e il tronco riduce un’esposizione laterale o diffusa. Infine, l’uso del camice di piombo ha anche valore comunicativo: rassicura il paziente e dimostra la cura del professionista nel minimizzare i rischi.

Luoghi comuni, evidenze scientifiche e raccomandazioni ufficiali

La protezione in piombo per esami radiologici, anche se il paziente è un bambino o una donna in gravidanza non serve più. Ad affermarlo è l'Aifm, l’Associazione Italiana di Fisica Medica e Sanitaria, che in occasione della sesta Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, ha ribadito la sua posizione: basta impiego di routine del cosiddetto "grembiule di piombo" durante gli esami radiologici. “Una posizione ampiamente accettata dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, ma ancora oggi disattesa nei fatti, specialmente quando si tratta di pazienti di giovane età (neonati, bambini e adolescenti) e di donne in stato di gravidanza”, riporta la Newsletter dell’OMCeO di Roma.

“La schermatura delle gonadi è stata introdotta nella pratica clinica oltre 70 anni fa, quando si credeva che anche l’esposizione alle radiazioni in ambito medico potesse danneggiare le cellule riproduttive come le cellule produttrici di sperma e gli ovuli, causando danni alla futura prole dei pazienti. Tuttavia, non ci sono prove che le radiazioni provenienti dall'imaging medico danneggino le cellule riproduttive come gli ovociti o quelle che producono sperma”.

Inoltre, continua la nota, “i progressi nella tecnologia dell’imaging medicale hanno notevolmente ridotto la quantità di radiazioni necessarie per creare un'immagine di qualità. Tuttavia, alcune delle funzionalità delle moderne apparecchiature non funzionano come previsto quando la schermatura si trova sul percorso del fascio di raggi X, il che potrebbe addirittura aumentare enormemente l’esposizione e compromettere l’esame qualora una parte anatomica venisse nascosta. Pertanto, questi progressi hanno reso la protezione del paziente una pratica che introduce più rischi che benefici”.

Aspetti pratici: quando e come usare la protezione

Raccomandazione simile ma calata più nel settore odontoiatrico era stata espressa anche dall’ADA in merito ai collari di protezione, si veda il nostro approfondimento a questo link. Attenzione agli obblighi ed alle scadenze. Una nota del Ministero della Salute indica nell’11 novembre la prima scadenza per trasmettere i dati, ma non riguarda gli odontoiatri.

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Uno studio retrospettivo evidenzia che oltre il 90% delle CBCT a FOV limitato presenta reperti incidentali, con implicazioni diagnostiche e medico-legali. L’invito è ad “usarle con moderazione e solo quando servono davvero”.

Nella pratica radiologica ortopanoramica, lo spazio protetto dall’uso del grembiule risponde all’esigenza di evitare esposizioni non necessarie a collo e tronco, dato che il sensore e l’area bersaglio sono fissati principalmente su bocca e mandibola. Tuttavia, la protezione deve essere gestita con attenzione per non interferire con la qualità dell’immagine o causare rimbalzi della radiazione diffusa.

Scansioni CBCT, dosimetria e dosi efficaci

Una radiografia del bacino potrebbe comportare una dose da 0.1 a 1.0 mGy. Nelle donne in gravidanza, se non è possibile eseguire in sostituzione un esame alternativo che non utilizza radiazioni ionizzanti, le protezioni individuali non sono raccomandate nemmeno dopo lo scout di una TAC, per i motivi spiegati precedentemente legati al “rimbalzo” della radiazione diffusa. Grazie al miglioramento delle tecnologie la dose di radiazioni degli esami radiologici si è progressivamente ridotta negli anni. Nelle fasi di controllo dose, lo scout in TAC serve per posizionare correttamente l’area da esaminare, regolando automaticamente l’energia del fascio: aumenta dove si attraversano zone dense e diminuisce dove i tessuti sono più morbidi, al fine di ottenere immagini di alta qualità con la minima dose necessaria.

Il concetto di “fattori di peso” viene impiegato per calcolare la dose efficace, e la protezione delle gonadi è stata al centro di discussioni storiche: la dose necessaria per causare infertilità è stimata molto più elevata rispetto a una normale radiografia. Tuttavia, l’attenzione all’esposizione si è evoluta: sistemi avanzati cercano di modulare la dose e di evitare l’uso di protezioni se esse potrebbero compromettere l’immagine o causare rimbalzi.

Ruolo dell’Esperto di Radioprotezione e buone pratiche

Nominare il proprio Esperto di Radioprotezione è il primo passaggio fondamenta. Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della pratica clinica. Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, il documento include una check-list per verificare la conformità dello studio e delle procedure radiologiche.

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In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale della vita di tutti i giorni. Alcune considerazioni del prof. La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia, mentre altre analisi riguardano campagne informative e la responsabilità professionale nell’uso delle tecnologie.

Aspetti pratici di formazione, gestione pazienti e tecnologia

Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici, l’evento ha posto l’accento sulla gestione della dose, sull’uso corretto di protezioni e sull’importanza di informare correttamente i pazienti. Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e autorità.

L’incauto acquisto ricade sui professionisti. L’aveva presentata ANDI Lombardia che si dice ora “sconcertata” per l’inaccettabile decisione dell’Authority su una campagna che fornisce informazioni non veritiere e fuorvianti. Uno studio su 77 mila over 50 evidenza forti disparità tra i Paesi.

Informazioni pratiche e tabelle di riferimento

  1. Nella radiografia endorale tradizionale, l’esposizione va modulata per minimizzare la dose a gonadi e tessuti sensibili, valutando l’effettiva necessità di protezione in base all’esame e all’età del paziente.
  2. Nei bambini, le misure di modulazione e riduzione della dose presenti negli apparecchi sono spesso più efficaci delle protezioni tradizionali se queste interferiscono con la qualità diagnostica.
  3. Per le donne in gravidanza, se non esiste un’alternativa senza radiazioni, è preferibile riprogrammare l’esame piuttosto che ricorrere a protezioni che potrebbero aumentare la dose diffusa.
Infografica: Flusso di decisione sull’uso delle protezioni radiologiche
Schema di dosimetria: come si distribuisce la dose durante una CBCT

In conclusione, la protezione dei pazienti durante esami radiologici ha subito evoluzioni significative: la standardizzazione delle pratiche, l’attenzione al controllo della dose e la gestione professionale della radioprotezione richiedono una formazione continua, l’adozione di protocolli efficaci e una comunicazione chiara con i pazienti per bilanciare necessità diagnostiche e rischi potenziali.

Video: Sicurezza radiologica odontoiatrica e gestione della dose

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