
Chi ne soffre sa bene quanto sia difficile smettere. Anche se i danni e il disagio che derivano da questi «tic nervosi» sono evidenti. In termini comuni li conosciamo come mangiarsi le unghie e strapparsi i capelli. Ma onicofagia, tricotillomania (disturbo da trazione dei capelli o Hair Pulling Disorder, HPD) e la dermatillomania (disturbo da escoriazione o Skin Picking Disorder, SPD) sono disturbi del comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo (body-focused repetitive behavior, BFRB) caratterizzati rispettivamente dalla trazione o rimozione compulsiva di capelli e pelle.
I tic nervosi sono movimenti o vocalizzazioni improvvisi, rapidi e ripetitivi, che possono essere difficili da controllare. I tic possono essere motori o vocali e sono spesso associati a condizioni chiamate disturbi da tic, come la sindrome di Tourette. I tic motori comprendono per esempio smorfie del viso, movimenti del collo, colpi di tosse, ammiccamenti; fanno parte di questa tipologia anche i tic vocali (emissioni di suoni non voluti) che includono per esempio il raschiarsi la gola e lo sbuffare.
I tic motori e vocali possono essere classificati anche come semplici o complessi. I tic semplici iniziano spesso durante l'infanzia o più tardi come atteggiamenti nervosi e coinvolgono solo uno o pochi distretti: gli esempi più comuni comprendono ammiccamenti, smorfie del viso e colpi di tosse. I tic complessi, invece, si manifestano come una vera e propria gestualità degli arti o della testa, ripetizione di suoni, parole o di frasi fuori dal contesto, talvolta volgari (coprolalia). Le varianti motorie possono coinvolgere più di un gruppo muscolare o essere costituiti da una serie di tic semplici.
In termini comuni li conosciamo come mangiarsi le unghie e strapparsi i capelli. Onicofagia, tricotillomania e dermatillomania sono disturbi del comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo (BFRB) caratterizzati dalla trazione o rimozione compulsiva di capelli e pelle. Queste condizioni, oltre a essere fonte di imbarazzo sociale, possono provocare danni fisici come infezioni, cicatrici permanenti e perdita permanente dei capelli nei casi più gravi.
Mangiare le unghie: «perché il tormento continuo alle unghie non finisce per danneggiare solo queste ultime, ma anche la pellicina attorno, senza contare lo scambio di germi fra bocca e pelle (e viceversa) che può scatenare pericolose infezioni alle gengive e alla gola», come spiega il dermatologo Michael Shapiro.
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Tirare i capelli: attorcigliare ossessivamente una ciocca di capelli sul dito rischia di danneggiarne la radice, provocando il diradamento della chioma, che nei casi più gravi può anche diventare permanente, senza contare il rischio di infezioni. Grattare o tormentare la pelle e i brufoli può danneggiare lo strato superficiale dell’epidermide e provocare cicatrici permanenti.
Le cause sono multifattoriali. Innanzitutto, c’è una componente neurobiologica: disfunzioni nei circuiti cerebrali che coinvolgono i gangli della base, particolarmente implicati nel controllo motorio. Alcune ricerche indicano un ruolo di alterazioni nei neurotrasmettitori, come la dopamina. Anche fattori genetici possono contribuire: spesso si riscontra una familiarità. Nei bambini, i tic possono comparire in seguito a infezioni (es. la sindrome PANDAS). Infine, modelli appresi e rinforzi involontari (attenzione, sollievo temporaneo) possono mantenere o aumentare i tic nel tempo.
Per molto tempo, i tic erano ricondotti a cause di natura emozionale. Oggi invece le ricerche si concentrano maggiormente sull’analisi di fattori biologici, chimici e ambientali, sebbene non sia ancora possibile indicare cause univoche. La vulnerabilità al disturbo sembra essere di origine genetica nel 75% dei casi o trasmessa in ambito familiare, sebbene non sia stato identificato nessun gene specifico in grado di causare tic.
Prima di un tic, può essere avvertita l’urgenza del tic stesso, una sensazione simile alla necessità di starnutire o grattarsi per il prurito. La tensione si accumula, in particolare nella parte del corpo interessata. Facendo sfogare il tic si prova un breve sollievo. La sensazione che precede il tic tipicamente aumenta se si tenta di controllarla; dopo aver effettuato il movimento o emesso il suono, si può provare un sollievo, fino a quando non si avverte nuovamente il bisogno. Lo stress, l’emozione, l’ansia e la stanchezza possono esacerbare i tic nervosi.
Se i tic nervosi si presentano regolarmente o diventano più frequenti o gravi è consigliabile consultare il proprio medico per valutare la situazione. Per formulare la diagnosi è sufficiente che il medico valuti la descrizione dei movimenti o dei gesti riferiti dal paziente. I criteri diagnostici per i disturbi da tic specificano che i sintomi devono comparire prima dei 18 anni e non devono essere associati all'uso di sostanze stimolanti o a condizioni mediche generali.
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I tic nervosi sono pericolosi per la salute solo in rarissimi casi, ma i comportamenti come mordersi le unghie o strofinarsi ripetutamente la pelle possono causare infezioni, cicatrici permanenti e danni dentali. Il bruxismo (digrignare i denti) può provocare usura dentale e problemi alla mandibola. Scrocchiare il collo ripetutamente indebolisce i legamenti e aumenta il rischio di infortuni.
Le terapie comportamentali sono spesso raccomandate come trattamento di prima scelta per la risoluzione del problema. Questo tipo di psicoterapia è progettato per cambiare lo schema del comportamento e va scelto in base alla natura ed alla gravità dei tic.
Un esempio pratico: invece di mordicchiare o tirare fino a farsi male, basta toccare semplicemente la pelle in modo delicato, ad esempio strofinando leggermente la punta delle dita, il palmo o il dorso del braccio, almeno due volte al giorno. Quella strategia, chiamata «sostituzione del comportamento abitudinario», ha aiutato il 53% dei 268 partecipanti a un nuovo studio di sei settimane a ridurre il proprio comportamento indesiderato.
Alcune persone ricevono farmaci come antidepressivi o antipsicotici quando i tic interferiscono significativamente con la vita quotidiana. Per i tic lievi possono essere utili clonidina o guanfacina; per i casi più gravi possono essere considerati antipsicotici a basse dosi (aripiprazolo, aloperidolo, pimozide). Raramente, nei pazienti adulti che manifestano tic molto gravi e non rispondono ad altre terapie, può essere indicato un trattamento chirurgico di stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS). La tossina botulinica di tipo A può essere impiegata in alcuni tic muscolari per far rilassare i muscoli coinvolti.
La maggior parte dei tic nervosi inizia a manifestarsi durante l'infanzia e tendono a migliorare durante la fine dell'adolescenza o all'inizio dell'età adulta. Generalmente si assiste a una attenuazione della gravità dei tic durante l’adolescenza e in età adulta. Tuttavia in una minoranza i tic possono persistere. Quando i sintomi sono lievi la rassicurazione e il tempo possono essere sufficienti; quando sono invalidanti è raccomandabile un intervento comportamentale specializzato.
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Se i tic sono fastidiosi o gravi è consigliabile consultare un medico e cercare uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che conosca le principali strategie: Esposizione e prevenzione della risposta (ERP), Pratica negativa massiva (MNP), Addestramento alla consapevolezza (AT) e Habit Reversal Training (HRT). Per i bambini con tic è fondamentale il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare e la collaborazione con la scuola per ridurre lo stigma e gestire il disturbo in modo adeguato.
Nelle prime sedute, chi soffre di tic nervosi legati al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) arriva spesso stremato e pieno di vergogna, convinto di avere un problema neurologico o di aver perso il controllo del proprio corpo. Descrivono un senso di prigionia interiore con frasi come “non riesco a fermarmi” o “se non faccio questo movimento sento che impazzirò”. Il meccanismo più difficile da scardinare è l’illusione del sollievo: ogni volta che si cede all’impulso, si nutre il disturbo e si favorisce il ripetersi del tic.
La sfida terapeutica è ricostruire l’autonomia del paziente e la sua tolleranza al disagio. Nel trattamento cognitivo-comportamentale, la priorità è spezzare la dipendenza dal rituale motorio attraverso l’Esposizione con Prevenzione della Risposta, insegnando alla persona a tollerare la fastidiosa tensione iniziale senza assecondare il tic, dimostrando che l’impulso, se non alimentato, decresce fisiologicamente da solo.
| Problema | Rischi | Rimedi principali |
|---|---|---|
| Onicofagia | Infezioni gengivali, danno alla cuticola, cicatrici | Habit reversal, HRT, sostituzione della gestualità, cura dermatologica |
| Tricotillomania | Diradamento dei capelli, perdita permanente, infezioni | ERP, HRT, terapia cognitivo-comportamentale, supporto medico |
| Dermatillomania | Cicatrici, infezioni cutanee | CBIT, HRT, gestione dello stress, trattamenti dermatologici |
Questa panoramica offre strumenti pratici e informazioni per riconoscere, comprendere e affrontare tic nervosi e comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo. Molti approcci efficaci esistono, e spesso la combinazione di tecniche comportamentali, supporto familiare e, se necessario, farmaci, permette di ottenere miglioramenti significativi nella qualità della vita.
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