
Come anticipato, l’amalgama ad oggi non è un materiale vietato: anche se viene demonizzato dai media e dai social, ha ancora le sue precise indicazioni d’uso. Pertanto è stato e continua ad essere utilizzato in molti studi odontoiatrici italiani e nel mondo. Ogni anno il numero di otturazioni in amalgama eseguite diminuisce sempre più facendo spazio alla più estetica resina composita.
Un odontoiatria che utilizzi questo materiale con serietà è, e deve essere considerato, un odontoiatra valido, purché segua le tutte indicazioni di utilizzo e adotti tutti i presidi di sicurezza sia per la realizzazione del restauro in amalgama sia, soprattutto, per la sua rimozione e il suo smaltimento.
L’amalgama è un materiale comunemente utilizzato per le otturazioni dentali. Tuttavia, il suo utilizzo ha suscitato alcune preoccupazioni a causa della presenza di mercurio nella sua composizione, che è un metallo tossico. Nonostante ciò, le principali organizzazioni sanitarie, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno dichiarato che l’amalgama dentale è sicuro per l’uso nei pazienti. Negli ultimi anni, l’uso dell’amalgama è diminuito a favore di materiali alternativi, come le resine composite, che offrono un’estetica migliore e non contengono metalli.
La tossicità del mercurio è nota da tempo: studi hanno mostrato che l’escrezione urinaria di mercurio è correlata al numero di otturazioni di amalgama. Tuttavia, la rimozione non necessaria delle otturazioni in amalgama clinicamente valide può esporre pazienti e operatori ai vapori di mercurio prodotti durante la rimozione; quindi va valutata caso per caso.
Nell’Unione Europea, a partire dal luglio 2018, è stato introdotto un divieto relativo all’uso dell’amalgama su bambini e donne in gravidanza, salvo casi eccezionali, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione al mercurio. Inoltre, la gestione dei rifiuti contenenti mercurio è stata resa obbligatoria per limitare l’impatto ambientale.
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In Europa, l’uso dell’amalgama per restauri diretti è stimato al 0,2% nei paesi nordici e fino al 12,9% in Inghilterra; in Italia la quota è stimata intorno al 4,6%. Questi dati mostrano una tendenza generale verso materiali estetici, ma non eliminano l’uso responsabile dell’amalgama in contesti particolari.
La rimozione non necessaria delle otturazioni in amalgama clinicamente valide può rivelarsi controproducente, esponendo paziente e operatore ai vapori di mercurio durante le procedure. La sostituzione è indicata in pazienti allergici a componenti dell’amalgama o per ragioni cliniche specifiche (carie, frattura, usura, ecc.). L’odontoiatra adotterà precauzioni per minimizzare il rischio di ingestione e inalazione delle particelle di mercurio, come l’isolamento con diga di gomma, aspirazione ad alta velocità, uso di frese adeguate, irrigazione abbondante per evitare scaldamenti e riferimenti a procedure di rimozione controllate.
Il mercurio rilasciato dalle otturazioni in amalgama è presente in diverse forme: vapori, ioni e particelle. L’esposizione cronica al mercurio è oggetto di studio: alcuni autori hanno correlato il numero di otturazioni a livelli più alti di mercurio in tessuti come corteccia occipitale, reni e altre sedi. La risposta individuale al mercurio varia con allergie, genetica, dieta e esposizioni concomitanti a sostanze tossiche.
Secondo rassegne e studi storici, l’assorbimento di mercurio da amalgama è stimato in una gamma di microgrammi al giorno, con variazioni individuali e a seconda del numero di otturazioni. Alcuni studi hanno analizzato livelli di mercurio nel cervello e nei reni confronti a individui senza amalgame, con differenze relativamente contenute ma presenti.
La procedura di rimozione deve prevedere l’isolamento del dente con diga di gomma, aspirazione adeguata e strumenti taglienti per una rimozione in blocco, riducendo la dispersione di particelle. L’intera procedura va eseguita con irrigazione per evitare surriscaldamenti della resina amalgama e per contenere vapori.
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Se si ingerisce un frammento di amalgama, nella maggior parte dei casi non si verificano danni significativi: il mercurio presente è in forma stabile e non viene facilmente assorbito dall’organismo. Durante la rimozione sicura, grazie alla diga di gomma e all’aspirazione, si evita l’ingestione di parti di otturazione.
La decisione di utilizzare o sostituire l’amalgama deve essere guidata da un odontoiatra competente che valuti rischi e benefici per ciascun paziente, in particolare per i bambini. L’approccio moderno privilegia materiali estetici come resine composite quando possibile, ma l’amalgama può restare utile in contesti particolari dove requisiti di resistenza e costo giustificano l’uso controllato e sicuro.
È consigliabile non lasciarsi condizionare da allarmismi ingiustificati, ma affidarsi al proprio odontoiatra di fiducia per una valutazione realistica delle necessità del trattamento e delle modalità più appropriate per eventuali restauri futuri.
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