Cause e caratteristiche della cheratosi gengivale

La cheratosi frizionale è una condizione benigna e autolimitante, che interessa prevalentemente la mucosa gengivale, dovuta allo sfregamento di due superfici una con l’altra. Questo fenomeno causa la produzione di filamenti di cheratina che determinano il caratteristico aspetto a placca bianco. In genere, la cheratinizzazione della superficie mucosa è una reazione all’insulto traumatico cronico, che può essere l’impatto del cibo sulle selle edentule, la presenza di denti taglienti o protesi incongrue, abitudini viziate ecc.

fotografia di cheratosi frizionale su gengiva con placca bianca

Meccanismi fisiopatologici

La cheritinizzazione della pelle avviene mediante una infarcitura progressiva delle cellule epiteliali con della cheratina che porta al soffocamento della cellula stessa sino alla morte della stessa. Questo processo, applicato alla mucosa orale, porta alla formazione di una placca biancastra indurita che rappresenta la risposta tissutale al trauma cronico. Anche se non si tratta di una patologia che può andare incontro a trasformazione non è da escludere il rischio specie se associata a comportamenti potenzialmente cancerogeni come il fumo, il consumo di alcool, l’uso eccessivo di cibi piccanti.

Fattori traumatici e abitudini responsabili

In genere, la cheratinizzazione della superficie mucosa è una reazione all’insulto traumatico cronico, che può essere l’impatto del cibo sulle selle edentule, la presenza di denti taglienti o protesi incongrue, abitudini viziate ecc. La morsicatio buccarum è una condizione legata al trauma fisico cronico dato dal mordere costantemente le mucose linguali, buccali e talvolta labiali. Interessa essenzialmente i tessuti molli e nella maggior parte dei casi i bordi laterali linguali. Le mucose nelle aree interessate appaiono biancastre.

schema delle cause traumatiche: protesi incongrue, denti taglienti, morsicazione

Quadro clinico e diagnosi differenziale

Le macchie bianche in bocca sono spesso dovute a candidosi del dorso della lingua. La diagnosi è agevole perché la patina bianca è spatolabile, viene asportata. Spesso si tratta di lesioni dovute a traumatismi, dette frizionali, ne è un esempio il classico trauma da morsicamento della guancia, che scompaiono entro 3 settimane dalla rimozione della causa traumatizzante. In forme come queste all’analisi istologica non c’è displasia.

Non tutte le lesioni bianche sono frizionali: un tipo di lesione è il lichen planus orale; il true lichen ha strie arboree biancastre, bilaterali, a livello della mucosa delle guance. Le lesioni HPV correlate non sono le sole a preoccupare. Esistono altre entità patologiche che possono preannunciare l’insorgenza di un carcinoma. Tra le lesioni esofitiche rientrano il papilloma e il condiloma. Come nel caso dell’eritroleucoplachia, che si distingue per l’aspetto disomogeneo della lesione bianca alternata a zone rosse e che all’istologia presenta talvolta già carcinoma in situ.

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Segni che richiedono approfondimento

  • Persistenza della lesione oltre 2-3 settimane nonostante la rimozione del fattore traumatico
  • Lesioni disomogenee o con aree rosse (eritroleucoplachia)
  • Lesioni ulcerate, nodulari o esofitiche con aspetto a cavolfiore
  • Storia di fumo o consumo elevato di alcool

Impatto dei fattori di rischio e prevenzione

Lo stato di salute e l’aspetto dei tessuti gengivali caratterizzano fortemente l’estetica del nostro sorriso. Anche se non si tratta di una patologia che può andare incontro a trasformazione non è da escludere il rischio specie se associata a comportamenti potenzialmente cancerogeni come il fumo, il consumo di alcool, l’uso eccessivo di cibi piccanti. Tra i fattori di rischio c’è il fumo, con più di 60 composti cancerogeni, tra cui 10 rientrano tra l’elenco dei carcinogeni IARC. L’alcool rappresenta un importante fattore di rischio anche se in assenza di altri fattori di rischio.

infografica sui fattori di rischio: fumo, alcool, trauma cronico

Trattamento e gestione clinica

Spesso si tratta di lesioni dovute a traumatismi, dette frizionali, ne è un esempio il classico trauma da morsicamento della guancia, che scompaiono entro 3 settimane dalla rimozione della causa traumatizzante. Lo scopo di questa breve overview è di fornire alcuni dati epidemiologici e clinici, sulla base della più recente letteratura scientifica, per guidare l’odontoiatra e l’igienista dentale non esperto nella diagnosi della cheratosi frizionale e della morsicatio buccarum. In caso di alterazioni anormali del colore può essere necessario eseguire una biopsia escissionale per verificare a livello istologico l’origine ed il tipo di lesione.

In molti casi il primo intervento terapeutico è l’eliminazione della causa traumatica (correzione di protesi incongrue, limatura di spigoli dentari, counseling per abitudini viziate). Se necessario, l’escissione chirurgica della lesione mediante bisturi è una tecnica relativamente priva di complicanze e con un disagio post-operatorio minimo. L’analisi istologica può escludere la displasia o altre patologie.

Lesioni associate e diagnosi differenziale estesa

Si riscontrano raramente data la loro tendenza a rompersi, in genere si presentano come delle erosioni o delle ulcerazioni con bolle in bocca, possono essere secondarie a ustioni o reazioni allergiche. Possono essere la conseguenza di una trauma fisico o termico (come avviene sotto al palato o sulla lingua dopo aver mangiato una pizza bollente), la manifestazione di un’infezione (come quella da candida) o di una mucosite su base allergica o autoimmune. Fastidiosissime, ma al contempo inoffensive: sono le afte.

Può capitare di vedere parti di mucosa sollevate a formare come delle palline o dei bulbi. Nella maggior parte dei casi si tratta di un semplice fibroma traumatico, vale a dire un piccolo pseudotumore della mucosa orale dovuto a un trauma, tipico è l’esempio della morsicatura delle guance. Queste si presentano come delle escrescenze a livello della gengiva libera o aderente spesso insorte in seguito a un evento traumatico.

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Ruolo della prevenzione e dell’odontoiatra

La patologia orale è quella branca dell’odontoiatria volta alla prevenzione, alla diagnosi, al piano di trattamento e alla riabilitazione delle patologie infettive, autoimmuni e neoplastiche che interessano i tessuti orali e periorali. Molte patologie della bocca, dalle lesioni precancerose ai tumori, possono essere gestite con successo se diagnosticate precocemente. Le attuali linee guida impongono di non trascurare e di non sottovalutare queste lesioni, che intercettate in una fase precoce possono fare la differenza nella prognosi a breve e lungo termine.

video: come riconoscere e gestire la cheratosi frizionale in clinica

Consigli pratici per il clinico

  1. Ispezione completa del cavo orale ad ogni visita di controllo.
  2. Valutare la presenza di fattori traumatici locali (protesi, denti taglienti, abitudini).
  3. Rimuovere o correggere la causa traumatica e rivalutare la lesione dopo 2-3 settimane.
  4. In caso di persistenza o segni sospetti, eseguire biopsia ed esame istologico.
  5. Informare il paziente sui fattori di rischio modificabili (smettere di fumare, ridurre alcool).

Terapie complementari e alternative

Per lesioni pigmentate o alterazioni più profonde la gestione può prevedere differenti approcci: eliminazione chirurgica mediante l’utilizzo di una lama di bisturi; eliminazione per abrasione con fresa di diamante; laser, il cui utilizzo per la depigmentazione gengivale ha dimostrato essere un metodo molto efficace, ben tollerato e che si associa ad una eliminazione quasi totale del sanguinamento grazie alla sua azione emostatica; chirurgia plastica mucogengivale, che risulta essere molto efficace nell’eliminazione di pigmentazione sito specifiche che penetrano in profondità nel tessuto. L’utilizzo di innesti connettivali prelevati dal palato garantisce un buon risultato estetico e stabile del tempo.

Quando sospettare patologia neoplastica

Pochi sanno che il cancro della bocca è il sesto più frequente al mondo e tra quelli con la mortalità più elevata. Può presentarsi in diversi siti: i principali sono il pavimento, il labbro inferiore, la lingua e il palato molle. Può avere un aspetto esofitico, talvolta ricorda un cavolfiore, o nodulare o ancora di aspetto ulcerato. La terapia è prevalentemente chirurgica, a cui può essere associata radio-chemioterapia. In caso di ritardo della diagnosi, questo può causare un problema medico-legale al dentista e un problema clinico per il paziente.

Entità Caratteristiche Approccio
Cheratosi frizionale Placca bianca indurita, associata a trauma Rimozione causa, osservazione, biopsia se persiste
Morsicatio buccarum Lesioni biancastre da morsicazione cronica Counseling comportamentale, protezioni intraorali
Candidosi Patina bianca spatolabile Terapia antimicotica
Lichen planus Strie biancastre arboree, spesso bilaterali Valutazione specialistica, follow-up
Eritroleucoplachia / carcinoma Lesione disomogenea, aree rosse, possibile displasia Biopsia, stadiazione, trattamento oncologico

Vuoi una bocca sana? Le patologie del cavo orale devono essere affrontate con la massima serietà. Serve prevenzione in presenza di queste lesioni, che consiste nell’individuazione precoce di queste lesioni, seguita da analisi istologica e del sierotipo con tecnica di amplificazione del genoma virale quando indicato. La bocca è una finestra sulla salute generale: infezioni, carenze nutrizionali o malattie autoimmuni spesso si manifestano prima nel cavo orale.

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