
Nel momento in cui si verifichi il trauma è importante sapere agire tempestivamente. Sicuramente il primo passo, se si ha la possibilità, è quello di recarsi dal proprio dentista che potrà valutare subito la situazione e porre rimedio con le tecniche adeguate. In caso invece di avulsione (dente espulso) dobbiamo distinguere tra denti da latte e denti definitivi. Un’altra strada, se le condizioni lo permettono, è quello di riporlo nella sede, stando attenti a rispettare la posizione corretta. È altrettanto importante però prestare attenzione ai traumi apparentemente innocui che non presentano grosse problematiche evidenti e che devono essere sempre controllati. Le complicazioni che possono nascere dal procrastinare i controlli sono diverse e possono andare dalla “morte della polpa dentale” con conseguenti infezioni fino al riassorbimento della radice. Quanti tipi di traumi dentali esistono?
Concussione e sublussazione, che causano una leggera mobilità del dente e talvolta dolore alla pressione, richiedono una valutazione dal dentista. Il dente appare integro ma può risultare leggermente mobile e percepisce dolore alla percussione. L’elemento sublussato presenta una leggera mobilizzazione, se preso tra indice e pollice pur rimanendo in posizione. Lussazione intrusiva: il dente viene spinto nell’osso e può rierompere spontaneamente oppure va riposizionato ortodonticamente. Lussazione estrusiva: la fuoriuscita parziale dell’elemento dal suo alveolo richiede il riposizionamento e, spesso, l’uso di ortodonzia. Lussazioni laterali: sono simili alle lussazioni verticali e prevedono movimenti sia verticali sia laterali. Exarticolazione o avulsione completa: l’elemento è estruso dall’alveolo naturale. Normalmente non è necessaria alcuna terapia se non controlli periodici per verificare la vitalità del dente. Nei casi di lussazione, il dentista deve riposizionare il dente e bloccarlo con uno splintaggio per diverse settimane. In caso di fratture coronali non complicate si procede a levigare e arrotondare la zona interessata; quelle complicate richiedono protezione della polpa e possibile endodonzia. Le fratture radicolari richiedono un fissaggio dei frammenti e un monitoraggio della vitalità nel tempo. La necrosi parziale o totale della polpa è possibile quando la lesione coinvolge la polpa stessa. Le fratture coronali possono essere semplici o complicate a seconda dell’esposizione della polpa. Le fratture coronali non complicate si accompagnano a un interessamento della dentina da proteggere con idrossido di calcio per evitare stimoli termici dannosi. Le ricostruzioni delle fratture possono essere dirette in composito o tramite incollaggio del frammento coronale. Se il frammento coronale è recuperabile, va riportato nella corretta posizione e reidrato prima di essere riattaccato. Le fratture corono-radicolari complicate e le fratture radicolari richiedono interventi specifici a seconda della sede della frattura e dello stato della polpa. Frattura radicolare senza necrosi permette una riparazione nel tempo con possibile obliterazione del canale radicolare; nelle fratture profonde con necrosi si procede a terapia endodontica.
Nella gestione delle lussazioni, il riposizionamento dell’elemento e lo splintaggio per circa settimane è una delle strategie principali. Un trauma può portare a necrosi della polpa dentaria, e quindi è fondamentale monitorare periodicamente la vitalità del dente: può diventare più scuro e richiedere trattamento. Anchilosi del dente e riassorbimento della radice sono possibili complicanze a lungo termine, spesso asintomatiche all’inizio. Traumatologia dentale è la branca dell’odontoiatria che si occupa degli effetti di un evento accidentale sulle strutture dure e di sostegno del dente. I soggetti più predisposti sono quelli con marcato overjet, morso aperto, incompetenza labiale ed abitudini viziate. I traumi possono essere diretti o indiretti: un urto diretto sul dente o una lesione da trasferimento, come un colpo al mento che si traduce in frattura degli incisivi. L’energia e la massa del trauma influenzano l’esito: alta velocità con piccola massa tende a causare fratture dentali, mentre grande massa e bassa velocità può danneggiare i tessuti di sostegno.
La diagnosi si basa su anamnesi dettagliata, esame clinico, test di vitalità e indagini radiografiche endorali o ortopantomografiche. Il porsi di dolore o mobilità non significa sempre necessità di intervento immediato: va valutata la vitalità e la presenza di esposizione pulpare. Nei traumi dei denti da latte, la gestione è simile a quella dei denti permanenti ma con considerazioni particolari per l’età e lo sviluppo radicolare. In caso di avulsione, le probabilità di successo del reimpianto dipendono dall’integrità dell’elemento, dall’estensione della frattura alveolare e dal tempo trascorso tra trauma e riposizionamento, nonché dal modo di conservazione del dente (saliva, latte o soluzione fisiologica). Se non si può riposizionare il dente immediatamente, conservarlo in latte è preferibile all’acqua. Dopo il riposizionamento, si utilizza uno splintaggio flessibile e si programmano controlli radiografici e di vitalità a intervalli regolari.
La prognosi del dente dipende fortemente dalla rapidità e dalla correttezza della gestione immediata: la maggior parte degli studi indica che il reimpianto è la terapia di prima scelta quando possibile. Per le fratture, la gestione varia a seconda se si tratti di tessuti duri o di tessuti di sostegno: il trattamento mira al recupero del dente tramite ricostruzioni, preservazione della polpa o endodonzia, e eventuale riabilitazione estetica. I denti da latte possono subire traumi simili ai denti permanenti e la decisione di reimpianto è presa dal singolo dentista in base allo stato del piccolo paziente. I traumi dentali includono fratture coronali o radicolari, lussazioni, intrusioni e avulsioni; la terapia orientata al recupero del dente prevede ricostruzioni in composito, incollaggio o reimpianti, con la chiave di successo nella rapidità dell’intervento e nella conservazione del dente.
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I bambini sono i più esposti ai traumi dentali, spesso a causa di cadute durante attività sportive o abitudini viziate. La malposizione dentale è una causa comune di traumi e va affrontata tempestivamente per evitare danni permanenti. In caso di perdita o rottura di una porzione del dente, conservare i frammenti se possibile e riportarli al dentista per una possibile riattaccatura. Qualora si recuperi la porzione rotta, occorre portarla al dentista in soluzione fisiologica o latte; il dentista procederà al riposizionamento e al fissaggio con splintaggio, seguito da controlli periodici. La traumatologia dentale richiede quindi una pronta consultazione odontoiatrica e un piano di cura personalizzato basato sulla natura del trauma e sullo stato radicolare.
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