Chi effettua la riduzione della lussazione mandibolare in odontoiatria

La lussazione della mandibola è una condizione in cui il condilo mandibolare esce fuori dalla sua sede naturale all’interno dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). La mandibola lussata si ritrova spostata in avanti rispetto alla sua normale posizione e bloccata nei suoi movimenti (non può aprirsi ulteriormente o chiudersi).

Per lussazione della mandibola si intende lo spostamento anomalo del condilo mandibolare dalla sua posizione fisiologica all’interno dell’articolazione temporo-mandibolare. L’ATM è una struttura complessa, composta da diverse componenti ossee, cartilaginee e muscolari, che permette il movimento di apertura e chiusura della bocca, nonché i movimenti laterali e antero-posteriori della mandibola.

Chi è la figura di riferimento per la cura della mandibola lussata

La figura di riferimento per la cura della mandibola lussata è lo gnatologo, specialista delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dell’equilibrio neuromuscolare della bocca. Lo gnatologo può adottare un approccio multidisciplinare nella cura della lussazione mandibolare coinvolgendo nel trattamento della problematica altri professionisti che possono intervenire:

  • Il medico maxillo-facciale: indicato soprattutto nei casi acuti, traumatici o con complicazioni ossee. Ha competenze chirurgiche per intervenire se la situazione lo richiede.
  • Il fisioterapista specializzato in riabilitazione mandibolare: supporta il recupero con esercizi mirati e tecniche manuali per ristabilire la funzionalità.

Il trattamento della lussazione della mandibola consiste nella riduzione manuale da parte del medico o dell’odontoiatra. La riduzione manuale può essere necessaria. La riduzione dell'articolazione temporo-mandibolare può essere eseguita utilizzando una semplice tecnica manuale.

anatomia ATM e condilo mandibolare

Quando è necessario rivolgersi a un chirurgo

Se il paziente soffre di lussazioni croniche e sono state esaurite le modalità di trattamento più conservative, si deve consultare un chirurgo maxillo-facciale. In caso di lussazioni recidivanti che non rispondono alle terapie conservative, può essere necessario un intervento chirurgico per stabilizzare definitivamente l’articolazione.

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I pazienti con frattura associata o con lussazioni laterali, mediali, superiori o posteriori dell'articolazione temporo-mandibolare devono essere gestiti da un chirurgo stomatologo o maxillo-facciale.

Come si riconosce una mandibola lussata

Riconoscere una lussazione mandibolare può non essere immediato, soprattutto se i sintomi si presentano in modo graduale o in forma non acuta. Tuttavia, ci sono segnali ben precisi che possono far sospettare una lussazione:

  • Impossibilità a chiudere la bocca: la mandibola rimane bloccata in posizione aperta o semiaperta.
  • Dolore intenso all'articolazione temporo-mandibolare: localizzato davanti all’orecchio, il dolore può aumentare con il movimento o al semplice tocco e talvolta irradiarsi verso testa, collo e spalle.
  • Deviazione della mandibola: la bocca appare asimmetrica, con un evidente spostamento laterale della mandibola durante l’apertura verso il lato opposto alla lussazione.
  • Rumori articolari: suoni come click, scrosci o schiocchi possono accompagnare i tentativi di movimento.
  • Spasmi muscolari: i muscoli della mandibola possono contrarsi involontariamente, rendendo dolorosi anche piccoli movimenti e causando rigidità.

Cause e fattori predisponenti

In generale la lussazione mandibolare si verifica quando in presenza di condizioni predisponenti incorre un evento improvviso come un trauma o il paziente compie un movimento anomalo. Eventi improvvisi o movimenti anomali o eccessivi della bocca includono:

  • Apertura esageratamente ampia della bocca (sbadiglio, vomito violento, risata intensa).
  • Sforzo della mandibola in apertura della bocca (masticazione di cibi particolarmente spessi, o apertura ampia e prolungata per seduta odontoiatrica).
  • Traumi diretti alla mandibola (incidenti stradali, cadute, traumi sportivi).

Fattori predisponenti possono essere:

  • Lassità legamentosa: i legamenti dell’articolazione temporo-mandibolare sono meno elastici del normale.
  • Precedenti episodi di lussazione: una volta lussata la mandibola tende a lussarsi nuovamente e in modo ricorrente.
  • Patologie o anomalie a carico delle articolazioni temporo-mandibolari.
  • Malocclusioni dentali: in alcuni casi gravi malocclusioni obbligano la mandibola ad assumere posizioni scorrette.
  • Stress e bruxismo: sono condizioni che affaticano molto le strutture articolari (ATM) e i muscoli ad esse collegati.

La procedura di riduzione manuale: chi la esegue e come

La riduzione manuale può essere eseguita da un gnatologo, da un odontoiatra con esperienza o da un chirurgo maxillo-facciale, a seconda della situazione clinica. È importante attenuare l'ansia e ottenere la collaborazione del paziente prima di tentare la riduzione. Se velocemente disponibile, eseguire una RX panoramica della mandibola per i pazienti con una possibile lussazione non anteriore dell'articolazione temporo-mandibolare.

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La descrizione passo dopo passo della riduzione di una lussazione mandibolare include:

  1. Ottenere il rilassamento e la collaborazione del paziente.
  2. Stabilizzare la testa del paziente contro lo schienale/poggiatesta della sedia.
  3. Posizionare i pollici sulla cresta obliqua esterna su entrambi i lati della mandibola o, avvolti con garza, sulla superficie occlusale dei molari inferiori.
  4. Applicare una forza decisa e continua verso il basso sulla parte posteriore della mandibola per allontanare inferiormente i condili e contemporaneamente una forza verso l'alto sul mento.
  5. Mantenendo la distrazione, applicare una forza posteriore per ridurre i condili: il fattore chiave è applicare dapprima una pressione significativa verso il basso nella parte posteriore della mandibola, e allora guidare lentamente l'intera mandibola posteriormente: "In basso... poi indietro".

La manovra spesso determina uno scatto quando la mandibola ritorna in sede. L'operatore deve indossare guanti non sterili e adottare precauzioni per evitare di essere morso: se i pollici dell'operatore sono posizionati sulle superfici occlusali dei molari, sono a serio rischio di essere morsi quando la mandibola scatta nella sua posizione normale.

dimostrazione manovra di riduzione mandibolare

Strumentario e opzioni di analgesia

Le lussazioni dell'articolazione temporo-mandibolare di solito possono essere ridotte senza sedazione procedurale o con l'iniezione di anestetico locale nell'articolazione temporo-mandibolare, ma tali misure possono essere necessarie per i pazienti non collaboranti o quando la lussazione è presente da più di alcune ore. L'iniezione locale di anestetico nell'articolazione e nei muscoli della masticazione è raramente necessaria.

I farmaci possono essere utilizzati (p. es., una benzodiazepina come il diazepam o il midazolam in combinazione con un oppiaceo come il fentanil) per facilitare il rilassamento muscolare, ma di solito non sono necessari. Materiali per la sedazione procedurale e attrezzature per il cateterismo venoso periferico possono essere richiesti in contesti complessi.

Cura post-riduzione e prevenzione

Dopo la riduzione dell'articolazione temporo-mandibolare, i pazienti devono seguire alcune indicazioni per favorire la guarigione e prevenire recidive:

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  • Applicare calore umido e, se necessario, assumere un farmaco antinfiammatorio non steroideo, come l'ibuprofene.
  • Non aprire la bocca in maniera ampia per 4-6 settimane; evitare di sbadigliare ampiamente, parlare a lungo o masticare cibi duri.
  • Consigli dietetici: dieta morbida con piccoli bocconi.
  • Imparare manovre di autotutela: quando il paziente sente che sta per sbadigliare, deve porre un pugno sotto il mento per evitare un'eccessiva apertura della bocca.
  • Potrebbe essere necessario un bendaggio di Barton per 2-3 giorni per limitare l'apertura massima della mandibola.
  • Organizzare una visita di follow-up con il chirurgo orale o con lo gnatologo entro 1-2 giorni.

Trattamenti complementari e preventivi

Oltre al riposizionamento, per ridurre la frequenza della lussazione o favorire la rapida guarigione si possono mettere in atto altri interventi:

  • Bite gnatologici su misura: dispositivi realizzati appositamente per ogni paziente che aiutano a mantenere la mandibola in una posizione corretta, riducendo la tensione muscolare e favorendo la stabilità articolare.
  • Riabilitazione neuro mio fasciale: un percorso terapeutico che include esercizi di stretching, tecniche manuali, biofeedback e rieducazione muscolare per migliorare la funzione mandibolare e prevenire ricadute.
  • Fisioterapia e osteopatia: utili nel trattare problemi posturali, tensioni muscolari o squilibri fasciali che contribuiscono alla disfunzione temporo-mandibolare.
  • Terapie farmacologiche: FANS, miorilassanti o analgesici possono essere utili per controllare dolore e infiammazione nei primi giorni.
splint gnatologico e bite su misura

Complicanze e controindicazioni

Le complicanze della riduzione di una lussazione mandibolare possono includere frattura mandibolare (rara), scomposizione di una frattura preesistente o avulsione della fibrocartilagine dell'articolazione temporo-mandibolare. I tentativi di riduzione chiusa possono non riuscire e richiedere una riduzione in anestesia generale.

Controindicazioni assolute alla riduzione di una lussazione mandibolare comprendono la presenza di frattura associata e lussazioni in sedi non anteriori; in questi casi è indicato l'intervento del chirurgo maxillo-facciale.

Il ruolo dello gnatologo nella prevenzione delle recidive

Dalla prospettiva gnatologica, la lussazione della mandibola può rappresentare la conseguenza di una serie di squilibri che interessano l’intero sistema masticatorio. La gnatologia offre un approccio funzionale e conservativo per risolvere le disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, comprese le lussazioni. In particolare:

  • Analizza la causa biomeccanica del problema: attraverso esami clinici e strumentali si individuano le disfunzioni muscolari, articolari o posturali che possono aver causato la lussazione.
  • Elabora un piano terapeutico personalizzato: ogni paziente ha esigenze diverse. Lo gnatologo costruisce un percorso su misura che include dispositivi, esercizi e modifiche comportamentali.
  • Utilizza strumenti non invasivi: i bite gnatologici, la terapia manuale, la rieducazione neuromuscolare e il supporto posturale permettono un recupero graduale e duraturo senza ricorrere alla chirurgia.

Prendersi cura della propria articolazione temporo-mandibolare non significa soltanto evitare episodi di lussazione, ma anche migliorare la qualità di vita, prevenendo disturbi collaterali come mal di testa, dolori cervicali e tensioni muscolari.

Domande frequenti pratiche

  • Cosa fare in caso di mandibola lussata? Evitare di aprire ulteriormente la bocca, applicare ghiaccio o impacchi freddi, mantenere la testa in posizione neutra e recarsi al più presto da uno specialista.
  • Chi può ridurre la mandibola? Gnatologo, odontoiatra esperto o chirurgo maxillo-facciale possono eseguire la riduzione.
  • È dolorosa la riduzione? Può essere sgradevole a causa degli spasmi muscolari; a volte si ricorre a anestesia locale o farmaci ansiolitici/miorilassanti.
  • Quando è necessario l’intervento chirurgico? In caso di lussazioni ricorrenti che non rispondono a terapie conservative o in presenza di complicanze osteo-articolari.
schema percorso terapeutico gnatologia e fisioterapia
Fase Chi la esegue Obiettivo
Valutazione iniziale Gnatologo / Maxillo-facciale Diagnosi e pianificazione
Riduzione acuta Gnatologo / Odontoiatra / Maxillo-facciale Ripristinare la posizione del condilo
Cura post-riduzione Gnatologo / Fisioterapista Limitare movimenti, ridurre dolore, riabilitare
Prevenzione e riabilitazione Gnatologo, Fisioterapista Bite su misura, rieducazione neuromiofasciale
Chirurgia Chirurgo maxillo-facciale Stabilizzazione definitiva in casi selezionati

Se si sospetta una mandibola lussata, è importante non sottovalutare il problema e rivolgersi tempestivamente a uno studio specializzato in gnatologia o a un pronto intervento maxillo-facciale per intervenire in modo efficace, con tecniche non invasive e personalizzate.

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