
Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico efficace per riacquistare una cromia più chiara dei denti, utile sia per macchie superficiali sia per quelle profonde. Può essere eseguito in studio o in forma domiciliare, ma per mantenere al meglio i risultati occorre prestare attenzione a cosa si mangia e si beve nelle ore immediatamente successive al trattamento e nei giorni successivi.
Nel caso di macchie superficiali o profonde sui denti, come ad esempio le macchie grigie o bianche, uno dei rimedi più efficaci è indubbiamente lo sbiancamento dentale. È un trattamento di estetica dentale dalla notevole resa estetica, da eseguire presso uno studio dentistico qualificato e utile a riabilitare la naturale cromia dei denti. Tra le differenti tecniche di sbiancamento professionale, una delle opzioni è lo sbiancamento domiciliare o walking bleach. Questa pratica è effettuata direttamente dal paziente a casa e prevede l’applicazione di una mascherina in silicone, su misura della bocca del paziente, con prodotto sbiancante fornito dallo studio odontoiatrico. Le mascherine mantengono il prodotto a contatto con i denti durante le ore notturne; il trattamento dura circa 25-30 giorni.
Molti pazienti temono di dover rinunciare drasticamente alle proprie abitudini, ma non è così. Puoi continuare a mangiare e bere ciò che preferisci, così come puoi continuare a fumare se sei fumatore. Durante il trattamento si tratta solo di ridurre temporaneamente le abitudini alimentari e comportamentali che potrebbero alterare la cromia dei denti; a parte questa piccola collaborazione da parte tua, non cambierà nulla nella tua routine.
Si tratta di cibi cromogeni che potrebbero favorire alterazioni della cromia del dente se consumati abitualmente e senza una adeguata igiene orale. Tra questi troviamo: liquirizia, verdure a foglia verde scuro (spinaci, cavolo nero), rapa rossa, frutti di bosco (soprattutto mirtilli), condimenti come aceto balsamico e salsa di soia, cioccolato fondente che contiene teobromina, dolciumi con coloranti alimentari e zuccheri. Tuttavia, non privarti di verdure e frutti di bosco: la chiave è moderazione e una corretta igiene orale, lavando i denti quotidianamente.
Bevande pigmentanti possono compromettere il risultato del trattamento. Tra le principali responsabili troviamo: tè/tisane, caffè e vino rosso. Il tè è uno dei maggiori cromogeni a causa dei tannini che si legano alle proteine presenti in bocca e si depositano sullo smalto. Il caffè può causare macchie, ma in misura minore se consumato con moderazione. Il vino contiene antociani e tannini che possono macchiare lo smalto; se possibile, scegli un vino meno acido o consumane poco. Anche le bibite gassate, zuccherate o edulcorate, contribuiscono all’erosione dello smalto e al deposito di pigmenti, per cui è utile limitarle e preferire acqua o soluzioni neutre durante il periodo post‑trattamento.
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No. Durante e dopo il trattamento non è necessario seguire una “dieta ospedaliera”. È sufficiente ridurre temporaneamente il consumo di alimenti o bevande pigmentanti, senza rinunciare a una dieta varia e equilibrata. Se hai abitudini come mirtilli o tè/tisane, riduci temporaneamente questi alimenti pigmentanti, ma non ci sono rinunce drastiche.
Molti alimenti comuni possono aiutare a mantenere il bianco. Ecco esempi di cibi amici:
Le bevande e gli alimenti pigmentanti e molto acidi vanno limitati o evitati per le prime 48-72 ore. Tra i principali nemici ci sono caffè, tè, vino rosso, bibite scure, succhi di frutta pigmentati, frutti di bosco, pomodori, salsa di soia, curry e cioccolato. Inoltre è utile non fumare durante questo periodo. Per attenuare l’impatto, bere con una cannuccia può ridurre il contatto tra pigmenti e denti.
È consigliabile preferire cibi chiari o bianchi: petto di pollo, patate, mele, latte, pasta o riso in bianco, cavolfiore, pesce bianco, formaggi, cereali neutri, pere, banane e altri alimenti di colore chiaro. Integra con una buona igiene orale: spazzolino due volte al giorno, filo interdentale e dentifrici non aggressivi se hai sensibilità post-trattamento. In caso di sensibilità, utilizzare dentifrici per denti sensibili e collutori senza coloranti.
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La durata tipica dell’effetto dello sbiancamento professionale si mantiene bianco per circa un anno, con mantenimento prolungato grazie a una dieta moderata, igiene orale costante e controlli periodici. Il periodo immediatamente successivo richiede particolare attenzione ai pigmenti cromogeni e agli acidi, per evitare una perdita precoce della luminosità ottenuta.
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