
Convincere i bambini (e talvolta anche gli adulti o le persone allettate) a lavarsi i denti non è sempre semplice. Capita spesso che i più piccoli vivano questo momento come un dovere noioso, qualcosa che interrompe il gioco o le loro attività preferite. Eppure, con un po’ di creatività e di pazienza, questa routine può trasformarsi in un gesto naturale e persino divertente.
“L’igiene orale, inizia alla nascita, con la pulizia del cavo orale del bebè mediante una garzina sterile di cotone imbevuta di acqua. Poi proseguirà alla comparsa del primo dentino sempre con la stessa metodica passando la garzina anche sul dentino o dentini presenti in arcata (fino a 12 mesi).”
“Dopo i 12 mesi, si può passare all’utilizzo di uno spazzolino colorato e divertente con setole morbide bagnato con acqua. Inoltre è importante con la comparsa dei dentini curare le abitudini alimentari del bambino tenendo sotto controllo soprattutto gli alimenti zuccherati per mantenere una buona salute generale ed orale. L’utilizzo del dentifricio insieme allo spazzolino avverrà solo quando il bambino avrà imparato a non ingoiarlo.”
I denti da latte si formano già nell’utero ma iniziano a spuntare solo durante i primi mesi di vita del bambino. In tutto sono 20, 10 per arcata: 4 incisivi, 2 canini e 4 molari e il loro processo di eruzione dura circa 2 anni.
Lo spazzolino ideale deve avere prima di tutto una consistenza morbida e delicata, in modo da non provocare alcun fastidio; in secondo luogo, è fondamentale che la dimensione della testina sia davvero ridotta e di forma rotondeggiante, in modo da adattarsi ottimamente alle piccole dimensioni dei dentini e della bocca del bambino.
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Infine, ma comunque molto importante, lo spazzolino deve soddisfare i gusti del vostro bimbo/a: una volta scelta la giusta tipologia, lasciate che sia lei/lui a scegliere il colore o la fantasia che più la/lo colpisce. Infine, è bene ricordare di cambiare lo spazzolino ogni 2 mesi circa, anche perché i bambini tendono spesso a mordicchiare la testina, accelerando l’usura dei filamenti.
Come per lo spazzolino, anche il dentifricio utilizzato deve piacere al vostro bambino: scegliere dei gusti gradevoli renderanno l’igiene orale molto più semplice; ciò nonostante, è altrettanto importante che siano mamma e papà ad applicare la giusta dose di dentifricio sullo spazzolino per evitare ingestioni di prodotto eccessive!
Secondo le linee guida ministeriali, la dose consigliata di dentifricio da 0-3 anni è pari a una lenticchia di prodotto, che diventa “pea size” (un pisello) dai 3 ai 6 anni.
Per far sì che il momento della pulizia dei dentini diventi piacevole, divertente e routinario, anziché un momento noioso, imposto e fastidioso, la prima cosa è che sia condiviso con gli adulti di riferimento: i genitori sono l’esempio di vita per i propri bambini e mostrare loro fin da piccolissimi che tutta la famiglia si prende cura del proprio sorriso, lavando i denti dopo aver mangiato, è fondamentale; ad esempio, spazzolare tutti insieme è un ottimo modo per radicare nei propri bambini l’abitudine della pulizia dei denti!
Il segreto sta nel trasformare la routine in un momento speciale. I più piccoli imparano per imitazione, quindi la cosa migliore è lavarsi i denti insieme a loro: vedere mamma e papà che si prendono cura del proprio sorriso li spinge a fare lo stesso.
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La fretta è la prima nemica di una pulizia accurata e approfondita. A livello pratico, dunque, qual è il modo corretto di lavarsi i denti con lo spazzolino manuale?
Attenzione: il fluoro nel dentifricio, affinché possa esercitare il suo effetto benefico all’interno del cavo orale, deve agire sui denti per circa 30 minuti dopo lo spazzolamento.
È consigliato tenere lo spazzolino in posizione verticale sulle superfici linguali e palatine dei denti anteriori, introducendo tutta la testina all’interno della bocca. Spazzolare i denti seguendo un ordine definito può aiutare a non tralasciare alcune superfici o alcuni denti.
Al termine di ciascun lavaggio - in circostanze esemplari almeno tre volte al giorno - è buona abitudine pulire le setole della testina sotto l’acqua corrente, per rimuovere le eventuali impurità. Bisogna ricordarsi di sostituire lo spazzolino manuale ogni tre mesi circa.
Una visita dal dentista, soprattutto se vissuta con serenità, può diventare una spinta decisiva. Un ambiente accogliente, spiegazioni semplici e strumenti mostrati come parte di un gioco aiutano i bambini a sentirsi parte attiva del processo di cura.
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I piccoli che vivono buone esperienze sin dai primi anni sviluppano un rapporto più positivo con la salute orale e collaborano più facilmente a casa. Se il tuo bambino ha ancora difficoltà a lavarsi i denti o se desideri ricevere consigli personalizzati per migliorare la sua igiene orale quotidiana, possiamo guidarti passo dopo passo.
Quando una persona ha una malattia che la costringe a rimanere tutto il giorno a letto, sicuramente i suoi pensieri e le sue preoccupazioni, così come quelle del suo caregiver, sono rivolte a trovare le cure più adatte a guarire o, in caso di malattie inguaribili, a curare ed alleviare i sintomi, al fine di migliorare quanto più possibile la qualità della sua vita. Anche la pulizia di denti, bocca e gengive assurge a questo scopo e non va assolutamente sottovalutata.
Essa, infatti, serve non solo ad eliminare i residui di cibo e a ridurre il rischio di infezioni e infiammazioni causate dall’azione dei batteri presenti nella bocca, ma anche a garantire un maggior comfort nel paziente, riducendo di fatto il rischio di alitosi e migliorando il suo stato psico-fisico generale.
Per aiutare il malato ad eseguire l’igiene orale, il caregiver deve innanzitutto metterlo in posizione seduta, usando i comandi del letto articolato che permettono di alzare la testiera; quindi, deve procurarsi i seguenti materiali:
Il grado di autonomia e di competenza del paziente determinano una diversa gestione di questa operazione; quindi, le procedure da effettuare per la pulizia dei denti variano a seconda che la persona sia autosufficiente, semi-autonoma o totalmente dipendente.
Se il paziente è autonomo, l’ideale è che sia lui stesso a lavarsi i denti da solo. Se la persona allettata non ha la possibilità di spazzolarsi i denti autonomamente, ma può tenere la bocca aperta e sputare, è il caregiver ad occuparsi della pulizia di denti, gengive laterali e lingua: l’operazione va fatta con molta delicatezza, indossando guanti monouso e usando uno spazzolino morbido.
Se il malato è in stato soporoso e non consuma pasti, ma si nutre solo con alimentazione artificiale, l’igiene della bocca è comunque necessaria: spesso questi pazienti dormono a bocca aperta, e se si omette l’igiene si rischia che si secchino le mucose, si creino lesioni o ancora i batteri presenti in bocca possono dare cattivi odori e provocare infezioni.
In questi casi l’igiene del cavo orale va fatta almeno una volta al giorno e se il paziente non ha denti ma dentiera, come nel caso di molti pazienti anziani, va rimossa la dentiera e fatta sulle gengive.
Per la prevenzione delle carie si parla molto dell’importanza di assumere fluoro sin da piccoli. “Secondo me e gli ultimi studi scientifici in merito risulta più efficace l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro attraverso l’utilizzo di dentifrici collutori e gel fluorati due volte al giorno, rispetto a quello Pre-eruttivo somministrato per via sistemica.”
L’utilizzo di integratori fluorati deve essere prescritto sempre dal pediatra e solo in quei casi di difficoltà nella somministrazione topica del fluoro attraverso il dentifricio, soprattutto nei soggetti a rischio di carie.
Esistono app e video che, con un approccio ludico, insegnano ai bambini il rito del lavaggio dei denti. Anche le nuove tecnologie vi possono dare una mano. Esistono, infatti, app che, con un approccio ludico, insegnano ai bambini il rito del lavaggio dei denti. Non è mai troppo presto, infatti, per dedicarsi alla pulizia dei denti e approcciarsi alla figura del dentista.
Per maggiori informazioni sulle procedure di pulizia del cavo orale nei pazienti allettati, vi invitiamo a guardare questo video tutorial, realizzato con la collaborazione di Nadia Tosi, infermiera in Casa VIDAS.
Mostrare empatia, offrire una piccola scelta e trasformare il gesto in un gioco o in una routine condivisa sono spesso sufficienti per ottenere collaborazione senza forzature.
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