
Ciao a tutti, mi è sembrato giusto inserire questo thread per salvaguardare nel tempo i francobolli che per molti hanno valore storico per altri anche economico così ho voluto fare qualche ricerca a riguardo, la fonte del materiale che segue è tratta da "La Carta e il suo degrado" che indica il procedimento per il trattamento di restauro di materiale cartaceo.
Perché i libri, o meglio, la carta ingiallisce? La scienza ci risponde “Per via di fenomeni di reazione chimica” come l’ossidazione e l’idrolisi che formano ossidi e acidi. Gli ingredienti della ricetta sono la lignina della carta, ferro e rame o altri metalli presenti in piccole quantità, assieme a umidità, luce e sostanze inquinanti. In buona sostanza, il giallo è causato da batterie e funghi che si accampano, favoriti dalle suddette condizioni.
La decisione di intraprendere questo intervento di restauro deve essere presa solo nel caso in cui l'imbrunimento o le macchie abbiano seriamente compromesso la leggibilità dell'opera. Inoltre deve essere individuata chiaramente la causa che ha determinato la formazione di queste alterazioni cromatiche, poiché, se l'agente che le ha procurate rimanesse attivo nella carta, si rischierebbe di avere, un risultato che verrebbe ad annullarsi in breve tempo. Un caso del genere, ad esempio, si riscontra frequentemente con le macchie o gli imbrunimenti causati dall'ossidazione catalizzata da metalli pesanti (ruggine ecc.). In questo caso, qualora si operasse un imbiancamento, non si verrebbero a neutralizzare queste sostanze (allo stato attuale delle ricerche non è ancora possibile estrarle). Di conseguenza esse continuerebbero ad agire, ed in maniera addirittura accelerata a causa delle modificazioni apportate alla cellulosa: le macchie e gli imbrunimenti potrebbero quindi riformarsi in tempi veloci.
1° LAVAGGIO L'operazione di lavaggio si può intendere come un intervento di pulitura, con immersione della carta in un mezzo liquido, dove le sostanze che vogliamo eliminare sono solubilizzate. Il liquido (solvente) maggiormente utilizzato per questo scopo è l'acqua: ciò è dovuto non tanto all'economicità e alla facile reperibilità in grandi quantità di questa sostanza, quanto piuttosto al fatto che essa possiede alcune caratteristiche chimico-fisiche che le permettono di essere un ottimo solvente con un ampio campo d'azione.
La molecola dell'acqua ha gli elettroni più spostati verso l'atomo di ossigeno: questo la rende dipolare permettendole di attirare, come una calamita, una sostanza sia di carica positiva che negativa (ioni). Inoltre la sua particolare forma facilita la cattura degli ioni dello sporco. Queste proprietà fanno sì che l'acqua riesca a solubilizzare molte sostanze: è per tal ragione che l'acqua naturale non è mai pura, ma vi si trovano disciolte molte sostanze che essa incontra lungo il suo percorso.
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Pertanto, quando si vuole che questa sostanza abbia pienamente tutte le sue proprietà deve essere priva delle impurezze, distillandola o demineralizzandola. Nel lavaggio della carta, per evitare che vengano solubilizzate anche sostanze che non lo dorebbero, si preferisce utilizzare non acqua pura ma parzialmente demineralizzata; il miglior sistema sarebbe quello di renderla pura e poi aggiungere un quantitativo minimo di carbonato di calcio. Queste operazioni naturalmente portano ad aumento del costo delle lavorazioni.
È facile immaginare che questi interventi, se pur hanno sul momento portato ad effetti estetici migliori, con il tempo hanno compromesso seriamente la vita delle opere trattate. Ancora oggi, purtroppo, in molti ambienti si privilegia il risultato estetico immediato alla durabilità del documento, con operazioni di sbiancamento eseguite a ritmi continui, utilizzando prodotti e metodi che ormai da molti anni ricercatori ed istituti specializzati hanno escluso per la loro dannosità, dimostrando ed avvertendo ripetutamente dei seri pericoli cui la carta va soggetta.
Gli ossidanti utilizzati nel campo del restauro che forniscono più garanzie sono: il perossido di idrogeno, l'ipoclorito di sodio (candeggina, varechina), l'ipoclorito di calcio, il diossido di cloro e l'acido ipocloroso.
Il perossido di idrogeno (H2O2), conosciuto soprattutto come acqua ossigenata, è la sostanza sbiancante meno dannosa, è pertanto da preferire; ma è anche un mezzo che non riesce ad eliminare molte macchie presenti sulla carta. Generalmente si usa per gore, imbrunimenti e poche altre macchie. Il trattamento può essere fatto con una bagnatura completa (immersione, spennellatura, spray) o locale.
Le proprietà ossidanti dell'acqua ossigenata sono dovute alla sua scomposizione con formazione di acqua mentre si libera un atomo di ossigeno (H2O2 → H2O + O). Il prodotto che normalmente si trova in commercio è leggermente acidificato con acido solforico; questa aggiunta viene fatta per conferire all'acqua ossigenata una maggiore stabilità e poter così essere conservata più a lungo. Per tale ragione, al momento d'uso deve essere addizionata una piccola quantità di ammoniaca che oltre a neutralizzare l'acido, porti la soluzione ad un pH alcalino (8,5-9,5), rendendo l'acqua ossigenata più instabile e quindi più reagente.
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Alcuni ricercatori ritengono che l'ambiente alcalino possa danneggiare meno la carta durante l'imbiancamento, e pertanto consigliano di deacidificare il foglio prima del trattamento. Ma altre analisi riferiscono di particolari degradi che si hanno invece quando l'ossidazione è eseguita con un pH superiore a 7. Certamente si hanno svantaggi nell'uno come nell'altro caso. Ciò dimostra, ancora una volta, quanto siano rischiosi certi interventi, anche quelli che apparentemente sembrano leggeri. La concentrazione d'uso dell'acqua ossigenata non deve superare il 7% (corrispondente a circa 24 volumi).
L'ipoclorito di sodio (NaOCl, candeggina o varechina), per la sua facile reperibilità in commercio e per il suo alto potere sbiancante, è la sostanza ossidante più utilizzata nei laboratori di restauro. Questa alta capacità, però lo rende fortemente degradante: il suo uso è pertanto consigliabile solo in casi estremi, quando le macchie compromettono molto seriamente la leggibilità dell'opera.
I libri ingialliti sono un grande classico dei mercatini dell’usato o di volumi lasciati magari in cantina o in soffitta per troppo tempo. Posso capire il fascino del vintage e del vissuto, ma un po’ meno la sensazione al tatto e anche l’odore di sottobosco che risale ogni volta che si gira una pagina: per fortuna c’è un metodo a costo pressoché zero e molto semplice per ovviare a questa situazione e riportare in condizioni accettabili i poveri librini. Il processo è reversibile. E la medicina si chiama bicarbonato di sodio. Dopo due o tre giorni controllare se si è “sbiancato”, di solito sì.
A volte capita di trovare fra le pagine di vecchi libri, delle stampe che ti piacerebbe appendere, ma che sono troppo impolverate o ingiallite dal tempo perché possano essere utilizzate. Prima di iniziare il lavoro, prepara la colla per lo sbiancamento. Quindi versa in acqua fredda qualche cucchiaio di metilcellulosa (2 cucchiai per mezzo litro d’acqua), in modo da ottenere una soluzione più fluida dell’olio d’oliva. Per fare sciogliere la polvere senza lasciare grumi, devi aspettare alcune ore, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Spolvera la stampa con un pennello morbido e poi puliscila da entrambi i lati, con la gomma pane. Adesso riempi una vaschetta con acqua fredda e aggiungi l’ipoclorito di sodio al 6% (diluisci nella misura di un bicchiere per 10 lt d’acqua). Immergi la stampa sostenuta dalla rete e lasciala a bagno, fin quando ottieni il tono di bianco che desideri. Ma non tenerla più di 1 ora, perché l’acido è corrosivo e potrebbe alterare la compattezza della carta. Quando hai finito lo sbiancamento, ripesca la stampa con l’aiuto della rete; appoggiala sul piano del lavello per farla gocciolare.
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Sistema quindi la vaschetta sul fondo della vasca da bagno sotto un leggero getto d’acqua per almeno 1 ora. Togli la stampa dall’acqua, aiutandoti con la rete, e mettila ad asciugare su una carta assorbente. Appena è asciutta, rimetti la stampa sulla reticella, a faccia in giù. Prendi la colla da rinsaldo che hai preparato un po’ prima, impregna bene il pennello e stendila in modo uniforme sul retro del foglio. Stacca la prima rete e metti la colla anche nella fronte del foglio. Lascia quindi asciugare la stampa per 1 giorno, finché la colla sarà asciutta. Se la stampa non risulta ben tesa, puoi spianarla inumidendola, per tamponamento, con una spugna ben strizzata.
Metti poi la stampa fra 2 carte assorbenti, e queste fra 2 cartoni, e lascia il tutto sotto un peso uniforme per 12 ore. Sistema la vaschetta sotto un leggero getto d’acqua per almeno un’ora; appena la carta da sbiancare è asciutta rimetti la stampa sulla rete capovolta. Prendi la colla da rinsaldo (che hai preparato inizialmente come detto nel passo 1), impregna bene un pennello morbido e stendila in modo uniforme sul retro del foglio. Adesso gira la stampa, appoggia sul foglio la seconda reticella e gira il tutto in modo da ritrovare la stampa a faccia in su.
L'ipoclorito è corrosivo e potrebbe rendere la carta molto delicata e si strapperebbe con molta facilità; non tenerla per più di 1 ora. L'uso di prodotti aggressivi può portare a effetti estetici migliori nel breve periodo ma compromettere seriamente la vita delle opere trattate nel tempo. Qualora la stampa non risultasse ben tesa potresti spianarla inumidendola, per tamponamento, con una spugna ben strizzata. Ogni intervento di restauro dovrebbe tenere conto della durabilità del documento e della natura delle alterazioni prima di scegliere il metodo più opportuno.
| Metodo | Uso consigliato | Rischi |
|---|---|---|
| Acqua parzialmente demineralizzata | Lavaggio generale, rimozione sporco solubile | Costi aumentati, possibile asportazione di componenti desiderati |
| Perossido di idrogeno (≤7%) | Imbrunimenti leggeri, gore | Non efficace su tutte le macchie; rischio legato a pH |
| Ipoclorito di sodio (6%) | Macchie gravi, documenti non recuperabili diversamente | Alta degradazione, corrosivo, usare solo in casi estremi |
| Bicarbonato di sodio (casalingo) | Sbancamento leggero di libri ingialliti a basso costo | Risultati variabili, non adatto a macchie profonde |
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