
Possedere un sorriso luminoso e denti bianchi è un desiderio comune per molte persone. Fortunatamente, ci sono diverse tecniche che possono aiutarti a raggiungere questo obiettivo direttamente a casa tua. Tuttavia, è importante sottolineare che, sebbene queste tecniche possano migliorare la luminosità del tuo sorriso, non possono competere con l’efficacia e la durata di un trattamento professionale di sbiancamento dei denti eseguito da un dentista esperto.
Il bicarbonato, o bicarbonato di sodio, è un sale di sodio dell'acido carbonico. Si presenta in natura sotto forma di cristalli di sale, simile al sale da cucina, ed è dotato di proprietà molto utili all’igiene orale fra cui prevenire la formazione di tartaro e placca, limitando il rischio dell'insorgere di carie, profumando l’alito e riducendo le infiammazioni di gengive e bocca.
In odontoiatria, una proprietà specifica del bicarbonato di sodio è quella di “smacchiare” i denti: i cristalli di cui è composto hanno proprietà abrasive e per questo vengono usati dai dentisti nelle pratiche di pulizia dentale con appositi strumenti che soffiano con aria compressa cristalli di bicarbonato contro la superficie del dente, permettendo la rimozione di macchie e pigmentazioni sullo smalto dentale.
Nonostante la percezione sia quella di sbiancare i propri denti, il bicarbonato di sodio non ha proprietà sbiancanti chimiche proprie, ma semplicemente rimuove le macchie dai denti, con il risultato di farli apparire più bianchi e scintillanti, dando risalto allo smalto dei propri denti. Inoltre, se usato in ambito professionale lavare i denti col bicarbonato risulta utile anche per la rimozione del biofilm dentale, ovvero lo strato di glucidi e batteri che aderiscono al dente creando il substrato per la formazione di placca e tartaro.
In ambito casalingo, l’utilizzo del bicarbonato per sbiancare i denti avviene spesso mixando un po’ di bicarbonato con dell’acqua, al fine di creare una pasta da applicare sullo spazzolino. Il modo corretto di lavare i denti col bicarbonato è prendere un cucchiaino di bicarbonato, versarlo in un bicchiere ed aggiungere acqua fino ad ottenere una sorta di gel di bicarbonato, applicarlo sullo spazzolino e spazzolare i denti come fosse un dentifricio.
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Un'altra procedura domestica comune è:
È consigliato ripetere l’operazione più di una volta a settimana, ma non tutti i giorni e va precisato che i risultati ottenuti per lavare i denti col bicarbonato con l’applicazione domestica non sono gli stessi dell’applicazione professionale, mancando l’aria compressa con cui i cristalli vengono “soffiati” sul dente.
La raccomandazione generale è di utilizzarlo non più di una volta alla settimana per evitare danni allo smalto. Va bene usare il bicarbonato come una sorta di dentifricio per lavarsi i denti a casa una volta la settimana, ma va precisato che non è la stessa cosa del trattamento professionale.
È importante usare il bicarbonato di sodio con moderazione, poiché può essere troppo abrasivo se usato troppo spesso, danneggiando lo smalto dei denti. Il rischio più frequente è che a furia di strofinare i denti con il bicarbonato si possa danneggiare lo smalto. Rovinare lo smalto può portare ad una maggiore sensibilità al caldo e al freddo, causando fitte di dolore. Inoltre, con un eccessivo utilizzo di bicarbonato si può alterare la flora batterica della bocca.
Bisogna però fare attenzione a non usarlo troppo frequentemente o per cicli di spazzolamento troppo lunghi, per evitare danni ai denti che possono tradursi in eccessive abrasioni con anche comparsa di sensibilità dentinale e gengive infiammate come segni di sanguinamento da piccole lacerazioni gengivali o recessioni gengivali, imputabili all’azione abrasiva dei cristalli di cui è composto il bicarbonato di sodio.
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Quando si utilizzano bicarbonato e limone per i denti, il primo effetto che si nota è una pulizia immediata della superficie dentale. L’acido del limone e l’azione abrasiva del bicarbonato possono rimuovere le macchie superficiali dai denti. Tuttavia, questo processo non è privo di rischi. Il limone è molto acido e può danneggiare lo smalto dei denti se usato troppo spesso.
La combinazione di acqua ossigenata e bicarbonato causa demineralizzazione precoce: il perossido altera la struttura cristallina dello smalto, facendo fuoriuscire calcio e fosfato e indebolendo lo strato esterno, mentre il bicarbonato, soprattutto se usato con pressione eccessiva, crea microabrasioni che favoriscono l’adesione di pigmenti e placca. Per questi motivi, secondo esperti come Federconsumatori, l’uso di bicarbonato e limone per sbiancare i denti è sconsigliato.
Lavare i denti col bicarbonato va considerato con cautela e, in caso di Ph orale alterato o patologie, come pratica da svolgere esclusivamente presso un odontoiatra che possa valutare l’applicazione del bicarbonato sugli elementi dentali, per non rischiare di peggiorare la salute della propria bocca utilizzando il bicarbonato di sodio in modo improprio.
Lo sbiancamento professionale utilizza gel a base di perossido di idrogeno o perossido di carbamide, agenti sbiancanti molto più potenti ed efficaci rispetto al bicarbonato o al limone. Nello sbiancamento professionale si usa anche l’air-polishing: uno spray composto da acqua, aria e bicarbonato di sodio che viene applicato con una certa pressione sul dente da trattare. In studio il bicarbonato viene usato con apparecchiature specializzate che controllano l’intensità del trattamento; l’uso è gestito con attenzione e i rischi sono minimi grazie alla tecnologia avanzata.
Quale tipo di sbiancamento dentale puoi scegliere? Sbiancamento light, sbiancamento professionale domiciliare con mascherine personalizzate o trattamenti in studio con attivazione a luce LED: il dentista può personalizzare il trattamento in base alle esigenze individuali, utilizzando prodotti più sicuri e risultati più duraturi. Il dentista prende l’impronta dei tuoi denti e prepara delle mascherine custom che aderiranno perfettamente alla superficie dei tuoi denti.
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Oltre al bicarbonato e limone, esistono altri rimedi naturali più sicuri per schiarire i denti. Tra questi, l’olio di cocco e la salvia sono conosciuti per le loro proprietà antibatteriche e smacchianti. Un’altra opzione è l'uso di dentifrici sbiancanti approvati dai dentisti che contengono ingredienti delicati come la silice idratata o il bicarbonato dosato in modo sicuro.
Se uno sbiancamento fai-da-te provoca complicanze come ipersensibilità marcata, erosioni localizzate dello smalto o infiammazioni gengivali acute, è fondamentale rivolgersi a un pronto soccorso odontoiatrico in tempi brevissimi. Il primo passo per evitare complicazioni è sottoporsi a una valutazione clinica da parte di uno specialista che esegua un esame completo e suggerisca i trattamenti correttivi o preventive adeguate.
I trattamenti professionali, come l’uso di gel a base di perossido di idrogeno o carbamide, applicati con isolamento gengivale e attivati con luce LED o laser, garantiscono uno sbiancamento uniforme, duraturo e privo di effetti collaterali a breve e lungo termine. Al termine della fase sbiancante, viene consigliato l’uso di dentifrici desensibilizzanti e risciacqui a base di fluoro per favorire la remineralizzazione.
Se desideri mantenere i tuoi denti bianchi e allo stesso tempo proteggere lo smalto e le gengive, confrontati con il tuo odontoiatra: la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti di sbiancamento dentale sono garantite solo quando eseguiti da un dentista qualificato.
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