Si può guarire una carie spazzolando i denti? Risposte pratiche e cliniche

La carie è una malattia dalle cause multifattoriali che interessa i tessuti duri del dente causandone, se non trattata, la distruzione e la perdita nel tempo. Le carie sono una patologia causata da agenti esterni che insorge dopo che i denti sono erotti e che causa rammollimento di smalto e dentina (tessuti duri) formando una cavità.

Perché lo spazzolamento da solo non è sufficiente per "guarire" una carie

Per effettuare una diagnosi di carie è necessaria CONTEMPORANEAMENTE la visita ed esami strumentali come la radiografia. Visita ed rx da sole non sono sufficienti. Inoltre l'ortopanoramica serve ad individuare patologie dentali e ossee ma è scarsamente utile per dare una stadiazione della carie.

Per decidere se un dente deve essere curato è necessaria una misurazione della localizzazione, dell'estensione e della profondità della carie. La scelta se, quando e come intervenire dipende quindi si dalla carie ma anche da come il paziente ed il medico concordano caso per caso.

Spazzolare riduce il rischio ma non ripara il tessuto già cavitario

La prevenzione si fa principalmente attraverso la pulizia: lavare bene i denti serve per ridurre il numero dei batteri (carica batterica) e per allontanare i residui di cibo che hanno azione cariogena e non solo per avere l'alito profumato. Particolarmente importante è lavare i denti alla sera per evitare che il cibo sia trasformato in placca durante la notte.

Lo spazzolino deve essere con le setole di durezza media e la testina deve essere di dimensioni adeguate così da poter pulire con facilità tutte le superfici dei denti. Le tecniche e gli ausili per l’igiene domiciliare devono essere consigliati adattandoli alle necessità di ciascun paziente, tenendo conto della sua manualità.

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Dato che movimenti scorretti o troppo vigorosi con lo spazzolino manuale possono dare traumi delle gengive e della mucosa ed abrasioni dei denti (zone di usura, recessioni del margine gengivale) talvolta può essere utile usare lo spazzolino monociuffo, per le zone della bocca di difficile accesso per il paziente, come nelle zone dietro i molari, nel palato, nella lingua, ecc.

Meccanismo della carie e perché la semplice igiene non è riparativa

La placca batterica rappresenta il "laboratorio biochimico" dove gli zuccheri vengono trasformati in acidi dalla flora batterica presente. Gli zuccheri diventano acidi per l’azione di batteri e provocano la demineralizzazione del dente e l’inizio della carie.

Inizia con una lesione chiamata "white spot" che consiste in un’aumentata porosità. Prima si sciolgono i prismi dello smalto per l'azione degli acidi prodotti dai batteri, poi si scioglie la sostanza interprismatica (quella che sostiene i prismi dello smalto), poi cominciano le crepe e le vere e proprie cavità. Una volta che la carie coinvolge la dentina, avanza più velocemente per la sua minor mineralizzazione rispetto allo smalto e per la presenza dei tubuli dentinali che favoriscono la diffusione della patologia.

I batteri e le tossine invadono la dentina distruggendo (con il procedimento sudescritto) il tessuto dentinale. L’infiammazione pulpare causa la necrosi del tessuto in quanto la polpa è contenuta in una cavità dentinale rigida (non enespandibile) e con l'infiammazione che comporta edema e vasodilatazione non consente di guarire. L'arteriola pulpare si strozza e causa la necrosi della polpa.

Fasi di evoluzione della carie

  1. Carie superficiale dello smalto che si decalcifica e si disgrega.
  2. Carie penetrante, la parte più esterna della dentina che si decalcifica e si distrugge.
  3. La polpa dentale (nervo) viene coinvolta (pulpite) e si trasforma in gangrena.
  4. Coinvolgimento del legamento che unisce il dente all’osso (parodonto).

I diversi gradi di lesione cariosa sono: 1° grado quando la lesione coinvolge solo lo smalto; 2° grado quando coinvolge lo smalto e la dentina; 3° grado quando è coinvolta la polpa del dente pulpite. In questo caso si ha la comparsa del dolore ed il dente va devitalizzato.

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Quando lo spazzolamento può "fermarsi" e quando è necessario l'intervento professionale

Se la carie non è molto estesa e/o profonda, il dente è ben posizionato e l'antagonista (il dente inferiore) è in sede e in occlusione e...ci è affezionato, allora curarlo non è un problema. Se il dente del giudizio è in occlusione corretta e non presenta altri segni di patologia (infezione, infiammazione etc.)oltre ad una carie di profondità moderata, potrebbe essere conveniente effettuare la cura, se è possibile "tecnicamente".

Per carie secondaria si intende quella che si ripresenta sotto un'otturazione o una corona. I denti ricostruiti con otturazioni o protesi fisse (corone) presentano una probabilità maggiore di quelli sani di ripresentare carie e di necessitare (in quel caso) di ulteriori restauri successivi sempre più estesi. È necessario quindi (in questo caso) avere un'accorgenza particolare nella pulizia dei monconi ricoperti.

Il successo a lungo termine di qualsiasi otturazione dentale e delle protesi dipende: dall'accuratezza nel curare la carie; dal mantenimento scrupoloso al quale vengono sottoposte le otturazioni dentali nel tempo. Dato che si tratta di un corpo estraneo, questi subisce un deterioramento. Deve pertanto essere mantenuto con un’igiene orale, superiore a quella necessaria per i denti senza otturazioni.

Complicanze della carie non trattata

  • Locali: coinvolgendo la polpa dentale fino a dare granulomi, ascessi e raramente flemmoni; può successivamente essere coinvolto il parodonto (ascesso endoparodontale).
  • Generali: l'infezione può causare infezione in organi a distanza (infezione settica odontogena).

Le conseguenze di una carie sono di vario tipo: si ritiene sia responsabile del 50% delle perdite dentali, talvolta così importante da richiedere la necessità di estrazioni (anche multiple). Inoltre, la presenza o l'assenza di denti e la loro integrità sono legati alla qualità di vita e al grado di autostima dei soggetti.

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Prevenzione primaria: cosa fare per ridurre il rischio

L'insorgenza della carie si può prevenire sotto diversi aspetti: Fluoroprofilassi locale, soprattutto negli adulti, e sistemica nei bambini (un argomento molto dibattuto negli anni). Sigillatura dei solchi, consigliata in età infantile. Riduzione dell'assunzione di cibi che contengono un'elevata quantità di zuccheri specie se rimangono "appicicate a lungo ai denti (es. caramelle gommore sono peggiori dell'assunzione di bevande zuccherate). Pulizia orale attraverso il regolare spazzolamento dei denti.

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Bambini e adolescenti: ai 3 anni di vita la formazione dei denti decidui (o denti da latte) è completa: a questa età è utile la prima visita odontoiatrica per spiegare al bambino come effettuare la corretta pulizia dei denti con spazzolino e dentifricio (sotto controllo dei genitori). Si consiglia di introdurre l’uso del filo interdentale agli 8 anni di età. Applicare sigillanti nei solchi e nelle fossette dei denti cuspidati appena erotti (entro 2 anni dall’eruzione con controllo della loro integrità ogni 6-12 mesi).

Prevenzione della carie nell'adulto: le visite di controllo si possono effettuare una volta all’anno per i soggetti con denti sani e con buon livello di igiene orale. Il dentista controllerà ogni volta le tecniche di spazzolamento e l’uso di filo interdentale (o spazzolino scovolino) e raccomanderà di effettuare una corretta igiene orale (motivazione all’igiene orale). Sottoporrà il soggetto a sedute di igiene professionale, controllerà l’alimentazione e l’assunzione della quantità degli zuccheri con la dieta. Incentiverà l’abbandono di abitudini viziate come il tabagismo.

Uso corretto del filo interdentale e ausili

L'uso del filo interdentale riduce il sanguinamento (abbattendo la placca batterica), del 67% rispetto al 37% del solo spazzolamento. È l’unica cosa, in condizioni normali, in grado di pulire tra gli spazi dentali, che è la zona più fragile della gengiva. Se questi spazi sono ampi è indicato l'uso dello scovolino perché più efficace nel ridurre la placca batterica. Si usa una volta al giorno, preferibilmente dopo cena. È meglio usarlo prima dello spazzolino normale, così che la placca batterica e i residui di cibo rimossi dagli spazi interdentali vengano allontanati dallo spazzolino.

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Chi è più a rischio e fattori che favoriscono la carie

I pazienti che presentano fattori che aumentano il rischio di carie sono i fumatori e quelli che assumono droghe e alcol: necessitano pertanto di richiami e controlli più frequenti. Vi sono poi delle ulteriori condizioni che possono favorire la carie, fra questi: Affollamento dentale. Presenza di malattie sistemiche (o il decadimento delle condizioni di salute generale) si ripercuotono sul cavo orale; diabete insulino-dipendente, HIV, neoplasie, deficit psichici, le patologie che deprimono il sistema immunitario (neutropenie), le collagenopatie.

Trattamenti terapeutici e farmacologici quali l’irradiazione cervico-facciale, i farmaci che riducono la salivazione (xerostomizzanti), l’uso cronico di cortisone e degli immunosoppressori possono portare alla perdita degli elementi dentari. Abitudini nocive come l’uso di droghe o il fumo. Da segnalare che nei fumatori la mancanza di denti (edentulismo) è doppio rispetto ai non fumatori. Cattive condizioni socioeconomiche.

Carie e dente del giudizio: estrazione o cura?

La carie a carico del dente del giudizio non è di per sè una indicazione ad estrarlo. Spesso la carie dell'ottavo si associa ad una malposizione di quest'ultimo, una posizione scorretta rispetto agli altri denti, da cui la difficoltà di pulirlo in maniera adeguata e la carie. In questo caso l'estrazione viene preferita alla cura della carie poichè è la malposizione, la disodontiasi dell'ottavo, la patologia da risolvere.

Gent.le paziente, la carie del dente del giudizio non implica automaticamente la sua estrazione. Questa dipende dall'estensione della carie, dalla posizione del dente, dalle difficoltà eventuali nel curarlo al meglio e dalle possibilità di mantenere una buona igiene. Se l'Odontoiatra di fiducia ha proposto l'estrazione del terzo molare, avrà molto probabilmente valutato l'assenza di indicazioni al trattamento conservativo di tale elemento dentario.

Indicazioni pratiche per decidere

  • Se il dente è ben posizionato, la carie è superficiale o moderata e la cura è tecnicamente possibile, si può optare per il restauro conservativo.
  • Se il dente è malposizionato, difficilmente igienizzabile o la carie è molto estesa, l'estrazione può essere preferibile.
  • Ogni caso va valutato individualmente: la scelta se, quando e come intervenire dipende quindi si dalla carie ma anche da come il paziente ed il medico concordano caso per caso.

Consigli pratici di igiene quotidiana

La bocca va tenuta semiaperta e i denti vanno lavati a gruppi di 2-3 per volta, con lo spazzolino che va in senso verticale partendo dalla gengiva verso i denti. Particolare importanza al colletto dei denti (la zona tra dente e gengiva) e allo spazio interdentale, che va pulito attraverso l’uso di filo interdentale. Ricordare che i denti hanno anche una faccia rivolta verso la lingua inferiormente (la zona dove è più facile riscontrare accumulo di placca) e verso il palato alla quale si deve prestare la massima attenzione.

È opportuno imparare a detergere la lingua con appositi pulisci lingua e a pulire e massaggiare le mucose dentali, almeno una volta al giorno.

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Quando rivolgersi al dentista

La prima visita odontoiatrica è consigliata intorno ai 3 anni per i bambini e controlli annuali sono utili per motivare e verificare le corrette pratiche di igiene. Per gli adulti con buona salute orale le visite di controllo possono essere annuali; per soggetti a rischio i richiami devono essere più frequenti. Il controllo continuo nel tempo, serve per correggere eventuali condizioni inadeguate di igiene orale.

Situazione Approccio consigliato
Lesione incipiente (white spot) Igiene, fluoroprofilassi, controllo del microbiota e dieta
Carie limitata a smalto/dentina superficiale Restauro conservativo dal dentista
Carie profonda con coinvolgimento della polpa Devitalizzazione o estrazione, a seconda del caso
Dente del giudizio malposizionato con carie Spesso estrazione

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