
Il perno moncone è un manufatto in metallo, che viene inserito nella radice naturale del dente, sul quale viene posizionata una corona artificiale con lo scopo di riparare e restaurare un dente danneggiato da traumi o carie. A differenza dell’impianto dentale, il perno moncone non sostituisce la radice naturale del dente, ma agisce da supporto all’elemento protesico. Il fissaggio del perno, all’interno della radice del dente, viene effettuato con l’applicazione di un cemento in resina e composito.
Quando si usa il perno moncone? Il perno moncone fa parte di una serie di trattamenti utili a riparare e restaurare un dente rotto o danneggiato a causa di carie o traumi. Rispetto all’implantologia dentale, è una procedura più conservativa e salvaguarda la porzione restante del dente. In questo senso, la corona artificiale poggerà anche su una porzione di dente naturale, adeguatamente limata, prima dell’applicazione del perno moncone.
Da sola, la porzione del dente naturale potrebbe non bastare a sostenere la protesi. Questo perché non sarebbe in grado di supportare l’intero carico masticatorio e rischierebbe di fratturarsi. Per questo motivo, se indicato dal dentista, è necessario intervenire realizzando un perno moncone all’interno della radice, al fine di dare alla corona artificiale il supporto necessario e ripristinare le corrette funzionalità masticatorie.
Il perno moncone può essere realizzato in modo diretto o indiretto. Nel caso dell’applicazione diretta, viene modellato, da parte del dentista, un perno moncone in resina, direttamente all’interno della bocca del paziente, che verrà poi fuso in metallo in laboratorio. Con l’applicazione indiretta, invece, il dentista prende un’impronta del dente, sulla base della quale il laboratorio provvederà a realizzare l’intera struttura del perno moncone. In entrambi i casi, è necessario eseguire la devitalizzazione del dente: un intervento odontoiatrico che consiste nella rimozione della polpa del dente, dove risiedono vasi sanguigni e terminazioni nervose, e nella pulizia dei canali radicolari.
Una parte del moncone originario resta sotto il perno per equilibrare la distribuzione degli stress masticatori tra perno e radice e prevenire il distacco del perno.
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Solamente, l’applicazione di un perno moncone è un intervento che viene realizzato in tre sedute. Durante la prima viene effettuata la devitalizzazione del dente (o cura canalare). La seconda serve per modellare il perno o prendere l’impronta del paziente. Durante la terza, viene eseguita la parte finale del trattamento e la cementazione del perno all’interno della radice. Non è possibile stabilire con precisione la durata del trattamento, in quanto dipende dalle condizioni e dalle abitudini del paziente.
Gli impianti dentali sono la soluzione permanente più efficace per sostituire denti mancanti. Un impianto dentale è una sostituzione della radice naturale del dente, realizzata in materiale biocompatibile che il corpo accetta completamente. L’impianto è una vite in titanio che viene inserita nell’osso e, dopo il processo di osteointegrazione, funge da radice del dente. L’integrazione avviene in media in 2-4 mesi.
Il moncone implantare è la parte centrale del trattamento implanto-protesico. Permette di assemblare la corona protesica all'impianto dentale che è osteointegrato nell'osso. La forma del moncone, detta "omotetica", permette la ritenzione e la robustezza del restauro protesico. Gli monconi hanno anche una parte complementare alla connessione dell'impianto per garantire la stabilità della ricostruzione.
Lo scopo principale del pilastro dell'impianto dentale è quello di collegare l'impianto ai denti protesici. Lo scopo principale di questo attacco è quello di fornire una base stabile e forte per i denti protesici posizionati sopra, sia che si tratti di una corona, di un ponte o di una protesi. Il restauro dei denti mancanti non sarebbe completo senza questo componente cruciale che collega l'impianto al nuovo dente.
L'aspetto complessivo del restauro finale può essere notevolmente influenzato dalla scelta dell'abutment. Il risultato estetico finale può essere influenzato dai diversi materiali utilizzati per gli abutment, che comprendono titanio, zirconia e materiali ibridi (base in titanio e zirconia sulla parte superiore). La scelta dell'abutment giusto garantisce la corretta funzionalità dell'impianto. La scelta giusta per l'impianto dentale farà anche in modo che i risultati durino molto più a lungo.
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Se si desidera sostituire i denti mancanti anteriori, la scelta migliore è rappresentata dagli abutment in zirconia o personalizzati. L'abutment perfetto sarà diverso per i denti anteriori e diverso per i molari, per cui alcuni servono a fini estetici e altri offrono durata e stabilità.
Quando andrete dall’implantologo per discutere sull’intervento, la scelta del materiale sarà di fondamentale importanza. Stiamo parlando di quella componente cilindrica che viene inserita all’interno dell’osso mandibolare o mascellare. La parte più esterna, il tuo sorriso nuovo.
La vite rappresenta la parte dell’impianto inserita nell’osso mascellare. È la struttura che collega la vite all’elemento visibile. La corona è la parte del dente che si vede e che viene realizzata su misura. Con una buona igiene orale e controlli periodici, un impianto può durare anche più di 20 anni.
La zirconia è nota per le sue proprietà biocompatibili, quindi è un ottimo materiale per gli abutment. Il titanio è un altro materiale noto per la sua resistenza e durata ed è molto utilizzato negli impianti medici. Se il paziente soffre di qualche particolare allergia, si opta per lo zirconio. Entrambi sono biocompatibili e offrono ottimi risultati.
La connessione tra l'impianto e il moncone avviene tramite la vite protesica. Nelle procedure di implantologia dentale, l'inserimento del pilastro richiede precisione e accuratezza. Questo processo può richiedere un certo tempo, a seconda della tecnica utilizzata. Dopo questo posizionamento, l'abutment avrà bisogno di un ulteriore periodo di tempo per guarire. Durante questo periodo il tessuto gengivale inizia ad adattarsi ai pilastri, mantenendoli in posizione.
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Per inserire l'abutment, il dentista dovrà esporre nuovamente la parte superiore dell'impianto. Dopo questa fase, il dentista posizionerà il pilastro di vostra scelta, che sia angolato, personalizzato, in titanio, ecc. La scelta sarà effettuata in base alla posizione dei denti mancanti, alle dimensioni e alla forma. Il dentista posizionerà con cura l'abutment sul pilastro dell'impianto, assicurandosi che si adatti in modo sicuro. Per garantire un accoppiamento sicuro e impedire qualsiasi movimento, l'abutment verrà serrato saldamente al suo posto.
Una volta pronto il nuovo dente, il dentista lo cementerà o lo avviterà in posizione. Questo garantirà un adattamento confortevole e sicuro e un aspetto naturale. Fino a quando la corona permanente non sarà pronta per essere posizionata, il dentista utilizzerà una corona permanente.
Gli impianti sono dei dispositivi medici che hanno una parte endo-ossea ed un pilastro esterno che supporta la protesi. Queste due parti sono connesse tra loro con un meccanismo a incastro bloccato da una vite passante. Come qualunque componente meccanica sottoposta a cicli di lavoro continuativi, come può essere la masticazione o, peggio, le parafunzioni (digrignamento, serramento ecc.) sono soggette a usura o a perdita del bloccaggio.
Questi fenomeni si verificano più spesso quando si tratta di ricostruzioni singole (1 corona su 1 impianto) e quando l'occlusione esercita forze non assiali. Può succedere che una vite che fissa il moncone nell'impianto si sviti. Le cause sono molteplici e solo chi effettua una visita diretta può saperlo.
Le possibili cause di svitamento o problemi di vite/moncone includono: difetto "ab initio" della vite o della connessione interna dell'impianto; vite danneggiata nelle fasi di protesizzazione; vite e moncone non prodotti dalla stessa azienda; vite troppo corta in rapporto all'altezza del moncone; problematiche occlusali non favorevoli con forze torsionali dovute a bruxismo o restauri incongrui. Esistono casi anche di frattura della vite nell'impianto.
Se è la vite danneggiata la si cambia. Se è l'impianto danneggiato lo ha perso e lo dovrà rifare. Se (come spesso accade) l'impianto non ha problemi di osteointegrazione, la vite che avvita il moncone/pilastro implantare all'impianto stesso deve essere sostituita e successivamente può essere ri-cementata la capsula. In alcuni casi è necessario che l'implantologo contatti la casa produttrice degli impianti, mettendola al corrente del problema.
Non dovrebbe mai succedere ma purtroppo succede che, in particolar modo per alcune case produttrici di impianti che confezionano monconi senza connessione conometrica, il moncone si stacchi dall'impianto a causa dei movimenti masticatori. La connessione conometrica è una connessione a forma di cono che permette al moncone, una volta avvitato, di incastrasi perfettamente nell'impianto. In base all'esperienza clinica, occorre sostituire la vite e serrare la stessa con una forza adeguata (ad esempio almeno 35 newton) per prevenire lo svitamento.
Per sapere se l'impianto ha una perimplantite basta fare un sondaggio perimplantare ed una radiografia endorale durante la visita clinica e strumentale. La prima fase di qualsiasi intervento odontoiatrico consiste nell'esaminare l'anamnesi dentale e medica del paziente. Questo comporta un esame completo dei denti e del tessuto gengivale circostante. Inoltre, il dentista consiglierà di eseguire radiografie o radiografie panoramiche. Questo aiuterà a determinare il punto in cui posizionare l'impianto e la qualità dell'osso.
Il dentista fisserà appuntamenti di controllo dopo l'inserimento dell'abutment per monitorare l'andamento del processo. Se avete domande o preoccupazioni, non esitate a chiedere.
Non dico che l'implantologia sia da non fare. Dico solo che ci devono essere le indicazioni corrette e che è meglio sempre un dente proprio ad un impianto. Troppe volte si estraggono denti curabili per sostituirli con impianti. Nei denti si hanno fibre connettivali ed epiteliali che penetrano nel dente a sigillare l'osso ed il parodonto. Questa è la funzione principale ed essenziale della gengiva aderente. Negli impianti, essendo artificiali, le fibre suddette non possono penetrare ma solo "addossarsi", quindi non esiste un sigillo a protezione dell'osso sottostante come avviene per i denti naturali, e ciò favorisce la comparsa di tasche perimplantari e perimplantiti.
Quando si sceglie tra conservare il dente con un perno moncone o sostituirlo con un impianto, occorre valutare la fattibilità dei trattamenti conservativi, la resistenza della struttura radicolare residua, l'occlusione, le abitudini del paziente e la prognosi a lungo termine. Il dentista valuterà caso per caso, privilegiando la soluzione che garantisca funzionalità, estetica e salute parodontale.
Le garanzie in medicina non esistono nel senso assoluto, per cui si deve arrivare sempre a dei compromessi che spesso il paziente riesce ottenere. Esiste una garanzia delle aziende produttrici ma non certo dopo cinque anni. Qualsiasi sia la causa ed il destino dell'impianto, della vite e della corona protesica il sorriso del paziente non corre pericoli; in molti casi è possibile ripristinare la situazione sostituendo componenti come la vite o il pilastro e rifacendo la protesi.
Con una buona igiene orale e controlli regolari, un impianto può durare oltre 20 anni. Se stai considerando un impianto dentale, contattaci per una consulenza senza impegno.
| Componente | Ruolo | Materiali comuni |
|---|---|---|
| Perno moncone | Supporto su radice naturale per corona | Metallo (fuso), resina (modellazione) |
| Impianto (vite) | Radice artificiale nell'osso | Titanio |
| Moncone / abutment | Connettore tra impianto e corona | Titanio, zirconia, ibridi |
| Vite protesica | Fissa moncone e protesi all'impianto | Titanio |
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