Composito duale per ribasature intraorali: caratteristiche e modalità di utilizzo

Il composito dentale è una resina fotopolimerizzabile che il dentista modella direttamente sul dente in un'unica seduta. È la soluzione di riferimento per otturazioni estetiche, piccole ricostruzioni e correzioni della forma dei denti senza intaccare struttura sana. Il composito dentale è un materiale utilizzato per le otturazioni e ricostruzioni dentali ed è composto da un mix di diversi materiali.

Cos'è il composito duale e a cosa serve

Composito fluido, tissotropico e radiopaco dalla polimerizzazione duale. Materiale composito in siringhe automiscelanti, a polimerizzazione duale, radiopaco, a rilascio di fluoro con effetto cariostatico, per cementazione di perni in fibra e ricostruzione del moncone. Indicato per la cementazione di perni in fibra di carbonio o vetro e per la ricostruzione diretta di monconi.

La cementazione adesiva può essere eseguita utilizzando un cemento composito duale oppure un composito fotopolimerizzabile che, se riscaldato e reso quindi meno viscoso, può essere utilizzato in fase di cementazione. La scelta di utilizzare l’una o l’altra tecnica è, come vedremo, condizionata da diversi aspetti clinici come ad esempio tipo ed entità del restauro, materiale del manufatto e “last but not least” preferenze cliniche dell’operatore.

Immagine: siringhe automiscelanti di composito duale per cementazione

Caratteristiche fisiche e compositive

Altamente riempito, assicura un'alta resistenza alla compressione. Il riempitivo di fluoruro di calcio e biossido di zirconio assicurano le massime performance in termini di rimineralizzazione e radiopacità, una bassa contrazione da polimerizzazione, un'eccellente modulo elastico ed elevata resistenza alla compressione. Composito ibrido fluido, a polimerizzazione duale, altamente radiopaco, nano-riempito, adatto per la cementazione di perni e la ricostruzione di monconi.

La percentuale di riempitivo inorganico presente nei compositi flow è compresa tra il 37% e il 53%. I risultati della revisione della letteratura indicano che i compositi flow presentano proprietà meccaniche di resistenza ai carichi masticatori inferiori ai compositi convenzionali e tale aspetto è dovuto al minor contenuto di riempitivo. In un’interessante e precisa disamina della letteratura internazionale, Rodrigues e Boroudi sul Journal of Clinical and Diagnostic Research hanno cercato di estrapolare tutte le pubblicazioni che trattavano le proprietà e le indicazioni cliniche dei compositi flowable.

Leggi anche: guida al composito dentale packable

Viscosità, tissotropia e adattamento

Consistenza ideale per un perfetto adattamento alle pareti canalari ed al perno. Il composito è un materiale plastico, quindi abbastanza flessibile e facile da lavorare che rappresenta la soluzione ideale in caso di otturazioni o ricostruzioni dei denti. La viscosità dipende dall’attrito tra le molecole (monomeri) nello scorrere tra di loro; dall’attrito tra le particelle di quarzo e/o vetro nello scorrere tra di loro; dall’attrito tra le particelle di quarzo e/o vetro nello scorrere sui monomeri.

Composito fluido (a bassa viscosità) è indicato con la tecnica a matrici. I compositi flow sono indicati, e sono stati ampiamente proposti negli ultimi anni, come sottofondo resinoso prima dell’applicazione del composito convenzionale costituente il restauro. Si parla di “liner” di composito flowable.

Proprietà di polimerizzazione

Elevata profondità di polimerizzazione, in 20 secondi fotopolimerizza strati di materiale fino a 3 mm. Fotopolimerizzazione. La polimerizzazione avviene tramite una lampada a luce blu (fotopolimerizzazione): il dentista modella il materiale mentre è ancora morbido e poi lo indurisce con la luce. Il materiale viene applicato per strati successivi - la tecnica incrementale - con ciascuno strato polimerizzato prima di applicare il successivo.

La cementazione adesiva può essere eseguita utilizzando un cemento composito duale oppure un composito fotopolimerizzabile che, se riscaldato e reso quindi meno viscoso, può essere utilizzato in fase di cementazione. Il prof. Pavolucci spiega ad esempio perchè l’utilizzo del cemento duale lo fa sentire più sicuro di avere polimerizzato correttamente soprattutto per quanto riguarda la cementazione di corone poco o per niente traslucenti, come quelle in zirconia.

Dimostrazione: tecniche di fotopolimerizzazione e uso di compositi duali nella cementazione

Estetica e comportamento cromatico

Di colore verde chiaro vira cromaticamente una volta polimerizzato passando ad una tinta naturale simile alla dentina. Il composito dentale è il materiale più conservativo disponibile in odontoiatria restaurativa. Grazie alla tecnica adesiva, non richiede la rimozione di struttura sana.

Leggi anche: Come usare Absolute Dentine nelle procedure restaurative

Indicazioni cliniche specifiche

  • Per cementazione di perni in fibra e ricostruzione del moncone.
  • Cementazione diretta di perni radicolari in fibra. dei monconi e cementazione diretta di perni radicolari in fibra.
  • Ricostruzione diretta di monconi.
  • Piccoli restauri occlusali di I classe e sigillature dei solchi e delle fossette (scegliere compositi fluidi a bassa viscosità per consentire il flusso nel solco dentale).

Il composito è una resina fotopolimerizzabile che il dentista modella direttamente sul dente in un'unica seduta. È la soluzione di riferimento per otturazioni estetiche, piccole ricostruzioni e correzioni della forma dei denti senza intaccare struttura sana.

Vantaggi clinici e pratici

  • Alta resistenza alla compressione grazie all’elevato riempimento.
  • Rilascio di fluoro con effetto cariostatico e rimineralizzazione grazie al fluoruro di calcio.
  • Radiopacità elevata per agevolare il controllo radiografico e ridurre i falsi positivi quando conforme alle norme ISO.
  • Facilità di fresabilità: facilmente fresato, rilascia fluoro.
  • Risparmio di tempo: possibilità di cementare e ricostruire in tempi rapidi con il vantaggio della polimerizzazione duale.

Limiti e precauzioni

I risultati della revisione della letteratura indicano che i compositi flow presentano proprietà meccaniche di resistenza ai carichi masticatori inferiori ai compositi convenzionali e tale aspetto è dovuto al minor contenuto di riempitivo. Occorre inoltre prestare attenzione all’utilizzo di “liner” di composito flow in quanto le specifiche ISO indicano che la radiopacità di un composito flow dovrebbe essere uguale o maggiore a quella di una barra di alluminio dello stesso spessore per non creare discrepanze di radiopacità rispetto ai tessuti dentali.

Se impiegati come “liner”, possono simulare un falso positivo rappresentato da una banda radiopaca simile a una lesione cariosa secondaria o recidiva di carie al di sotto del restauro. È quindi fondamentale conoscere le caratteristiche di radiopacità del materiale scelto e valutare la tecnica di impiego in base al caso clinico.

Modalità di utilizzo in casi clinici

La composizione in siringhe automiscelanti facilita la gestione clinica e la quantità di materiale applicata. Consistenza ideale per un perfetto adattamento alle pareti canalari ed al perno. Indicato per la cementazione di perni in fibra di carbonio o vetro e per la ricostruzione diretta di monconi.

La tecnica consigliata prevede: detersione e preparazione del canale radicolare, scelta del perno in fibra adeguato, utilizzo di adesivo compatibile, introduzione del composito duale dalla siringa automiscelante con adattamento al perno e alla parete canalare, rimozione dell'eccesso e fotopolimerizzazione secondo le indicazioni del produttore.

Leggi anche: Protocollo dettagliato per il trattamento delle cavità parodontali

Caratteristica Valore/Nota
Tipo Composito duale, fluido, tissotropico
Riempitivo Fluoruro di calcio, biossido di zirconio, nano-riempito
Radiopacità Elevata; conforme a norme ISO raccomandate
Profondità polimerizzazione Fino a 3 mm in 20 secondi (fotopolimerizzazione)
Viscosità Fluido, bassa viscosità, tissotropico
Indicazioni Cementazione perni in fibra, ricostruzione monconi, liner

Evidence e letteratura

In un’interessante e precisa disamina della letteratura internazionale, Rodrigues e Boroudi hanno estrapolato pubblicazioni che trattavano le proprietà e le indicazioni cliniche dei compositi flowable. La revisione della letteratura in questione ha interessato pubblicazioni dal 1996 al 2015 attraverso i principali database (PubMed, Cochrane Library, Science Direct) e seguendo come strategia di ricerca un metodo che evidenziava caratteristiche e impieghi clinici di questi materiali.

Nel 1996 alle tradizionali resine composite ad elevata consistenza sono state affiancate delle resine composite a consistenza fluida chiamate, appunto, compositi flow. Uno degli aspetti critici emersi dalle revisioni riguarda la minore resistenza ai carichi masticatori dei materiali a bassa carica inorganica rispetto ai compositi convenzionali.

Consigli pratici per la scelta del materiale

  • Preferire compositi duali altamente riempiti e radiopachi per cementazioni su corone non traslucenti o perni radicolari.
  • Controllare le specifiche di radiopacità per evitare interpretazioni errate alle indagini radiografiche.
  • Usare compositi fluidi a bassa viscosità per sigillature dei solchi e come liner nei restauri con tecnica incrementale, ma valutare sempre la richiesta meccanica del sito.
  • Tenere in considerazione la profondità di polimerizzazione e rispettare i tempi di esposizione con la lampada consigliati dal produttore.
Schema: flusso operativo per cementazione di perno in fibra con composito duale

Note sul corretto smaltimento e produzione sostenibile

Imballaggio 100% riciclabile. Se il barattolo è pulito dopo il suo utilizzo, può essere riciclato. Uno degli obiettivi del marchio è la trasparenza, quindi sull'imballaggio di tutti i prodotti è sempre specificato il paese di origine.

tags: #composito #duale #per #ribasature #intraorali #caratteristiche

Post popolari: