
Le ricostruzioni dentali in composito sono una tecnica odontoiatrica molto utilizzata per ripristinare la forma, il colore e la funzione dei denti danneggiati da carie, fratture o usura. Le carie di piccole e medie dimensioni non sono più un problema grazie alle moderne tecniche di ricostruzione dentale.
Il composito, un materiale simile alla resina, viene applicato in strati sottili e modellato con precisione per ripristinare la forma e il colore naturale del dente. Il nostro team di esperti odontoiatri è specializzato nelle ricostruzioni in composito e ti garantirà un risultato estetico e funzionale di altissima qualità. Le soluzioni per curare una lesione cariosa sono diverse e dipendono dal grado di coinvolgimento del dente.
Quando un dente ha una carie, la cavità deve essere ripristinata con un materiale da restauro. Una scheggiatura o frattura di un dente anteriore può essere riparata in una sola seduta con il composito. Il risultato è quasi sempre invisibile.
Il diastema - lo spazio tra i denti, tipicamente tra i due incisivi centrali superiori - può essere chiuso con piccole aggiunte di composito sui bordi laterali dei denti. Quando si vuole correggere la forma, il colore o le proporzioni di uno o più denti anteriori senza ricorrere alla ceramica, le faccette dirette in composito sono un'opzione valida. Questa è la domanda più frequente in ambito di estetica dentale.
Il composito è il materiale più conservativo disponibile in odontoiatria restaurativa. Grazie alla tecnica adesiva, non richiede la rimozione di struttura sana. La ceramica è superiore in termini di translucenza a lungo termine, resistenza alla pigmentazione e stabilità del colore. La ceramica è inerte e altamente biocompatibile. Lucidatura periodica: ogni 12-18 mesi il dentista può rilustrare il composito ripristinando la superficie levigata. Igiene orale accurata: le giunzioni composito-smalto sono i punti più vulnerabili alle recidive di carie. Protezione notturna: nei pazienti con bruxismo (digrignamento notturno) il composito si consuma rapidamente.
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Questo composito fluido può essere impiegato in un'ampia gamma di esigenze di restauro. Restauri diretti per tutte le classi di cavità, lesioni cervicali (ad es. Correzione della posizione e della forma dei denti). La selezione del colore è semplicissima. I due colori complementari, Universal (U) e Universal Dark (UD), vengono selezionati in modo intuitivo, senza bisogno di una scala colori.
Recentemente, ha ricevuto il Research Award 2025 da The Dental Advisor. Compositi anteriori sono quelli utilizzati nei restauri di classe III, IV e V. Visualizzazione di un'eccellente dispersione della luce che si traduce in restauri invisibili.
Questo è il motivo principale per cui si possono ottenere risultati altamente estetici con un solo colore o in strati di G-ænial multicolore. Tonalità esterne: posizionate sopra le tonalità standard in casi esteticamente impegnativi per copiare il valore (chiaro/scuro) di un dente, per imitare le variazioni dello smalto in funzione dell'età e per dare più "profondità" ad un restauro finale. Questa linea di compositi diretti GC ha 22 toni per offrire il miglior risultato estetico possibile.
Un altro tipo di composito è il Posteriore. Kuraray ha un'eccellente linea di compositi posteriori che è una delle più apprezzate dai nostri clienti. Questo composito ha un notevole basso coefficiente di dilatazione termica. Venus Bulk Fill di Kulzer è un composito fluido e a bassa contrazione per la realizzazione di restauri posteriori con la tecnica del bulk fill. Venus Bulk Fill è anche facile e veloce da applicare sui denti da latte.
La performance clinica di questi materiali estetici è strettamente legata al grado di conversione del monomero dopo la fotopolimerizzazione. I parametri che influenzano il grado di polimerizzazione delle resine composite sono i seguenti: la composizione del materiale, la tinta e traslucenza, le caratteristiche dell'unità di fotopolimerizzazione (LCU) utilizzata, la distanza tra la punta fotopolimerizzante e la superficie del restauro, la durata della fotopolimerizzazione, la temperatura del composito.
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Un metodo utile per valutare indirettamente il grado di polimerizzazione dei compositi è la misurazione della microdurezza superficiale. Nello specifico la normativa ISO 4049:2000 dice che per raggiungere il grado accettabile di polimerizzazione delle resine composite la polimerizzazione deve soddisfare almeno un grado di 80% di percentuale in microdurezza fino a 2 mm di profondità.
Da diversi anni si dibatte in letteratura su come si possa fare per aumentare il più possibile il grado di monomero convertito dopo fotopolimerizzazione. Già nel 2005 Daronch et al. avevano rilevato che preriscaldando i compositi a 60°C il grado di conversione dei monomeri aumentava da 31,6% al 67,3%, quindi del doppio, tanto che gli autori proponevano anche di poter ridurre il tempo di polimerizzazione del 75% preriscaldando i compositi. Park nel 1996 aveva dimostrato che con l'aumento della temperatura del materiale si riduce la viscosità e le catene polimeriche reagiscono in misura maggiore, causando una reazione di polimerizzazione più completa e migliore.
L'aumento del grado di polimerizzazione dei compositi può portare anche ad un migliore adattamento alle pareti della cavità interna, con migliori proprietà meccaniche quali la resistenza all'usura. Un recente studio pubblicato sul Journal of Conservative Dentistry di aprile 2015 conferma che anche per i compositi nanoibridi e microibridi di ultima generazione vale la precedente affermazione. Gli autori hanno testato diverse combinazioni di temperatura e tempo di polimerizzazione, misurando la microdurezza superficiale.
La durata di un restauro in composito è legata al grado di conversione del monomero che si ottiene dopo la fotopolimerizzazione. Per una ottima performance clinica delle ricostruzioni in composito la letteratura consiglia di preriscaldare il materiale e provvedere a un tempo di polimerizzazione di 40 secondi.
I compositi flow presentano proprietà meccaniche di resistenza ai carichi masticatori inferiori ai compositi convenzionali e tale aspetto è dovuto al minor contenuto di riempitivo. I compositi flow sono indicati come sottofondo resinoso prima dell’applicazione del composito convenzionale; si parla di “liner” di composito flow. Occorre prestare attenzione all’utilizzo di “liner” di composito flow poiché la radiopacità deve essere uguale o maggiore a quella di una barra di alluminio dello stesso spessore per non creare discrepanze di radiopacità rispetto ai tessuti dentali.
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Piccoli restauri occlusali di I classe: la sigillatura dei solchi e delle fossette è una tecnica utile con viscosità bassa per permettere al materiale di scorrere adeguatamente nel solco dentale. Baroudi e Rodrigues hanno svolto una revisione sistematica sulle flowable resin composites evidenziando le considerazioni cliniche utili.
I materiali compositi sono costituiti da una resina fluida e da un riempitivo solido. La resina è costituita da un insieme di monomeri, mentre il riempitivo è costituito da particelle di vetro, quarzo, silicio. La quantità di riempitivo rispetto alla quantità di resina è definita percentuale di carica. La viscosità dipende dall’attrito tra le molecole, tra le particelle e tra le particelle e i monomeri. Il BIS-GMA è la resina impiegata come matrice nei compositi odontoiatrici, ed è una resina ad alta viscosità che riduce significativamente la lavorabilità a temperatura ambiente.
La tecnica di fotopolimerizzazione e la gestione della temperatura del materiale influenzano la trasmissione della luce e la qualità estetica del restauro. Visualizzazione di un'eccellente dispersione della luce si traduce in restauri invisibili. Nei denti anteriori, con un'igiene corretta e lucidatura periodica, un composito di qualità dura mediamente 7-10 anni. Nei denti posteriori, soggetti a carichi masticatori maggiori, la durata è generalmente inferiore, tra 5 e 8 anni.
Nella pratica odontoiatrica moderna, c'è una forte necessità di materiali che combinino maneggevolezza e efficienza procedurale con risultati estetici e duraturi. I compositi anteriori sono utilizzati nei restauri di classe III, IV e V. Sui denti anteriori la resa estetica è molto alta e superiore all'amalgama nelle condizioni adeguate. Nei denti posteriori la resa estetica è comunque molto buona grazie alla tecnica adeguata e ai materiali moderni. Nei giorni successivi è normale una lieve sensibilità al freddo o al caldo, che si risolve spontaneamente entro 1-2 settimane.
Nei casi di corretta indicazione, il restauro in composito offre un equilibrio tra estetica, conservazione dei tessuti sani e durabilità, con tempi di esecuzione ridotti e senza necessità di laboratorio odontotecnico.
Se noti che il bordo del composito si è staccato, che il dente è diventato sensibile, che c'è una macchia scura alla giunzione tra il restauro e il dente, o semplicemente che il colore è cambiato in modo evidente - è il momento di richiedere una visita di controllo.
| Tipo di restauro | Durata media | Indicazioni principali | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Otturazioni estetiche | 5-8 anni (posteriore) | 7-10 anni (anteriore) | Carie piccole/medie, fratture minori | Estetica elevata, conservazione tessuti sani |
| Facette dirette in composito | Variabile | Correzione di forma, colore, proporzioni | Non richiede ceramica |
| Intarsio/Integre | Durata variabile | Ripristino conservativo | Mini-invasivo |
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