Master Endodonzia: tecnica del cono master, utilizzo del cemento bioceramico e protocolli clinici

Per un trattamento endodontico di successo sono necessari la bonifica del canale radicolare e il sigillo del sistema del canalare, per evitare l’infiltrazione microbica. Ciò si ottiene mantenendo un campo asettico, procedendo con la strumentazione meccanica, l'irrigazione chimica e l’otturazione del sistema del canalare, compresa l’esecuzione del restauro coronale.

Perché scegliere i cementi bioceramici in endodonzia

L’uso dei cementi bioceramici in endodonzia rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai materiali tradizionali grazie alle loro eccezionali proprietà fisico-chimiche e biologiche. Questi materiali offrono una biocompatibilità superiore, con una risposta favorevole dei tessuti periradicolari e la capacità di stimolare la formazione di tessuto duro. Si tratta di una rivoluzione concettuale: il sigillo non viene più garantito dal materiale riempitivo ma diviene garantito dal cemento stesso che ha una propria bioattività.

I cementi bioceramici hanno un pH inizialmente molto alcalino, che conferisce un effetto antibatterico e favorisce la guarigione periapicale. Sono idrofili, quindi performano in modo eccellente anche in presenza di umidità residua nei canali, riducendo il rischio di fallimenti legati a contaminazioni. I cementi bioceramici hanno il vantaggio di garantire un sigillo mediato dal cemento rispetto al classico sigillo veicolato dalla guttaperca.

Il cemento bioceramico consente di ottenere un legame con i tubuli dentinali grazie alla sua capacità attraverso una reazione chimica a catena, di produrre idrossiapatite. L’idrossiapatite garantisce il nuovo sigillo e l’acqua che si forma dalla reazione va ad alimentare la successiva formazione di idrossido di calcio in una reazione a cascata che si autoalimenta.

Meccanismo di formazione dell’idrossiapatite

Il cemento bioceramico reagisce con l’umidità presente nel canale e soprattutto nell’oltre apice, liberando idrossido di calcio che reagisce a sua volta con i fosfati naturalmente presenti nei tessuti oltre il canale e si ha la formazione di idrossiapatite ed acqua. L’acqua che si forma dalla reazione va ad alimentare la successiva formazione di idrossido di calcio in una reazione a cascata che si autoalimenta.

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Formulazioni di cementi bioceramici e loro indicazioni

Oggi sul mercato è possibile reperire sia una formulazione chiamata sealer sia una formulazione chiamata putty. I sealer sono cementi per trattamenti endodontici tradizionali e solitamente vengono confezionati in siringhe pronte all’uso per la chiusura dei canali trattati endodonticamente. La loro fluidità è paragonabile a quella di un cemento endodontico tradizionale e consente il raggiungimento dell’apice.

L’altra formulazione disponibile è quella putty, si tratta di un biomateriale premiscelato con una consistenza simile a quella del classico MTA che ha un miglior handling e il grande vantaggio di essere pronto all’uso. Le strategie e le indicazioni di utilizzo sono le medesime dell’MTA; infatti, viene usato per riparazione di perforazioni dentali, otturazioni in chirurgia endodontica o incappucciamento diretti.

Tecniche di utilizzo con sealer bioceramici: Single Cone e ruolo del cono master

La tecnica di utilizzo più comune è semplicissima e viene definita Single Cone. Si tratta di una tecnica che prevede di riempire la parte finale del canale trattato e precedentemente asciugato, direttamente con sottili applicatori collegati alla siringa. Una volta riempito il terzo apicale del canale, viene inserito un cono di guttaperca ottimizzato nelle misure definito "cono master" nello spazio del canale già sagomato.

In questo modo il cono di guttaperca diviene un veicolo per portare il cemento in apice e nei vari anfratti possibili come setti o canali secondari. Nelle chiusure con tecniche tradizionali, la forma della sagomatura e la possibilità di portare il calore vicino all’apice al fine di termoplasticizzare la guttaperca erano condizioni necessarie all’ottenimento di un sigillo stabile e performante. Il cemento bioceramico consente invece di ottenere un legame chimico e una bioattività che rendono il sigillo meno dipendente dal materiale riempitivo.

Vantaggi clinici dell’uso di coni master di maggiore conicità

L’introduzione di strumenti in nickel-titanio (NiTi), con conicità maggiori, ha permesso la formazione di preparazioni ben centrate e più circolari, con una conicità predefinita standardizzata nella parte apicale del sistema canalare. L’uso di un cono master con conicità maggiore in canali preparati con strumenti rotanti aumenta la quantità di guttaperca all’interno del canale e sembra che riduca la quantità di sigillante tra i coni accessori, il che è auspicabile per migliorare l’otturazione tridimensionale del canale.

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I coni di guttaperca conici sono stati realizzati per trarre vantaggio dalla preparazione più uniforme prodotta dagli strumenti rotanti. L’uso di un cono di guttaperca da .06 riduce il numero delle punte accessorie e il tempo necessario all’otturazione rispetto all’uso di coni di coni guttaperca da .02 con la condensazione laterale a freddo. Lo scopo dell’otturazione dovrebbe essere di massimizzare l’entità di core solido e minimizzare la quantità di sigillante nello spazio canalare preparato.

Confronto tra tecniche: condensazione laterale vs cono singolo con strumentazione rotante

La condensazione laterale della guttaperca è una delle tecniche di otturazione del canale radicolare più usate, più studiate e più clinicamente comprovate. I gruppi preparati con tecnica convenzionale crown-down e otturati con condensazione laterale hanno mostrato una quantità di sigillante maggiore rispetto alla tecnica di strumentazione rotante associata a cono singolo con conicità .06, anche se non sempre è stata osservata una differenza statistica complessiva.

In questo studio in vitro, i canali trattati con strumenti rotanti presentavano una minor quantità di sigillante rispetto ai canali trattati con strumenti manuali. Dai risultati di questo studio sembra che i coni di guttaperca .06 si adattino meglio a spazi conici prodotti da strumenti rotanti, con una necessità inferiore di coni accessori e una conseguente maggior quantità di guttaperca e meno sigillante.

Il metodo per valutare la qualità dell’otturazione in questo studio ha permesso un’osservazione diretta della quantità di core solido versus sigillante nello spazio canalare preparato. La qualità dell’otturazione solitamente è determinata dall’entità di microinfiltrazione apicale o coronale che si verifica nei campioni otturati. È dimostrato che questa microinfiltrazione può avvenire nell’interfaccia dentina-sigillante e nell’interfaccia core solido-sigillante, attraverso il sigillante stesso o per dissoluzione del sigillante.

Risultati chiave sperimentali

  • Il sigillante del canale radicolare è stato osservato in tutte le porzioni radicolari - coronale, media e apicale - analizzate.
  • I campioni in cui era stata usata la tecnica convenzionale crown-down e di condensazione laterale hanno mostrato una quantità di sigillante maggiore rispetto alla tecnica di strumentazione rotante associata a cono singolo .06.
  • Relativamente alle parti del canale radicolare, nel terzo medio e coronale di tutti i campioni non si sono rilevate differenze tra le tecniche usate.
  • Il terzo apicale dei molari inferiori ha mostrato una maggiore quantità di sigillante in caso di utilizzo della tecnica convenzionale crown-down e condensazione laterale e le analisi statistiche hanno mostrato differenze significative (p<0,05).
schema comparativo con percentuali di sigillante nei terzi coronale, medio e apicale per tecniche condensazione laterale vs cono singolo

Tecniche avanzate: M-seal e utilizzo di guttaperca termoplastificata

La tecnica M-seal prevede l’uso di un cono master di guttaperca di conicità 0.2 che si adatta alla preparazione apicale e funge da “tappo”. La rifinitura apicale viene eseguita tramite strumenti in Ni-Ti chiamati Mtwo Apical File. Questi strumenti eliminano l’operazione indaginosa di detersione dei 2 mm apicali con strumenti manuali di conicità standard pari a 0.2 mm e diametro in punta crescente.

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Questi strumenti semplificano la detersione della porzione apicale poiché arrivano in apice mantenendo il diametro apicale piccolo ma crescendo fortemente di diametro già nel primo mm. La scelta e l’adattamento del cono master all’apice viene effettuata secondo le modalità note per la tecnica di condensazione laterale: si deve selezionare un cono che si venga ad arrestare nell’ultimo mm della preparazione “stop dinamico” impegnandosi nella preparazione apicale, dando origine alla nota sensazione del “tug-back”.

Nella tecnica M-seal, la soluzione al problema del controllo verticale della guttaperca termoplasticizzata è stata trovata utilizzando un cono master di guttaperca che può essere ben adattato alla preparazione apicale grazie all’uso di una guttaperca molto malleabile e dall’azione di condensazione dello Spreader. L’utilizzo di spreaders e condensatori termomeccanici in Ni-Ti consente di lavorare in tutte le traiettorie canalari e favorisce il riempimento degli spazi accessori e delle irregolarità.

illustrazione tecnica M-seal con Spreader Ni-Ti e Condenser termomeccanico

Praticità e scelta del prodotto: One-Fil by Ogna

Ogna ha una grande tradizione nel mondo del dentale e da molti anni offre prodotti di alto livello e anche con il bioceramico è riuscita a scegliere un prodotto da distribuire di grande qualità, riuscendo nell’intento di unire le ottime caratteristiche chimico fisiche del cemento ad un intelligente distribuzione e packaging.

One-Fil distribuito da Ogna racchiude in sé ottime caratteristiche di performance del biomateriale con corrette scelte ergonomiche in entrambe le formulazioni disponibili. Il sealer ha una corretta fluidità e consente il raggiungimento dell’apice senza il rischio di creare tappi che impediscano la corretta discesa nel cono master. Allo stesso tempo non è eccessivamente fluido da perdere stabilità e dissolversi nel tempo come accaduto per alcuni prodotti oggi non più sul mercato.

La siringa viene fornita con puntali molto sottili che consentono l’inserimento della punta all’interno dell’orifizio del canale favorendo l’ergonomia e riducendo gli sprechi. Il putty ha un pratico confezionamento in siringhe monodose utilissime in quanto è un materiale molto sensibile all’umidità e che tende a seccarsi se non sigillato perfettamente.

Applicazioni cliniche dei bioceramici

Le tecniche di otturazione a freddo con cono singolo o con compattazione laterale sono raccomandate per tali cementi. Le applicazioni cliniche in cui sono indicati possono essere anche in elementi con perforazioni e false strade, apici beanti e umidi, grandi deficit ossei periapicali e altre situazioni cliniche difficili. I bioceramici hanno alcune innovative proprietà quali eccellente biocompatibilità, osteoinduzione, capacità di indurire in ambiente umido, di espandersi e di nucleare apatite.

Linee guida pratiche e protocolli operativi

  1. Mantenere un campo asettico e procedere con una detersione efficace: l’irrigazione con ipoclorito di sodio e la rimozione dello smear layer con EDTA migliorano l’azione del sigillante.
  2. Scegliere la sequenza di strumentazione in base alla morfologia: strumenti rotanti NiTi per ottenere spazi conici più uniformi, strumenti manuali quando indicato per anatomie particolari.
  3. Se si utilizza il sealer bioceramico in siringa, riempire prima il terzo apicale con applicatori sottili, quindi inserire il cono master ottimizzato per la preparazione come veicolo per il materiale.
  4. In presenza di umidità apicale o canale non asciugabile, considerare l’uso dei bioceramici idrofili e formulazioni putty per riparazioni o chiusure retrograde.
  5. Verificare l’adattamento del cono master radiograficamente e ricorrere, quando necessario, a tecniche di condensazione termoplastica o all’uso di spreader/condensatori Ni-Ti per migliorare il controllo verticale e il riempimento delle irregolarità.
dimostrazione tecnica Single Cone con sealer bioceramico e inserimento cono master

Elementi pratici per l’operatore

  • Porre attenzione alla scelta del cono master in funzione dello strumento utilizzato (es. cono .06 per canali preparati con file rotanti conicità maggiori).
  • Conservare e impiegare il putty bioceramico in confezioni monodose per evitare alterazioni dovute all’umidità.
  • Valutare l’impiego di sistemi che migliorino l’ergonomia (puntali sottili, siringhe, spreader e condensatori Ni-Ti).
  • Mantenere familiarità con diverse tecniche (condensazione laterale, cono singolo, tecniche termoplastiche) per adattarsi alle diverse anatomie e situazioni cliniche.

Significato clinico e conclusioni operative

L’otturazione del canale endodontico deve impedire la ricolonizzazione batterica del canale precedentemente strumentato, deterso e sagomato e impedire la fuoriuscita dei batteri dall’apice radicolare. Per questi motivi l’otturazione canalare deve sigillare perfettamente lo spazio endodontico. Le tecniche di otturazione del canale devono essere facili da eseguire anche in canali con anatomie difficili e devono risultare il più possibile indipendenti dall’abilità dell’operatore.

L’evoluzione dei cementi, con l’introduzione dei bioceramici a rilascio di calcio, può rappresentare un ulteriore passaggio verso un’endodonzia più predicibile, con materiali osteoinduttivi, osteoconduttivi e biologicamente attivi, onde ampliare le possibilità di trattamento e permettere la gestione di casi complessi e complicanze.

Caratteristica Sealer bioceramico Putty bioceramico
Forma di confezionamento Siringa pronta all’uso Siringhe monodose / premiscelato
Handling Fluidità per raggiungere l’apice Consistenza simile a MTA, migliore manipolazione
Indicazioni principali Otturazione canalare Single Cone, sigillatura Riparazioni, otturazioni retrograde, incappucciamenti
Proprietà biologiche Biocompatibile, idrofili, formazione idrossiapatite Biocompatibile, nucleazione apatite, pronto all’uso
diagramma flusso decisionale: quando scegliere sealer vs putty bioceramico

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