
Ogni anno, una grande percentuale dei tuoi pazienti riceve un restauro di Classe II, il che porta con sé l’opportunità di un consolidamento del rapporto con il tuo studio. Tuttavia, i restauri sono tediosi e possono essere difficili da posizionare in modo efficiente e prevedibile. Affronta i casi di Classe II con sicurezza. Il materiale SDR flow+ rappresenta una svolta unica nel suo genere nel settore odontoiatrico.
Le evidenze dimostrano che posizionare una diga di gomma è sempre l’opzione migliore. È più probabile che il restauro abbia successo con la diga di gomma piuttosto che senza. La chiave è controllare l’umidità. L’umidità, il liquido crevicolare, la saliva e il sangue interferiscono con l’adesione e causano il fallimento dell’intervento. Lo scopo della stratificazione non è solo modellare, ma integrare funzionalmente ed esteticamente il restauro nel rispetto delle determinanti biologiche. La forma diventa colore: la stratificazione deve guidare sia la funzione sia l’estetica, evitando rifiniture eccessive ai margini per non compromettere la resistenza all’usura.
Non è necessario applicare alcun agente legante tra gli strati, poiché man mano che si posiziona un incremento e lo si polimerizza, si forma uno strato inibitore dell’aria che consente di incollare il successivo incremento di composito. Un’eccezione si ha quando si ripara un restauro composito esistente: si deve levigare, rimuovere biofilm e applicare l’agente di accoppiamento silanico per migliorare il legame covalente tra nuovo e vecchio composito.
La tecnica di stratificazione va considerata come una strategia di gestione della resina composita: deve essere eseguita con precisione per controllare lo stress da contrazione e garantire una contiguità rugosa e continua tra gli strati. Nei casi profondi (>5-6 mm) l’isolamento adeguato diventa cruciale per ottenere risultati affidabili.
Il materiale SDR flow+ è il mio materiale di sostituzione della dentina preferito. Lo utilizzo per riempire l’area della dentina in un unico strato, con uno spessore tra 0,5 e 4 millimetri a seconda della profondità del restauro; sopra di esso applico il composito Ceram.x Spectra ST con una tecnica incrementale che garantisce uno spessore minimo di 1,5-2,0 mm. Le evidenze dimostrano che SDR flow+ rappresenta un grande progresso nella tecnologia dei compositi, con caratteristiche specifiche di comportamento e prestazioni.
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Nella regione anteriore, SDR flow+ non viene utilizzato in grandi quantità, ma come rivestimento dove è presente la dentina: posso inserire incrementi di 0,5 mm. A seconda delle dimensioni, utilizzerò uno o due incrementi di Ceram.x Spectra ST per completare il restauro. Nei casi anteriori, per aree estetiche, se il paziente ha una linea del sorriso ampia o un sorriso gengivale, SDR flow+ viene impiegato come sostituto della dentina, seguito da Ceram.x Spectra ST con la tecnica standard di stratificazione. Per le aree non estetiche, due incrementi con SDR flow+ sono una scelta comune, con attenzione particolare ai margini e all’igiene.
I protocolli igienici sono fondamentali. I miei igienisti non utilizzano un manipolo a ultrasuoni metallico sui restauri in composito poiché graffia la superficie e facilita l’accumulo di placca o biofilm. Al loro posto usano manipoli in plastica o ultrasuoni a bassa frequenza. L’unico caso in cui si usa un manipolo metallico è intorno al tartaro; una volta rimosso, si presta attenzione ai margini prossimali e si lucidano eventuali macchie o scolorimenti. Per i restauri posteriori si preferisce il Ceram.x Spectra ST in tonalità A2, offrendo una migliore riproduzione delle tonalità rispetto a sistemi monocolore.
La tecnica di stratificazione coinvolge masse dentinali e smalti, controllo cromatico, orientamento della luce e protocolli di polimerizzazione. L’obiettivo è posizionare il composito con precisione per evitare rifiniture eccessive e garantire una giunzione stabile tra incrementi. Nei casi di riparazione di un restauro esistente, si procede con levigatura, risciacquo e asciugatura, seguito dall’applicazione dell’agente di adesione silanico per migliorare il legame. Per i restauri posteriori si usa principalmente Ceram.x Spectra ST tonalità A2; per i restauri anteriori si impiegano le tonalità dentina e smalto della linea Effects di Ceram.x Spectra ST.
Per l’isolamento del campo operatorio, la diga di gomma resta la base sicura. Se l’isolamento non è possibile, l’assistente dentale aiuta a controllare l’umidità del campo durante il posizionamento degli incrementi. Le norme igieniche includono l’uso del gel o dello spray antisséptico, la gestione accurata del margine prossimale e la verifica di eventuali scolorimenti o macchie che richiedono lucidatura.
Il corso di modellazione con resine composite si propone di insegnare come ricostruire l’anatomia dei denti e come stratificare in modo tale da ottenere risultati naturali e predicibili. L’approccio teorico è seguito da casi “step by step” con filmati in 3D e clinici, per evidenziare i passaggi essenziali: matrice, cunei, stratificazione, modellazione, contatto, rifinitura e lucidatura. Inoltre, si analizza la scelta tra restauri diretti in composito e restauri indiretti come intarsi e faccette, includendo protocolli adesivi e gestione del controllo occlusale.
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Nella pratica clinica, la necessità di stratificare i materiali resinosi risponde a esigenze estetiche e a problematiche legate al controllo dello stress da contrazione associato alla polimerizzazione. La formazione include sia lezioni frontali sia workshop pratici per consentire ai partecipanti di osservare, discutere e migliorare la propria tecnica sotto supervisione, con feedback immediato e personalizzato.
È essenziale informare i pazienti sul ruolo del loro contributo al successo a lungo termine dei restauri. Oltre a discutere regimi di cura domiciliare adeguati, è utile chiedere ai pazienti che tipo di snack consumano, per offrire consigli su abitudini alimentari che prolungano la vita del restauro. Cibi duri, croccanti e gommosi accelerano il deterioramento soprattutto se ricchi di zuccheri. Se un paziente ha frequenti carie, l’uso di dentifrici al fluoro ad alta concentrazione prescritti dal dentista può proteggere margini interprossimali vulnerabili e stimolare una salute dentale migliore nel tempo.
La letteratura recente fornisce evidenze sull’efficacia di diverse resine composite, sull’influenza dell’umidità sull’adesione e sulla stabilità a lungo termine dei restauri. La combinazione di SDR flow+ come rivestimento dentinario e di Ceram.x Spectra ST come materiale di stratificazione è supportata da dati che evidenziano resa estetica e robustezza meccanica. La gestione di margini, contatti e rifiniture richiede una pianificazione accurata e una esecuzione coerente per minimizzare la necessità di rifacimenti e ottimizzare la longevità dei restauri.
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