
La chirurgia parodontale rappresenta la branca specialistica dell'odontoiatria che si occupa delle gengive e dell'osso alveolare, fondamentali per la salute e l'estetica del sorriso. Quando la malattia parodontale ha superato gli stadi iniziali, le terapie non chirurgiche non sono più sufficienti e diventa necessario intervenire con protocolli chirurgici mirati e personalizzati.
Nei casi di riabilitazione del gruppo antero-superiore e in pazienti con linea del sorriso alta o media, la sola terapia protesica può non essere sufficiente per garantire un risultato estetico ottimale, in particolar modo in quei pazienti in cui vi è una completa disarmonia del sorriso dovuta non solo a problemi dentali ma anche ad asimmetrie gengivali. La chirurgia parodontale diviene in tali casi fondamentale ai fini dell’ottenimento di un armonico andamento dei tessuti che contorneranno il manufatto protesico.
Lo stato di salute del parodonto e l’armonia tissutale che deriva dalla terapia chirurgica parodontale concorrono in grande misura alla bontà del risultato finale. La finalizzazione estetica con manufatto in zirconia-ceramica ha messo in risalto l’aspetto gengivale ottenuto dopo la chirurgia. La preparazione protesica infatti ha segnato il “nuovo” andamento gengivale senza invadere l’attacco connettivale e in accordo al biotipo tissutale in questione. La chirurgia prima e la protesi poi concorreranno all’ottenimento di parametri estetici il più possibile vicini all’ideale.
Va premesso che l’analisi estetica del sorriso dovrebbe essere intrapresa solamente in particolari situazioni, come a fronte di una richiesta specifica del paziente, oppure quando la riabilitazione protesica interessi il settore frontale e si decida di approfittare dell’intervento per migliorare anche l’armonia del sorriso. L’analisi estetica prima di una riabilitazione protesica risulta fondamentale per capire fin dall’inizio quali parametri devono essere modificati o mantenuti al fine dell’ottenimento di un buon risultato.
Una vera e propria analisi estetica dento-gengivale e del sorriso consiste nell’osservazione delle forme e dell’anatomia dentale, delle proporzioni e della disposizione dei denti nella regione frontale, dei rapporti tra gli stessi, delle relazioni esistenti con i tessuti molli intraorali (gengive) ed extraorali (labbra), del colore e delle interazioni della luce con gli elementi dentari.
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Il biotipo tissutale riveste importanza particolare in quanto deve influenzare le scelte operative e la preparazione protesica. Dopo la chirurgia parodontale resettiva vi è una ricrescita dei tessuti che è maggiore nello spazio interprossimale e minore nel versante vestibolare e linguale (o palatino). È fondamentale leggere il processo di maturazione dei tessuti per capire quando intervenire e in che modo.
Terapie Resettive: queste procedure sono progettate per eliminare le tasche parodontali, spazi profondi tra dente e gengiva dove i batteri possono annidarsi e proliferare. Ricorriamo alla chirurgia parodontale resettiva nel caso di gengiviti, infezioni e infiammazioni che sono causa della formazione di tasche e riassorbimento del tessuto osseo.
Chirurgia Rigenerativa: quando la malattia ha causato una perdita significativa di osso e tessuto parodontale, è possibile ricorrere a tecniche di chirurgia rigenerativa. Utilizzando biomateriali avanzati e membrane specifiche, stimoliamo il corpo a ricostruire i tessuti di sostegno perduti.
Chirurgia Mucogengivale: l’estetica e la protezione sono altrettanto importanti. La chirurgia mucogengivale viene impiegata per trattare difetti come le recessioni gengivali o le ipertrofie; quando le gengive si ritirano non è solo una questione estetica ma anche funzionale, per sensibilità e rischio carie radicolare.
Le metodiche vengono realizzate con tecniche “mini-invasive” con l’aiuto di sistemi microscopici e strumenti di microchirurgia. Lo scopo è quello di minimizzare l’entità dell’intervento e rendere più predicibile il risultato.
Mectron ottimizza il protocollo di chirurgia parodontale resettiva con l’utilizzo di PIEZOSURGERY®. La precisione e la minima invasività garantite dalla tecnologia PIEZOSURGERY® rendono questi inserti un ottimo ausilio per i chirurghi nelle fasi più delicate di rimodellamento dell’architettura ossea in corso di procedure chirurgiche parodontali.
La parte più delicata dell’intervento parodontale consiste nel lavorare sul tavolato osseo vestibolare e sull’attacco connettivale ricreando simmetria e corretti livelli ossei in senso apico-coronale in modo tale che i tessuti molli poi seguano tali andamenti. Si noti che dopo circa 4-5 settimane dall’intervento i tessuti appaiono guariti ma non maturi; nei mesi successivi vi sarà una crescita dei tessuti che non dovranno trovare nel provvisorio interferenza alcuna ma dovranno essere liberi da condizionamenti.
La preparazione protesica deve rispettare il nuovo andamento gengivale e il biotipo tissutale. La scelta della preparazione dentale a lama di coltello deriva dall’intenzione di asportare la minor quantità possibile di tessuto, visto anche che l’intervento di chirurgia resettiva porta a un allungamento di corona clinica; una preparazione orizzontale avrebbe comportato un inutile spreco di sostanza dentale.
Dopo circa 5 mesi dall’intervento sono state rettificate le preparazioni protesiche nel rispetto del solco dento-gengivale e tenendo in considerazione il biotipo tissutale. È stato confezionato ex novo un secondo provvisorio con l’intento di un avvicinamento ancora maggiore alle forme dentali desiderate e agli assi dentali corretti.
È opportuno in prima istanza analizzare le caratteristiche individuali del paziente e fare una diagnosi tramite un esame ispettivo con l’ausilio di una sonda millimetrata (sonda parodontale). In presenza di una recessione gengivale è opportuno considerare tutti i fattori individuali dei pazienti (fattori di rischio predisponenti) e modificare le situazioni incongrue se necessario.
Le principali cause della recessione gengivale sono legate a traumatismi meccanici come una tecnica di igiene orale domiciliare non corretta (movimento sbagliato), uso di uno strumento non adeguato (spazzolino non adatto o usurato) e intensità non appropriata (forza eccessiva e ripetuta nel tempo). Un altro fattore determinante può essere la concomitante perdita di tessuto osseo come avviene nella parodontite: la gengiva infatti “segue” l’andamento dell’osso sottostante.
È molto importante informare e istruire il paziente nella gestione domiciliare delle tecniche di igiene. Le suture in seta 4-0 hanno permesso mediante l’ancoraggio al periostio di posizionare il lembo esattamente “in cresta”, vale a dire che il margine gengivale doveva giustapporsi alla cresta ossea. La scelta di intervenire solo sul versante vestibolare, quando non vi erano sondaggi patologici, permette di ridurre i tempi di guarigione e di maturazione dei tessuti.
| Fase | Obiettivo | Tempistica indicativa |
|---|---|---|
| Diagnosi e analisi estetica | Valutare biotipo, linee gengivali e necessità chirurgiche | Visita iniziale |
| Intervento chirurgico (resettivo/mucogengivale) | Rimodellare osso e gengiva, correggere recessioni | Procedure in seduta singola o più sedute |
| Guarigione e maturazione tessuti | Attendere crescita e stabilizzazione tissutale | 4-6 mesi |
| Rettifica protesica e finalizzazione | Adattare protesi al nuovo contorno gengivale | Dopo maturazione tessuti |
La chirurgia estetica parodontale è indicata quando la sola terapia protesica non è in grado di garantire un risultato estetico soddisfacente, in pazienti con linea del sorriso media o alta, in presenza di asimmetrie gengivali, papille mancanti o disarmonie determinate da eruzione passiva alterata o eccessivo sviluppo del complesso dento-gengivale. Nei soggetti con linea del sorriso bassa invece le irregolarità gengivali spesso non rappresentano un problema estetico rilevante.
Quando e come rigenerare: nuove frontiere e nuovi paradigmi richiedono formazione e aggiornamento costante. L'utilizzo di tecnologie come PIEZOSURGERY® e l'impiego di biomateriali avanzati per la rigenerazione richiedono competenze specifiche e aggiornamento continuo da parte dei professionisti.
Il nostro approccio è olistico e personalizzato: non vediamo un caso clinico ma una persona con esigenze specifiche. L’obiettivo non è solo curare l’infezione, ma anche ripristinare l’architettura dei tessuti danneggiati e, dove le condizioni lo permettono, rigenerare quelli persi.
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