
La gengivostomatite erpetica è l’infezione da herpes virus al cavo orale, alla lingua e alle labbra, principalmente nei bambini di 1-5 anni, anche se può colpire qualsiasi età. Si manifesta con piccole vescicole che rapidamente si ulcerano. Si ha generalmente febbre, difficoltà alla deglutizione e linfadenopatia cervicale. L’infezione da herpes simplex virus (HSV) è frequente anche nel bambino.
L’infiammazione e le afte della bocca si presentano in diverse forme e dimensioni e possono interessare qualsiasi parte della bocca, incluse le labbra (vedere Ulcere labiali e infiammazione del labbro). Potrebbero insorgere gonfiore e arrossamento delle mucose che rivestono la bocca o singole ulcere dolorose. Un’ulcera è una piaga che forma un foro nella mucosa che riveste la bocca quando lo strato cellulare superficiale si degrada. Molte ulcere hanno un aspetto di colore rosso, mentre altre sono bianche a causa delle cellule morte e dei residui di alimenti nella parte centrale dell’ulcera. Le vesciche sono piaghe in rilievo piene di liquido (chiamate vescicole o bolle, a seconda delle dimensioni). Raramente, la bocca ha un aspetto normale nonostante la persona lamenti sintomi di infiammazione (sindrome della bocca urente).
Le afte non cancerose (benigne) sono in genere dolorose finché non sono in via di guarigione. Il dolore rende difficile la deglutizione, il che a volte comporta disidratazione e denutrizione. Alcune lesioni scompaiono, ma poi si ripresentano. L’infezione primaria da herpes simplex si manifesta nelle persone non-immuni; il periodo di incubazione è circa 1 settimana e la durata dell’infezione primaria 7-12 giorni. Dopo l’infezione primaria il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane silente nei gangli nervosi, per poi riattivarsi e provocare una recidiva.
I virus sono le cause infettive più comuni di afte orali. L’herpes labiale e, con minore frequenza, le ulcere del palato causate dal virus herpes simplex sono forse le più conosciute. Tuttavia, molti altri virus possono causare le afte alla bocca. Il virus varicella-zoster, responsabile sia della varicella sia della dolorosa malattia cutanea denominata fuoco di Sant’Antonio, può causare la formazione di numerose afte su un lato della bocca. Queste afte sono la conseguenza di riattivazioni del virus, che come quello dell’herpes simplex, non viene mai eliminato dall’organismo. A volte il dolore persiste per mesi o anni, se non addirittura per sempre, anche dopo la scomparsa delle eruzioni.
La gengivostomatite erpetica si manifesta tipicamente con febbre, difficoltà alla deglutizione e linfadenopatia cervicale. Si ha generalmente febbre, difficoltà alla deglutizione e linfadenopatia cervicale. La gengivostomatite erpetica è caratterizzata da piccole vescicole che rapidamente si ulcerano. L’infezione primaria può essere più severa nei bambini e può richiedere attenzione medica per il rischio di disidratazione. L’infezione ricorrente si manifesta nelle persone immuni e dura generalmente meno di 1 settimana.
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La Varicella, malattia infettiva altamente contagiosa, è caratterizzata da una eruzione vescicolare che si diffonde in tutto il corpo. La varicella è frequentemente complicata da manifestazioni respiratorie e neurologiche. IL VACCINO: Il vaccino della varicella appartiene ai vaccini vivi attenuati. Il calendario prevede la somministrazione di due dosi a tutti i nuovi nati. La vaccinazione, se effettuata con due dosi, ha un'efficacia del 98-99%.
Il vaccino MPRV, morbillo, parotite, rosolia e varicella, è un vaccino quadrivalente. Il calendario prevede la somministrazione di due dosi a tutti i nuovi nati. Infine, sebbene non siano mai stati segnalati eventi avversi quando accidentalmente questo vaccino sia stato somministrato in gravidanza, il vaccino è controindicato in questo periodo. Le reazioni indesiderate più frequenti sono dolore e gonfiore nel punto in cui è stato iniettato il vaccino. In alcuni casi possono manifestarsi lievi sintomi simili alla malattia, oltre alla febbre, un esantema (macchie sulla pelle) o gonfiore delle ghiandole salivari e linfonodali. È estremamente rara la comparsa di reazioni più gravi come convulsioni febbrili.
Il virus varicella-zoster può causare afte orali come conseguenza di riattivazioni; il vaccino, essendo un vaccino vivo attenuato, induce immunità stimolando una risposta che riduce il rischio di infezione primaria e di riattivazioni sintomatiche. Poiché il virus VZV e alcuni herpesvirus (come HSV) condividono caratteristiche di latenza nei gangli nervosi, la prevenzione della varicella attraverso la vaccinazione riduce la circolazione del VZV e quindi indirettamente la possibilità di primoinfezione e di successive riattivazioni correlate al VZV.
È importante distinguere le lesioni orali causate da HSV da quelle causate da VZV: l’HSV tende a provocare labbra e mucosa orale con vescicole localizzate e recidive nello stesso distretto, mentre il VZV spesso dà luogo a lesioni distribuite lungo un dermatomero e può provocare numerose afte su un lato della bocca in caso di riattivazione. L’uso di vaccini vivi attenuati è raccomandato nella popolazione infantile per prevenire la malattia primaria e le sue complicanze; la riduzione della circolazione virale nella popolazione contribuisce anche alla diminuzione del rischio di esposizione di soggetti vulnerabili.
Il vaccino è controindicato in gravidanza. Le reazioni indesiderate più frequenti sono locali. In alcuni casi possono manifestarsi lievi sintomi simili alla malattia. È estremamente rara la comparsa di reazioni più gravi come convulsioni febbrili. Per i soggetti immunodepressi o con immunodeficienze congenite o acquisite la decisione vaccinale richiede valutazione specialistica: in generale i vaccini vivi attenuati sono controindicati in persone fortemente immunocompromesse. L’infezione da virus erpetici può essere più severa nelle persone con sistema immunitario indebolito (ad esempio quelle con infezione da HIV).
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Non tutte le afte orali richiedono l’attenzione immediata di un medico. Le persone che rilevano segnali d’allarme come febbre, vesciche cutanee, infiammazione degli occhi, o qualsiasi ulcera in persone con un sistema immunitario indebolito devono immediatamente consultare un medico. Le persone che non presentano segnali d’allarme, ma hanno molto dolore, senso di malessere generale e/o difficoltà a mangiare devono rivolgersi a un medico entro alcuni giorni. Qualsiasi lesione che persista per 10 o più giorni deve essere esaminata da un dentista o da un medico per accertarsi che non sia maligna o precancerosa.
Il medico inizia ponendo al paziente domande sui sintomi e sull'anamnesi. Esegue quindi un esame obiettivo. La bocca viene ispezionata prestando attenzione all’ubicazione e alla natura delle lesioni. Viene controllata l’eventuale presenza di lesioni, vesciche o arrossamenti alla cute, agli occhi e ai genitali. I risultati dell’anamnesi e dell’esame obiettivo spesso consentono di suggerire la causa delle afte orali e gli eventuali esami da effettuare.
A volte vengono eseguite colture virali e batteriche e diversi esami del sangue in caso di episodi ricorrenti. Potrebbe essere eseguita una biopsia di lesioni persistenti senza ovvia causa apparente. In assenza di segnali d’allarme e in caso di unico episodio transitorio, potrebbero non essere necessari accertamenti strumentali.
I medici possono trattarne la causa, se nota. Per esempio, per curare le infezioni batteriche vengono somministrati antibiotici. Si consiglia di evitare qualsiasi sostanza o farmaco che possa causare afte orali. Anche il frequente e delicato spazzolamento dei denti con uno spazzolino morbido e sciacqui con acqua e sale possono prevenire l’infezione delle lesioni. Il dolore può essere alleviato evitando i cibi acidi o molto salati e qualsiasi altra sostanza irritante.
I trattamenti topici per le afte orali includono anestetici, rivestimenti protettivi e corticosteroidi. Un anestetico come la diclonina o la lidocaina può essere usato come collutorio; la lidocaina viscosa può essere pennellata direttamente sull’afta. Rivestimenti protettivi contenenti sucralfato e antiacidi a base di alluminio e magnesio possono alleviare il fastidio. Una volta accertato che la lesione non è insorta in seguito a infezione, potrebbe essere prescritto un collutorio o gel a base di corticosteroidi. Alcune afte orali possono essere trattate con il laser a bassa frequenza, che elimina immediatamente il dolore e spesso ne previene la ricorrenza. Anche bruciare chimicamente la lesione con un bastoncino rivestito di nitrato d’argento può alleviare il dolore ma non efficacemente quanto un laser.
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La vaccinazione universale contro la varicella per i nuovi nati e la somministrazione di due dosi hanno ridotto la circolazione del virus varicella-zoster e le sue complicanze. La vaccinazione contribuisce a prevenire la malattia primaria e quindi indirettamente alcune manifestazioni orali legate al VZV. Tuttavia, per le lesioni causate da HSV (gengivostomatite erpetica) la prevenzione si basa soprattutto su misure igieniche, evitare il contatto con lesioni attive e, nei casi ricorrenti o severi, sull’uso di farmaci antivirali sotto controllo medico.
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