criteri successo implantare Anniballi: evoluzione, criteri e prove cliniche

I protocolli di Brånemark sull’osteointegrazione basavano i propri obiettivi sulla funzionalizzazione della fixture in una condizione di edentulia, parziale o totale. Da allora però i miglioramenti nelle conoscenze, nei materiali e nei presidi biomedici hanno subito una sostanziale evoluzione. A quello che in un primo tempo era considerato un traguardo primario, cioè il conseguimento di una anchilosi funzionale dell’impianto che garantiva una prognosi favorevole, si sono aggiunte le necessità di guarigione e di stabilità nel tempo dei tessuti molli e l'aumento delle pretese estetiche. La presa di coscienza dell’importanza di rispettare l’ampiezza biologica nella fase iniziale e di mantenere nel tempo il trofismo dei tessuti, che costituiscono il collare transmucoso, ha incoraggiato la ricerca anche nel campo dei biomateriali. Ciò ha determinato un sostanziale progresso del concetto di biocompatibilità per quanto riguarda sia la fixture che le sue connessioni. L'implantologia si è quindi evoluta grazie a innovative soluzioni protesiche riguardanti le emergenze delle fixture e le progettazioni odontotecniche. L’applicazione di questi principi ha consentito di ridefinire l’iniziale principio di osteointegrazione rendendolo più ampio e articolato, grazie ad una migliore conoscenza delle basi biologiche.

Nella riabilitazione protesica supportata da impianti dentali, riveste un ruolo di primaria importanza la gestione e la rifinitura dei provvisori, infatti quando queste è ben realizzato permette di ottenere un corretto condizionamento dei tessuti, che viene in seguito mantenuto con l’applicazione del manufatto definitivo. L'animazione mostra le fasi di preparazione del sito implantare e quelle immediatamente successive all'inserimento della fixture. Video updated on Youtube by SIC invent

fasi preparazione sito implantare

Nella valutazione del risultato finale possiamo distinguere il successo immediato, inteso come gratificazione medico-paziente a fine cura, dal successo mantenuto a lungo termine, da osservare negli anni con attenti controlli di follow-up. Clinicamente il raggiungimento del successo implantare dipende dal mantenimento dell’osteointegrazione, garantito da forma e superficie degli impianti, tecnica chirurgica e gestione dei rapporti tra fixture e tessuti parodontali. Protesicamente gli aspetti da considerare sono lo studio, la conoscenza e il rispetto delle metodiche cliniche e di laboratorio. Per verificare il successo dell’integrazione si deve valutare il livello osseo crestale mediante radiografie endorali e, quando possibile, eseguire un test di mobilità del singolo impianto e controllare che l'impianto dentale risponda a tutti i criteri di Albrektsson. Quando questi parametri risultano non corretti si parla di impianto in sopravvivenza. Il mantenimento nel tempo del successo iniziale rappresenta il vero valore aggiunto della riabilitazione implantoprotesica. In questa fase ricopre un ruolo fondamentale l’igienista dentale, per ciò che riguarda sia la motivazione sia l’istruzione al paziente delle corrette procedure di igiene orale.

Fonti: Riabilitazioni implantoprotesiche e chirurgia minimamente invasiva Autore: Enrico Gherlone Acquistabile qui - «Dottore, ho perso un dente. L’impianto dentale è costituito da una vite in titanio posizionata nell’osso; essa funge da radice artificiale di una protesi dentaria. Gli interventi più semplici vengono condotti in anestesia locale. La sedazione cosciente si applica nei casi più complessi o in pazienti con necessità particolari. In seguito al posizionamento dell’impianto, l’osso guarisce diventando un tutt’uno con esso: ciò ne permette l’utilizzo. Il titanio è un materiale assolutamente biocompatibile e non può “fare rigetto”.

Il tasso di successo degli impianti dentali è di circa 95-98% in un periodo di 5 anni, con fattori quali la lunghezza dell'impianto, il diametro e la salute del paziente che influenzano i risultati. L'età e la salute generale del paziente sono un fattore importante per il successo degli impianti dentali. Qualità delle ossa: Un buon osso è essenziale per la stabilità e la longevità dell'impianto. Design: Il design dell'impianto, la lunghezza e il diametro, influiscono sul successo. Precisione chirurgica: Il posizionamento preciso dell'impianto è fondamentale per evitare danni a nervi e vasi sanguigni.

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Qual è il tasso di successo degli impianti dentali? Gli impianti endostali sono il tipo più comune, realizzato in titanio, con alta stabilità e adatto a densità ossea adeguata. Gli impianti subperiostei sono posizionati sopra l’osso e sotto il tessuto gengivale, indicati in pazienti con densità ossea insufficiente. Gli impianti immediati riducono interventi e tempi di trattamento e possono preservare architettura di osso e tessuti molli. Il costo varia notevolmente, da 500 a 2.000 euro per impianto, a seconda del contesto. I controlli regolari sono essenziali per il successo a lungo termine.

animazione fase preparazione sito implantare

I fattori che influenzano il successo includono fumo, diabete non controllato, osteoporosi grave trattata con bifosfonati, igiene orale scarsa e qualità/quantità di osso disponibile. L’osteointegrazione è un processo complesso che può essere compromesso da complicanze biologiche o meccaniche; la peri-implantite è una reazione infiammatoria associata a perdita di osso di supporto. La classificazione e la gestione della peri-implantite richiedono attenzione etologica e follow-up prolungati. Per mantenere il rimodellamento osseo marginale fisiologico al minimo, occorre comprendere le interazioni tra connessione impianto-abutment, biomateriali e carico protesico, oltre a selezionare correttamente i protocolli chirurgici e protesici.

  1. Tassi di sopravvivenza e di successo a 5 anni in studi prospettici indicano alta stabilità degli impianti; esiti protesici relativamente bassi in termini di complicazioni.
  2. La differenziazione tra successo immediato e successo mantenuto a lungo termine richiede follow-up accurati e misure radiografiche di cresta ossea.
  3. La gestione dei tessuti molli e la rifinitura dei provvisori incidono sul condizionamento dei tessuti e sulla prognosi protesica.

Si possono considerare tre grandi gruppi di elementi che definiscono un esito implantare positivo: biologici (osteointegrazione e salute parodontale), meccanici (stabilità primaria/secondaria, forza di inserzione, ISQ) e protesici (corrette metodiche di laboratorio e applicazione di protesi definitive). Nell’analisi dei dati emerge che la perdita ossea marginale (MBL) aumenta in smoker e in biotipo gengivale sottile, evidenziando l’importanza della valutazione individuale prima dell’intervento. I protocolli di carico immediato risultano vantaggiosi per tempi di trattamento ridotti e per l’accettazione da parte del paziente, purché basati su una stabilità primaria adeguata (≥35 Ncm) e su una selezione accurata dei casi.

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