
Nell'attuale panorama competitivo, l'efficienza e l'efficacia di uno studio dentistico dipendono significativamente dalla qualità e dalla gestione del suo capitale umano. Al termine degli studi, l’ingresso nel mondo del lavoro per un giovane neolaureato in odontoiatria può essere oggi piuttosto complicato. L'alto entusiasmo nel poter iniziare a lavorare, nel poter finalmente curare i pazienti, nel poter iniziare a ripagare gli studi sostenuti, si mescola spesso al timore di non trovare occupazione, specialmente in coloro che non hanno genitori o familiari dentisti.
La necessità di un reparto HR specializzato emerge dalla richiesta di un adattamento agile e continuo alle mutevoli esigenze del mercato e delle normative del settore odontoiatrico. Un ufficio HR permette non solo l'integrazione del personale ma anche la diffusione e il mantenimento di una cultura aziendale forte e coesa. Un ufficio risorse umane non è più un optional ma un elemento fondamentale per gli studi dentistici che puntano all'eccellenza.
Si chiama progetto FIXO ed è stato attivato da ANDI grazie ad un accordo sottoscritto circa un anno fa con Italia Lavoro. Con il recente supporto dell'Università il progetto si è completato ed è diventato pienamente operativo e sta cominciando ad attrarre dentisti e neo laureati. Per capire le opportunità per gli studi odontoiatrici e i neo laureati ne abbiamo parlato con il Segretario Culturale ANDI Carlo Ghirlanda che ha seguito fin dalle prime fasi la nascita del Progetto.
Dott. Ghirlanda, perchè è nato il progetto FIXO? Perchè l'epoca media di ingresso al lavoro in modo compiuto per un'odontoiatra è a circa 30 anni, e tale dato evidenzia le grandi difficoltà per il giovane neolaureato in odontoiatria nel trovare oggi una collocazione professionale ed economica adeguata a livello di conoscenze e di formazione conseguito. Nell'agenda di ANDI il problema del lavoro per i neolaureati in odontoiatria è da tempo fra i temi di intervento prioritari: su tale versante abbiamo ricercato progetti in grado di sostenere attivamente la possibilità di inclusione dei neolaureati nel mondo del lavoro e ciò ci ha portato a prendere contatto con Italia Lavoro, che è un ente totalmente partecipato dal MEF e che opera per conto del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro e dell'occupazione.
Si tratta della possibilità per un datore di lavoro socio ANDI di poter assumere un giovane laureato in odontoiatria entro i 29 anni di età con un contratto di apprendistato definito "di alta formazione e ricerca" che ha durata minima annuale e massima triennale, e non prevede obbligo di assunzione al suo termine. Il datore di lavoro che assume riceve da Italia Lavoro un bonus occupazionale una tantum pari a 6.000 o 4.000 euro, in base al fatto che il contratto preveda un'occupazione full o part time. A questo beneficio si deve aggiungere quanto previsto nelle agevolazioni contributive per l'apprendistato previsto nella legge di stabilità fino al 31 dicembre 2016.
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Chi può aderire? Tutti i giovani laureati in odontoiatra che frequentino corsi master universitari di I e II livello, corsi di perfezionamento, o che risultino inclusi in disegni di studio validati da un tavolo tecnico al quale prendono parte. Come fanno i giovani laureati ad aderire? Ed i dentisti per dare la disponibilità per ospitare i colleghi? Devono contattare la sede ANDI di riferimento e comunicare il loro interesse al progetto.
Quali sono i vantaggi per i dentisti che ospiteranno i giovani colleghi? Al di là degli incentivi economici per l'assunzione già descritti il progetto prevede che siano interessati alla ospitalità quei dentisti vicini alla età del ritiro dalla piena attività professionale che abbiano la volontà di trasferire le loro conoscenze ed esperienze a giovani colleghi che possano nel tempo con loro associarsi e infine sostituirli, in parte o del tutto, nelle attività cliniche e nella titolarietà dello studio. Nella staffetta generazionale che si determina il giovane collega avvierà il suo percorso lavorativo con più rapidità ed efficacia, e chi si ritira potrà farlo ricevendone un riconoscimento.
Nicola Pavan propone un percorso formativo per i membri dello staff, ad esempio segretarie o assistenti, per assumere ruoli HR, equipaggiandoli con le conoscenze e gli strumenti necessari per gestire efficacemente le risorse umane dello studio. Il servizio offerto non si limita a un intervento iniziale, ma comprende un'assistenza costante, fornendo un supporto strategico e operativo nelle fasi di reclutamento, onboarding e sviluppo del personale. Nicola Pavan offre il suo bagaglio di esperienze per rendere questa transizione non solo possibile ma vantaggiosa.
Abbiamo descritto molte volte il fenomeno tutto italiano della Consulenza in odontoiatria e in ortodonzia su questo Blog, ora è tempo di parlare della anche della Società di Consulenza. Un recente articolo riassume tutto quello che si poteva dire anche sulla figura del Consulente e di come si sia fatto strada, tra necessità e virtù, nel panorama professionale (soprattutto quello ortodontico) dei nostri Studi. L’articolo terminava con uno sguardo al futuro e con l’ipotesi che il Consulente potesse strutturare la propria attività in modo più solido ed efficace attraverso la costituzione di una Società di Consulenza, sul modello di quanto sta accadendo con gli Studi dentistici dove solitamente presta la propria opera professionale.
Se migliaia di studi in Italia si stanno convertendo alla formula della Srl odontoiatrica e se questa formula, come più volte descritto, è in grado di portare una lunga serie di vantaggi, allora ci domandiamo: perchè non considerare questa opzione anche per la Consulenza? In che modo ciò sarebbe possibile? Quali benefici potrebbe portare al professionista? Questo tema è oggetto dell’articolo che state leggendo.
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Una Società di Consulenza odontoiatrica è un soggetto giuridico che opera sul mercato offrendo servizi di consulenza agli studi dentistici o ad altre società (come la Srl Odontoiatrica) inerenti l’odontoiatria e che, per il tramite di professionisti abilitati, eroga prestazioni nelle varie discipline dell’odontoiatria: ortodonzia, endodonzia, chirurgia orale, implantologia, ecc. Possiamo affermare che la Società di Consulenza è una sottospecie della Srl Odontoiatrica, nella quale sono del tutto assenti le implicazioni autorizzative e gestionali tipiche di chi possiede una propria sede operativa (non è infatti necessario ottenere una autorizzazione sanitaria all’esercizio né nominare un Direttore Sanitario).
In ambito sanitario la Società di Consulenza è comparsa in ritardo rispetto ad altri settori. In ambito informatico, legale, ingegneristico, tanto per fare alcuni esempi, le cosiddette “consulting companies” sono operative e diffuse da decenni anche nel nostro Paese. Il presupposto giuridico che fa da fondamento alle Società di Consulenza, indipendentemente dal mercato di riferimento, è rappresentato dal cosiddetto Contratto di Appalto (o più comunemente Contratto di consulenza), cristallizzato negli artt. 1453, 1455, 1655-1669, 2222 del c.c.
Concentrandoci al massimo sulle questioni microeconomiche della Consulenza possiamo individuare alcuni pro e contro rispetto alle attività di studio tradizionali. I pro sono certamente rappresentati da tre fattori: un basso rischio di impresa grazie alla possibilità di esercitare senza effettuare investimenti onerosi (come quelli sul personale dipendente, sull’immobile o sulle attrezzature e gli arredi); una diversificazione del rischio residuo legato alle possibili oscillazioni dei ricavi, grazie alla possibilità di operare come consulente in contesti così diversi e distanti tra loro da poter compensare i cali di fatturato in uno studio con l’aumento di altri; la possibilità di concentrarsi sulle attività cliniche ovvero sulle attività produttive che generano fatturato invece di perdere tempo in adempimenti burocratici ed organizzativi che rappresentano, al contrario, un costo.
I contro sono invece rappresentati da questi elementi: la precarietà del rapporto di lavoro, come è normale che sia tra un soggetto che offre una consulenza ed un altro che acquista il servizio solo se e quando questo sia necessario/conveniente; la debolezza contrattuale ovvero una condizione di partenza che vede tra i due contraenti un soggetto più forte (il Titolare di Studio o della Clinica) ed uno più debole (il Consulente appunto); nessuna capitalizzazione di valore per il futuro; redditività molto alta a parità di fatturato e, conseguentemente, alta imposizione fiscale.
L’ingresso di un Consulente all’interno di uno Studio non comporta solo l’esecuzione di una prestazione odontoiatrica: questa è solo l’epifenomeno di un apporto molto più prezioso. In un mix variabile composto da: maggiori competenze cliniche, ampliamento delle prestazioni offerte, valore della diversità tecnica e morale, estensione del fenomeno di fidelizzazione ed importazione di protocolli di lavoro, il contributo del Consulente sortisce un risultato che sul medio lungo periodo si esprime sia come valore economico che come valore intangibile. In buona sostanza, un Consulente di qualità contribuisce alla creazione di valore all’interno dello Studio Ospite in misura proporzionale al tempo che impiega dentro quello studio.
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Di contro, scontando la precarietà e la debolezza sopra descritte, alla eventuale cessazione del rapporto di lavoro, tale valore costruito rimarrà completamente all’interno dello studio andando a costituire uno dei tanti asset di valore di quello studio. I Consulenti più esperti hanno oramai abbandonato l’illusione che una consulenza di qualità possa portare benefici di lungo periodo al Consulente se non quelli economici immediati.
Una società di consulenza invece costruisce i propri assets materiali ed immateriali al proprio interno, prima ancora di concederli ai terzi. L’immagine con cui una società immette sul mercato i propri servizi (anche quelli di consulenza) è la propria e non si nutre solo della luce riflessa dello studio ospite. Una società di consulenza possiede propri beni, personale, una sede e delle proprie attrezzature se lo desidera (con i relativi benefici fiscali che vedremo dopo). Possiede anche il proprio portafogli clienti (i colleghi dotati di Studio proprio) e tutto il potenziale per diversificare su più soggetti l’attività di consulenza.
Quando la vita lavorativa del Consulente volge al termine, la Società di Consulenza consente tutte le operazioni tipiche delle società senza subire le interruzioni proprie delle attività personali e individuali: passaggio generazionale, cessione di parte delle quote societarie o dell'intera società, prosecuzione dell'attività con consulenti diversi da quelli che l'hanno costituita, oltre a tutte le attività tipiche delle società di servizi e diverse dalla Consulenza in senso stretto. Una società che abbia accumulato utili di esercizio per dieci o venti anni, per esempio, potrebbe rilasciare tali utili gradualmente ai soci (o al socio unico) rappresentando una forma di liquidazione diluita nel tempo o una sorta di previdenza complementare a tassazione contenuta ed a capitale garantito.
L'ingresso di una società di consulenza nell'asse ereditario, peraltro, non perde il proprio valore neppure se gli eredi svolgono una attività completamente diversa da quella del Consulente fondatore (che era un dentista!). Ovviamente per comprendere il valore di una società di consulenza rispetto all'attività di consulenza professionale è necessaria lungimiranza ed un orizzonte temporale sufficiente a costruirlo.
La Società di Consulenza per abbattere la redditività: Il Consulente infatti, non dovendo sostenere costi di gestione dello studio (i cosiddetti costi fissi) e condividendo (quasi sempre) i costi variabili con lo studio ospite, trasforma quasi tutti i propri ricavi in reddito imponibile e si vede letteralmente dimezzare i guadagni ad opera dell'Irpef. I vantaggi fiscali di una società rispetto al professionista, a parità di ogni altro parametro, sono sinteticamente riassunti in un articolo precedente, al quale si rimanda per approfondimenti.
Sul piano fiscale c’è però anche una nota dolente e riguarda l’IRAP. E’ facile immaginare che la stragrande maggioranza dei Consulenti operi in regime di esenzione dell’Irap, dal momento che per loro è assai facile dimostrare che non ricorrano i requisiti organizzativi e strutturali dell’impresa vera e propria. Il passaggio verso una Società di Consulenza, viceversa, li porrebbe in una condizione diametralmente opposta. Difficile pensare che l’Irap non sia applicabile ad una Srl commerciale, indipendentemente dal livello organizzativo o strumentale presente al suo interno.
Il rientro nel regime forfettario: Come noto a partire dal 1 gennaio 2019 è accessibile il regime forfettario (imposta al 15%) per tutti i dentisti che, tra le altre condizioni richieste, non superino i 65.000 € di ricavi. Ora, tutti i Consulenti che hanno ricavi inferiori ai limiti predetti potranno facilmente rientrare in uno dei due regimi agevolati (in assenza di altre condizioni ostative).
La Società di Consulenza possiede un vantaggio importante anche rispetto alla sua madrina più consolidata, la Srl Odontoiatrica. Dal momento che il Consulente non svolge l’attività professionale in una struttura propria, ma è ospite presso altri, la sua eventuale società di consulenza non necessita di alcun iter burocratico autorizzativo per poter operare, così come non richiede la nomina di un Direttore Sanitario che sia responsabile della struttura stessa. Il Consulente che operi individualmente oppure attraverso una Società di Consulenza dovrà solo verificare preliminarmente che le strutture o gli studi presso i quali esegue le prestazioni abbiano provveduto alle richieste di legge. Per questo motivo tale previsione è inserita nel contratto di consulenza proposto su questo blog.
Questo significa, in termini pratici, che l’apertura di una Società di Consulenza in forma di Srl può essere portata a termine in pochissimi giorni ed essere immediatamente operativa. Sarà altresì importante la presenza di contratti privati sulla base dei quali venga normata l’attività di consulenza svolta da parte della società presso gli studi dei colleghi.
Il Cenacolo Odontostomatologico Milanese ha messo a punto programmi culturali con percorsi formativi e quote agevolate per studenti e under 35. Il Cenacolo Milanese, società di cui orgogliosamente sono presidente, ha sempre rivolto un’attenzione particolare ai più giovani, occupandosi di formazione e cercando di “guidarli” nelle loro prime esperienze lavorative, con corsi ed eventi a prezzi agevolati. CORSI 2018 DEL CENACOLO MILANESE: QUOTE AGEVOLATE PER STUDENTI E UNDER 35. Tra i prossimi appuntamenti in programma, mercoledì 30 maggio in un evento serale Luca Tacchini parlerà delle strategie per ottenere qualità e ottimizzare i tempi nei restauri diretti e indiretti, anteriori e posteriori. Venerdì 8 giugno Vincent Rossi, Giacomo Santoro e Fulvio Gatti faranno invece il punto sulle attuali applicazioni della chirurgia mucogengivale su denti naturali e impianti.
In non pochi atenei italiani esiste una difficoltà nel garantire un adeguato training su paziente durante il percorso universitario. Presso il nostro ateneo, nello specifico l’unità diretta dal professor Antonio Carrassi, dal quarto anno fino al momento della laurea gli studenti “lavorano” nei vari reparti specialistici, spaziando dalla conservativa alla chirurgia orale, fino alla protesi, organizzati in turni con frequenza di tre-quattro giorni per settimana. Il giovane odontoiatra è preparato, digitale, motivato.
Spesso non è il desiderio di “cambiare” a muovere questi professionisti - né da parte loro né da parte dei titolari di studio. Per questo è fondamentale costruire modelli di lavoro evoluti, capaci di unire competenza clinica, visione imprenditoriale e umanità organizzativa. Ridurre la propria operatività non è solo una scelta personale: è anche un messaggio, e il rischio è che venga frainteso. In realtà, rallentare non significa necessariamente arretrare. Chi ha già individuato un potenziale subentrante, sa che la fase più delicata è quella della transizione, dove bisogna trasmettere il know-how senza ostacolare l’innovazione. In entrambi i casi, è essenziale avere un set di dati strutturato: numeri reali su fatturato, prestazioni, costi, pazienti attivi.
Il percorso è solitamente snello e mirato: in media 3-5 incontri da remoto, eventualmente estendibili a 6-7 nei casi più complessi. Si costruisce. Insieme. Una società di consulenza, infine, può rappresentare per il giovane odontoiatra non solo un'opportunità di ingresso nel mercato del lavoro, ma anche una strada per crescere professionalmente, capitalizzare competenze e partecipare a una organizzazione che ha valore trasferibile nel tempo.
| Elemento | Vantaggi per il giovane | Vantaggi per il titolare |
|---|---|---|
| Progetto FIXO | Apprendistato alta formazione, incentivi economici | Bonus occupazionale, ricambio generazionale |
| Società di Consulenza | Capacità di capitalizzare valore, portafoglio clienti | Accesso a consulenti strutturati, servizi esterni |
| Consulente individuale | Flessibilità, minori investimenti iniziali | Accesso a competenze esterne a richiesta |
Se vuoi sapere qualcosa di più ti lascio qui il bottone per chiedere una consulenza. Se vuoi scoprire i vantaggi di una gestione dello studio dentistico in forma societaria, iscriviti anche tu al prossimo evento. Ti aspettiamo!
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