
Montagna splendida che appare come una piramide con quattro creste di roccia e neve.
La Dent Blanche è formata da quattro creste disposte quasi esattamente come le quattro direzioni cardinali.
Quattro sono i punti di appoggio per la scalata alla Dent Blanche.
A sud è la cabane de la Dent Blanche (o cabane Rossier) 3507 m.
E’ raggiungibile dalla Val d’Hérens attraverso il Glacier de la Manzette: è punto di partenza per la via normale (cresta sud, detta anche cresta Wandfluh).
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A nord è il bivacco sul Col de la Dent Blanche 3540 m: si raggiunge da Ferpècle ed è punto di partenza per la salita della cresta nord-nord-ovest.
A nord-ovest è la cabane du Grand Mountet 2886 m: è raggiungibile da Zinal ed è punto di partenza per le ascensioni alla cresta est-nord-est (des Quatre Ânes) e alla parete nord-nord-est.
La Dent Blanche in effetti è bianca solo in inverno.
La prima ascensione fu appannaggio degli inglesi William Wigram e Thomas Stuart Kennedy, accompagnati dalle guide Jean-Baptiste Croz e Johann Kronig, 18 luglio 1862.
Si narra che il nome “Dent Blanche” derivi dall’errore di un monaco che aveva il compito di redigere una mappa della regione.
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Quella che avrebbe dovuto chiamarsi “Dent Blanche” era in realtà l’attuale Dent d’Hérens, il cui versante settentrionale è sempre coperto di neve e ghiaccio, dunque più “bianca”.
Nel 1682, Antoni Lambien collocò il Weisszahnhorn (“dente bianco”) a ovest del Cervino.
Nel 1820 divenne il “Dente Bianco”: la confusione terminò intorno al 1850, con l’attribuzione dei nomi attuali.
La salita è breve ma molto impegnativa, non ci sono infatti né corde fisse, né seggiovie che facilitano l’ascesa.
La via normale è descritta in rosso in confronto alle altre creste, con la parte nord-ovest e altre diramazioni ben distinte.
In effetti la Dent Blanche è una piramide quasi perfetta di gneiss d’Arolla che si erge a 4357 m nelle Alpi del Canton Vallese.
Si scorge già dalla piana del Rodano e, vista da Bertol, la Dent Blanche è stata descritta come una “mostruosa civetta”.
In pianta, la Dent Blanche ha la forma di una croce: una lunga cresta a sud, una breve cresta a nord e, perpendicolari a questo asse principale, le due traversali di Ferpècle e Mountet (Quatre Ânes).
Le quattro potenti creste sono in crescendo di difficoltà nel seguente ordine: cresta sud, Arête des Quatre Ânes, Arête de Ferpècle.
A nord-nord-ovest la cresta è più aspra, più ripida e pone difficoltà ben più serie di tutte le altre creste della Dent Blanche.
La parete nord-nord-est della Dent Blanche è tra le creste di Quatre Ânes e nord-nord-ovest, e presenta un percorso di grande atmosfera alpinistica.
L’Arête de Ferpècle (cresta ovest) presenta un pilastro alto 825 m che unisce senza interruzioni il ghiacciaio alla vetta.
All’alba, la cresta di Ferpècle si può attaccare in due modi; gli scalatori qualificati inizieranno dal salto inferiore; chi non cerca di proposito le difficoltà, aggirerà questo primo bastione.
L’itinerario dell’arrampicata, totalmente su roccia, ha veramente qualcosa d’irreale, in un mondo di ghiaccio e di neve.
La cresta nord-nord-ovest è nettamente più aspra, più ripida e pone difficoltà ben più serie di tutte le altre creste della Dent Blanche.
La traversata è poco agevole, avviene su placche sovente ricoperte di neve o ghiaccio.
La Directe André Georges è una via diretta sulla cresta nord-nord-ovest che presenta un dislivello significativo e richiede condizioni eccellenti.
La prima ascensione della cresta nord-nord-ovest è stata effettuata nel 1926 in discesa e nel 1928 in salita.
La parete nord-nord-est è una delle pareti nord delle Alpi più difficili, con notevole imponenza e bellezza.
La parete nord-nord-est fu salita in diretta dal gruppo di C.A.R. con vari bivacchi, e furono introdotte varianti e discesa diretta in anni successivi.
La prima ascensione della parete nord-nord-est fu operata tra il 28 e 29 febbraio 1968 in via direttissima.
La via normale permette di salire lungo la cresta sud, ma non è una salita semplice: è spesso descritta come una via di grande bellezza e difficoltà, priva di corde fisse tipiche di Cervino.
La cartografia CAS del 1869 mostra talvolta confusioni tra i nomi Dent Blanche e Dent Bouquetin, spiegate con la presenza di due catene vicine.
Il Gran Gendarme è una spalla rocciosa chiave che conduce lungo la cresta sud verso la vetta, con ghiaccio e roccia che richiedono attenzione.
La discesa è generalmente più lunga della salita, con numerose doppie e presenza di chiodi e corde fisse in alcune tratte.
Per la salita della cresta est-nord-est (quattro asini) si calcolano tempi di percorrenza variabili, a seconda delle condizioni e della cordata.
La salita verso la vetta è spesso suddivisa in due parti: prima parte relativamente facile sino al Gran Gendarme, seconda parte molto impegnativa sulla cresta rocciosa e a tratti aerea.
La presenza di ghiaccio e neve in certi periodi dell’anno può rendere l’ascensione particolarmente difficile, richiedendo equipaggiamento adeguato e condizioni ottimali.
La Dent Blanche, a cui è dedicato anche un numero di Meridiani Montagne, è una delle vette più estetiche del Canton Vallese e una delle vette più ambite dell’arco alpino.
La definizione di “normale” per un itinerario è spesso sinonimo di facile, ma non per questa montagna: l’itinerario è bello ma impegnativo e richiede attenzione costante.
La prima ascensione registrata di questa cresta fu portata a termine da una cordata inglese guidata da Croz e Kronig.
Piccoli gendarmi e placche possono costituire problemi talvolta delicati; la salita inizia spesso con ghiaccio o neve che ricoprono la roccia all’inizio stagione.
La cresta nord-nord-ovest ha una storia alpinistica ricca di tentativi, dislivelli impegnativi e traversate complesse, con numerosi bivacchi e chiodature.
La salita dell’Arête des Quatre Ânes è spesso più difficile della via normale e richiede alpinisti completi e in ottima forma fisica, poiché la lunga marcia di avvicinamento è notturna in partenza.
In apertura della traversata si apprezzano piccoli gendarmi, placche e cengie che richiedono buona tecnica e decisione.
La Dent Blanche è una delle vette più spettacolari del Vallese Svizzero: non distante dal Cervino, questa vetta gode sicuramente di meno popolarità rispetto all’illustre vicino.
La salita lungo la cresta può essere divisa in due parti: abbastanza facile sino al Gran Gendarme, decisamente più impegnativa nella seconda metà.
Il percorso è seguito da rifugi e bivacchi, offrendo una rete di appoggi per l’ascensione e per le traversate tra le creste.
All’inizio della salita, si parte lungo il comodo sentiero per il rifugio Rossier o Cabane de la Dent Blanche (3.501 m), con colazione alle 4:30 e partenza.
Il percorso è subito impegnativo, perché si risale la ripida costola rocciosa dietro il rifugio, per poi proseguire su neve e roccia fino all’imponente Gran Gendarme.
Con passaggi spesso aerei di III e IV su ottima roccia si raggiunge la parte di misto finale; qui, con immensa soddisfazione, si conquista la vetta del Dent Blanche.
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