
L’implantologia dentale è una branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti o compromessi attraverso l’utilizzo di impianti dentali. Un impianto dentale è una radice artificiale che sostituisce quella del dente mancante. Viene inserito nell’osso e serve come base stabile su cui fissare il nuovo dente. La riabilitazione di un elemento dentario su impianto è composta da tre parti principali: la vite endossea, inserita nell’osso, funge da radice del dente; l’abutment collega la vite alla protesi; la protesi sostituisce il dente visibile.
Per inserire un impianto occorre una vera e propria operazione chirurgica. Questo tipo di intervento si svolge in anestesia locale. L'installazione di un impianto dentale è un intervento chirurgico a tutti gli effetti, che prevede generalmente l'anestesia locale e una modesta sedazione. In circostanze particolarmente gravi, potrebbe rendere necessario il ricorso a un'anestesia ben più potente e sedativa: l'anestesia generale. La procedura d'installazione di un impianto dentale comincia con l'accomodamento del paziente su un'apposita poltrona dentistica o su un lettino operatorio e con la successiva anestesia locale (nella maggior parte dei casi). L'inserimento della vite endossea nel foro appena creato è il momento più delicato dell'intera procedura.
Se gestito nella maniera adeguata, un impianto dentale ben installato può durare tranquillamente 10-15 anni. Se gli impianti sono messi in modo corretto, dopo 10 anni hanno una percentuale di sopravvivenza di oltre il 95 per cento! Con la scomparsa degli effetti dell'anestesia, il paziente potrebbe cominciare ad avvertire dolore alla bocca. Le tipiche sensazioni che le persone sottoposte ad anestesia generale sperimentano nelle 24 ore successive all'intervento sono: senso di stordimento e/o confusione, scarsa recettività agli stimoli, nausea e vomito.
Cos'è l'osteointegrazione? La biocompatibilità del titanio garantisce una connessione stabile e duratura con l'osso attraverso un processo chiamato osteointegrazione. Questo processo richiede dai 3 ai 6 mesi, a seconda dell'arcata in cui viene posizionato l'impianto e delle condizioni specifiche del paziente. Secondo dentisti ed esperti nel campo delle protesi dentarie, il materiale d'elezione per la realizzazione di un impianto dentale è il titanio nella sua forma pura. Come il titanio puro, anche la zirconia gode di una buona resistenza meccanica e di una più che soddisfacente biocompatibilità. Ad esempio è possibile utilizzare impianti fatti di titanio, materiale che non provoca reazioni da corpo estraneo e si integra perfettamente all’osso. La Straumann ad esempio ha brevettato nuovi impianti costruiti con una lega di titanio e zirconio.
Inoltre sia Straumann e Nobel Biocare, due marchi di impianti molto conosciuti, forniscono una certificazione di originalità dei propri prodotti. Sul mercato sono presenti diverse case produttrici, alcune più attente di altre alla ricerca e all’uso di materiali d’avanguardia nella costruzione degli impianti dentali.
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La quantità e la qualità dell’osso disponibile influenzano la fattibilità dell’impianto. Quantità di osso: se lo spessore dell’osso della mascella o della mandibola non è sufficiente a sostenere un impianto sarà necessario effettuare dei trattamenti di rigenerazione ossea come l’innesto osseo o l’espansione, il rialzo del seno mascellare. Spessore osseo: qualora l’osso di mascella o mandibola non risulti adeguatamente spesso per supportare un impianto, potrebbe essere necessaria l’adozione di procedure di rigenerazione ossea quali innesti ossei o espansioni ossee, oltre al sollevamento del seno mascellare.
Si può fare un impianto senza osso. In questi casi è necessario ricorrere a manovre di rigenerazione ossea, come un rialzo del seno mascellare o un innesto osseo o un espansione ossea. L’implantologia a carico immediato senza osso è ideale per chi ha perso molto tessuto osseo e cerca una soluzione rapida. Questa tecnica permette di inserire impianti dentali anche con poca quantità di osso, attraverso metodi come i mini-impianti o la rigenerazione ossea guidata. Oltre agli innesti ossei è fondamentale gestire anche la gengiva attorno all’impianto nella sua dimensione e nel suo spessore.
Non tutti i pazienti sono idonei per un intervento di implantologia dentale. Il successo dell’impianto dipende dalla quantità e qualità dell’osso disponibile. I pazienti con malattie orali, come la parodontite, devono sottoporsi alle dovute terapie per curare queste condizioni prima di procedere con l’intervento di implantologia. I fumatori accaniti, invece, devono considerare la necessità di smettere o ridurre significativamente il consumo di tabacco, poiché il fumo può compromettere il processo di osteointegrazione, fondamentale per il successo dell’impianto. Anche altre condizioni di salute, come patologie cardiache, diabete grave, problemi di coagulazione e malattie autoimmuni, richiedono una valutazione attenta prima di procedere con l’intervento.
Tra le principali cause di fallimento dell'impianto dentale, si segnala la cattiva osteointegrazione della vite endossea. Fallimento dell’impianto: Se l’impianto non si osseointegra correttamente, potrebbe muoversi o addirittura cadere. In alcuni casi è necessario rimuovere vecchi impianti a causa di infezioni, che portano alla perdita di tessuto osseo. Rimozione dei vecchi impianti: la rimozione di impianti che hanno ceduto a causa di infezioni o di altri motivi aumenta i costi e la durata dell’operazione.
Quanto costa mettere un impianto dentale è una delle ricerche più frequenti per chi ha perso uno o più denti e vuole ripristinare il proprio sorriso con una soluzione efficace e duratura. Tra le domande che ci si pone rispetto a quanto costa il dentista, una delle più frequenti riguarda il prezzo di un impianto dentale. Oggetto di curiosità sono proprio i fattori che nelle ricerche on line fanno oscillare il costo medio di un impianto dentale comprensivo di corona dai 1.200 euro ai 3.000 euro per un singolo dente. E dai 4.000 euro fino a 30.000 euro per un’intera arcata.
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Al netto dei fattori appena visti, il costo di un impianto dentale singolo può oscillare tra i 1.500€ e 3.500€ nelle cliniche italiane, ma in alcuni casi può anche superare i 5.000€, soprattutto se ti rivolgi a studi privati di fascia alta. In media, il costo di un singolo impianto dentale si aggira intorno ai 1000-1600 euro. Per dare un’idea generale, il costo medio di un impianto dentale completo di corona varia tra 1.200 e 3.000 euro per un singolo dente, mentre per un’intera arcata il prezzo può oscillare tra 4.000 e 30.000 euro. Il prezzo di un impianto dentale per singolo dente può variare tra 700 e 2.000 euro, a seconda della complessità dell’operazione, mentre per l’intera arcata dentale il costo oscilla tra 8.000 e 30.000 euro.
Se desideri sostituire i denti mancanti con una soluzione stabile e duratura, ma sei alla ricerca di un trattamento con un ottimo rapporto qualità-prezzo, affidati al Dott. Paolo Francesco Orlando presso le Cliniche Dental Factor, con sedi a Firenze, Empoli e Ponsacco. Presso le Cliniche Dental Factor, il paziente può beneficiare di tecnologie di ultima generazione, come la chirurgia guidata digitalmente e la tomografia computerizzata Cone Beam (CBCT), che permettono di pianificare l’intervento con precisione, riducendo i tempi e i costi dell’operazione.
Negli ultimi anni, sempre più persone hanno iniziato a cercare opzioni di turismo dentale per risparmiare denaro sui costi degli impianti dentali. Molti pazienti cercano il risparmio sottoponendosi a interventi di implantologia in cliniche odontoiatriche estere. Nonostante l’ottimo lavoro dei colleghi stranieri, potrebbe capitare che una volta ritornati in patria si presentino problemi all’impianto. Il problema in questo caso è che il professionista a cui ci si rivolge non è lo stesso che ha inserito l’impianto. E quindi non può avere la conoscenza del caso necessaria per risolvere il tutto in modo tempestivo. Il rischio: spendere una cifra totale pari, se non superiore, a quella di un intervento di implantologia fatto in Italia.
Le spese mediche dentali e per l’implantologia sono deducibili come detrazioni fiscali in fase di denuncia dei redditi per un importo pari al 19% del loro ammontare. In Italia, il costo di un impianto dentale rientra tra le spese sanitarie detraibili, quindi puoi ottenere una detrazione fiscale del 19% sulla spesa sostenuta, a patto che il pagamento avvenga con un metodo tracciabile (bonifico, carta di credito o assegno). Per avere le detrazioni è indispensabile conservare tutte le fatture per le spese dentali e gli scontrini dei farmaci prescritti.
La buona notizia però è che ci sono ancora cliniche che credono nell’importanza della trasparenza verso i propri pazienti. In ClinicalTop, ad esempio, sugli impianti dentali fissi non ci sono costi nascosti: il prezzo finale sarà sempre riferito all’intera arcata dentale. Inoltre, la prima visita e gli esami diagnostici, compresa un’eventuale TAC, sono gratuiti. Oltre ad offrire prezzi modesti e senza costi nascosti e la detrazione fiscale del 19%, grazie alla nostra finanziaria interna offriamo anche la possibilità di pagamento a rate.
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Quando si perde un dente, non si tratta solo di una questione estetica. L’importanza dell’implantologia dentale può essere vista da diversi punti di vista: ripristina la funzionalità masticatoria, migliora la qualità della vita e previene problemi a lungo termine come il riassorbimento osseo. Se stai cercando una soluzione che non sia solo “un rimpiazzo”, l’impianto dentale è spesso l’opzione migliore.
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