
LA MALINCONICA SPENSIERATEZZA DI “ALLEGRIA DEL TEMPO CHE PASSA” È L’ULTIMO ASSAGGIO DEL NUOVO DISCO. In uscita oggi venerdì 24 marzo, è il terzo singolo di Hotel Souvenir, che sarà pubblicato il 7 aprile per INRI/Virgin Music Las. Allegria del tempo che passa è il nuovo pezzo di Dente pubblicato oggi, venerdì 24 marzo, ultimo assaggio di Hotel Souvenir, il disco in uscita venerdì 7 aprile per INRI/Virgin Music Las. Dopo La vita fino qui e Cambiare idea, il nuovo brano è una riflessione dolceamara sui mutamenti.
Individua come un abile cecchino il nemico più grande: quella stupida paura di stare bene, e si costruisce su un ritornello indelebile arricchito dal coro dei Selton. Profondamente onesto, sinceramente disilluso e a tratti ironicamente disarmante, Hotel Souvenir arriva sul palco in primavera. Dente lo presenta live il 4 maggio al Locomotiv di Bologna, l’11 maggio al Monk di Roma, il 12 maggio al Viper di Firenze, il 27 maggio a Milano per il Mi Ami e il 9 giugno all’Hiroshima Mon Amour di Torino.
ALLEGRIA DEL TEMPO CHE PASSA - Crediti: Prodotto da Federico Nardelli. Registrato tra luglio e dicembre 2022 da Federico Nardelli al NASA Studio, Milano. Assistente di studio Andrea Dal Zotto. Mixato da Ivan Antonio Rossi al 8brr.rec Studio, Milano. Masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering Studio. Arrangiamenti: Dente e Federico Nardelli. Suonato da Federico Nardelli, Dente e Enrico Gabrielli. Cori: Selton.
Allegria del tempo che passa è il nuovo pezzo di Dente, fuori venerdì 24 marzo, terzo e ultimo assaggio di Hotel Souvenir, il disco in uscita venerdì 7 aprile per INRI/Virgin Music Las. Un inno al tempo che scorre, Allegria del tempo che passa è una riflessione dolceamara sui mutamenti. Un inno al tempo che scorre, Allegria del tempo che passa è una riflessione dolceamara sui mutamenti.
Disillusione e saudade, se esistesse un modo per farsi abbracciare da questi stati d’animo avrebbe le note di questa canzone. Come se esistesse un tempo che vede la sua definizione nella distanza tra gli eventi calcolata nelle coordinate spaziotemporali quadridimensionali. Ma esiste un tempo per star bene? Perché abbiamo paura di star bene?
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In un articolo ricco di riferimenti, Dente, al secolo Giuseppe Peveri, è un cantautore italiano, originario di Fidenza e residente a Milano. Dopo la militanza come chitarrista in formazioni rock/new wave, nel 2006 inizia la sua esperienza solista con Anice in bocca (Jestrai), un disco che contribuisce a definire la via italiana al pop lo-fi, la cui poetica viene portata a compimento nei dischi successivi, riconosciuti cult della nuova canzone italiana anni 2000: Non c'è due senza te (2007 Jestrai), L'amore non è bello (2009 Ghost/Venus) e Io tra di noi (2011 Ghost/Venus), che comincia l'esplorazione di Dente verso dimensioni sonore sempre meno connotate dall'estetica lo-fi e sempre più improntate a un cantautorato classico e consapevole.
Anche la scrittura, inizialmente destrutturata, evolve progressivamente verso ricercatezza ed essenzialità, senza mai perdere la riconoscibile giocosità del linguaggio che ha consacrato lo stile di Dente. È il percorso dei dischi Almanacco del giorno prima (2014 RCA/Sony), Canzoni per metà (2016 Pastiglie/Sony) e Dente (2020 INRI/Artist First). Del 2015, invece, è l’esordio letterario di Dente: Favole per bambini molto stanchi, edito da Bompiani.
“Accanto alle canzoni più recenti, altre le ho scritte qualche anno fa. È stato un lavoro di grande cura e sintesi, perché dai 30 pezzi iniziali siamo scesi ai 10 del disco. 10 pezzi autobiografici e introspettivi che parlano della solitudine, di notti insonni, senza fine, di colazioni al veleno e di quella fottuta paura di stare bene.”
Nell’intervista si discute del rapporto con il tempo, della scrittura fuori dalla musica e delle tematiche di Hotel Souvenir. Il cantautore racconta come l’analisi personale abbia influenzato la scrittura delle canzoni e come la solitudine, la tenerezza e la malinconia si intreccino in questo disco. L’album è descritto come semplice, con pochi strumenti, capace di essere suonato da una band e di rivelare una convivenza tra presente e ricordi.
“Hotel Souvenir, con una traduzione un po’ da Google Translate potrebbe diventare “l’albergo dei ricordi”,” spiega Dente, sottolineando come il concetto di hotel rappresenti un luogo mentale in cui alloggiano le memorie e i dialoghi con se stessi. L’operazione discografica punta a una contemporaneità musicale, ma con strumenti essenziali e una spinta verso un cantautorato classico e consapevole.
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Allegria del tempo che passa è un inno al tempo che scorre, una riflessione dolceamara sui mutamenti. Il testo gioca con l’idea della paura di stare bene e con la visione di un tempo che si misura tra eventi e spazi, offrendo una prospettiva di accettazione. La canzone esplora la relazione tra malinconia e felicità, suggerendo che il tempo possa essere una medicina se affrontato con consapevolezza.
Nel corso della discografia di Dente, la dimensione romantica resta presente, ma qui il ragionamento sul sé prevale sul discorso amoroso tradizionale. “Non mi innamoro più” è una delle riflessioni che accompagnano questo percorso, segnando una maturazione nel racconto autobiografico e nella costruzione di immagini musicali che parlano direttamente all’ascoltatore.
Il lancio live di Hotel Souvenir anticipa il tour primaverile: Bologna, Roma, Firenze, Milano, e Torino, con date che mirano a presentare un album che si caratterizza per la sua onestà e per l’approccio intimo e contemporaneo al cantautorato.
In chiusura, il profilo di Dente si declina tra musica, parole e immagini: la sinergia tra musica e immagine è ritenuta da lui come un elemento fondamentale per l’esperienza d’ascolto, complemento essenziale del suono e della narrativa personale che caratterizza Hotel Souvenir.
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