
L’infiammazione della radice del dente è soprattutto una cosa: estremamente dolorosa. Questo perché la parte interna del dente, sensibile al dolore, si infiamma. La pulpite si verifica quando i batteri si fanno strada all'interno del dente e scatenano un'infiammazione nella polpa, che può poi diffondersi attraverso i cosiddetti canali radicolari fino alla radice del dente. Il motivo del forte dolore causato dall'infiammazione all'interno del dente è che i nervi sono direttamente interessati.
Per capire cosa sia esattamente l'infiammazione del canale radicolare, dobbiamo innanzitutto osservare la struttura del dente: La parte visibile del dente è la corona, al di sotto della quale si trova il collo del dente nel passaggio verso la gengiva. Il dente è saldamente ancorato all'osso mascellare grazie alle radici. Il dente è inoltre costituito da diversi strati: Lo strato più esterno è lo smalto, la sostanza più dura del corpo umano che protegge l'interno del dente. Al di sotto di questo si trova la dentina, nota anche come dentina. In realtà, gli esperti medici parlano di infiammazione della polpa (pulpite) e non di infiammazione della radice del dente.
La polpa dentale può infiammarsi per varie ragioni: carie che ha raggiunto la polpa, trauma dentale, fratture, o trattamenti ripetuti sullo stesso dente. Se l’infiammazione della radice del dente non viene curata, può diffondersi lungo i canali radicolari e interessare l’osso mascellare, provocando complicazioni locali e sistemiche.
La pulpite si manifesta inizialmente con denti sensibili alla pressione, dolore acuto quando si mordono alimenti, bevande calde o fredde. Man mano che l’infiammazione si diffonde, compare il dolore molto forte e pulsante. In fasi avanzate, il mal di denti può irradiarsi ad altre zone della mascella, e la persona potrebbe faticare a localizzare l’origine del dolore. Se non curata, l’infiammazione radicolare può raggiungere l’osso mascellare e causare infiammazione del tessuto intorno al dente.
Quando l’infiammazione si attenua bruscamente senza trattamento, ciò potrebbe indicare che il nervo è stato danneggiato o è morto: il dente è tecnicamente morto, ma l’infezione può rimanere. È quindi essenziale iniziare tempestivamente un trattamento per preservare il dente, anche se il dolore scompare temporaneamente.
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Esistono due tipi principali di ascesso dentale: endodontico e parodontale. L’ascesso endodontico colpisce l’apice del dente a seguito di necrosi della polpa; l’ascesso parodontale interessa i tessuti di supporto del dente. Un ascesso gengivale è più superficiale e può derivare da corpi estranei o residui di cibo intrappolati tra gengiva e dente.
Segni comuni includono dolore intenso, gonfiore della faccia o del pavimento della bocca, febbre in alcuni casi, alitosi e sensibilità al tatto. Il trattamento mira a rimuovere l’infezione e drenare eventuale pus, di solito con drenaggio chirurgico, terapia antibiotica mirata e rimozione o trattamento della causa (carie, dente devitalizzato, o estrazione).
Se si soffre di dolore intenso, è possibile assumere farmaci da banco come ibuprofene o paracetamolo per modulare il dolore e l’infiammazione temporaneamente. Tuttavia, questi sono sollievi sintomatici: non curano la causa. È indispensabile fissare un appuntamento dal dentista al primo segno di infiammazione del canale radicolare.
Il dentista eseguirà test di vitalità e valutazioni cliniche per determinare se la polpa è vitale o morta, e lo stadio della pulpite. Il trattamento dipende dalla gravità:
In alcune situazioni, soprattutto in denti non completamente sviluppati, si può ricorrere a endodonzia rigenerativa o a tecniche conservative che preservano la vitalità della radice. Eventualmente, se l’indagine mostra localizzazione di infezione differente o recidiva, si può valutare la resezione apicale o altre procedure chirurgiche.
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Nei casi di dolore intenso, possono essere prescritti analgesici più potenti o terapie per ridurre l’infiammazione. A seguito del trattamento canalare, può essere indicato l’uso di collutorio antibatterico contenente clorexidina per ridurre la proliferazione batterica. Se l’infezione è presente, potrebbero essere prescritti antibiotici mirati (amoxicillina, penicilline di semi-sintesi o alternative per allergie).
L’igiene orale quotidiana è la miglior prevenzione: spazzolare per circa tre minuti due volte al giorno con spazzolino morbido, utilizzare il filo interdentale e, se possibile, uno spazzolino interdentale. Ridurre l’assunzione di zuccheri e limitare sbalzi termici aiuta a prevenire carie e pulpiti. Controlli regolari dal dentista permettono di intercettare precocemente patologie dentarie.
Se non trattata, l’infiammazione della radice del dente può diffondersi all’osso mascellare e ai tessuti circostanti, portando a perdita del dente o a complicanze sistemiche. Le infezioni gravi possono estendersi a tessuti facciali o collo, richiedendo ricovero ospedaliero in casi estremi. È fondamentale non sottovalutare un dente che pulsa: una diagnosi precoce aumenta le probabilità di conservare il dente.
- Visite periodiche dal dentista per controlli e pulizie professionali; la prevenzione riduce significativamente il rischio di carie gravi e parodontiti.
- Dieta equilibrata: limitare zuccheri e cibi acidi;
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- Spazzolamento regolare due volte al giorno, uso di spazzolino interdentale quotidianamente e protezione dai traumi (paradenti durante attività sportive).
- Non ignorare segnali di avvertimento: dolore persistente, gonfiore, sanguinamento gengivale o sensibilità al tatto richiede visita dentistica immediata.
L’ascesso dentale è un accumulo di pus provocato da infezione batterica. Può essere endodontico (apice della radice) o parodontale (tasche gengivali). L’ascesso gengivale è superficiale e spesso deriva da residui di cibo o tessuti irritati. Il trattamento prevede drenaggio, terapia antibiotica mirata, e rimozione della causa (carie, devitalizzazione o estrazione se necessario).
Immagine descrittiva: flusso di trattamento endodontico, dalla diagnosi al restauro.
Un dente che pulsa può essere sintomo di pulpite reversibile o irreversibile. La diagnosi dipende dall’esame clinico, dai test di vitalità e dalle radiografie. L’intervento precoce, soprattutto in presenza di carie profonda, aumenta la probabilità di conservare la polpa o il dente, riducendo la necessità di procedure più invasive.
Se il dolore è intenso, è consigliabile consultare il dentista al più presto. Il trattamento canalare, se indicato, viene tipicamente eseguito in più sedute per garantire l’igiene dei canali radicolari e l’eliminazione dell’infezione, seguito da una restauro definitivo per ripristinare funzione ed estetica.
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