
Salve. Qualche giorno fa sono stata colpita dalla parainfluenza che sta girando in questi giorni. Ho avuto febbre, raffreddore e tosse; poi 2 giorni fa hanno cominciato a farmi male i denti del giudizio dell'arcata inferiore (non sono usciti del tutto ancora) e il dolore mi è arrivato alle tonsille. Il dolore non è fortissimo, ma vorrei capire se dipende dalla febbre. Non credo di avere problemi ai denti. Può bastare un comune antinfiammatorio? Sig. Nadia, è probabile che l'infiammazione delle vie aeree superiori siano la conseguenza della sintomatologia dolente che avverte ai denti del giudizio.
Il rapporto tra gola, naso e denti infatti è più stretto di quanto si possa pensare: d'altronde l'apparato respiratorio e quello dentale e masticatorio si trovano molto vicini. Quando sono i sintomi respiratori a determinare il dolore dentale è perché, il più delle volte, si tratta di infiammazioni dei seni paranasali - come nel caso di rinite o sinusite cronica - i quali a loro volta, trovandosi all'interno delle ossa mascellari, finiscono per determinare quel dolore tipico che coinvolge tutta la dentatura.
Le radici dei premolari e dei molari superiori sono molto vicine al pavimento dei seni mascellari. In alcune persone arrivano a pochi millimetri, in altre sono separate solo da una sottile parete ossea. Il risultato è un fastidio che nasce nei seni congesti, ma viene percepito come mal di denti.
Il raffreddore può causare mal di denti. Quando il naso è molto congestionato, l'infiammazione può raggiungere i seni mascellari, cavità piene d'aria che si trovano appena sopra i denti superiori. Quando la mucosa del naso si infiamma, l'aria entra con più fatica e la testa sembra più pesante.
Di solito il dolore da raffreddore è diffuso, interessa più denti della stessa arcata e tende a cambiare intensità nell'arco della giornata. Aumenta quando la congestione è più forte, quando ci si sdraia o quando ci si piega in avanti: tutti momenti in cui la pressione nei seni mascellari cresce. Il dolore dentale vero, invece, è localizzato. Colpisce un solo dente o un'area molto precisa e risponde agli stimoli diretti: masticazione, caldo, freddo, zuccheri.
Leggi anche: Come gestire il gonfiore dopo l'estrazione dei denti del giudizio
Un altro elemento utile è la durata. Il dolore da raffreddore segue l'andamento dei sintomi respiratori: cresce con la congestione e regredisce man mano che i seni si sgonfiano. Anche se il raffreddore può causare un dolore molto simile a quello odontoiatrico, ci sono situazioni in cui il fastidio non dipende dai seni mascellari, ma da un problema del dente o delle gengive.
I denti del giudizio solitamente sono gli ultimi a erompere dalle gengive e molto spesso sono causa di problemi legati all'intera bocca. Un dente del giudizio che non riesce a erompere la gengiva o rimane incluso totalmente o parzialmente, può causare un accumulo di batteri e lasciare aperta la porta ad un'infezione. Allo stesso modo se il dente del giudizio si infetta, potrà dare luogo a numerosi problemi, alcuni dei quali anche gravi.
Tra le conseguenze più pericolose di un'infezione batterica al dente del giudizio non adeguatamente od immediatamente curata c’è la cellulite batterica. La cellulite batterica si origina in particolar modo da infiammazioni gengivali che possono estendersi anche alla guancia, alla lingua e scendere fin nella gola, provocando dolore.
In caso di dolore ai denti del giudizio che si irradiano anche alla gola è dunque fondamentale correre subito nello studio dentistico per sottoporsi a tutte le cure del caso. Altre volte invece a dare origine ad un mal di gola da cause dentali è la linfoadenite, ovvero un’infezione dei linfonodi causata a sua volta da un’infezione dentale come un granuloma od un ascesso, non tempestivamente curati. In questi casi il mal di gola è più che altro dovuto all’ingrossamento dei linfonodi.
Non è proprio semplice individuare un mal di gola causato da problemi dentali, a meno che questi non siano più che evidenti. Sicuramente ogni qual volta si pensa di avere un mal di gola scatenato da un’infezione o da un’infiammazione dentale, è buona norma recarsi immediatamente dal proprio medico dentista di fiducia che, attraverso un’attenta anamnesi, saprà individuare le cause e prescrivere la terapia più adatta.
Leggi anche: "La Lingua Batte Dove Il Dente Duole": scopri di più
Sarebbe opportuno far passare il quadro clinico febbrile con la terapia che il tuo medico di fiducia ti ha prescritto e programmare una rx e visita specialistica odontoiatrica. Cara Nadia, dovresti fare rx opt per meglio valutare il quadro clinico dei denti del giudizio. Quando si prescrivono dei farmaci si deve essere certi della loro reale necessità, è per questo che le consiglio una visita odontoiatrica con rx per una diagnosi sicura. Saluti.
Se si tratta solo di una faringite virale (virus parainfluenzale) con interessamento delle mucose del cavo orale è sufficente un antinfiammatorio magari associato ad un colluttorio 0,12 clorexidrina (dentosan, curasept, ecc.). Un comune antinfiammatorio che Lei ha già usato in precedenza, lo può anche valutare, come anche dei gargarismi con del collutorio analgesico.
Se invece, come capita, è una superinfezione batterica (infezione batterica che si sovrappone ad una infezione virale preesistente) devi iniziare una terapia antibiotica (Clavulin cps 1g X2 die X 6gg) se non allergica. Inizia con antinfiamm.+ collutt. x 3 gg se non passa inizia l'antibiotico.
Gentile Nadia, quando si prescrivono dei farmaci si deve essere certi della loro reale necessità, è per questo che le consiglio una visita odontoiatrica con rx per una diagnosi sicura. Meglio avere una diagnosi prima di assumere certe cure farmacologiche.
Cara Nadia, prima di avventurarsi in terapie complesse provi a detergere la porzione di gengiva che ancora copre i suoi denti del giudizio con del collutorio spruzzato proprio sotto il "cappuccio di gengiva" con una siringa (può toglire l'ago!).
Leggi anche: Servizi Intesa Sanpaolo: Riflessioni
Intanto.. tachipirina. Se il dolore coinvolge entrambi i denti del giudizio inferiori, è molto probabile che si tratti solo di influenza. I farmaci sintomatici le risolveranno sicuramente il problema. Se il dolore è unilaterale, c'è la concreta possibilità che si tratti del dente del giudizio che si è risvegliato in questa sfortunata coincidenza. Lasci passare l'influenza e approfondisca le indagini.
Meglio sarebbe se la sua situazione fosse valutata da un dentista; magari serve una terapia antibiotica, magari no. E' molto strano che le abbiano dato problemi tutti contemporaneamente, ma questo può essere valutato solo da una visita odontoiatrica.
Il lavoro di squadra tra dentista e otorinolaringoiatra (otorino) è fondamentale quando si affrontano condizioni che colpiscono sia la salute orale sia quella dei seni paranasali. La collaborazione tra questi specialisti è particolarmente importante in casi come le complicazioni dei seni paranasali legate a patologie dentali, l'effetto degli impianti dentali sui seni, o le infezioni che coinvolgono sia i denti che i seni paranasali.
L’estrazione del dente sarà semplice o chirurgica, a seconda che il dente sia visibile o incluso. Estrazione semplice - Viene iniettato un anestetico locale, che intorpidisce l’area intorno al dente in modo da sentire solo pressione, non dolore, durante la procedura. Estrazione chirurgica - In questo caso di può ricevere anestesia locale oppure endovenosa, l’ultima delle quali ti rende calmo e rilassato. Potresti anche ricevere un’anestesia generale, a seconda di eventuali condizioni mediche. Il dentista o il chirurgo taglieranno la gengiva con una piccola incisione.
Quali sono i rischi dell’estrazione di un dente? Poiché si tratta di un intervento invasivo, è naturale che ci siano dei rischi legati alla procedura; È anche vero che, se si ritiene necessario operare con un’estrazione, significa che la situazione risulta già molto compromessa e potrebbe portare a gravi complicazioni in caso di non intervento.
Di solito dopo l’estrazione di un dente, si forma naturalmente un coagulo di sangue nell’alveolo, il foro nell’osso in cui è stato estratto il dente. Tuttavia, se il coagulo di sangue non si forma o si sposta, l’osso all’interno dell’alveolo può essere esposto e ciò può risultare pericoloso. Se ciò accade, il dentista proteggerà l’area applicandovi una medicazione sedativa per alcuni giorni. Durante questo periodo, si formerà un nuovo coagulo.
La tosse cronica si riferisce a una condizione in cui una persona tossisce per un periodo prolungato, generalmente superiore a 8 settimane. Si parla di tosse persistente se dura dalle 3 alle 8 settimane. Le cause della tosse cronica possono essere diverse e possono includere bronchite cronica, BPCO, asma, allergie, tumori polmonari, malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), esposizione a sostanze tossiche e assunzione di farmaci come gli ACE-inibitori. Fumo di sigaretta è una causa frequente.
La postura e le disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) possono influire indirettamente sulla funzione respiratoria e potrebbero contribuire alla tosse cronica in determinate circostanze. Ad esempio, la posizione alterata della mandibola può influire sul funzionamento delle vie aeree superiori e la malocclusione può provocare squilibri muscolari che alterano la postura.
Nel 1986, dopo una serie interminabile di raffreddori durati tutto l’inverno, feci gli esami allergologici di rito per verificare se la causa di tali malesseri potesse essere una reazione allergica. Dai test emerse che ero allergico ai pollini delle graminacee e quindi iniziai la terapia vaccinica. Le crisi di tosse irrefrenabile, che duravano alcuni minuti, potevano verificarsi anche decine e decine di volte al giorno, e continuavano anche durante la notte, disturbando il sonno mio e di mia moglie.
Sono stati necessari un approccio integrato tra otorino e dentista: su indicazione del medico di famiglia ho effettuato tutti gli esami di routine (spirometria, radiografie al torace, ai polmoni e al cranio), quasi tutti sostanzialmente negativi. Il mio otorino ribadì che la problematica derivava da due fattori: quello allergico e un secondo fattore, costituito dalla malocclusione dentale, per studiare la quale mi indirizzò al dentista. Alla applicazione del bite ho, inoltre, associato l’utilizzo quotidiano del neti lota, una pratica di lavaggio delle cavità nasali. Nel giro di una decina di giorni ho avuto modo di verificare un miglioramento della mia salute: le crisi di tosse si diradarono progressivamente per numero e gravità, e anche il naso mi risultava più libero.
| Situazione clinica | Segni utili | Approccio consigliato |
|---|---|---|
| Dolore diffuso con congestione nasale | Coinvolge più denti, peggiora sdraiandosi | Trattare la congestione/sinusite, antinfiammatori, decongestionanti |
| Dolore localizzato a un dente | Pulsante, risponde a stimoli (caldo/freddo) | Visita odontoiatrica, rx, possibile terapia endodontica o estrazione |
| Dolore ai denti del giudizio con gonfiore | Gengiva tumefatta, possibile trigono algico | Valutazione urgente dal dentista, possibile antibiotico o chirurgia |
Nadia, in effetti potrebbe essere tutto e nulla. Bisognerebbe fare almeno un esame radiografico per valutare se c'è correlazione tra la tua influenza ed un eventuale malposizione dei denti. Se hai avuto una forte faringite, potresti sentire fastidio in gola e alle tonsille. Ma valutare se c'entrano anche denti del giudizio, da qui è un pò difficile. In ogni caso una cura di antibiotici, come gia i colleghi hanno consigliato, sarebbe appriopriata. Dopo ti consiglio una visita di controllo dal tuo dentista.
tags: #correlazione #dente #del #giudizio #e #tosse
