Benefici e rischi dell'olio di cocco per la pulizia della dentiera e l'oil pulling

La carie dei denti è un'infezione che causa la rottura e alla fine la distruzione della materia organica dei denti ed è una della più comuni malattie del mondo. Una nuova ricerca proveniente dall'Istituto di tecnologia di Athlone, in Irlanda, mostra che l'olio di cocco, un antibiotico naturale, è in grado di attaccare i batteri che causano la carie. I risultati sono stati recentemente presentati alla Conferenza d'autunno della Società di microbiologia generale 2012 presso l'Università di Warwick, nel Regno Unito.

Che cos'è l'oil pulling e come si pratica

L'oil pulling è un'antica pratica dentale originaria del subcontinente indiano e considerata parte della medicina ayurvedica: consiste nello sciacquarsi la bocca con un olio vegetale (di solito olio di cocco, di sesamo o di girasole), tenerlo per circa 15-20 minuti, e infine poi sputarlo. Lo scopo dell'oil pulling (che in italiano si traduce letteralmente con “tirare l’olio”) è quello di migliorare l'igiene orale e la salute generale "eliminando" le tossine dall'organismo.

Come fare l'oil pulling? Ecco una semplice guida passo passo: Scegli l'olio che prefesci. L'olio di cocco si utilizza spesso grazie al suo gusto gradevole e i suoi benefici per la salute, ma puoi usare anche l'olio di sesamo e di girasole. Prendi un cucchiaio di olio e mettilo in bocca facendo degli sciacqui: assicurati che l'olio raggiunga tutte le parti della bocca, ma non inghiottirlo! Continua a sciacquare per circa 15-20 minuti: se all'inizio è difficile tenere l’olio in bocca per tutto questo tempo, inizia con periodi più brevi e aumenta gradualmente la durata. Sputa l'olio, preferibilmente su un foglio di carta assorbente (l’olio non dovrebbe essere mai gettato nel water o nel lavandino). Sciacqua la bocca con acqua e poi lava i denti come di consueto.

Infografica: passaggi per praticare l'oil pulling con olio di cocco

Meccanismi proposti: azione meccanica e biochimica

Durante l’oil pulling, l’olio viene fatto passare per diversi minuti tra gli spazi interdentali e lungo il margine gengivale. Chi lo pratica ritiene che componenti di placca/biofilm e residui di cibo si leghino all’olio o, quantomeno, vengano allentati. In modo realistico: l’olio non è un tensioattivo e non sostituisce la rimozione meccanica della placca con spazzolino, scovolini interdentali o filo interdentale.

L’olio di cocco contiene acido laurico, a cui in laboratorio vengono attribuite proprietà antimicrobiche. Se e quanto questo si traduca nella pratica quotidiana in bocca dipende però da molti fattori (tempo di contatto, maturità del biofilm, saliva, alimentazione, flora orale individuale). L'olio riveste la superficie dei denti e delle gengive con un'effetto inibitorio per la formazione della placca batterica e l'aggregazione di essa sui denti.

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Prove scientifiche sugli effetti antimicrobici

Il team di ricerca ha testato l'azione antibatterica dell'olio di cocco in due stati. Nel suo stato naturale e in un secondo stato nel quale hanno trattato l'olio di cocco con enzimi per simulare un processo simile alla digestione. Gli oli sono stati testati contro ceppi di batteri Streptoccocco, comuni abitanti della bocca. Quello che hanno scoperto è che l'olio di cocco modificato dall'enzima inibiva fortemente la crescita della maggior parte dei batteri Streptococco compreso lo Streptococcus mutans, un battere che produce acido e che è il principale agente causativo della formazione delle cavità dentali umane.

I test condotti dal gruppo dell'Istituto di tecnologia Athlone hanno mostrato che l'olio di cocco modificato dagli enzimi era nocivo anche al lievito Candida albicans che causa il mughetto. I nostri dati suggeriscono che i prodotti della digestione umana mostrano attività antimicrobica. Questo potrebbe avere implicazioni per il modo in cui i batteri colonizzano le cellule che rivestono l'apparato digerente e per la salute generale dell'intestino, ha spiegato il dott. Brady.

Ricerche cliniche sull'oil pulling con olio di cocco

Una revisione sistematica ha analizzato gli studi clinici randomizzati disponibili sull’argomento, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’oil pulling con olio di cocco nel migliorare parametri clinici e microbiologici correlati alla salute orale. La revisione è stata condotta secondo le linee guida PRISMA e ha incluso esclusivamente studi clinici randomizzati (RCT) su soggetti umani, confrontando l’oil pulling con olio di cocco con routine convenzionali di igiene orale, collutori a base di clorexidina, soluzioni placebo (acqua distillata o minerale).

Sono stati analizzati sei database internazionali e, su 42 studi potenzialmente eleggibili, solo 4 RCT hanno soddisfatto i criteri di inclusione, per un totale di 182 partecipanti. La durata degli studi variava tra 7 e 14 giorni, con età dei partecipanti compresa tra 6 e 52 anni.

Outcome Risultati principali
Plaque Index (PI) Due studi: in uno riduzione significativa del PI nel gruppo olio di cocco (p < 0,001); confronto con clorexidina non significativo dopo 14 giorni (p = 0,09).
Gingival Index (GI) e Bleeding on Probing (BOP) Nel confronto con clorexidina non sono state rilevate differenze significative.
Stain Index (SI) Il gruppo con clorexidina ha mostrato un aumento maggiore delle pigmentazioni rispetto al gruppo olio di cocco (p = 0,0002).
Streptococcus mutans Non sono emerse differenze statisticamente significative dopo 14 giorni.
Conta batterica totale Risultati eterogenei: uno studio ha evidenziato riduzione significativa (p = 0,0256); un altro non ha rilevato differenze.

La revisione sottolinea diversi elementi critici: campioni ridotti, durata molto breve degli studi (massimo 14 giorni), eterogeneità nei protocolli (tempo di sciacquo, frequenza, abitudini di igiene associate), elevato rischio di bias (in particolare performance bias), e assenza di analisi statistiche robuste in diversi studi. Tutti gli RCT inclusi sono stati classificati come livello di evidenza 2b secondo Oxford Centre for Evidence-Based Medicine.

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Grafico: sintesi risultati RCT su oil pulling

Benefici percepiti e possibili vantaggi pratici

Molte persone percepiscono l’oil pulling come «delicato» - anche perché l’olio di cocco non irrita la mucosa come i collutori a base alcolica. L'acido laurico contenuto nell'olio di cocco ha un effetto antinfiammatorio, antibatterico, antisettico. Diversamente dalla clorexidina esso non riporta alcun effetto collaterale (come ad esempio macchiare i denti). L’assenza di pigmentazioni potrebbe rappresentare un vantaggio percepito dal paziente, soprattutto in protocolli di mantenimento.

L'oil pulling può avere un effetto positivo sulla riduzione della placca nel breve termine e può funzionare nell’igiene orale come integrazione delicata - soprattutto tramite l'oil pulling e come additivo lenitivo in alcune formulazioni. L’olio di cocco può essere un add-on, non un sostituto, alle pratiche di igiene orale consolidate.

Rischi e precauzioni

L’oil pulling è generalmente considerato sicuro, ma ci sono alcuni rischi potenziali da considerare: se l'olio viene inghiottito, può causare diarrea o mal di stomaco. La letteratura segnala casi isolati di polmonite lipoidea associata a oil pulling in soggetti con rischio di aspirazione. Se gli sciacqui vengono eseguiti in modo scorretto o troppo energico possono anche provocare dolore o fastidio alla mascella.

Il rischio più importante è che alcune persone usino l’oil pulling come sostituto di misure comprovate. Carie e parodontite non si sviluppano perché manca il «detox» - ma soprattutto per biofilm, alimentazione, fattori salivari e pulizia insufficiente. Non sostituisce né la rimozione meccanica della placca né i principi attivi per la prevenzione della carie.

Indicazioni pratiche e consigli d'uso

L'olio di cocco per i denti funziona come un detergente naturale per la salute orale. La quantità di olio di cocco da utilizzare è circa 10 ml (circa 1 cucchiaio). L’olio di cocco dovrebbe essere tenuto in bocca come un collutorio per 20 minuti ogni giorno e questa pratica aiuterebbe migliorare la salute della nostra cavità orale. A stomaco vuoto e prima di assumere liquidi, versare un cucchiaio di olio di cocco in bocca. Devi tenerlo in bocca come se fosse un collutorio e senza ingerirlo. La consistenza dell'olio di cocco cambierà gradualmente e diventerà più acquosa man mano che si mescola con la saliva. Continua per 20 minuti.

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Salare l'acqua non è necessario, ma è utile per aumentare l'effetto antimicrobico e per lenire eventuali infiammazioni. Importante: NON deve essere ingerito, l'olio deve essere eliminato perché ha incorporato tutte le tossine e i batteri nocivi della nostra bocca. Chiunque abbia più di 5 anni può praticarlo, i bambini dovrebbero essere istruiti a non ingerire olio mentre praticano l'estrazione dell'olio. Se desidera usare l’olio di cocco, l’approccio più sicuro e sensato è: «add-on, non sostituto».

Video: come praticare correttamente l'oil pulling con olio di cocco

Note sulla dentiera e pulizia protesica

In molti utilizzano l'olio di cocco per la pulizia denti e anche per lo sbiancamento dentale. L’olio di cocco è una sorta di detergente naturale per la bocca che contribuisce alla pulizia del cavo orale oltre a rimuovere batteri e microrganismi che potrebbero causare malattie. L’olio di cocco con trattamenti di oil pulling per denti può essere utilizzato durante la routine quotidiana con buone pratiche di spazzolamento contribuendo all’abbattimento dei batteri.

Prima di tutto chiariamo di cosa si tratta, l'Oil Pulling sono di risciacqui orali eseguito con semplice olio vegetale. L'olio di cocco ha proprietà antimicrobiche e antibatterico, che lo renderebbe efficace contro i batteri Streptococcus Mutans che causano la carie.

Immagine: confronto tra dentiera pulita con metodi tradizionali e con oil pulling

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