
Questa essenza è stata ampiamente adoperata prima dell'avvento dell'eugenolo sintetico per la cura di bocca e denti, inserito in collutori e prodotti utilizzati dai dentisti. I chiodi di garofano si ricavano da un albero sempreverde della famiglia delle Mirtaceae. I boccioli vengono raccolti prima che fioriscano, lasciati essiccare fino a diventare bruni e duri prendono la forma di chiodi con la testa. L’olio essenziale di Chiodi di Garofano si estrae dai fiori della pianta Eugenia caryophyllus. L’albero è un sempreverde con tronco diritto, si sviluppa fino a 10-15 metri in altezza, la chioma assume una forma arrotondata, e le foglie sono opposte, coriacee e lanceolate.
Conservazione: conservare in luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti dirette di luce e calore. Costituenti chimici: eugenolo (73%), carofillene, acetato di eugenile. Odore: caratteristico. L’Olio Essenziale di Chiodi di Garofano agisce in maniera diffusa grazie alla sua composizione a base di eugenolo, la sua azione più conosciuta è di analgesico per i dolori ai denti, carie, ascessi, e infezioni delle gengive. Repellente per gli insetti, calma gli spasmi, riattiva la circolazione e agisce sulla cellulite. È un analgesico locale, battericida, contrasta le micosi; antisettico, antibatterico, antimicotico; tonico, stimolante della circolazione; coadiuvante trattamenti anticellulite; afrodisiaco; spasmolitico; antinfiammatorio. In ambito odontoiatrico si è usato per rinsaldare la pulizia del cavo orale, come collutorio, e come principio di preparazioni cosmetiche.
Interno: Internamente è possibile assumere una-due gocce al giorno di essenza diluita in un cucchiaino di olio o mescolate a un cucchiaino di miele, da somministrare per un massimo di sette giorni. Per l’uso interno seguire le indicazioni e le dosi di un esperto. È sconsigliato l’uso in gravidanza, in allattamento e nei bambini al di sotto del 12 anni. Per l’uso interno, pressoché sempre si raccomanda diluizione e consulto professionale.
Esterno: Per l’uso esterno, l’olio essenziale di chiodi di garofano può essere adoperato per massaggi in caso di dolori muscolari o articolari, ma anche in caso di problemi digestivi o respiratori. Grazie all’azione antisettica, è usato per detergere a fondo la bocca, per prevenire infezioni ed irritazioni e per completare la pulizia dopo aver spazzolato i denti.
Il olio essenziale può causare un effetto irritante su cute e mucose a bassi dosaggi ed epatotossicità a dosaggi più elevati. Non usare olio essenziale puro sulla gengiva o sul dente; diluire sempre in olio vettore. Prima dell’uso, è fondamentale effettuare un patch test cutaneo per verificare la tollerabilità personale. Evitare l’uso in caso di allergie o dermatiti. In caso di uso interno, attenersi a dosi raccomandate da un professionista. Se si presentano gonfiore, febbre, malessere generale o dolore intenso, consultare immediatamente un dentista o medico.
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Prima i Portoghesi e in seguito gli Olandesi ebbero il controllo di queste isole famose per la loro produzione di spezie e se ne contesero il monopolio. I chiodi di garofano erano conosciuti sin dall’antichità; il mandarino cinese li masticava per profumare l’alito. In Europa, tra 1400 e 1500, le spezie come garofano, cannella e noce moscata rappresentavano merci preziose e costose, impiegate sia per conservare il cibo che per scopi farmacologici.
I chiodi di garofano contrastano l’attività dei radicali liberi, hanno proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiossidanti; hanno azione battericida e antifungina. L’eugenolo possiede notable proprietà antibatteriche e antisettiche, utili contro infezioni orali, gengiviti e carie superficiali; è noto per desensibilizzare le terminazioni nervose, offrendo sollievo temporaneo dal mal di denti. I polifenoli presenti sono forti antiossidanti, utili contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’olio essenziale è impiegato come coadiuvante in trattamenti odontoiatrici e in preparazioni cosmetiche, come creme e sieri.
Non è una cura universale: il dolore dentale può segnalare cause come carie, pulpite, frattura o ascesso; il chiodo di garofano può attenuare il dolore per un po’, ma non sostituisce una diagnosi odontoiatrica. L’uso non diluito può provocare lesioni chimiche e bruciature; l’eugenolo ad alte dosi può essere tossico e alterare coagulazione. Evitare l’uso in gravidanza o allattamento, in caso di allergie o epatotossicità preesistente, e nei bambini piccoli. Se il dolore persiste o peggiora, consultare il dentista, in quanto potrebbe trattarsi di una condizione che richiede antibiotici o intervento professionale.
I chiodi di garofano hanno un uso ampio in cucina: sono noti per aromatizzare dolci, vini e tisane; si usano interi in arrosti, stufati, bolliti e verdure. Spesso si combinano con cannella, noce moscata e zenzero. Nella medicina tradizionale sono apprezzati per proprietà digestive, antisettiche e antinfiammatorie. In infusi, bastano 2-3 chiodi di garofano per una tazza di acqua bollente, infondere e filtrare.
L’olio essenziale viene impiegato in massaggi, suffumigi, impacchi, nella preparazione di cosmetici e profumi, e come ingrediente per collutori e dentifrici. Può essere utile come antiparassitario ambientale quando usato in miscele con altri oli, come cannella, arancia o vaniglia, ma sempre con diluizioni adeguate. Per gli ambienti, una miscela con oli essenziali può profumare gli spazi e offrire un effetto antimicrobico moderato.
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Se vuoi, prenota il dentista: il chiodo di garofano è al massimo un “cerotto” temporaneo, non un intervento chirurgico. Il mito del rimedio miracoloso va bilanciato dall’evidenza clinica: una diagnosi accurata e un piano di trattamento professionale sono essenziali per la salute orale a lungo termine.
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