
I denti del giudizio, chiamati anche terzi molari o ottavi, sono i terzi e ultimi molari che spuntano nelle arcate dentali e rappresentano il completamento della dentizione permanente, andando a occupare la posizione più interna di ogni semiarcata. Per spiegarlo è necessario fare un viaggio indietro nel tempo, fino alla preistoria. I terzi molari, ottavi, denti del giudizio sono gli ultimi elementi che erompono tra i 18 ed i 25 anni. La causa di tale nome si deve all’età in cui erompono normalmente, ovvero fra i 18 e i 25 anni, età in cui ci lasciamo alle spalle infanzia e adolescenza e entriamo nell’età del giudizio (almeno teoricamente).
I denti del giudizio sono quindi un retaggio del passato. I terzi molari sono l’eredità dei nostri antenati primitivi, che avevano la necessità di masticare alimenti duri. In passato, gli antenati umani avevano bisogno di denti forti e robusti per masticare cibi più duri e fibrosi. Nell’epoca preistorica la dieta non era di certo come quella attuale, i nostri antenati consumavano prevalentemente alimenti crudi, duri e difficili da masticare. L’alimentazione preistorica e l'inesistenza di cure dentarie infatti provocavano la perdita precoce dei denti.
Con l'avvento dell'agricoltura e il progresso delle tecniche di cottura, la dieta umana ha subito un cambiamento drastico. Il consumo di cibi cotti e più morbidi ha ridotto la necessità di avere una masticazione potente. Gli alimenti sono diventati più morbidi e meno abrasivi, e di conseguenza, anche le mascelle umane si sono ridotte in dimensioni. Nel corso dell'evoluzione, le dimensioni della mandibola e della mascella si sono ridotte, lasciando poco spazio a disposizione per un normale sviluppo dell'ottavo dente. Esiste quindi una riduzione dello spazio disponibile e le continue cure preventive per ridurre l’incidenza di carie ha reso praticamente inutile la presenza di questo dente in bocca.
Solitamente ne abbiamo quattro, due per ogni arcata dentaria. È infatti abbastanza comune trovare, soprattutto nelle nuove generazioni, ragazzi che non hanno più nemmeno il germe dei denti del giudizio. In genere sono quattro, ma alcune persone ne hanno solo tre, altri due, altri solo uno, altri ancora non ne hanno. Ma non è raro che i denti del giudizio non compaiano per nulla. Negli anni questi denti ormai non più utili ai fini della masticazione finiranno per scomparire e con loro anche il germe dentario in origine.
Nei nostri antenati, questi molari svolgevano un ruolo fondamentale nella masticazione di alimenti più difficili da ingerire, come cibi crudi o carni non lavorate. Circa 100.000 anni fa, gli ominidi avevano mascelle più grandi, con un maggiore spazio disponibile per accogliere tutti e 32 i denti, inclusi i terzi molari. La dieta ricca di radici, carne cruda e fibre non solo richiedeva una maggiore forza masticatoria, ma contribuiva anche all'usura dei denti, il che rendeva necessario il supporto di un ulteriore set di molari per garantire una corretta masticazione durante l’arco della vita. Secondo alcuni antropologi, la comparsa degli ottavi in età tardiva avrebbe il compito di controbilanciare l'eccessiva usura degli altri denti.
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L’arrivo dei denti del giudizio è previsto normalmente dopo i 18 anni e la completa formazione della loro radice a circa 21. I denti del giudizio prendono il loro nome dall’età in cui solitamente spuntano, ovvero tra i 17 e i 25 anni. È interessante notare come questa denominazione non sia esclusiva della lingua italiana. Questi terzi molari erompono generalmente tra i 17 e i 25 anni, un’età in cui tradizionalmente si considera che una persona abbia raggiunto una maggiore maturità e saggezza rispetto all’adolescenza. È solo con l'età che la mascella e la mandibola dovrebbero raggiungere sufficienti dimensioni per permetterne lo sviluppo.
Quando un dente del giudizio resta completamente al di sotto della gengiva, e quindi non visibile se non con una radiografia, si parla di dente incluso. Se invece diventa parzialmente visibile ma non completa la sua fase di eruzione, si definisce semincluso. I denti del giudizio inclusi: si tratta di denti che hanno la radice completamente formata, ma che non sono riusciti a erompere nei tempi adeguati; possono essere parzialmente inclusi quando, pur non avendo completato il loro sviluppo, la corona è visibile nella cavità orale. La mancanza di spazio sufficiente nell’arcata dentale può portare il dente del giudizio a crescere in posizione anomala, inclinato o storto. L'asse di crescita del dente non è orientato correttamente.
I più comuni disturbi che riguardano i denti del giudizio sono legati alla loro posizione scomoda e al poco spazio disponibile. Difficoltà nello svolgimento di una corretta igiene orale. Vista la posizione scomoda e il poco spazio disponibile, lavare i denti del giudizio può risultare complicato. La difficoltà nel praticare una corretta igiene orale nella parte posteriore della bocca può portare all’infiammazione dei tessuti gengivali attorno ai denti del giudizio. Ascesso, carie, pericoronite e altre infiammazioni gengivali sono sicuramente i disturbi più comuni che insorgono per problematiche relative ai denti del giudizio. Un dente del giudizio, cresciuto storto, potrebbe andare ad appoggiarsi sul secondo molare, rendendo difficile le operazioni di pulizia e predisponendo questo dente al rischio di carie.
Una delle credenze più diffuse sui denti del giudizio riguarda la spinta che i terzi molari, crescendo storti, darebbero agli altri denti. È opinione comune credere che possano spostare i denti vicini producendo problemi alla masticazione e affollamento degli incisivi inferiori. Capita spesso che i denti del giudizio siano ritenuti responsabili dello “spostamento degli incisivi” o, in generale, di un peggioramento dell’allineamento dei denti, magari raddrizzati da interventi di ortodonzia. È vero però che non tutti concordano con questa impostazione e c’è chi la ritiene infondata dal punto di vista scientifico, come dimostrerebbero alcuni studi. Il motivo dello scetticismo risiede nella costatazione che tutti i denti hanno meccanismo di eruzione e di spinta identici tra loro.
In generale, non esiste un periodo preciso in cui rimuovere i denti del giudizio ma vengono spesso rimossi quando causano problemi, come dolore, infezione, ascesso dentale, crescita anomala, o quando interferiscono con la posizione corretta degli altri denti. Le più aggiornate linee guida, però, sono concordi nell’affermare che nessun dente dovrebbe essere estratto in assenza di una reale motivazione. Solo nel caso venga riscontrato un problema già visibile, si potrebbe rendere preferibile procedere all’estrazione precoce del dente. Se i denti del giudizio fuoriescono correttamente, pur non avendo alcuna funzione specifica, non causano alcun fastidio o disturbi e possono essere trattati in maniera tradizionale con una corretta cura orale.
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L’intervento di estrazione dei denti del giudizio è uno dei più comuni in ambito odontoiatrico. Prima di procedere con l’estrazione, il dentista effettua una valutazione approfondita mediante una radiografia ortopanoramica e, se necessario, una TAC. La rimozione dei denti del giudizio con anestesia locale offre tanti vantaggi per la salute dei denti. A seconda dei casi, sarà fatta con o senza punti di sutura, o con diversi tipi di anestesia, in intervento ambulatoriale o in clinica. L'estrazione di un dente del giudizio completamente fuoriuscito è il caso più semplice e di solito non richiede accorgimenti particolari a parte l'anestesia locale e l'uso di un adeguato analgesico.
La difficoltà dell’intervento varia significativamente a seconda dei casi e della situazione generale del paziente. È ad esempio più facile l'estrazione da soggetti giovani in quanto le radici non sono ancora completamente formate e l’osso circostante è più morbido; inoltre, il dente del giudizio superiore può essere - a parità di condizioni - estratto più agevolmente di quello inferiore. Negli adulti la chirurgia estrattiva del dente del giudizio già formato può indurre un processo infiammatorio e un tempo di guarigione variabile tra i 7 e i 15 giorni successivi all’intervento. In caso di inclusione ossea totale, serve accedere al dente nascosto nell'osso rimuovendo parte di quest'ultimo per quindi esporre e poi estrarre l'elemento dentario, spesso dopo averlo diviso in parti più piccole.
Il decorso dopo un intervento di routine è in genere rapido. Gonfiori e perdite di sangue sono possibili per diverse ore dopo l'intervento. Se la perdita è moderata, è da considerarsi normale durante il primo giorno dopo l'estrazione. In questi casi il paziente può mordere su una garza o su un fazzoletto di stoffa. Fazzoletti di carta o ovatta sono da considerarsi come soluzioni di emergenza perché rischiano di lasciare tracce che si attaccano alla ferita e che possono causarne la riapertura quando vengono rimossi. È inoltre vantaggioso inumidire leggermente la garza o il fazzoletto. L’applicazione di ghiaccio fin dal primo giorno e il consumo di soli alimenti morbidi aiuterà una rapida guarigione. Normalmente il sanguinamento non dura più di ventiquattro ore, mentre il dolore dovrebbe scomparire a una settimana dall’intervento.
Si consiglia ai pazienti uno studio radiologico previo radiografia panoramica e TAC dei mascellari per decidere precocemente la possibilità di estrarre il dente all’età adolescenziale. In questo caso la difficoltà chirurgica viene ridotta come il post operatorio e i rischi dell’intervento. L’approccio più corretto per la gestione dei denti del giudizio è quello di affidarsi al parere di un dentista professionista, che valuterà la situazione specifica del paziente e consiglierà il trattamento più appropriato. Le linee guida attuali sconsigliano l’estrazione preventiva in assenza di problemi evidenti.
La selezione naturale e il futuro dei denti del giudizio mostrano una crescente incidenza di persone nate senza i terzi molari, indicando una possibile graduale scomparsa di questi denti. Studi genetici suggeriscono che, nel tempo, i denti del giudizio potrebbero diventare sempre più rari, eliminando in parte il problema del sovraffollamento dentale. Tuttavia, tale evoluzione richiederà migliaia di anni, lasciando agli odontoiatri di oggi e del prossimo futuro la gestione clinica di una caratteristica arcaica che continua a presentare sfide.
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Ricordati che, per la corretta gestione dei tuoi denti del giudizio, è fondamentale rivolgersi a un dentista professionista. L’estrazione del dente del giudizio è comunque un intervento di routine che si esegue con una semplice anestesia locale. L'approccio personalizzato del professionista è indispensabile: ogni caso riguardante i denti del giudizio è unico e richiede un’attenta valutazione personalizzata.
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