
L’inclusione dentale è quella condizione in cui un dente non riesce ad erompere dalla gengiva e rimane parzialmente o del tutto bloccato nell’osso mascellare o mandibolare. Capita più spesso di quanto si pensi: un dente permanente che non riesce a comparire correttamente in arcata oppure che rimane completamente bloccato all’interno dell’osso. In odontoiatria si parla di dente incluso o dente ritenuto, una condizione che può interessare diverse tipologie di elementi dentari e che richiede una valutazione clinica accurata, soprattutto quando provoca sintomi, alterazioni dell’occlusione o complicanze a livello osseo e gengivale.
L’ortopantomografia, nota anche come ortopantomogramma o radiografia panoramica delle arcate dentarie, è un esame radiografico che permette di analizzare contemporaneamente i denti, le arcate dentarie e le ossa di mascella e mandibola. L’ortopantomografia serve a studiare i denti, le ossa dei processi alveolari e la mandibola nei casi di problemi odontoiatrici. Permette inoltre di rilevare malformazioni dentarie, come denti inclusi o di identificare lesioni ossee, infiammazioni, cisti o tumori degli alveoli o nella mandibola.
L’ortopantomografia è un esame di screening con buona sensibilità per il riconoscimento di denti inclusi, agenesie multiple, lesioni cistiche macroscopiche e alterazioni grossolane dello sviluppo, ma da sola non fornisce una diagnosi definitiva nella maggior parte dei contesti clinici. La sua capacità di discriminare fini dettagli anatomici e di escludere patologie sottili è limitata dalla proiezione bidimensionale e dalla risoluzione spaziale intrinseca, inferiore a quella delle radiografie intraorali.
La proiezione bidimensionale può causare sovrastima della prossimità del canale mandibolare: la proiezione può far apparire un dente incluso sovrapposto o a ridosso del canale, quando in realtà è posizionato vestibolarmente o lingualmente. Inoltre, un recesso sinusale irregolare o esteso può apparire come una radiotrasparenza ben definita in sede molare/premolare, scambiata per cisti radicolare o residua. Per questi motivi, quando la panoramica non è esaustiva, la TAC Cone Beam (CBCT) diventa fondamentale per ottenere la localizzazione tridimensionale e la valutazione quantitativa dell’osso.
La TAC Cone Beam permette una valutazione tridimensionale estremamente precisa. Attraverso la TAC Cone Beam è possibile valutare con grande precisione diversi aspetti anatomici: posizione reale del dente incluso, vicinanza a nervi o strutture anatomiche delicate, rapporti con le radici dei denti vicini, presenza di riassorbimenti ossei e eventuali cisti associate. Nei casi complessi, ad esempio con terzi molari inclusi in prossimità del nervo alveolare inferiore o denti sovrannumerari nelle regioni anteriori, la CBCT tridimensionale si rivela indispensabile.
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La diagnosi non si basa soltanto sulla visita clinica. L’imaging radiologico ha un ruolo fondamentale per capire posizione, profondità e rapporti anatomici del dente incluso. L’ortopanoramica costituisce il primo step per localizzare con rapidità eventuali elementi inclusi; per approfondire si possono eseguire radiografie endorali mirate o la CBCT.
| Parametro radiografico | Implicazione clinica |
|---|---|
| Orientamento (mesio/urso/orizzontale) | Influenza fattibilità estrattiva e rischio di danno ai denti adiacenti |
| Profondità di inclusione | Determina complessità chirurgica e possibile necessità di sezionare il dente |
| Rapporto con canale mandibolare o seno mascellare | Se sospetto contatto, indicazione a CBCT per pianificazione tridimensionale |
| Presenza di radiotrasparenze follicolari | Valutare rischio di cisti odontogene e necessità di trattamento |
| Segni di riassorbimento radicolare dei denti vicini | Intervento spesso necessario per preservare gli elementi contigui |
La decisione terapeutica viene sempre personalizzata sulla base di vari elementi clinici: presenza di sintomi, rischio di complicanze, età del paziente, posizione del dente, possibilità di recupero ortodontico, presenza di infezioni o cisti. Non tutti i denti inclusi devono essere rimossi o trattati immediatamente. Se il dente del giudizio non causa dolore e non crea problemi ai denti vicini è possibile non intervenire e decidere di controllarlo periodicamente; al contrario l’estrazione rimane la scelta terapeutica da perseguire se i denti del giudizio, a causa delle loro posizioni anomale, rischiano di creare infezioni, carie ai denti vicini e disallineamento.
Molte inclusioni dentarie possono essere intercettate precocemente durante la crescita. Per questo motivo le visite odontoiatriche pediatriche e ortodontiche hanno un ruolo importante nel monitoraggio dello sviluppo dentale. Una diagnosi precoce può offrire vantaggi molto importanti durante la crescita: individuare anomalie di eruzione, prevenire inclusioni severe, ridurre la necessità di trattamenti più invasivi, migliorare la prognosi ortodontica e semplificare il trattamento.
La gestione dei denti inclusi richiede spesso un approccio multidisciplinare che coinvolge chirurgia orale, ortodonzia e diagnostica radiologica avanzata. La possibilità di utilizzare strumenti diagnostici come la TAC Cone Beam consente oggi una pianificazione molto più precisa, soprattutto nei casi di canini inclusi o inclusioni vicine a strutture anatomiche delicate. Per questo motivo è importante rivolgersi a uno specialista con comprovata esperienza per valutare correttamente se monitorare, recuperare ortodonticamente oppure trattare chirurgicamente l’elemento incluso.
In ambito clinico la panoramica digitale riduce l’esposizione alle radiazioni rispetto alle vecchie macchine analogiche e, grazie alle funzioni di ingrandimento e alle immagini ad alta definizione, aiuta il dentista a dare una diagnosi più efficace. Tuttavia, la CBCT rimane l’esame di scelta quando è necessaria una valutazione tridimensionale precisa per la pianificazione chirurgica.
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Un dente incluso o ritenuto non provoca sempre sintomi immediati, ma in alcuni casi può favorire infiammazione, affollamento dentale, cisti o difficoltà funzionali. Una valutazione clinica associata a esami diagnostici mirati permette di capire se sia sufficiente monitorare il dente o se sia necessario pianificare un trattamento ortodontico o chirurgico.
Sono il dott. Francesco Bromo medico odontoiatra specialista in chirurgia odontostomatologica e in questo articolo ho risposto ad alcune delle domande più frequenti che ricevo dai pazienti sul tema dell’inclusione dentale. Nella pratica clinica quotidiana una corretta interpretazione dell’ortopantomografia, integrata quando necessario dalla CBCT, consente di prendere decisioni terapeutiche mirate, riducendo tempi, difficoltà ed effetti collaterali di interventi tardivi.
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